Lodi

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Lodi
Panorama di Lodi
Lodi - Bandiera
Lodi - Stemma
Stato: bandiera Italia
Regione: Lombardia
Provincia: stemma Lodi
Coordinate: 45°19′0″N 9°30′0″E / 45.31667, 9.5Coordinate: 45°19′0″N 9°30′0″E / 45.31667, 9.5
Altitudine: 87 m s.l.m.
Superficie: 41,43 km²
Abitanti:
43.542 30-11-2008[1]
Densità: 1.050,98 ab./km²
Frazioni: Fontana, Olmo, Riolo, San Grato 
Comuni contigui: Boffalora d'Adda, Cornegliano Laudense, Corte Palasio, Dovera (CR), Lodi Vecchio, Montanaso Lombardo, Pieve Fissiraga, San Martino in Strada, Tavazzano con Villavesco
CAP: 26900
Pref. telefonico: 0371
Codice ISTAT: 098031
Codice catasto: E648 
Class. sismica: zona 4 (sismicità irrilevante)
Class. climatica: zona E, 2592 GG
Nome abitanti: lodigiani o laudensi 
Santo patrono: San Bassiano 
Giorno festivo: 19 gennaio 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
Portale:Portali Visita il Portale Italia

Lodi (IPA: ['lɔːdi][2]; Lòd[3] in dialetto lodigiano) è un comune italiano di 43.542 abitanti[1] della Lombardia centro-meridionale. Sito in bassa Val Padana e lungo il fiume Adda, è capoluogo dell'omonima provincia, istituita nel 1992[4][5].

Indice

[modifica] Geografia fisica

[modifica] Territorio

Lodi è situata nella parte centromeridionale della Lombardia, lungo il fiume Adda; parte del centro storico sorge sul colle Eghezzone.

La Protezione Civile indica per il territorio lodigiano la classificazione sismica zona 4 ("sismicità irrilevante")[6].

[modifica] Clima

Per approfondire, vedi la voce Stazione meteorologica di Lodi.

La classificazione climatica del comune di Lodi colloca il territorio in zona E con 2592 gradi giorno[7].

Il clima dell'area lodigiana presenta caratteri riconducibili al clima continentale: le estati sono spesso molto calde con le massime che superano i 35 °C, ma con il quasi costante fenomeno dell'afa, che talvolta fa percepire temperature che sfiorano i +38/+40 °C, e molto frequenti sono forti temporali, anche con grandine; invece gli inverni sono spesso molto freddi, con minime che raggiungono anche i -8/-10 °C, per le masse d'aria d'origine siberiana che investono spesso la Pianura Padana, e sono diffuse nevicate (non sempre di grossa portata). Fenomeno molto diffuso è la nebbia, che talvolta può persistere per giorni. L'autunno e la primavera sono le stagioni in cui si registrano le maggiori precipitazioni.

[modifica] Storia

Per approfondire, vedi la voce Storia di Lodi.

Lodi lega le sue origini alla distruzione di Laus Pompeia (in latino "Lode a Pompeo"), antico borgo dei Celti Boi e in seguito municipium romano, ribattezzato nell'89 a.C. in onore del console Gneo Pompeo Strabone che proprio quell'anno aveva concesso il diritto latino agli abitanti delle comunità in Gallia Transpadana. Essendo situata sulla confluenza delle strade che da Placentia (Piacenza) e da Acerrae (Pizzighettone) portavano a Mediolanum (Milano), e nel punto di incrocio con la strada che da Ticinum (Pavia) proseguiva fino a Brixia (Brescia), Laus era un nodo stradale di primaria importanza e divenne un fiorente borgo commerciale ed agricolo[8].

Passata sotto il controllo longobardo nel VI secolo, il 24 maggio 1111 Laus Pompeia fu rasa al suolo dai milanesi dopo un periodo d'assedio. Gli accordi di pace prevedevano il divieto di ricostruire gli edifici distrutti.

Quasi cinquant'anni dopo, il 3 agosto 1158, la città fu rifondata dall'imperatore Federico I detto "Barbarossa" non sulle rovine di Laus Pompeia (dove oggi sorge Lodi Vecchio) ma lungo le rive dell'Adda, per consentirle una posizione di maggior controllo sul territorio. L'imperatore accordò a Lodi straordinari privilegi, fra cui quello di costruire ponti su tutti i corsi d'acqua del territorio e di navigare per tutta la Lombardia con piena esenzione delle tasse[8].

Durante il Sinodo di Lodi, tenutosi nel 1161, Federico Barbarossa nominò arcivescovo di Magonza Corrado di Wittelsbach, per porre fine a uno scisma tra Rodolfo di Zähringen e Cristiano di Buch in quella sede. Nello stesso concilio, il Barbarossa nominò Vittore IV antipapa, in opposizione a papa Alessandro III. Nonostante i privilegi la nuova Lodi crebbe stentatamente e nel 1167 fu obbligata dai milanesi ad aderire alla Lega Lombarda e nel 1176 partecipò alla battaglia di Legnano.

