Raimondo Orsini Del Balzo

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Blasone Orsini Del Balzo

Raimondo Orsini Del Balzo, conosciuto anche come Raimondello (Nocera Inferiore, 1361Taranto, 17 gennaio 1406), fu Gran Connestabile del Regno di Napoli; Conte di Soleto (1382), Duca di Benevento (1385-1401), Principe di Taranto (1393-1406), Conte di Bisceglie (1381-1405), Conte di Lecce (1401-1406), Duca di Bari, Signore di Otranto, Nardò, Ugento e Gallipoli; Oria, Ostuni e Martina Franca (dal 1401 in cambio di Benevento), Signore di Tricase (1404); Gonfaloniere della Sacra Romana Chiesa (1385).

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Guglia di Raimondello a Soleto

Raimondello fu il secondo figlio di Nicola Orsini (1331-1399), terzo conte di Nola, grande Giustiziere e Cancelliere del Regno di Napoli, e della seconda moglie Maria del Balzo, nonché nipote di Sveva del Balzo dei conti di Soleto.

Aggiunse al suo cognome Orsini quello dei Del Balzo (De Baux) in quanto venne adottato dallo zio Raimondo Del Balzo e dalla moglie Isabella D'Apia, contessa di Campagna e Casaluce, per dare loro una discendenza[1]. Di ritorno dalla Terra Santa nel 1380, occupò militarmente la contea di Soleto (con giurisdizione su Galatina, Zollino, Sternatia, Aradeo, Cutrofiano, Sogliano) donatagli dallo zio Raimondo Del Balzo ma usurpatagli dal padre a favore del primogenito Roberto.

Fu alleato di Luigi I d'Angiò e, su suo consiglio, sposò nel 1384 Maria d'Enghien, contessa di Lecce (1367-1446), ingrandendo notevolmente il proprio dominio aggiungendo, alla contea di Soleto, la contea di Lecce ed il Principato di Taranto. Il Principato di Taranto includeva metà del Regno di Napoli ed il Principe vi governò quasi indipendentemente dal Re, diventando il feudatario più ricco d'Italia con entrate che superavano quelle del Re di Napoli.

Alla morte di Luigi I d'Angiò (20 settembre 1384), Raimondello proseguì nella sua politica a favore degli Angioini, sostenendo Luigi II d'Angiò ed accorrendo nel marzo del 1385 in difesa del pontefice Urbano VI minacciato da Carlo III di Durazzo. Grazie all'intervento armato di Raimondello, il pontefice venne liberato dall'assedio di Nocera e, ritiratosi a Genova, con bolla speciale concesse al conte Orsini Del Balzo licenza di costruire un convento con ospedale e chiesa " sub vocabulo Sanctae Chatarinae" in San Pietro di Galatina.

Verso la fine del XIV secolo ordinò la costruzione della Basilica di Santa Caterina d'Alessandria a Galatina, un capolavoro di arte francescana. Egli stesso vi è ritratto all'interno insieme con suo figlio Giovanni Antonio. Vi si conserva una reliquia (un dito) di santa Caterina d'Alessandria portata in Puglia da Raimondello dal monastero sul monte Sinai dov'è il corpo della santa. Si narra che Raimondello, recatosi di persona in pellegrinaggio presso il monastero egiziano, nell'atto di baciare la mano del corpo mummificato della Santa in segno di venerazione, abbia sottratto un dito della salma staccandolo con un morso e nascondendolo in bocca fino al suo rientro in Italia.

Un'altra opera importante da lui voluta e commissionata fu l'omonima guglia a Soleto, un magnifico campanile in stile tardo gotico.

Raimondello morì a difesa di Taranto assediata da re Ladislao il 17 gennaio 1406.

Alla morte di Raimondello, Maria d'Enghien proseguì l'opera del marito facendo riempire di affreschi la chiesa di Santa Caterina con nuove maestranze da Napoli. Dopo la sua morte i lavori vengono proseguiti dal figlio Giovanni Antonio e dalla moglie Anna Colonna, come viene testimoniato dallo stemma degli Orsini del Balzo inquartati con quello dei Colonna sia nella chiesa di Santa Caterina che sull'ultimo ordine della Guglia di Soleto.

Discendenti[modifica | modifica wikitesto]

Raimondello e Maria ebbero i seguenti figli:

  1. Giovanni Antonio o Giannantonio (1386-1463), Principe di Taranto, Duca di Bari, Conte di Lecce, Acerra, Soleto, Conversano, e nel 1443 conte di Matera, 1453 Ugento.
  2. Maria, sposata con Antonio Acquaviva, 2º Duca di Atri.
  3. Caterina, sposata con Bartolomeo (detto Tristano) di Chiaromonte (de Clermont), Conte di Copertino (1380 - c. 1432)
  4. Gabriele (morto nel 1453), Conte di Ugento 1434, 1º Duca di Venosa 1441, Conte di Lecce, Generale napoletano ed Ammiraglio. Sposò nel 1431 Giovanna (Ippolita) Caracciolo del Sole dei Duchi di Melfi, figlia di Sergianni Caracciolo dei Duchi di Melfi, Gran Siniscalco del regno di Sicilia, e sua moglie Caterina Filangieri.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ *A. Rivelli, Memorie storiche della città di Campagna, Salerno 1894-95. p.192-193

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Principe di Taranto Successore Armoiries Anjou Tarente.svg
Ottone IV di Brunswick-Grubenhagen 1399 - 1406 Ladislao I di Napoli

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