Brusciano

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Brusciano
Brusciano - Stemma
Stato: bandiera Italia
Regione: Campania
Provincia: stemma Napoli
Coordinate: 40°55′0″N 14°25′0″E / 40.91667, 14.41667Coordinate: 40°55′0″N 14°25′0″E / 40.91667, 14.41667
Altitudine: 27 m s.l.m.
Superficie: 5 km²
Abitanti:
15.681 31-08-07
Densità: 3136,2 ab./km²
Frazioni: De Ruggiero, La Scorza, Pastena 
Comuni contigui: Acerra, Castello di Cisterna, Mariglianella, Marigliano, Somma Vesuviana
CAP: 80031
Pref. telefonico: 081
Codice ISTAT: 063010
Codice catasto: B227 
Nome abitanti: bruscianesi 
Santo patrono: San Sebastiano 
Giorno festivo: 20 gennaio 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
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Brusciano è un comune di 15.681 abitanti della provincia di Napoli e dista 13 km dal suo capoluogo.

Indice

[modifica] Storia

[modifica] L'origine del toponimo

Vi è una doppia ipotesi sulla genesi del nome Brusciano: una riferita alla natura e l'altra alla storia. La prima istanza vuole che, per la presenza di bisce, nella originaria zona paludosa, si debba procedere così: da "bixiae", "bixianum" e da questi, infine, Brusciano.

La seconda proposta prende considerazione da un fatto storico: la spartizione delle terre a favore dei legionari romani, come voleva la tradizione: infatti, nel 122 a.C. la zona di Brusciano fu assegnata alla famiglia "Brutia" o "Bruxia" da cui, poi, il nome del paese.

[modifica] Era antica

Il territorio di Brusciano, comunque vanta delle origini antichissime: autori greci e latini narrando avvenimenti che vedevano come protagonista l'antica città di Nola, hanno evidenziato come i territori compresi tra Napoli e la stessa Nola, avessero una notevole importanza strategica.

Quando infatti cominciarono a fiorire gli insediamenti lungo la fascia costiera, in special modo nella zona adiacente alla città di Cuma, si venne a creare una situazione per cui le genti che popolavano quei lembi di territorio, tendevano a spingersi verso le zone interne.

Fu proprio tale espansione a determinare una situazione di tensione con gli Etruschi i cui insediamenti si estendevano dal salernitano sino ad arrivare ai centri maggiori di Nuceria, Capua, Nola. Nell'agro nolano, dunque, si ritrovano evidenti tracce della civiltà etrusca e di quella sannitica che ebbe il suo periodo di massimo splendore tra il 439 ed il 421 a.C.

Successivamente l'influenza della città di Roma fece di Nola un importante centro politico e culturale: la cittadina, infatti, fu elevata a Municipio e poi a città confederata con una gestione autonoma.

L'antico abitato bruscianese, che per secoli riflesse lo splendore della vicina Nola, decaduta la potenza romana, fu travolto dalle violente invasioni barbariche che ne mutarono la configurazione politica ed organizzativa.

All'indomani dell'avvento della dominazione Normanna tutta la parte di terraferma rientrante nel regno fu divisa in tre parti: Apulia, Calabria e Terra Laboris.

[modifica] Epoca moderna

Il centro bruscianese si sviluppò seguendo le sorti di quest'ultima ed oggi, con la sua abolizione con Regio Decreto n° 1 del 2 gennaio 1927, il centro confina con Somma Vesuviana, Acerra, Castello di Cisterna e Mariglianella.

[modifica] Siti archeologici e monumentali

Il Comune di Brusciano, che è compreso tra le pendici del Monte Somma e la zona dei Regi Lagni, vanta una particolare origine geologica: ceneri, lapilli e banchi tufacei risultanti dall'attività vulcanica del Vesuvio hanno costituito il substrato su cui si è formato il suolo locale. Lo strato superficiale si presenta con una profondità variabile nell'ordine di alcuni metri, con una particolare composizione di elementi sabbio-argillosi e vulcanici frammisti a ceneri, lapilli e pomici.