Lo stemma comunale


« D'oro alla croce piana di rosso. Ornamenti esteriori di città»

In seguito Lodi continuò a crescere anche grazie a Federico II. Dal 1251 si susseguirono le signorie dei Vistarini, Torriani, Visconti, Fissiraga e Vignati (che unirono Lodi a Piacenza), finché nel XIV secolo Lodi si legò al Ducato di Milano, inizialmente sotto i Visconti che fecero costruire il maestoso castello di Porta Regale (1370) e in seguito sotto gli Sforza che, con Francesco, ampliarono e consolidarono il sistema difensivo con la costruzione di due fortificazioni ai capi del ponte sull'Adda. In seguito a ciò, Lodi risentì delle guerre con la vicina Repubblica di Venezia.

In età rinascimentale vi si svolsero importanti avvenimenti storici: nel 1413 l'antipapa Giovanni XXIII e l'imperatore Sigismondo convocarono dal duomo di Lodi il Concilio di Costanza, che avrebbe poi risolto lo Scisma d'Occidente.

Il 9 aprile 1454, presso il castello di Porta Regale, sede locale della corte di Francesco Sforza, gli Stati regionali italiani firmarono la Pace di Lodi, che garantì quarant'anni di stabilità politica. Questo segnò anche uno dei periodi più felici della storia lodigiana dal punto di vista artistico e culturale, soprattutto sotto il vescovato di Carlo Pallavicino (1456-1497).

La battaglia del ponte di Lodi rappresentata in un dipinto di Giuseppe Pietro Bagetti

Nelle età successive Lodi fu sotto il dominio spagnolo, austriaco e francese. Questo corrispose ad un periodo di declino e di rallentamento della crescita demografica, soprattutto in epoca spagnola, quando la città fu ridotta ad una vera e propria fortezza. Il governo di Maria Teresa d'Austria segnò l'avvio della ripresa economica, specie grazie alla moltiplicazione e alla riorganizzazione razionale dei terreni coltivabili nel circondario. Il dominio austriaco terminò il 10 maggio 1796, quando Napoleone sconfisse il maresciallo austriaco Beaulieu nella celebre battaglia del ponte di Lodi, aprendosi la strada per la conquista di Milano.
Questo importante avvenimento giustifica la presenza in molte città, francesi e non solo, di strade e piazze dedicate al Ponte di Lodi (per esempio nel VI arrondissement di Parigi, si trova la "Rue du Pont de Lodi").

Alla fine del XIX secolo Lodi era ancora racchiusa entro le antiche mura medievali. Fu in questi anni che si verificò lo sviluppo dell'abitato lungo direttrici esterne dovuto alla crescita demografica che ebbe luogo in seguito all'apertura della linea ferroviaria Milano-Piacenza nel 1861 e all'insediamento delle prime industrie (tra cui il Lanificio Varesi-Lombardo nel 1868, il Linificio Canapificio Nazionale e la Polenghi Lombardo nel 1870).

[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse

[modifica] Architetture religiose

Facciata del Duomo

Si tratta del monumento più antico ed importante di Lodi; in stile romanico, è una delle chiese più vaste dell'intera Lombardia[10]. La sua costruzione fu intrapresa il 3 agosto 1158, giorno stesso della fondazione della città, ed ebbe termine nel 1284; successivamente i restauri settecenteschi alterarono l'aspetto originario dell'edificio, che venne tuttavia riportato alla luce negli anni 1958-1965. La maestosa facciata in cotto è tipicamente romanica, pur essendo caratterizzata da un alto protiro gotico e da un grande rosone rinascimentale; il campanile, realizzato tra il 1538 ed il 1554 su progetto del lodigiano Callisto Piazza, rimase incompiuto per motivi di sicurezza militare. L'interno, a tre navate coperte da volte a crociera, custodisce notevoli opere d'arte, tra cui un polittico di Callisto Piazza ed un mosaico di Aligi Sassu. La parte più antica dell'edificio è la cripta, in cui sono conservate le spoglie del patrono San Bassiano; nell'absidiola di sinistra, inoltre, si trova un gruppo scultoreo del Quattrocento raffigurante un Compianto sul Cristo Morto.

Interno del Tempio Civico dell'Incoronata

Conosciuto anche con il nome di Santuario dell'Incoronata e collocato in una caratteristica via molto stretta nei pressi di Piazza della Vittoria, è considerato un capolavoro del Rinascimento lombardo e rappresenta il monumento più prestigioso della città sotto il profilo artistico[10]. Progettato nel 1488 da Giovanni Battagio (allievo di Donato Bramante), fu costruito a spese del Comune come espressione della religiosità popolare sul luogo di un postribolo. Il tempio si presenta come una piccola costruzione a pianta ottagonale, coperta da una cupola ad otto spicchi sormontata da una lanterna; il campanile a punta e la facciata furono completati in epoche successive. L'interno è impreziosito da sontuose decorazioni in oro ed ospita numerosi affreschi, tavole e tele realizzati tra la fine del Quattrocento e gli inizi dell'Ottocento dal Bergognone, dalla bottega dei Piazza e da Stefano Maria Legnani; gli spicchi della cupola furono affrescati nel XIX secolo da Enrico Scuri.

