Ercolano

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Ercolano
comune
Ercolano – Stemma Ercolano – Bandiera
Ercolano – Veduta
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Napoli-Stemma.png Napoli
Sindaco Vincenzo Strazzullo (Centrosinistra) dal 30/03/2010
Territorio
Coordinate 40°48′24.45″N 14°21′9.39″E / 40.8067917°N 14.3526083°E / 40.8067917; 14.3526083 (Ercolano)Coordinate: 40°48′24.45″N 14°21′9.39″E / 40.8067917°N 14.3526083°E / 40.8067917; 14.3526083 (Ercolano)
Altitudine 44 m s.l.m.
Superficie 19,64 km²
Abitanti 54 779[1] (31-12-2010)
Densità 2 789,15 ab./km²
Frazioni San Vito del Vesuvio
Comuni confinanti Boscotrecase, Massa di Somma, Ottaviano, Pollena Trocchia, Portici, San Giorgio a Cremano, San Sebastiano al Vesuvio, Sant'Anastasia, Somma Vesuviana, Torre del Greco, Trecase
Altre informazioni
Cod. postale 80056
Prefisso 081
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 063064
Cod. catastale H243
Targa NA
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti ercolanesi
Patrono Madonna Assunta
Giorno festivo 15 agosto
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Ercolano
Posizione del comune di Ercolano nella provincia di Napoli
Posizione del comune di Ercolano nella provincia di Napoli
Sito istituzionale

Ercolano (fino al 1969 Resìna) è un comune italiano di 54.921 abitanti della provincia di Napoli in Campania.

Indice

Particolarità[modifica]

Ercolano è famosa per le sue origini leggendarie e per i suoi scavi archeologici, che, insieme a quelli di Pompei e Oplontis, dal 1997 fanno parte dei Patrimoni dell'umanità dell'UNESCO.

Leggenda[modifica]

La leggenda narra che Ercole, tornato dall'uccisione del mostro Gerione (la decima delle sue dodici fatiche), si fosse fermato a Roma, dove chiese alla dea Fauna di dissetarlo, ma questa rifiutò, poiché la sua acqua sacra era riservata alle sole donne. In preda alla rabbia, Ercole si costruì un tempio in onore di sé stesso, e vietò alle donne di partecipare alle sue cerimonie.

Intanto, un figlio di Vulcano, il demone Caco, rubò una parte della mandria di buoi che Ercole aveva a sua volta preso al mostro Gerione, e che erano destinati alla città di Argo. L'eroe si adirò molto e si mise alla ricerca dei buoi, che però si rivelò molto ardua perché il demone Caco aveva portato le bestie nella sua grotta sul Vesuvio, trascinandole per la coda, in modo che le orme rovesciate indicassero la direzione opposta.

Proprio quando stava per rinunciare, uno dei bovini rispose al richiamo di Ercole, che così scoprì dove si fosse nascosto il ladro: una volta raggiunto, scoprì che i suoni provenivano da una caverna sul Vesuvio, che era stata però chiusa dall'interno con un enorme masso. Ercole allora prese una rupe appuntita e riuscì ad aprirsi un varco all'interno della spelonca.

Caco cercò di difendersi vomitando dalle fauci un'immensa nuvola di fumo che avvolse la grotta, ma Ercole balzò attraverso il fumo, afferrò Caco e lo strinse tanto da fargli uscire gli occhi dalle orbite, uccidendolo.

Poi, recuperato il bestiame, decise di tornare ad Argo, e continuare le ultime due fatiche rimaste, ma prima volle edificare una città nel luogo dove aveva costruito il tempio; fondò così una cittadina e le diede il suo nome: Herculaneum.

Storia[modifica]

La nascita e lo sviluppo[modifica]

In tempi antichi Ercolano era una piccola città italica con piano regolatore di tipo ippodameo (dal nome di Ippòdamo di Mileto, urbanista greco del VI secolo a.C.), cioè con strade che si incrociano ad angolo retto, sul modello forse di quello di Neapolis. Subì, come Pompei, l'influenza culturale ellenistica. Situata ai piedi del Vesuvio, distava appena quattro miglia da Neapolis.

Circa le sue origini, poco note, Dionigi d'Alicarnasso la voleva fondata da Eracle e, quindi, al di là d'ogni implicazione leggendaria, la riteneva d'origine greca, mentre Strabonepoco attendibilmente[senza fonte] – la riteneva una città osca in seguito conquistata dagli Etruschi e dai Pelasgi e quindi dai Sanniti, prima di diventare cittadina romana.

