Caivano

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Caivano
comune
Caivano – Stemma Caivano – Bandiera
Il Castello di Caivano
Il Castello di Caivano
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Napoli-Stemma it.png Napoli
Amministrazione
Sindaco Antonio Falco (centro-sinistra) dal 13/04/2010
Territorio
Coordinate 40°57′00″N 14°18′00″E / 40.95°N 14.3°E40.95; 14.3 (Caivano)Coordinate: 40°57′00″N 14°18′00″E / 40.95°N 14.3°E40.95; 14.3 (Caivano)
Altitudine 27 m s.l.m.
Superficie 27,22 km²
Abitanti 38 238[1] (30-04-2014)
Densità 1 404,78 ab./km²
Frazioni Casolla Valenzano, Pascarola
Comuni confinanti Acerra, Afragola, Cardito, Crispano, Marcianise (CE), Orta di Atella (CE)
Altre informazioni
Cod. postale 80023
Prefisso 081
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 063011
Cod. catastale B371
Targa NA
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti caivanesi
Patrono Maria Santissima di Campiglione
Giorno festivo Seconda domenica di Maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Caivano
Posizione del comune di Caivano nella provincia di Napoli
Posizione del comune di Caivano nella provincia di Napoli
Sito istituzionale

Caivano (Caivàne in napoletano) è un comune italiano di 38.238 abitanti della provincia di Napoli in Campania.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Caivano è situato nella vasta pianura a nord di Napoli, in piena area metropolitana partenopea, in posizione baricentrica tra il capoluogo di regione e Caserta.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome Caivano ha origine gentilizia, proviene dal latino Calvius a cui è stato aggiunto nel tempo il suffisso anus, che indica la proprietà feudale, inoltre nel tempo la "L" è stata sostituita con la vocale "I".

Ritrovamenti archeologici fanno risalire ad epoca osca i primi insediamenti abitativi. Furono gli Etruschi, nel VI secolo a.C., che effettuando bonifica del paludoso territorio di Caivano, ne resero possibile l'abitabilità.

Nel IV secolo a.C. si insediarono i Sanniti. L'attuale territorio di Caivano era parte di quello facente capo alla antica città di Atella, distante circa 8 km dall'attuale Caivano. Con la dominazione Romana il territorio veniva suddiviso in grandi latifondi patrizi, da cui lo stesso significato del nome, maggiormente accreditato, che fa derivare Caivano da “fundus Calvanium” – proprietà della famiglia Calvanium.

Il nome del luogo favoreggia a farci credere che il luogo fosse già abitato in epoca romana come proprietà dei coloni. Con l'invasione longobarda la zona appartenne al principato di Benevento e Caivano fu forse sottoposto a S. Arcangelo, all'epoca villaggio fortificato longobardo a sua volta dipendente dal gastaldato di Suessula. Il territorio fu oggetto di centuriazione sia all'epoca dei Gracchi che in età augustea. La centuriazione più antica sembra aver influenzato la collocazione delle chiese e della torre del castello mentre per l'altra non vi sono tracce evidenti. Con l'avvento dei normanni, la cui esistenza è attestata da documenti scritti a partire dal X secolo, divenne un casale del Ducato di Napoli. Alfonso d'Aragona occupò Caivano, per conquistare il regno di Napoli circondato da mura, dovette assediare per ben tre mesi il forte castello, ottenendone alla fine la resa a patti.

Il castello di Caivano è anche menzionato in un documento del 1432 in cui si parla della consegna delle fortificazioni di Capua. Inutilmente gli aversani chiesero a re Alfonso di Aragona il ritorno di Caivano sotto il loro diretto dominio. Nel Cinquecento, come risulta anche da una testimonianza in lingua spagnola, l'abitato era composto da tre nuclei: Caivano, il Borgo Lupario e il borgo S. Giovanni. Fino al XVI secolo Caivano fu il più popoloso dei centri ricadenti sul territorio dell'antica Atella, per cedere poi il passo a Frattamaggiore. Con la costituzione murattiana dei comuni, a Caivano furono aggregati i casali di Pascarola e Casolla Valenzano e il territorio di S. Arcangelo, ormai casale disabitato. Oggi Caivano, su 92 comuni appartenenti alla Provincia di Napoli, si piazza al 17º posto per popolazione residente, al 10° per estensione territoriale e al 62° per densità di popolazione.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Casolla Valenzano[modifica | modifica wikitesto]

È la frazione più piccola, vi sono i resti di un teatro romano.

Pascarola[modifica | modifica wikitesto]

Il primo documento che ne indica il luogo è dell'anno 1045. È la maggiore frazione del comune, 2.509 abitanti al censimento del 2001, che ospita l'area industriale. Da segnalare la chiesa dedicata a San Giorgio martire. Il patrono è San Giorgio martire ma si festeggia Sant'Antonio di Padova la seconda domenica di luglio. Il piccolo centro urbano costituisce una delle località più settentrionali della provincia di Napoli, al punto da gravitare prevalentemente sulla più vicina Caserta.

Parco Verde[modifica | modifica wikitesto]

Parco Verde è un rione di case popolari, costruito dopo il sisma del 1980[2] conta circa 4.000 abitanti.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]

Religione[modifica | modifica wikitesto]

Quasi tutta popolazione professa la fede Cattolica, attestata la presenza di Evangelisti, Protestanti e Testimoni di Geova.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Ospita una delle maggiori aree industriali dell'Italia meridionale (Algida, stabilimenti per la stampa del giornale Il Mattino, Cirio, OLR, FOM), concepita in stretta correlazione con quella della vicina Marcianise, nella frazione di Pascarola. Ospita inoltre il noto impianto CDR che produce le ecoballe da smaltire nell'inceneritore di Acerra.