Facciata della chiesa di San Francesco

Costruita tra il 1280 e il 1307, è l'edificio sacro più originale della città. La facciata in cotto, rimasta incompiuta poco sopra il rosone marmoreo, è caratterizzata da un alto protiro e da due bifore "a cielo aperto" che rapresentano il primo esempio di una soluzione architettonica che si diffuse in tutta l'Italia del nord[10]. L'interno, a tre navate e a croce latina, è decorato da numerosi affreschi risalenti ai secoli compresi tra il Trecento ed il Settecento; la chiesa ospita inoltre le spoglie di alcuni lodigiani illustri, tra cui la poetessa Ada Negri ed il naturalista Agostino Bassi.

Si tratta della chiesa più antica di Lodi dopo la Cattedrale. Nell'interno, a tre navate, sono conservate notevoli opere d'arte, tra cui due affreschi di Callisto Piazza.

In stile gotico lombardo del XIV secolo, è tornata agli antichi splendori grazie ad un laborioso intervento di restauro terminato nel 2006. Conserva un importante opera d'arte: il Polittico Galliani realizzato nel 1520 da Alberto Piazza. È degno di nota anche il rosone decorato con maiolica policroma. Accanto alla chiesa sorge l'antico convento dal chiostro scandito da archi a sesto acuto, trasformato nel corso del XIX secolo in sontuosa residenza oggi suddivisa in esclusivi appartamenti privati[10].

Facciata della chiesa di San Filippo

Tra le più eleganti e raffinate chiese della Lombardia, la chiesa di San Filippo, in stile rococò, venne costruita di fronte allo sbocco di una lunga via, in ossequio al gusto scenografico dell'epoca. L'interno, a croce greca, è completamente ornato da preziosi affreschi risalenti al XVIII secolo.

  • Palazzo Vescovile

Edificato in epoca medievale e rinnovato nel corso del Settecento dall'architetto pavese Veneroni (in collaborazione con i fratelli Sartorio), è caratterizzato da una struttura massiccia ed austera. Degno di nota è il cortile interno con colonne binate. L'interno elegante presenta alcuni ambienti decorati nel XVIII secolo. Da segnalare la ex cappella vescovile (ora visibile all'interno del percorso del Museo diocesano) e gli affreschi di Carlo Innocenzo Carloni. Papa Giovanni Paolo II vi soggiornò nel 1992 in occasione di una sua visita in Lombardia.

  • Chiesa di Santa Maria delle Grazie

A croce greca, venne edificata nel 1655 per ospitare una sacra immagine della Vergine, ritenuta miracolosa. La facciata è stata rielaborata agli inizi del XX secolo; l'interno è completamente decorato da affreschi, tele e stucchi. Da segnalare nel presbiterio i deliziosi affreschi con le Storie della Vergine dipinte dall'artista valtellinese Parravicino (o Parravicini detto il Gianolo). Nel piccolo tempio religioso vi è la tomba neoclassica di Maria Cosway, intima amica del presidente degli Stati Uniti Thomas Jefferson, conosciuta alla corte di Versailles e benefattrice della città di Lodi dove fondò un Collegio femminile.

Facciata della chiesa di Santa Maria Maddalena

Situata nei pressi del fiume Adda, in una posizione leggermente decentrata rispetto al cuore del centro storico medievale, rappresenta il miglior esempio di edificio barocco in città.

  • Chiesa di Santa Chiara Nuova

Sconsacrata e riaperta al pubblico nel 2006 dopo un lungo restauro, è un ambiente di dimensioni raccolte che ospita notevoli testimonianze artistiche. Si trova in una via molto stretta, tipica della Lodi medievale. Il piccolo edificio è costituito da due corpi di fabbrica ben distinti, uno romanico e l'altro barocchetto.

  • Chiesa di San Cristoforo

Opera dell'architetto milanese Pellegrino Tibaldi e attualmente sconsacrata, ha ospitato nel 1989 una grande mostra dedicata alla famiglia dei pittori Piazza da Lodi e più recentemente una rassegna sull'opera grafica dell'artista americano Andy Warhol.

  • Chiesa di San Gualtero

In stile neoclassico, venne edificata in un'area periferica nel 1835, in occasione della visita dell'imperatore d'Austria Ferdinando I[8]. L'edificio conserva le reliquie del santo lodigiano cui è dedicato.

[modifica] Architetture civili

Il Palazzo Broletto sede dell'amministrazione cittadina
  • Palazzo Broletto

Edificato nel 1284 a fianco della Cattedrale, dopo numerosi rimaneggiamenti si presenta in forme neoclassiche, come risulta evidente dal porticato e dalla loggia superiore (su cui si affaccia la prestigiosa Sala del Consiglio Comunale). Ai due lati del portico sono collocati il busto di Gneo Pompeo Strabone (a sinistra), che attribuì il titolo di municipium a Laus Pompeia, e quello di Federico Barbarossa (a destra), fondatore di Laus Nova.

  • Ospedale Maggiore

Il nucleo più antico dell'edificio risale al XIV secolo; la struttura venne successivamente ampliata e trasformata in ospedale. La facciata in stile neoclassico venne realizzata alla fine del Settecento su disegno di Giuseppe Piermarini, lo stesso architetto del Teatro alla Scala di Milano. All'interno si trova un chiostro con portico, loggiato e decorazioni in cotto del Quattrocento.

