Ducato di Napoli
| Ducato di Napoli | |
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| Dati amministrativi | |
| Lingue parlate | |
| Capitale | Napoli |
| Dipendente da | Impero bizantino |
| Politica | |
| Forma di Stato | Ducato |
| Forma di governo | |
| Elenco dei | duchi di Napoli |
| Nascita | 600-638? |
| Causa | Istituito verso la fine del VI secolo (598?) dall'Imperatore Maurizio |
| Fine | 1137 con Sergio VII di Napoli |
| Fine | 1137 |
| Territorio e popolazione | |
| Evoluzione storica | |
| Preceduto da | Impero bizantino |
| Succeduto da | Regno di Sicilia |
Il Ducato di Napoli all'origine fu una provincia bizantina retta da un governatore militare (dux). Come in altri territori greci d'Italia, la nobiltà locale riuscì a rendere il ducato uno stato autonomo e a costituire ereditaria la carica di duca. Lo stato durò per oltre cinque secoli nell'alto Medioevo ed è noto anche con il nome di Ducato napoletano.
Indice |
[modifica] Territorio
Il Ducato di Napoli, nel VII secolo, si estendeva all'incirca sull'area di quelle ridotte zone costiere (come le vicine Amalfi e Gaeta) che i Longobardi non riuscirono a conquistare, rimanendo dipendenti dall'Impero bizantino. Si estendeva anche nell'area dell'attuale provincia di Napoli comprendendo, oltre la città, il vesuviano, la penisola sorrentina, l'area flegrea, l'afragolese, il nolano, l'aversano e le isole d'Ischia e Procida. L'isola di Capri faceva invece parte del Ducato (poi repubblica marinara) di Amalfi. La popolazione della capitale, Napoli, oscillava in quel periodo tra i trentamila ed i trentacinquemila abitanti. Il palazzo ducale aveva ubicazione nell'antico quartiere del Nilo, fra l'attuale collina di Monterone e via Spaccanapoli. Il complesso era caratterizzato da cortili, porticati e giardini.
[modifica] Origini e storia
Il patriziato napoletano dell'epoca ducale era rappresentato dalle cosiddette "famiglie magnatizie", iscritte ai sedili della città medievale: tra di esse meritano menzione il casato dei Capece, dei Ferrario, dei Melluso, dei Pappansogna, dei Boccia, dei de Gennaro, dei Russo e dei Morfisa, che ebbero particolare rilievo nella vita civile della città a partire dal X secolo.
La data di nascita del ducato di Napoli è incerta. Se è vero infatti che a Napoli vi era un dux (duca) fin dalla guerra gotica (il primo fu Conone, nominato da Belisario), è altrettanto vero che all'inizio non aveva poteri civili ma solo militari (la massima autorità civile era lo Iudex Campaniae). La formazione del ducato fu un processo graduale, che portò a una sempre maggiore importanza del dux, che nel 638 diventò infine la massima autorità civile e militare.
Dal 638 in poi, i poteri civili e militari vennero accentrati in un duca (dux), nominato dall'imperatore e sottoposto prima all'esarca di Ravenna e dopo la fine dell'esarcato allo stratega di Sicilia.
Nel 661, ridottosi il pericolo longobardo, Costante II di Bisanzio, nominò duca Basilio, un funzionario locale: fu il primo passo verso la formazione di uno stato indipendente da Bisanzio. Nel 763, il duca Stefano II di Napoli coniò monete locali, con l'effigie del patrono e il proprio monogramma. Secondo alcuni storici risale ad allora l'autonomia del ducato, che però continuò a far parte, almeno nominalmente, dell'Impero bizantino. Nell'818, alla morte del duca Antimo, Napoli tornò tuttavia per un breve periodo sotto il controllo diretto dei Bizantini, che inviarono i propri funzionari Teoctisto e il protospatario Teodoro a governare la città. Nel 821, con Stefano III, la carica ducale tornò comunque alla classe dirigente locale. A Palermo nell'831 si insediò la dinastia araba, ma già a Napoli si intravide una politica filo-musulmana in vista di una proiezione più mediterranea che continentale del ducato[1].
Un ulteriore passo significativo verso la completa autonomia fu compiuto nell'840 quando il duca Sergio I di Napoli dichiarò ereditaria la carica ducale.
Il Ducato di Napoli fu coinvolto, fin dalla sua nascita e per tutta la sua esistenza, in una continua e quasi ininterrotta sequenza di guerre, principalmente difensive, contro la pressione dei suoi potenti e numerosi vicini. Tra questi, principalmente, i principati longobardi di Benevento, di Salerno e di Capua, i corsari saraceni, gli imperatori bizantini, i pontefici e, infine, i normanni, che lo conquistarono definitivamente nel 1137, ponendo fine alla sua storia.
Nell'836 i Napoletani dovettero allearsi con i Saraceni per far fronte all'ennesimo assedio dei principi di Benevento (il quinto in venti anni); nell'846 e nell'849 invece sconfissero la flotta saracena in due battaglie navali ad Ostia e Gaeta, con l'aiuto dei Bizantini e degli Amalfitani. Nel X secolo inoltre, dovettero difendersi anche dalle mire dell'imperatore Ottone II di Sassonia
Nel 1027 il duca Sergio IV di Napoli donò la contea di Aversa alla banda di mercenari normanni di Rainulfo Drengot, che lo avevano affiancato nell'ennesima guerra contro il principato di Capua, creando così il primo insediamento normanno nell'Italia meridionale. Dalla base di Aversa, nel volgere di un secolo, i normanni saranno in grado di sottomettere tutto il meridione d'Italia, dando vita al Regno di Sicilia. Il ducato di Napoli fu appunto uno degli ultimi territori a cadere in mano normanna, con la capitolazione del duca Sergio VII di Napoli nel 1137.
[modifica] Note
- ^ C. Villa, L’Italia mediterranea e gli incontri di civiltà, Laterza. Roma-Bari 2001, p. 61.
[modifica] Bibliografia
Francesca Luzzati Laganà, Il ducato di Napoli, pp. 327–338 in Storia d'Italia diretta da G.Galasso, vol. III: Il mezzogiorno dai Bizantini a Federico II, UTET, 1983.
[modifica] Voci correlate
- Duchi di Napoli
- Esarcato d'Italia
- Impero romano d'Oriente
- Storia di Napoli
- Ducato romano
- Stemma di Napoli