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Boscotrecase è un comune di 10.791 abitanti (31.12.2004) della provincia di Napoli. In epoca romana nel territorio c'erano diverse ville rustiche e ville di otium. Famoso il ritrovamento in via Tenente Luigi Rossi, nel 1903, di una villa del I sec. d. C., appartenuta ad Agrippa Postumo. Gli affreschi provenienti dalla villa sono conservati nel Museo Archeologico Nazionale di Napoli e nel Metropolitan Museum di New York. Nel Medioevo l'area prese la denominazione di Sylva Mala, per la presenza di un folto bosco che dal Vesuvio andava fino al mare. In età angioina il re Roberto d'Angiò assegnò il bosco a tre monasteri femminili di Napoli, da cui il nome "Bosco delle Tre Case". Nei sec. XVI e XVII il bosco venne trasformato in terreno fertile coltivato a vigneto (ancor oggi nell'area si produce il celebre vino Lacryma Christi) e alberi da frutta (soprattutto albicocche e agrumi). Il paese, formato da più quartieri (Oratorio, Annunziatella, Casavitelli), fu più volte danneggiato dalle eruzioni del Vesuvio. Ultima nel tempo l'eruzione dell'aprile 1906, che attraversò con la lava il quartiere Oratorio, distruggendo molti palazzi e abitazioni. Boscotrecase ha dato molti personaggi illustri, fra cui: Salvatore Cirillo, accademico ercolanese e prefetto della Biblioteca Reale (fine '700), il Card. Giuseppe Prisco, Arcivescovo di Napoli (fine '800), l'on. Luigi Napodano, docente universitario di diritto e deputato (fine '800). Anche il famoso brigante Pilone (Antonio Cozzolino), che tenne in scacco dal 1860 al 1865 ca. le truppe piemontesi alle falde del Vesuvio, uccidendo anche il Capitano delle Guardie Nazionali di Ottaviano, è originario del paese. Nel 1980 con il distacco della frazione Trecase, divenuta comune autonomo, Boscotrecase si è ridotto in territorio ed in numero di abitanti. Le principali attività economiche localizzate nell'area riguardano l'agricoltura, la produzione di vino e le trasformazioni alimentari (prevalentemente a carattere artigianale).
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
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