  • Palazzo Mozzanica

Sorto nella seconda metà del XV secolo nei pressi di Piazza Ospitale, è il migliore esempio di dimora patrizia lodigiana. La facciata è caratterizzata dalla presenza di una vistosa fascia marcapiano in terracotta, decorata con corone floreali e figure della mitologia marina (tritoni e naiadi); il portale è adornato da medaglioni che raffigurano Gian Galeazzo Visconti, Isabella d'Aragona, Francesco e Bianca Maria Sforza. L'insieme architettonico con l'eleganza delle proporzioni sembra accostarsi ai modi dell'Amadeo. Il piano superiore è ricco di affreschi e decorazioni. Secondo lo storico Giovanni Agnelli[11], vi soggiornò Francesco I re di Francia durante l'estate del 1509.

  • Palazzo del Governo

Si tratta di uno degli edifici più eleganti della città; è un palazzo di notevoli dimensioni che occupa un intero isolato alle spalle del Palazzo Municipale e si affaccia su Piazza del Mercato. Realizzato nel 1929 su fondamenta di epoca medievale[12], l'immobile riassume stili differenti: in particolare, il bugnato dell'ordine inferiore richiama l'architettura veneziana. Dal 1995 è sede della Prefettura di Lodi[12].

Il ponte sull'Adda
  • Ex convento di San Cristoforo

Dopo un lungo restauro terminato nel 2004, è adibito a sede centrale della Provincia di Lodi; degno di nota è l'ampio chiostro interno.

È un ponte ad archi ribassati che, attraversando il fiume, collega il quartiere Borgo Adda con Revellino-Campo di Marte. Fu costruito nel 1864 per rimpiazzare l'originario ponte di legno dove si svolse la battaglia di Lodi, bruciato dalle truppe austriache nel 1859, durante la Seconda Guerra d'Indipendenza.

  • Centro Direzionale della Banca Popolare di Lodi (Gruppo Banco Popolare)
Il centro direzionale BPL

Progettato da Renzo Piano e sorto nei pressi della stazione ferroviaria a pochi passi dal centro storico, è una struttura di grandi dimensioni che rappresenta la costruzione più interessante della città sotto il profilo architettonico tra quelle della seconda metà del Novecento.

Il complesso si sviluppa su oltre tremila metri quadrati e comprende diversi edifici che ospitano, oltre alla sede centrale della Banca, spazi sociali (come l'auditorium), negozi e bar.

L'edificio principale presenta una facciata di oltre 250 metri di larghezza con pannelli modulari in cotto. Lo spazio interno è in parte coperto da una tensostruttura in vetro e cavi d'acciaio, che si estende dall'edificio principale all'auditorium (una struttura circolare con circa 800 posti); al centro è ospitata una fontana in movimento perenne creata dal giapponese Susumu Shingu.

Tra il 2005 e il 2006 il complesso ha ospitato un'importante mostra con opere di Tiziano, il Guercino, Lorenzo Lotto, Giorgio De Chirico e Andy Warhol[13]. È stato inoltre scelto come ambientazione per alcuni spot pubblicitari[senza fonte].

[modifica] Architetture militari

  • Mura di Lodi

La prima opera difensiva della città (già protetta su tre lati dalle paludi dell'Adda) consisteva in una semplice palizzata di legno protetta da un fossato nel quale fu fatta scorrere la roggia Molina; in questo modo la cittadina era diventata praticamente un’isola. Nel 1930, distrutte le mura, il fossato della roggia venne riempito e trasformato nei lunghi giardini pubblici. La costruzione delle mura ebbe inizio il 3 agosto 1160, alla presenza di Federico Barbarossa, del vescovo Alberigo Merlino e dell’architetto cremonese Tinto Muso de Gata, e terminò nel 1211. Queste erano alte almeno sei o sette metri e i merli erano a coda di rondine in quanto la città era ghibellina. Nel periodo Sforzesco i sistemi di protezione si svilupparono particolarmente nei pressi del fiume, con la costruzione del rivellino sulla sponda cremasca e delle due torri alle estremità del ponte sull'Adda. Nel 1607, in epoca spagnola furono edificati dei terrapieni monumentali che si estendevano verso la campagna, dando alla città una struttura "stellata". Divenute obsolete ed inutilizzabili, in epoca austriaca fra il Settecento e l’Ottocento iniziarono i lavori di abbattimento diretti dall'architetto Antonio Dossena che disegnò un progetto viabilistico nuovo per la città con la circonvallazione delle mura. Attualmente ne rimangono solo alcune tracce del lato ovest presso la Specola di San Vincenzo che proseguono lungo il parco Isola Carolina.

Si tratta di un tipico castello medievale, andato in buona parte distrutto; il suo alto e massiccio Torrione è uno dei simboli più noti della città. Secondo alcuni storici, proprio nel Castello sarebbe stata firmata la pace di Lodi; altri esperti, invece, ritengono più probabile l'ipotesi legata al Convento di San Domenico[14]. L'edificio non può essere visitato poiché è occupato dagli uffici della Questura di Lodi. Nel corso del 2009 il Torrione sarà interamente ristrutturato per favorire l'accesso dei visitatori ai camminamenti interni, esterni e sotterranei[15].

