Santa Maria la Carità

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Santa Maria la Carità
comune
Santa Maria la Carità – Stemma Santa Maria la Carità – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Napoli-Stemma it.png Napoli
Amministrazione
Sindaco Giosuè D'Amora (lista civica Liberi si cresce) dal 26/05/14
Territorio
Coordinate 40°43′13″N 14°30′42″E / 40.720278°N 14.511667°E40.720278; 14.511667 (Santa Maria la Carità)Coordinate: 40°43′13″N 14°30′42″E / 40.720278°N 14.511667°E40.720278; 14.511667 (Santa Maria la Carità)
Altitudine 16 m s.l.m.
Superficie 3,98 km²
Abitanti 11 718[1] (31-12-2010)
Densità 2 944,22 ab./km²
Comuni confinanti Castellammare di Stabia, Gragnano, Pompei, Sant'Antonio Abate, Scafati (SA)
Altre informazioni
Cod. postale 80050
Prefisso 081
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 063090
Cod. catastale M273
Targa NA
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti Sammaritani
Patrono Santa Maria
Giorno festivo 21 novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Santa Maria la Carità
Posizione del comune di Santa Maria la Carità nella provincia di Napoli
Posizione del comune di Santa Maria la Carità nella provincia di Napoli
Sito istituzionale

Santa Maria la Carità è un comune italiano di 11.566 abitanti della provincia di Napoli in Campania. È posizionato nella piana stabiese-vesuviana, al confine con l'Agro Nocerino-Sarnese. Confina con i comuni di Castellammare di Stabia, Gragnano, Pompei, Sant'Antonio Abate e Scafati.

La struttura urbana della città è a raggiera e parte da Piazza Borrelli. Il nome è ispirato e riflette il culto della Santa patrona del paese: Santa Maria delle Grazie; l'aggiunta "la Carità" è probabilmente una designazione locale, e per superare casi di omonimia con altre città campane.

Il 21 novembre ed il 2 luglio vengono organizzate delle feste in onore di Santa Maria.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le prime notizie sulla città risalgono al 900 a.C. allorquando le genti Osche cominciarono ad insediarsi sul territorio. Si trattava comunque di insediamenti rurali che sorgevano in un’area di intenso traffico commerciale. Dall’insediamento dei Sanniti (500 a.C.) all’eruzione del Vesuvio (79 d.C.), si susseguirono tutta una serie di cruenti guerre e sanguinose battaglie nelle quali eserciti di diverse origini, scorrazzando nelle pianure del Sarno, razziavano le campagne alla ricerca di approvvigionamenti alimentari. Successivamente, nel 574 d.C., i Longobardi invasero il sud Italia arrivando nella piana del Sarno. Dopo secoli di relativa pace, sul finire del primo millennio (950 d.C.), i Longobardi cominciarono ad edificare sul territorio Torri militari di avvistamento per difendersi dalla minaccia apportata dai Saraceni che invano avevano tentato di raggiungere Amalfi da Gragnano. Proprio una di queste Torri, secoli e secoli dopo, diverrà il campanile della Chiesa di Santa Maria la Carità.

La tradizione vuole che l’antica strada di collegamento tra il Sarno e i Monti Lattari passasse sotto la torre-campanile in prosecuzione con l’attuale via Pioppelle. D’altro canto le grandi aperture alla base del campanile, tutt’ora esistenti, avrebbero proprio questo scopo funzionale.

Una data storica importante è il 1318, quando re Roberto d'Angiò delimita il Feudo di Cancelleria stabilendo come termine di confine la Chiesa di Santa Maria la Carità. Dal 1450 circa fino alla fine del XIX secolo si susseguirono numerosissimi tentativi di bonificare quei territori a tratti paludosi che causavano numerose morti per malaria. Ma solo nel 1855 Ferdinando II di Borbone istituirà l’Amministrazione delle Bonificazioni. Ultimo focolaio bellicoso, prima delle grandi guerre mondiali, avviene nel 1860 allorquando numerosi sammaritani antigaribaldini, dopo violenti scontri, si diedero al brigantaggio non potendo far valere diversamente la propria fedeltà ai sovrani borbonici.

Le ultime date degne di nota appartengono tutte al ventesimo secolo. Nel 1950 nascono le prime proposte di legge per istituire il Comune autonomo di Santa Maria la Carità, ma si dovette attendere fino al 1978 per ottenere la totale autonomia dal comune di Gragnano.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

  • Ville di epoca romana:

Nel territorio sammaritano sono state ritrovate diverse ville di epoca romana, che risalgono al I secolo a.C. In alcune di esse si può notare che conservano ancora una cella vinaria, una frumentaria, una olearia e una fructuaria.

  • Chiesa di Santa Maria la Carità:

Pur risalendo probabilmente XVII secolo, è stata oggetto di continue trasformazioni, tra le quali la più radicale fu senz’altro quella del 1935, anno indicato anche nell’iscrizione collocata nel prospetto. La facciata, di linee classicheggianti, è costituita da un corpo centrale dove l’ordine gigante delle colonne con capitelli compositi, impostate su un alto basamento, inquadra sia il portale architraviato con timpano sia il finestrone superiore.

  • Chiesa di Santa Maria del Carmine:

Edificata nel 1825.

  • Chiesa della Madonna delle Grazie:

Rimasta, purtroppo, in uno stato di evidente degrado che ne compromette la staticità. L’edificio mostra sul prospetto tratti ancora visibili di lesene che inquadrano un portale lapideo, mentre l’interno ad unica navata è ritmato da paraste e cornici che emergono sulla tradizionale muratura in conci di tufo.

Attività economiche[modifica | modifica wikitesto]

Le maggiori attività economiche della piccola cittadina campana sono l'agricoltura, con la produzione di pomodori, frutta e olive, la floricoltura e, per quanto riguarda l'aspetto industriale, ci sono piccoli stabilimenti di materiali da costruzione, soprattutto per il lapilcemento.

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[2]

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

  • Festa patronale di Santa Maria delle Grazie il 2 luglio e 21 novembre.

Luglio Sammaritano[3][modifica | modifica wikitesto]

Tutto il mese di luglio si svolgono sagre ed eventi:

  • Torneo delle contrade
  • Corteo storico
  • Palio del ciuccio

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA. VV., Santa Maria la Carità. Il mio Paese, tra passato, presente e futuro, Scuola Elementare, 2002
  • D'Amora - Cascone, Frammenti di memorie, a cura della Proloco, 1996
  • Di Massa Giuseppe, Santa Maria la Carità, Trenta Anni di Autonomia, Tremila Anni di Storia, 2008
  • Di Massa Giuseppe, La chiesa di Santa Maria del Carmine al Petraro, EIDOS 2004
  • Girace Francesco, La voce della campagna, Strenna rurale, 1905.
  • Scala Raffaele, Appunti per una storia di Santa Maria la Carità in La Camera del Lavoro di Gragnano, Nicola Longobardi Editore, 2010

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  3. ^ Luglio Sammaritano.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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