  • Confraternita Santa Maria della Pietà

Il sito architettonico di maggiore interesse è la Chiesa di Santa Maria delle Grazie, nonché l'adiacente Confraternita della Pietà. Ubicata in via San Francesco, la chiesa risale all'anno 1308. Nel documento Rationem decimarum Italiae' (XIII secolo), si registra il contributo della Chiesa "S. Marie de Bussiano", attraverso il versamento delle decime, al sostegno delle campagne contro gli infedeli.

Petrus Gogus era il nome dell'abate titolare. Nel 1615, si censivano con visita pastorale, due confraternite denominate Corpo di Cristo e S. Maria della Pietà. La sede della seconda, adiacente alla chiesa S. Maria delle Grazie, ancora esistente, è in fase di recupero grazie all'impiego di fondi del Comune di Brusciano e presto sarà riconsegnata alla comunità locale per esclusivi usi civili.

La precedente ristrutturazione avvenne nel 1880, per 6.000 lire di spesa, sostenuta dal Comune e dai fedeli. La chiesa S. Maria delle Grazie ospita dal 1808 il protettore della comunità, Sant'Antonio da Padova. Nel 1920 un incendio si sviluppò per causa forse dolosa e ingenti danni ne derivarono alla chiesa che, però, in seguito al generoso intervento dei fedeli, venne in pochi anni recuperata.

  • Vico Tre Santi (Cortaucci)

Di particolare interesse è anche il Vico Tre Santi a Cortucci, una delle numerose traverse di via San Francesco, in cui avvenne il Miracolo di Sant'Antonio che gli meritò la riconoscenza di tutta la comunità con l'istituzione della Festa dei Gigli. Era l'anno 1875 e la povera Zi Cecca De Falco, con un figlio che versava in gravi condizioni di salute, si rivolse a S. Antonio promettendogli una coroncina tutta d'oro per il bambinello qualora avesse ricevuto la grazia. Il figlio della donna guarì, ma il debito non poté essere onorato così come promesso. Le ristrettezze economiche della povera mamma le permisero nel giorno della processione, il 13 giugno, solo di lanciare dal balcone della misera casa 16 ostie: di esse, 13 andarono a posizionarsi a mo' di corona sospesa nell'aria, proprio sul capo del bambinello di S. Antonio.

[modifica] Folkore

Per approfondire, vedi la voce Festa dei Gigli.

L'ultima domenica di agosto, a Brusciano si tiene annualmente la Festa dei Gigli, ispirata a quella nata a Nola.

La Festa dei Gigli è la manifestazione più sentita e più vissuta a Brusciano. Le origini della manifestazione a Brusciano si fanno risalire al miracolo operato in paese da Sant'Antonio da Padova più di un secolo fa con la guarigione del figlio di una povera popolana gravemente ammalato. Attraverso letture, citazione, notizie, elementi acquisiti, siamo in grado di affermare che il miracolo avvenne nel 1875 in via Cortaucci, oggi via G.Cavalcanti, in quell'ampio cortile dove il giovane ragazzo graziato abitava e dove figure di Santi impresse in un maiolicato ricordano l'avvenimento. La popolana si chiamava Zi Cecca De Falco che, molto religiosa e devota di Sant'Antonio, aveva promesso al Santo una testiera d'oro per Bambinello, che egli reca nel palma della mano destra, per la guarigione del figlio.

Ma Zi Cecca, che pur di ottenere la grazia era andata deliberatamente oltre le proprie possibilità, non aveva potuto far fronte all'impegno assunto per il suo stato di nullatenenza. La testiera venne realizzata con tredici ostie allorquando nell'anno 1875 il 13 giugno in quel cortile dove il santo sostava per la rituale raccolta delle offerte, la donna lasciò cadere da una guantiera fiori insieme con sedici ostie, dicendo: Sant'Antò, hè fatto sta buono 'o figliu mio. Nun 'me dj' niente .. .. .. nunn'aggia potuto fa 'a testiera a 'o Bambiniello. Sulo chesto aggia potuto.

Per un trentennio il più volte ricordato Antonino Tramontano scrisse, suscitando plauso e consensi sempre crescenti, canzoni in onore della Festa fino al 1976 anno in cui morì. È doveroso esprimere al nuovo Autore, Felice Giannino, poc'anzi nominato, meritato riconoscimento. La sua tematica è limpida, vivace, sempre attuale.