Porta Cremona
  • Porta Cremona

In epoca medievale, per accedere alla città da sud bisognava attraversare un ponte levatoio sulla roggia Molina, e quindi la porta detta "cremonese". Per difendere e controllare il territorio della sottostante palude di Selvagreca, l’imperatore Federico II, nipote di Federico Barbarossa, nel 1234 fece erigere in questa zona anche un castello che ebbe però vita breve: dopo la morte dell'imperatore, nel 1251 i Milanesi, entrati in città con l'aiuto di Sozzo Vistarini, ne imposero la distruzione. Al giorno d'oggi, dalla scalinata che porta il nome dell'imperatore si può vedere una torretta di guardia, detta specola. La porta cremonese presenta tre ingressi: quello centrale veniva utilizzato dai carri con le merci e dai nobili a cavallo, e veniva chiuso con un portone in legno al tramonto, i due laterali erano riservati ai pedoni. L'aspetto attuale è dovuto al completo rifacimento realizzato tra il 1790 e il 1792 dall'architetto Antonio Dossena.

[modifica] Vie e piazze

Veduta di Piazza della Vittoria

Denominata Piazza Maggiore fino al 1924, rappresenta il cuore della città: su di essa si affacciano, in particolare, la Basilica Cattedrale della Vergine Assunta ed il Palazzo Municipale (Palazzo Broletto). Caratterizzata da una pianta romboidale quadrata, è un raro esempio di piazza porticata su tutti i quattro lati. Tale singolare peculiarità, unita all'eleganza dei palazzi che vi si affacciano (molto vari per colori e dimensioni) la rende un luogo particolarmente suggestivo, tant'è che il Touring Club Italiano, l'ha inserita nel 2004 nella lista delle piazze più belle d'Italia[16].
La selciatura della piazza, nel tipico "ricciato lombardo" costituito da ciottoli di fiume, risalirebbe al 1471.

  • Piazza Broletto

Di dimensioni ridotte, è una piazza di forma trapezoidale, chiusa tra i portici di Palazzo Broletto (sede comunale) e il fianco sinistro del Duomo. In epoca medievale essa rappresentava il fulcro della vita pubblica cittadina, ora è sede dell'autorità municipale. Al centro è collocata una fontana in marmo rosa di Carrara, ricavata dal fonte battesimale della Cattedrale e risalente al XIV secolo. È un'area pedonale.

  • Piazza del Mercato

È una piazza di forma rettangolare, anch'essa pavimentata con il tipico ricciato, su cui si affacciano l'abside del Duomo, un'ala secondaria di Palazzo Broletto, il Palazzo del Governo (o della Prefettura) ed il Palazzo Vescovile. È adibita a parcheggio pubblico ad eccezione dei giorni di sabato e domenica nei quali si tiene, come da tradizione, il mercato ambulante (in mattinata).

  • Piazza Castello

Si tratta di una piazza di dimensioni piuttosto ampie, adibita ad area pedonale ad eccezione della fascia centrale che è aperta al traffico veicolare; prende il nome dal Castello Visconteo che vi si affaccia. Spicca inoltre una statua dedicata a Vittorio Emanuele II, celebrativa dell'unità d'Italia. Piazza Castello confina con il Parco dell'Isola Carolina ed è tradizionalmente il punto di ritrovo prediletto dai giovani lodigiani.

Scorcio di Piazza Ospitale
  • Piazza Ospitale

Chiamata comunemente Piazza San Francesco, è un luogo molto caro ai cittadini lodigiani, anche perché è cantata in molte opere della poetessa Ada Negri. La suggestione di questa piazza rettangolare, anch'essa pavimentata con il ricciato ed adibita ad area pedonale, deriva dalla presenza dell'originale ed importante Chiesa di San Francesco e della facciata dell'Ospedale Maggiore; vi si trova inoltre una statua raffigurante Paolo Gorini.

  • Piazza San Lorenzo

Si tratta di una piazza molto piccola, quasi nascosta tra un intrico di vie strette e tortuose tipiche del centro storico medievale di Lodi; la sua atmosfera raccolta ma luminosa ricorda un campiello veneziano. La piazza prende il nome dall'omonima chiesa che vi si affaccia ed è anch'essa un'area pedonale.

  • Corso Roma

Ha origine da Piazza della Vittoria ed è molto frequentato in virtù delle numerose attività commerciali. Analogamente ad altre vie del centro cittadino, offre quale principale motivo di interesse la presenza dei palazzi in stile liberty e dei suggestivi cortili interni delle abitazioni signorili.

[modifica] Aree naturali

  • Parco dell'Isola Carolina

Situato a ridosso del centro storico, nelle immediate vicinanze di Piazza della Vittoria e di Piazza Castello, deve il suo nome alla Cascina Carolina che a sua volta fu battezzata così nel 1825 in onore di Carolina Augusta di Baviera, moglie dell'imperatore Francesco I d’Austria. Il parco ha una superficie di circa 50.000 metri quadrati e venne realizzato a metà degli anni 50 grazie ad un finanziamento personale di Enrico Mattei che volle in questo modo "ringraziare" la città presso la quale erano stati scoperti degli importanti giacimenti di gas naturale. Mattei non badò a spese e fece piantumare delle essenze di notevole interesse botanico[17]. Attualmente ospita la sede del Parco Adda Sud.