Oggi non si crede più, come per Pompei, che la città abbia avuto origine greca, anche se non è da escludere un primitivo insediamento nell'ambito della difesa costiera del golfo di Napoli sotto il controllo dei greci di Cuma. Dagli scavi stratigrafici appare come una città italica che non può risalire a prima del IV secolo a.C. È incerto se Ercolano abbia avuto un ruolo nella seconda guerra sannitica; sappiamo, invece, che partecipò alla guerra sociale, ma che fu vinta ed espugnata nell'89 a.C. da un legato di Silla, Tito Didio, divenendo municipio sotto il potere di Roma.

La vita della città continuò fino alla prima età imperiale senza avvenimenti di rilievo. Ercolano rimase un piccolo centro di provincia, favorito da un clima e da un paesaggio incantevoli. Fu luogo preferito di romani colti e benestanti - non tanto in città ma particolarmente nella suburbana Villa dei papiri - e protetto da potenti uomini politici vicini alla famiglia imperiale. Ebbe particolare protezione da Marco Nonio Balbo, proconsole di Vespasiano per la provincia romana che comprendeva Creta e la Cirenaica.

Oggi una delle risorse di questa città è il mercato di Pugliano, detto anche mercato delle "pulci", noto per la vendita di abiti ed oggetti riciclati. Il mercato prende il suo nome dalla zona in cui è situato, appunto, la zona di Pugliano.

L'eruzione del 79[modifica]

Già gravemente danneggiata dal terremoto del 62, la città venne poi distrutta dall'eruzione del Vesuvio nel 79, che la coprì con un'ingente massa di fango, cenere ed altri materiali eruttivi trascinati dall'acqua piovana che, penetrando in ogni apertura, si solidificò in uno strato compatto e duro di 15-20 metri.

L'eruzione del Vesuvio si articolò in due fasi: la prima fu della durata complessiva di 12 ore, con caduta di pomici bianche e grigie; la seconda della durata di sette ore costituita dall'alternarsi di nubi ardenti e di colate piroclastiche. E fu quest'ultima che colpì principalmente Ercolano, seppellendola sotto una coltre di oltre 20 metri.

A seguito di analisi termogravimetriche si è sostenuto che la temperatura fosse di circa 300-320 °C. Questa temperatura avrebbe permesso la conservazione dei papiri, ritrovati nella villa conosciuta come Villa dei Pisoni, che si sono conservati in condizioni più o meno buone a seguito di un processo di carbonizzazione. Se ciò fosse vero non si capirebbe come in alcuni edifici, ad esempio nelle Terme suburbane, il legno si conserva nel colore naturale: una porta gira ancora sui cardini originali. Si può supporre che un'elevata temperatura abbia coinvolto solo alcune zone della città.

La rinascita[modifica]

Ercolano, come città, non scomparve: anzi fu in seguito costruita una nuova città sullo stesso sito che ospitava quella antica, anche se non rivestì più l'importanza dell'insediamento precedente.

Col trascorrere del tempo, la memoria dell'esistenza della città antica si perse, e fu dimenticata per molti secoli. Finché, nel XVIII secolo, per puro caso, se ne riscoprì l'esistenza: durante i lavori per un pozzo, infatti, vennero alla luce diversi oggetti d'epoca romana. Iniziarono così i lavori di scavo, ancora oggi in corso, e resi difficili dallo sviluppo della cittadina moderna, sotto cui probabilmente ci sono ancora importanti reperti.

Solo nella seconda metà degli anni '60, il nome Resina, dato alla nuova città, fu sostituito da quello antico, italianizzato, tornando ad essere chiamata Ercolano.

Dal 1997, l'area archeologica di Ercolano fa parte dei Patrimoni dell'umanità dell'UNESCO.

Luoghi d'interesse[modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Scavi archeologici di Ercolano.

Gli Scavi archeologici di Ercolano, sono da sempre meta fissa di migliaia di turisti all'anno, grazie anche al nuovo sito di accesso agli scavi, nonché la nuova area in fase di sviluppo adiacente il nuovo ingresso che già comprende un parcheggio su due livelli all'avanguardia.

Non mancano luoghi di interesse nella città moderna: il corso principale della città, corso Resina, che collega Ercolano a Napoli, possiede un tratto denominato Miglio d'Oro, per la presenza di rilevanti opere architettoniche: le Ville Vesuviane (alcune ristrutturate anche da famosi scultori o architetti come il Vanvitelli), Villa Aprile (oggi il lussuoso Miglio d'Oro Park Hotel), Villa Battisti, Villa e Parco della Favorita e Villa Campolieto, sedi di eventi culturali, spettacoli e concerti.

