Melannurca campana
| Melannurca campana (IGP) | |
|---|---|
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| Origini | |
| Luogo d'origine | |
| Zona di produzione | Campania |
| Dettagli | |
| Categoria | ortofrutticolo |
| Riconoscimento | I.G.P. |
| Settore | Ortofrutticoli e cereali |
| Consorzio di tutela | http://www.melannurca.it |
| Altre informazioni | Reg. CE n. 417 del 10.3.2006 (GUCE L. 297 del 11.3.06) |
La melannurca campana, chiamata anche mela annurca, è un prodotto ortofrutticolo italiano che designa una mela della varietà « annurca », tipica della Campania.
Al momento del consumo, si presenta di colore uniformemente rosso. È definita la “regina delle mele”[1] ed è l’unica mela originaria dell'Italia meridionale
Dopo la raccolta, la mela Annurca necessita di un periodo di "arrossamento", durante il quale viene posta su graticci di paglia ("melai") nei quali i frutti sono disposti su file esponendo alla luce la parte meno arrossata.
Il nome Annurca è comunemente considerato derivare da Mala Orcula in quanto prodotta intorno all'Orco ovvero al Lago d'Averno, nell'area di Pozzuoli[senza fonte]. Nel tempo la mela sarebbe stata detta prima “anorcola” e poi “annorcola”. La prima testimonianza scritta del nome "Annurca" risale solo al 1876 nel "Manuale di Arboricoltura" di Giuseppe Antonio Pasquale.[1]. Tuttavia, pare molto più verosimile la derivazione dal latino "indulcare"[senza fonte][2] che farebbe riferimento alla suddetta tipica modalità di maturazione.
Indice |
Storia [modifica]
Esistono testimonianze pittoriche nei dipinti rinvenuti negli scavi di Ercolano e in particolare nella Casa dei Cervi, che attestano la coltivazione della mela Annurca in Campania[3]. Importanti raccolti sono storicamente presenti nel comune di Giugliano in Campania tant'è che è definita popolarmente la "città della mela annurca".
Caratteristiche [modifica]
Due sono le cultivar descritte nel disciplinare di produzione[4]: annurca e annurca rossa del sud.
La raccolta dei frutti inizia mediamente intorno alla metà di settembre, quando i frutti maturi iniziano a cadere. Dopo la raccolta, i frutti devono terminare la maturazione esposti al sole per 10-15 giorni, durante i quali sono posti su paglia e girati a mano frequentemente.
Area di produzione [modifica]
- Provincia di Avellino
- Territori comunali parzialmente interessati alla produzione: Cervinara, Montoro Inferiore, Montoro Superiore, Rotondi, Santa Lucia di Serino, San Martino Valle Caudina, San Michele di Serino, Santo Stefano del Sole, Serino.
- Provincia di Benevento
- Territori comunali interamente interessati alla produzione:Amorosi, Dugenta, Limatola, Puglianello, San Salvatore Telesino, Telese.
- Territori comunali parzialmente interessati alla produzione: Airola, Bonea, Bucciano, Durazzano, Faicchio, Frasso Telesino, Melizzano, Moiano, Montesarchio, Paolisi, San Lorenzello, Sant'Agata dei Goti.
- Provincia di Caserta
- Territori comunali interamente interessati alla produzione: Aversa, Bellona, Caianello, Calvi Risorta, Camigliano, Carinaro, Casal di Principe, Casaluce, Casapesenna, Cesa, Frignano, Grazzanise, Gricignano, Lusciano, Orta di Atella, Parete, Pastorano, Pignataro Maggiore, Riardo, Sant'Arpino, San Cipriano d'Aversa, Santa Maria la Fossa, San Marcellino, San Tammaro, Sparanise, Succivo, Teano, Teverola, Trentola-Ducenta, Villa di Briano, Vitulazio.
- Territori comunali parzialmente interessati alla produzione: Ailano, Alvignano, Baia e Latina, Caiazzo, Capua, Carinola, Castel di Sasso, Cellole, Conca della Campania, Dragoni, Falciano del Massico, Formicola, Francolise, Galluccio, Giano Vetusto, Maddaloni, Marzano Appio, Mignano Monte Lungo, Mondragone, Pietramelara, Pietravairano, Pontelatone, Pratella, Presenzano, Rocca d'Evandro, Roccamonfina, Roccaromana, Ruviano, San Pietro Infine, Sessa Aurunca, Tora e Piccilli, Vairano Patenora, Valle di Maddaloni, Villa Literno.
- Provincia di Napoli
- Territori comunali interamente interessati alla produzione: Acerra, Brusciano, Caivano, Calvizzano, Castello di Cisterna, Marano di Napoli, Mariglianella, Marigliano, Mugnano di Napoli, Nola, Pomigliano d’Arco, Qualiano, Quarto, Saviano, Sant'Antimo, San Vitaliano, Villaricca.
- Territori comunali parzialmente interessati alla produzione: Bacoli, Cercola, Giugliano in Campania, Massa di Somma, Ottaviano, Napoli, Pollena Trocchia, Pozzuoli, Sant'Anastasia, San Giuseppe Vesuviano, San Sebastiano al Vesuvio, Somma Vesuviana.
- Provincia di Salerno
- Territori comunali interamente interessati alla produzione: Bellizzi, Montecorvino Pugliano.
- Territori comunali parzialmente interessati alla produzione: Baronissi, Battipaglia, Campagna, Eboli, Fisciano, Giffoni Sei Casali, Giffoni Valle Piana, Mercato San Severino, Montecorvino Rovella, Olevano sul Tusciano, Pontecagnano Faiano, Salerno, San Cipriano Picentino, San Mango Piemonte.
Riconoscimenti [modifica]
Nel marzo 2006, a livello europeo, la denominazione Melannurca Campana è stata riconosciuta indicazione geografica protetta (IGP)[5].
Note [modifica]
- ^ a b Scheda dal sito della regione Campania
- ^ Brak: Menú Del Paradiso Terrestre[I blog non possono essere fonti di Wikipedia]
- ^ Dipartimento di Arboricoltura, Botanica e Patologia vegetale, Facolta di Agraria – Portici, pp.2 e 3
- ^ Disciplinare di produzione
- ^ Regolamento (CE) n. 417/2006 della Commissione del 10 marzo 2006 per quanto riguarda l'iscrizione nel Registro delle denominazioni di origine protette e delle indicazioni geografiche protette «Melannurca Campana» (IGP). Gazzetta ufficiale dell'Unione europea L 72/8 del 11.3.2006