I giardini pubblici di viale IV Novembre
  • Giardini pubblici di viale IV Novembre

Sono collocati quasi nel cuore del centro cittadino: hanno infatti origine da Piazza Castello. Il loro nucleo originario risale al 1835, anno della visita alla città da parte dell'imperatore Ferdinando I d'Austria. Durante gli anni Trenta del Novecento i giardini vennero ampliati e sistemati grazie all'ambizioso progetto dell'architetto locale Giovanni Fugazza. Nel corso del biennio 2008-2009, l'area è stata oggetto di una profonda riqualificazione.

  • Lungo Adda Bonaparte

Permette di passeggiare nei pressi del fiume Adda, a contatto con la vegetazione fluviale; era uno dei luoghi prediletti dal poeta Giosuè Carducci quando visitava Lodi[8].

  • Bosco del Belgiardino

Si tratta di una piccola oasi naturalistica situata sulle rive dell'Adda, al confine con il territorio di Montanaso Lombardo; dall'area hanno inoltre origine numerosi sentieri che permettono di visitare i boschi circostanti. Durante l'estate si trasforma anche in centro ricreativo grazie alla presenza di una piscina gestita dal Comune di Lodi. Vi è inoltre attivo un centro F.I.C.K. che organizza corsi di avviamento alla pratica della canoa[18].

  • Foresta di pianura

È un'area di notevole interesse naturalistico, realizzata a cura della Provincia di Lodi grazie a fondi della Regione Lombardia. Situata nelle vicinanze del centro abitato, può essere visitata grazie alla presenza di percorsi ciclo-pedonali. Si tratta di un rimboschimento realizzato con specie arboree ed arbustive autoctone[19], con destinazione giuridica permanente a bosco[senza fonte].

[modifica] Società

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti


[modifica] Cultura

[modifica] Università

L'ingresso del Parco Tecnologico Padano

Dal 2005 è stato inaugurato un polo scientifico-universitario, costituito da:

  • Parco Tecnologico Padano, specializzato in biotecnologie agro-alimentari, suddiviso in tre strutture chiave: il Centro per la Ricerca e lo Sviluppo Tecnologico nel Campo Zootecnico ed Agroalimentare (CERSA): per le attività di ricerca di ricercatori e imprese; la Casa dell'Agricoltura: per il rapporto tra i ricercatori e il mondo agricolo; l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale: per la sanità degli animali, come malattie e il controllo degli alimenti[20].

[modifica] Musei

Ospitato nell'ex-convento adiacente alla Chiesa di San Filippo, conserva numerose opere del lodigiano Callisto Piazza, ma anche due importanti dipinti di Francesco Hayez. È presente inoltre una sezione archeologica che custodisce numerosi reperti provenienti da Laus Pompeia, una sezione risorgimentale e l'importante sezione della ceramica, elemento classico dell'artigianato locale.

[modifica] Arte

Lodi è famosa in tutta Italia per la sua ceramica di prestigio, riconosciuta come Ceramica Artistica Lodigiana "Vecchia Lodi". La ceramica prodotta in questi laboratori è certificata con il marchio DOC[22].

[modifica] Cucina

La gastronomia lodigiana è caratterizzata da numerosi elementi tipici, tra cui:

[modifica] Personalità legate a Lodi

[modifica] Originari di Lodi

[modifica] Vissuti a Lodi

[modifica] Eventi

Dal 1999 ha luogo presso il Teatro alle Vigne il Lodi Città Film Festival.

Dal 2003 Lodi ospita annualmente il Trompe-l'œil Festival, una manifestazione che accoglie opere di esponenti internazionali della tecnica del trompe-l'œil[26].

[modifica] Geografia antropica

[modifica] Frazioni

Fontana, Olmo, Riolo, San Grato[10].

[modifica] Economia

La città di Lodi ha una lunga tradizione nell'industria agroalimentare e artigianale, in particolare nei settori della ceramica e della cosmesi. Nell'ultimo secolo la città ha avuto una crescita notevole grazie agli scambi commerciali, alla rivisitazione del sistema di tangenziali, allo sviluppo di tecnologie per l'ambiente (grazie alla discreta quantità di rifiuti riciclati che i lodigiani producono[27] e alla tecnologia del teleriscaldamento[28]).

Lodi ha una notevole attività bancaria: la Banca Popolare di Lodi (ora appartenente al Gruppo Banco Popolare), fondata da Tiziano Zalli nel 1864, è stata la prima banca popolare sorta in Italia[29]. Un altro istituto che si distingue nella provincia è il Credito Cooperativo Laudense.

Nel 1945 si cominciò ad estrarre il gas metano dai pozzi della vicina Caviaga e a sperimentarne le applicazioni nel locale centro studi dell'AGIP. Secondo alcuni, il cane a sei zampe, logo della compagnia, sarebbe ispirato al fantastico drago Tarantasio che avrebbe infestato il lago Gerundo: quando fu scoperto il metano in quelle zone, infatti, si immaginò che l'animale, un tempo guardiano delle paludi e poi scomparso sotto terra dopo la loro bonifica, fosse riapparso in forma di gas[30]. Lodi fu la prima città in Italia a servirsi del metano per usi domestici e industriali[31].

Inoltre Lodi è stata una delle prime città ad essere cablata con la fibra ottica, inizialmente per la trasmissione di TV via cavo, poi per il progetto Socrate di Telecom Italia e infine per la trasmissione di dati[senza fonte].