Altro luogo d'interesse artistico è la Basilica di Pugliano, disposta all'estremità più alta di via Pugliano, famosa per l'antico mercato di indumenti usati, tra i più antichi d'Italia.

Inoltre da Ercolano è possibile raggiungere il Parco Nazionale del Vesuvio: la strada che porta al cratere ospita un museo permanente (a tappe) di sculture in pietra lavica realizzate da scultori di fama mondiale.

Itinerari[modifica]

Chiese e Basilica[modifica]

Varie[modifica]

Situazione climatica[modifica]

Esiste ad Ercolano città (97 m s.l.m.) una stazione meteo professionale che monitora 24 ore su 24 la situazione meteo in termini di:

  • temperatura
  • umidità
  • pressione
  • intensità e direzione vento
  • pioggia
  • radiazione solare ultravioletta (indice UV)
  • radiazione solare infrarossa
  • fulminazioni

I dati della stazione sono resi disponibili mediante un sito internet dedicato il cui indirizzo è: Meteo Ercolano

Trasporti[modifica]

Collegamenti con Napoli[modifica]

Ercolano dista 8 km circa dal centro di Napoli, che è possibile raggiungere in diversi modi:

Aeroporti[modifica]

Aereo Gli aeroporti più vicini sono:

Sport[modifica]

La tradizione sportiva di Ercolano è stata per diversi anni focalizzata attraverso le tre squadre cittadine dell'Associazione Calcio Ercolano 1924, per quanto riguarda il calcio maschile, lo Sporting Club Ercolano per quanto riguarda il basket maschile e l'Ercolano Volley nella pallavolo femminile.

La squadra di calcio cittadina, l'Associazione Calcio Ercolano 1924, ha militato per molti anni in Serie C, fornendo anche giocatori alle squadre più blasonate (come per esempio Salvatore Matrecano), e lo stadio "Raffaele Solaro" ha visto giocare contro la formazione locale squadre come il Palermo, il Catania, squadre che oggi giocano tutte in massima serie e la Reggina che milita nel campionato cadetto.

Il basket è presente ad Ercolano dal 1980, quando fu fondato lo Sporting Club Ercolano, attualmente di stanza stabile nel campionato regionale di serie D maschile.

Forte è anche la tradizione della pallavolo femminile, dove la compagine ercolanese ha giocato per diversi anni in Serie B, sforando l'epica impresa dell'arrivo in Serie A, prima che una serie di crisi societarie la riportassero in Serie C.

Pochi, invece, i campioni sportivi d'origine ercolanese, anche a causa della persistente mancanza di strutture sportive degne di tale nome. Salvatore Matrecano, Francesco Volpe Antonio Langella, Ciro Pezzella, calciatori, ne sono una lieta eccezione.

Dopo aver disputato nella stagione sportiva 2003-2004 il campionato di serie D, girone G, nonostante la salvezza ottenuta sul campo, il titolo sportivo fu venduto ai "cugini" vicini della Turris - la squadra di Torre del Greco - militando così, dalla stagione successiva, in Eccellenza regionale fino all'amara retrocessione nella categoria inferiore (la Promozione) nel campionato 2010-2011. Nella stagione seguente, acquista il titolo del Città di Pompei e con questo nome gioca in Eccellenza regionale

Eventi sportivi[modifica]

  • Scalata del Vesuvio (ogni anno, dal 1996), organizzata dalla società Ercosport attiva sul fronte del podismo amatoriale.

Società[modifica]

È al 9º posto, per popolazione residente, tra i comuni della provincia di Napoli.

Cultura[modifica]

Persone legate a Ercolano[modifica]

Evoluzione demografica[modifica]

Abitanti censiti[2]

Bibliografia[modifica]

  • D'Angelo Giovanni, "Resina da castellania a baronia", Libreria S. Ciro 1999
  • Mario Carotenuto, "Ercolano attraverso i secoli", Napoli 1980
  • Mario Carotenuto, "Da Resina ad Ercolano", Napoli 1983
  • Mario Carotenuto, "Ercolano e la sua storia", Napoli 1984
  • Salvatore Di Giacomo, "Nuova guida di Napoli, Pompei, Ercolano, Stabia, Campi Flegrei, Caserta etc.", Napoli 1923
  • CNR, Bologna, 2000
  • Antonio Irlanda, "Noi, oratoriani di Resina", Ercolano 2002

Note[modifica]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica]

Altri progetti[modifica]

Collegamenti esterni[modifica]

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