Frattaminore

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Frattaminore
comune
Frattaminore – Stemma
Frattaminore – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Napoli-Stemma it.png Napoli
Amministrazione
Sindaco Vincenzo Caso (centro) dal 12/06/2007
Territorio
Coordinate 40°57′20″N 14°16′15″E / 40.955556°N 14.270833°E40.955556; 14.270833 (Frattaminore)Coordinate: 40°57′20″N 14°16′15″E / 40.955556°N 14.270833°E40.955556; 14.270833 (Frattaminore)
Altitudine 36 m s.l.m.
Superficie 1,99 km²
Abitanti 16 067 (31-12-2010)
Densità 8 073,87 ab./km²
Comuni confinanti Crispano, Frattamaggiore, Orta di Atella (CE), Sant'Arpino (CE)
Altre informazioni
Cod. postale 80020
Prefisso 081
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 063033
Cod. catastale D790
Targa NA
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti frattaminoresi; pomiglianesi e frattesi
Patrono San Simeone Profeta
Giorno festivo 8 ottobre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Frattaminore
Posizione del comune di Frattaminore nella provincia di Napoli
Posizione del comune di Frattaminore nella provincia di Napoli
Sito istituzionale

Frattaminore (antica Pomigliano) è un comune italiano di 15.072 abitanti della provincia di Napoli in Campania. Il comune è chiamato dagli abitanti "Pomigliano" e localmente "Fratta Piccola" dagli abitanti del quartiere che sorge intorno al palazzo che fu del Conte di Fratta Piccola.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Il suo territorio pianeggiante costituisce l'estremo lembo settentrionale della Provincia di Napoli al confine con il casertano, formando un unico agglomerato urbano, oltre che con i comuni napoletani di Frattamaggiore e Crispano, anche con i comuni di Sant'Arpino e Orta di Atella in Provincia di Caserta.

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Il comune si trova nella conurbazione a nord di Napoli. La parte nord del comune insiste nel territorio dell'antica città di Atella.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le origini di Frattapiccola risalgono alla seconda metà dei secolo XIII quando alcune famiglie che dimoravano nell'allora Fracta si spostarono nelle vicinanze dell'antico sito di Atella per costruire, adiacente il palazzo del feudatario, un nuovo villaggio che cominciò a chiamarsi Fractula e più tardi, intorno al 1282, Fractapicula, per distinguersi dall'altra Fracta che intanto aveva aggiunto l'aggettivo major. La denominazione Frattaminore nasce nel 1890 quando, con Regio Decreto n. 6871 del 15/5/1890, il comune di Pomigliano di Atella viene fuso con la frazione di Fratta Piccola, Presidente del Consiglio dei Ministri era Francesco Crispi, cui è intitolata una delle piazze del comune. Il pomilio di atella, Pomigliano, trova origine nella città Osca di Atella nota, fin dal I secolo a.C., con Novio Atellano ed altri autori per le "fabule atellane"

Nome abitanti[modifica | modifica sorgente]

Negli ultimi anni è in forte ascesa la dizione "frattaminorese", coniata dai media locali. Gli abitanti sono più correttamente distinti in pomiglianesi e frattesi con riferimento agli antichi abitati del comune.

Persone legate a Frattaminore[modifica | modifica sorgente]

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Feste patronali[modifica | modifica sorgente]

Le feste patronali di Frattaminore sono due, una per ciascuno degli antichi abitati.

Madonna della Pietà[modifica | modifica sorgente]

L'antica Pomigliano di Atella, con la sua chiesa parrocchiale di San Simeone profeta, celebra solennemente la Vergine Maria ogni terza domenica di maggio.

Elemento caratterizzante di questa kermesse è la presenza di rinomati Concerti Bandistici (cosiddette bande da giro) che ne allietano lo svolgimento.

San Maurizio martire[modifica | modifica sorgente]

La zona di Fratta Piccola festeggia San Maurizio martire, santo a cui è intitolata la locale parrocchia. La solennità liturgica ricade il 22 settembre, ma la Festa Patronale vera e propria è, fin da tempi lontani, celebrata la settimana successiva a Pasqua. Quest'ultima ha vissuto una fase di particolare splendore a cavallo fra gli anni ottanta e la prima metà dei Novanta, durante i quali contava su uno svolgimento di questo tipo:

  • Processioni col busto del santo nella domenica precedente la Pasqua (zona di Pomigliano di Atella), il martedì e mercoledì in Albis (zona di Fratta Piccola) e il sabato in Albis (definita "di ringraziamento");
  • Processione del SS. Sacramento nelle ore serali di Pasquetta;
  • Concerti Bandistici, il martedì e mercoledì in Albis;
  • Fuochi Pirotecnici Aerei, diurni il martedì in Albis e notturni il sabato successivo;
  • talaltre manifestazioni secondarie di giovedì e venerdì[1].