Lodi è la sede dell'Istituto Sperimentale per le Colture Foraggere, retto dal 1948 al 1976 dall'illustre agronomo Giovanni Haussmann.

[modifica] Infrastrutture e trasporti

[modifica] Strade

Lodi è un nodo stradale di importanza regionale: la città è raggiunta dalla strada statale Via Emilia e da numerose strade provinciali tra cui la ex SS 235 Pavia-Brescia e la ex SS 472 Treviglio-Lodi. Le strade convergenti sulla città sono raccordate dalle tangenziali Sud ed Est, che formano un semi-anello (interrotto nel settore nord-ovest) con caratteristiche di superstrada.

Nelle vicinanze transita inoltre l'Autostrada del Sole ; l'uscita Lodi, posta nel territorio comunale di Pieve Fissiraga, si trova 6 km a sud-ovest della città.

[modifica] Ferrovie

La stazione di Lodi è situata nei pressi del centro storico cittadino

La stazione di Lodi è posta sulla ferrovia Milano-Bologna ed appartiene al circuito Centostazioni; è servita principalmente da treni regionali (linee Milano-Piacenza-Parma e Milano-Cremona-Mantova) e da alcuni treni a lunga percorrenza. Il traffico è prevalentemente pendolare verso il capoluogo lombardo; la stazione serve un ampio bacino d'utenza proveniente dai paesi limitrofi e dal Cremasco.

Entro il 2009 è in programma un forte potenziamento del servizio, con il prolungamento da Milano Rogoredo a Lodi della linea S1 del servizio ferroviario suburbano di Milano[32].

[modifica] Aeroporti

Da Lodi si possono facilmente raggiungere gli scali di Milano-Linate (36 km), Bergamo-Orio al Serio (51 km) e Milano-Malpensa (89 km).

Nel 2009 un'associazione privata ha proposto la costruzione di un aeroporto internazionale nel territorio lodigiano, ma non esiste ancora nessun indirizzo ufficiale in merito[33].

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Lorenzo Guerini[34] (Partito Democratico) dal 05/04/2005
Centralino del comune: 0371 4091
Posta elettronica: urp@comune.lodi.it

La maggioranza in consiglio comunale è costituita dai gruppi: Partito Democratico, Rifondazione Comunista, Circolo "Ettore Archinti"-SDI, Verdi per la Pace e Comunisti Italiani[35].

L'opposizione è invece composta dai gruppi: Forza Italia, Lega Nord, UDC e Alleanza Nazionale[35].

[modifica] Amministrazioni precedenti

Per approfondire, vedi la voce Sindaci di Lodi.

[modifica] Gemellaggi

[modifica] Sport

[modifica] Impianti sportivi

Veduta interna dello Stadio Dossenina

Riservato esclusivamente al gioco del calcio, è uno stadio in stile inglese recentemente ristrutturato e ampliato, che ospita la squadra del Fanfulla.

  • Palazzetto dello Sport "Eugenio Castellotti"

Con una capienza di 4000 spettatori circa, ha ospitato gli Europei del 1990 ed i Mondiali del 1993 di hockey su pista. Ospita le partite casalinghe dell'Amatori Lodi e dell'Unione Cestistica Casalpusterlengo.

  • Stadio Comunale "Egidio Capra"

Dispone di tribuna coperta e di dotazioni omologate per gare nazionali di atletica leggera; si trova in località Faustina unitamente ad altri impianti sportivi.

  • Palazzetto dello Sport "Faustina"

È dotato di tre palestre: la "Ghisio" (per basket e pallavolo), la "Fraschini" (dedicata a ginnastica artistica, ginnastica ritmica e arti marziali) e la "Grignani" (risevata alla boxe)[37].