Un grato ricordo ad altri che tanti anni fa diedero un contributo fattivo per la buona riuscita della "Sagra" cittadina. Tra i musicisti vanno annoverati: il prof. Natalizio che da parecchi lustri si impone all'ammirazione degli appassionati per la sua vena musicale sempre fluida ed incantevole da lasciare il segno nelle canzoni a lui affidate; il prof. Mario Muselli, del Conservatorio di Avellino, che per professionalità ed inventiva, conferisce ai suoi "pezzi" tutto il calore ed il sentimento nella combinazione dei suoni adatti alla manifestazione folcloristica, ed il maestro Velotto, le cui "note" riecheggiano sempre nell'ambiente come testimonianza di chi ha saputo armonizzare le esigenze della Festa con l'animo dei cittadini.

Altri tre musicisti, Tonino Giannino, Maurizio Saccone e Stefano Salvadore vanno elogiati per la novità che caratterizza le loro composizioni in cui trasfondono, con sorprendente bravura, l'umorismo e la vitalità della popolare manifestazione. A proposito di Tonino Giannino va ascritto a suo onore e merito la nascita di una divisione musicale denominata "Fanfara Bruscianese" per la cui organizzazione si è adoperato e si adopera con slancio e zelo ammirevoli. Sorta nel 1983, essa si compone di n.35 elementi e si esibisce non soltanto a Brusciano ma anche in altri paesi dai quali è richiesta, dove richiama grande folla di appassionati e cultori della musica.

Possiamo affermare, che senza vani ornamenti verbali, che la "Fanfara Bruscianese" è una realtà locale di risonanza regionale perché è costituita da orchestrali seri, preparati e di provata esperienza nel campo musicale. La prima esibizione venne fatta a Brusciano per il Giglio di Sant'Antonio che aveva per capoparanza Tonino Castaldo.

I "Comandanti" meritano plauso e riconoscenza perché la "Ballata", per il loro senso di responsabilità, non travalica mai i limiti della compostezza e dell'ordine, e la gara rimane sempre avvincente e per lo sforzo fisico prolungato dei "Cullatori" nel rispetto delle regole del gioco e per il frastuono, sempre piacevole, delle bande musicali. Facciamo i nomi dei " Comandanti " : Sciurillo, Ndunino 'o Ciotolone, Stefano 'o Pustino, Ndunino Castaldo, Micciariello, 'E Piscature, per la continuazione del compianto 'Ndunino Spuntone, anch'egli bravo organizzatore, morto alcuni anni fa. Un saluto d'obbligo all'ex "Comandante" Pasquale Turboli che per tanti anni, dal 1956 al 1972, ha dato alla Società degli Ortolani, con la sua personalità, decoro e vanto.

Non potevamo tacere un avvenimento verificatosi nell'anno 1913 o 1914 (abbiamo accertato discordanza sulla data): per l'attrito insorto tra due paranze orgogliose oltre ogni limite per l'attribuzione dei meriti, un Giglio venne fatto precipitare volutamente su altro che lo precedeva.

Sollevata alla base dalla parte posteriore, la struttura prese a cadere con lentezza tale che consentì alla folla, la quale strabocchevole gremiva la piazza, di allontanarsi agevolmente dal luogo dove di li a poco sarebbe precipitata. I più attribuirono proprio a Sant'Antonio il miracolo, in onore del quale si svolgevano e si svolgono tuttora i festeggiamenti, se fu evitata una tragedia di vaste proporzioni. Soltanto due orchestrali del Giglio che subì l'urto rimasero lievemente feriti. Tale avvenimento contribuì, senza dubbio, a rinsaldare vieppiù la fede nel Santo di Padova.

Tratto da uno scritto di L. Tramontano

[modifica] Amministrazione comunale

Sindaco: Angelo Antonio Romano (UDC - liste civiche) dal 28/04/2008 (2º mandato)
Centralino del comune: 081 5218111
Posta elettronica: urp@comunedibrusciano.it

[modifica] Collegamenti esterni

[modifica] Evoluzione demografica

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