Due i principali fattori che hanno portato, colla seconda metà degli anni novanta, a una negativa inversione di tendenza:

  • l'approccio diocesano e del clero locale in materia di Feste Patronali;
  • l'avanzata del cemento per allargamenti demografici assai consistenti ovvero per diffuso abusivismo edilizio.

Diocesi di Aversa (nella cui giurisdizione ricade tutta Frattaminore) e clero della Parrocchia S. Maurizio m.re hanno in particolare azzerato il variegato e seguitissimo sistema di Processioni nonché messo all'indice il metodo della questua (coincidente non in maniera esclusiva con i giri del busto patronale). Ciò ha fatto rapidamente scemare sia l'entusiasmo popolare sia il numero complessivo degli oboli costringendo i vari Comitati succedutisi a gravi ridimensionamenti nella fase organizzativa dei festeggiamenti.

L'avanzata del cemento a Frattaminore e dintorni, raggiungendo livelli territorialmente insostenibili, ha invece provocato la scomparsa dei vari appuntamenti di Fuochi Pirotecnici. Specie quelli notturni del sabato dopo Pasqua, invece, erano riusciti cogli anni a raggiungere un'interessante ribalta nazionale tanto da attrarre una gran folla di forestieri (specie dalla Liguria) e da invogliare gli organizzatori a coraggiose e fugaci sperimentazioni, come il "Festival delle Bombe da tiro diurne" (1992).
Due, in particolare, le aree di sparo disponibili in passato. Quella di Via Cappelluccia, rapidamente soffocata da diffusi fenomeni di abusivismo edilizio[2], e quella della zona Spagnuolo che invece ha dovuto fare i conti cogli allargamenti demografici assai consistenti dell'adiacente Comune di Crispano.

Attualmente la kermesse pasquale di S. Maurizio è perciò in piena crisi artistico-artigianale, molto probabilmente irreversibile, data l'assenza di quei Concerti Bandistici e di quei Fuochi Aerei che l'avevano fatta divenire, a nord di Napoli, un prezioso punto di riferimento per i vari enti organizzatori di celebrazioni simili.

Festa della Candelora[modifica | modifica sorgente]

Inoltre il 2 febbraio si festeggia la Candelora presso la chiesa di San Simeone. La festa si svolge nella piazza Umberto I, qui vengono portate le statue del santo Simeone e della Vergine Maria con Gesù Bambino, e dopo una celebrazione eseguita dal sacerdote, Gesù Bambino viene posto nelle mani della statua di San Simeone. Caratteristica di questa kermesse popolare è il lancio di particolari confetti, soprannominati per la loro forma 'confetti ricci'.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Mobilità urbana[modifica | modifica sorgente]

Il comune è servito dalle seguenti linee extraurbane degli autobus della CTP, Compagnia trasporti pubblici di Napoli, società aderente al consorzio UnicoCampania: Linee AUTOBUS ordinarie: - T31 Orta di Atella - Napoli (Piazza Garibaldi) (C/linea in via Ponte della Maddalena)- - T71B Orta - Napoli (Metropolitana Piscinola)

Ferrovia[modifica | modifica sorgente]

Frattaminore dista 2 chilometri dalla stazione ferroviaria Frattamaggiore-GrumoNevano.

Aeroporti[modifica | modifica sorgente]

Frattaminore dista 12 chilometri dall'aeroporto internazionale di Napoli - Capodichino.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

La tradizione vuole che Augusto, di ritorno dalla vittoria di Azio (31 a.C.), si sia fermato ad Atella, ospite da Mecenate con Publio Virgilio Marone e che il poeta abbia letto per l'occasione le Georgiche e le Bucoliche, scritte durante i suoi soggiorni atellani ove era attirato dal posto ameno e dalle fabule.

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[3]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Opuscolo Festa San Maurizio, edizione 1989
  2. ^ Via Cappelluccia, la soluzione prima del Puc.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]