[modifica] Note

  1. ^ a b Bilancio demografico mensile: popolazione residente al 30-11-2008. Istituto Nazionale di Statistica, 27-04-2009. URL consultato il 05-05-2009.
  2. ^ Lodi. RAI - Dizionario italiano multimediale e multilingue d'ortografia e di pronunzia. URL consultato il 11-06-2009.
  3. ^ Bruno Pezzini, Dizionario del dialetto lodigiano, Lodi, Il Cittadino, 2000. (ISBN non disponibile).
  4. ^ Decreto legislativo 6 marzo 1992, n. 251. ItalgiureWeb - Centro elaborazione dati della Corte di Cassazione. URL consultato il 27-01-2009.
  5. ^ Cenni storici della Provincia di Lodi. Provincia di Lodi. URL consultato il 27-01-2009.
  6. ^ http://www.protezionecivile.it/minisite/index.php?dir_pk=535&cms_pk=2729 Classificazione sismica della Protezione Civile.
  7. ^ Classificazione climatica dei comuni lombardi
  8. ^ a b c d Agenore Bassi, Storia di Lodi, Lodi, Edizioni Lodigraf, 1977. ISBN 8871210182.
  9. ^ Stemma comunale di Lodi. www.comuni-italiani.it. URL consultato il 28-12-2008.
  10. ^ a b c d e Beatrice Ambreck et al., Atlante della nuova Provincia di Lodi, Lodi, Il Giorno, 1996. (ISBN non disponibile).
  11. ^ Giovanni Agnelli, Lodi ed il suo territorio nella storia, nella geografia e nell'arte, Lodi, 1917. (ISBN non disponibile).
  12. ^ a b Come raggiungerci. Prefettura - Ufficio Territoriale del Governo di Lodi, 14-04-2009. URL consultato il 06-06-2009.
  13. ^ Bipielle arte. Banca Popolare di Lodi. URL consultato il 05-05-2009.
  14. ^ Bassano Martani, La buona indole dei lodigiani, Lodi, Il Pomerio, 1880. ISBN 88-7121-057-3
  15. ^ «Così sarà salvato il simbolo della città». Il Cittadino, 16-05-2009.
  16. ^ Autori vari, Piazze d'Italia, Milano, Touring Club Italiano, 2004. ISBN 8836534988.
  17. ^ Un concorso di progettazione per gli interventi di riqualificazione del Parco Isola Carolina. Comune di Lodi, 15-12-2006. URL consultato il 04-05-2009.
  18. ^ Centro Ricreativo Canoistico Lodigiano. URL consultato il 04-05-2009.
  19. ^ L'idea e il progetto. www.lodigianoterrabuona.it. URL consultato il 04-05-2009.
  20. ^ Sito ufficiale. Parco Tecnologico Padano. URL consultato il 13-03-2009.
  21. ^ Ospedale Veterinario di Lodi. Università degli Studi di Milano - Facoltà di Medicina Veterinaria. URL consultato il 13-03-2009.
  22. ^ Ceramica Artistica Lodigiana "Vecchia Lodi". URL consultato il 29-03-2009.
  23. ^ a b c d Bollettino Ufficiale Regionale - Schede dei prodotti agroalimentari tradizionali della Regione Lombardia. Regione Lombardia. URL consultato il 29-03-2009.
  24. ^ Granone Lodigiano e Raspadüra. www.saporetipico.it. URL consultato il 28-03-2009.
  25. ^ Zona di produzione del Grana Padano. Consorzio per la tutela del Formaggio Grana Padano. URL consultato il 29-03-2009.
  26. ^ Sito ufficiale. International Trompe-l'œil Festival. URL consultato il 29-03-2009.
  27. ^ Aumenta in Città la percentuale della raccolta differenziata. Comune di Lodi, 29-08-2008. URL consultato il 14-04-2009.
  28. ^ Teleriscaldamento Astem Energy. Astem. URL consultato il 14-04-2009.
  29. ^ Profilo e cenni storici. Banca Popolare di Lodi. URL consultato il 14-04-2009.
  30. ^ «Dal drago Tarantasio al "cane" di Mattei». Corriere della Sera, 30-06-2002.
  31. ^ Cenni storici. Comune di Lodi. URL consultato il 04-05-2009.
  32. ^ «Il passante ferroviario a Rogoredo migliorerà il servizio dal Lodigiano». Il Cittadino, 13-05-2008.
  33. ^ «Un aeroporto per il Lodigiano: "Nascerà a Bertonico o Borghetto"». Il Cittadino, 21-02-2008.
  34. ^ Il Sindaco. Comune di Lodi. URL consultato il 14-03-2009.
  35. ^ a b Il Consiglio Comunale. Comune di Lodi. URL consultato il 14-03-2009.
  36. ^ Strutture sportive: PalaCastellotti. Unione Cestistica Casalpusterlengo. URL consultato il 20-02-2009.
  37. ^ «Concorso tra i giovani sportivi: "Trova un nome alla Faustina"». Il Cittadino, 18-02-2009.

[modifica] Bibliografia

  • Giovanni Agnelli, Lodi ed il suo territorio nella storia, nella geografia e nell'arte, Lodi, 1917. (ISBN non disponibile).
  • Beatrice Ambreck et al., Atlante della nuova Provincia di Lodi, Lodi, Il Giorno, 1996. (ISBN non disponibile).
  • Agenore Bassi, Storia di Lodi, Lodi, Edizioni Lodigraf, 1977. ISBN 8871210182.
  • Agenore Bassi, Lodi fra storia e cronaca dal 1919 al 1945, Lodi, Il Pomerio, 1979. ISBN 8871210190.
  • Giorgio Bigatti, Il Municipio e la Città - Il Consiglio comunale di Lodi (1859-1970), Silvana Edizioni, 2005. ISBN 888215999X.
  • Vittorio Bottini, Alessandro Caretta e Luigi Samarati, Lodi - Guida artistica illustrata, Lodi, Edizioni Lodigraf, 1979. (ISBN non disponibile).
  • Alessandro Caretta e Luigi Samarati, Lodi - Profilo di storia comunale, 1958. (ISBN non disponibile).
  • Ernesto Carinelli; Sandro De Palma; Giorgio Granati, Lodi Murata - Sistema difensivo e parti sotterranee, Il Pomerio, 2006. ISBN 887121448X
  • Sergio Galuzzi (a cura di), Lodi in un giorno, Lodi, Giona, 2000. (ISBN non disponibile).
  • Gaspare Oldrini, Lodi nella musica e nella cultura. (ISBN non disponibile).
  • Andrea Timolati, Lodi nella storia e nell'arte. (ISBN non disponibile).

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