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Festa patronale[modifica | modifica wikitesto]

La festa patronale cade la seconda domenica di maggio in cui si festeggia la Madonna di Campiglione, raffigurata in un affresco bizantino in cui si nota la Madonna con le mani alzate attorniata dai dodici Apostoli. Tale immagine è venerata da secoli nel santuario a Lei dedicato retto dai padri Carmelitani dal 1902. Dopo il miracolo del 1483 l'affresco è meta di pellegrinaggi. La storia racconta che una donna di Caivano si recò dalla Madonna per chiedere che fosse salvata la vita dell'unico figlio ingiustamente incolpato di omicidio. La Madonna in segno della grazia concessa staccò il capo dall' intonaco come ancora oggi si può vedere. In occasione della festa si allestiscono delle artistiche luminarie. Nella piazza si tengono spettacoli di musica sinfonica. La mattina della festa si apre con una diana pirotecnica e segue la sfilata delle bande musicali per il paese. ll momento più suggestivo della festa è sicuramente la processione alla quale partecipano tantissimi fedeli e devoti non solo di Caivano ma anche dei paesi limitrofi. I festeggiamenti durano circa sei giorni e si concludono con un grande spettacolo pirotecnico.

Festa di Sant'Antonio di Padova (Pascarola)[modifica | modifica wikitesto]

Cade la seconda domenica di Luglio la festa della frazione più grande del comune di Caivano, Pascarola. Le celebrazioni si svolgono in onore del taumaturgo Sant'Antonio di Padova, molto venerato nella frazione insieme alla Madonna del Buon Consiglio.

Folclore[modifica | modifica wikitesto]

Un racconto favolistico narra l'incontro al confine tra Caivano ed Acerra di due cani, uno proveniente dal primo paese, l'altro dal secondo. Il cane proveniente da Acerra portava con sé un osso che teneva stretto fra i denti. Il cane di Caivano, volendosi impossessare dell'osso dell'altro, avvicinatosi al cane che proveniva da Acerra, gli disse: "Compare, di dove sei?", e quello gli rispose:"r'Acerr" facendosi cadere l'osso mentre apriva la bocca per parlare, così il cane di Caivano lo raccolse e lo prese per sé. Così il cane acerrano, avendo perso l'osso e sentendosi preso in giro, replicò dicendo: "Compare, e tu invece di dove sei?" e questo rispose:"e' Caivan" pronunciando il nome del suo paese con i denti stretti, non lasciandosi così cadere l'osso. Questo racconto è per sottolineare l'accento degli abitanti di Caivano che prevede una pronuncia molto stretta delle vocali finali.

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La Boys Caivanese nata nel 1908 è una delle società sportive dilettantistiche, e non solo, più longeve e prestigiose della Campania. Attualmente milita nel campionato di Promozione girone B. Ha all'attivo 11 partecipazioni al quinto livello del calcio italiano, che al momento si chiama Serie D. Ha preso parte al Campionato Interregionale, per cinque stagioni consecutive, dall'1981-1982 all'1985-1986 arrivando per quattro volte tra le prime cinque squadre in classifica. Vi è ritornata per tre stagioni tra il 1994-1995 ed il 1997-1998, quando il torneo aveva assunto la denominazione di Campionato Nazionale Dilettanti. Le ultime tre stagioni, consecutive, si sono avute dal 2002-2003 al 2004-2005. La stagione 2002-2003 è stata anche la migliore in assoluto, la Boys Caivanese infatti sfiorò la promozione in Serie C2 chiudendo al secondo posto in classifica. La squadra disputa tutte le gare interne nello stadio "Ernesto Faraone" di Caivano. L'impianto può ospitare 1500 spettatori, mentre il campo da gioco è in erba sintetica. Vincitore di 1 Coppa Italia Dilettanti e 2 Coppa Italia Regionale.

Persone legate a Caivano[modifica | modifica wikitesto]

Chiese e altri edifici religiosi[modifica | modifica wikitesto]

  • Santuario Maria SS. di Campiglione;
  • Parrocchia San Pietro Apostolo;
  • Parrocchia Santa Barbara Vergine e Martire;
  • Parrocchia San Giorgio Martire (in frazione Pascarola);
  • Parrocchia Maria SS. Annunziata;
  • Parrocchia Sant'Antonio da Padova;
  • Parrocchia San Paolo Apostolo (Parco Verde)
  • Parrocchia Santa Maria della Spelonca (in frazione Casolla Valenzano);
  • Parrocchia Maria Madre della Chiesa;
  • Chiesa Cristiana Evangelica Pentecostale A.D.I. (Assemblee di Dio in Italia)

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Caivano è posta lungo la Strada statale 87 Sannitica, che attraversa il centro del paese con il nome di corso Umberto I.

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

I trasporti interurbani di Caivano vengono svolti con autoservizi di linea gestiti da CTP, compagnia trasporti pubblici di Napoli, società aderente al consorzio UnicoCampania.

Fra il 1904 e il 1961 la città rappresentò il capolinea settentrionale della tranvia Napoli-Caivano, gestita dalla società belga Société Anonyme des Tramways Provinciaux (SATP).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 aprile 2014.
  2. ^ Caivano (Napoli), storia della preside coraggio di una scuola che il Comune vuole chiudere | Raffaele Sardo e Katiuscia Laneri | Il Fatto Quotidiano
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]