Sambuca Pistoiese

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Sambuca Pistoiese
comune
Sambuca Pistoiese – Stemma
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Tuscany.svg Toscana
Provincia Provincia di Pistoia-Stemma.png Pistoia
Amministrazione
Sindaco Fabio Micheletti (lista civica Democratici e Civici) dal 25/05/2014
Territorio
Coordinate 44°06′19″N 11°00′02″E / 44.105278°N 11.000556°E44.105278; 11.000556 (Sambuca Pistoiese)Coordinate: 44°06′19″N 11°00′02″E / 44.105278°N 11.000556°E44.105278; 11.000556 (Sambuca Pistoiese)
Altitudine 504 m s.l.m.
Superficie 77 km²
Abitanti 1 749[1] (31-12-2010)
Densità 22,71 ab./km²
Frazioni Bellavalle, Campeda, Carpineta, Castello di Sambuca, Corniolo, Frassignoni, L'Acqua e Lentula, Lagacci, Monachino, Pàvana, Posola, San Pellegrino, Taviano, Torri, Treppio
Comuni confinanti Camugnano (BO), Cantagallo (PO), Castel di Casio (BO), Granaglione (BO), Pistoia
Altre informazioni
Cod. postale 51020
Prefisso 0573
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 047018
Cod. catastale H744
Targa PT
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona E, 2 594 GG[2]
Diffus. atmosf. bassa
Nome abitanti sambucani
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Sambuca Pistoiese
Posizione del comune di Sambuca Pistoiese nella provincia di Pistoia
Posizione del comune di Sambuca Pistoiese nella provincia di Pistoia
Sito istituzionale

Sambuca Pistoiese è un comune italiano sparso di 1.749 abitanti situato nella provincia di Pistoia sulla Montagna Pistoiese in Toscana. La sede municipale si trova nella frazione di Taviano, mentre la frazione più importante e popolosa è Pavana.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Si trova nella valle del Limentra. Sambuca Pistoiese, secondo lo Statuto Ufficiale del comune, confina a sud anche con il comune di Montale[3], ma la cosa è errata poiché in realtà i due comuni non confinano per circa 1 km e sono separati dal comune di Pistoia il quale sempre per questo breve tratto confina con il comune di Cantagallo in Provincia di Prato. Le varie cartografie ufficiali (dalla Carta Tecnica Regionale a quella dell'Istituto Geografico Militare) mostrano infatti che Sambuca Pistoiese non confina in nessun punto con Montale come è possibile vedere nella cartina della provincia di Pistoia in basso a destra.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Clima della Toscana, Stazione meteorologica di Acquerino e Stazione meteorologica di Passo Porretta.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il castello di Sambuca, costruito verso la metà dell'XI secolo[4], fu originariamente feudo del vescovo di Pistoia.

Nel 1211 Bologna mosse guerra a Pistoia con l'intenzione di annettere le vallate delle Limentre. Pistoia occupò con le sue truppe il castello di Sambuca, di notevole importanza strategica, col consenso dello stesso vescovo, il quale non aveva mezzi per difendere il suo feudo. Lo stato di guerra fornì a Pistoia un pretesto per annettere Sambuca alla sua zona di influenza[5]: in questo periodo si rinforzarono le fortificazioni, si stanziarono truppe all'interno delle mura e si pretese persino un giuramento nei confronti del podestà di Pistoia dopo che alcuni Sambucani tentarono di passare allo schieramento bolognese. La successiva pace di Viterbo riconobbe i diritti del vescovo di Pistoia su Sambuca, ma la guarnigione pistoiese fu mantenuta in quanto il vescovo non aveva mezzi per difendere la rocca, mentre il Comune di Pistoia avrebbe trovato nella difesa dei diritti feudali vescovili un pretesto per mantenere milizie all'interno della rocca[6].

Nella metà del XIII secolo si formò il primo nucleo di un ordinamento comunale a Sambuca con la creazione di un consiglio e di cariche consolari[7]. La presenza di tale ordinamento e di un podestà inviato da Pistoia, indica che la signoria del vescovo era di fatto esautorata, anche se formalmente riconosciuta. Non a caso nel 1291 Sambuca si permette di redigere un proprio statuto (riformato nel 1340, l'edizione a oggi pervenuta), mentre al podestà spettava non solo la supervisione difensiva del castello ma anche funzioni di giurisdizione civile e criminale (che teoricamente spettavano al vescovo, signore del feudo, il quale gliele aveva tacitamente o espressamente delegate)[8].

Nel 1306 i guelfi neri assediano e conquistano Pistoia. Filippo Vergiolesi, capo dei bianchi pistoiesi, scappa dalla città e occupa militarmente il castello di Sambuca; cinque anni più tardi cede il castello al Comune di Pistoia in cambio di undicimila lire. Nonostante il fatto che il Vergiolesi ottenne il castello con la forza, la transazione fece divenire Pistoia ufficialmente proprietaria della rocca e delle mura, rafforzando la figura del capo della guarnigione militare pistoiese ivi stanziata[9]. Le successive vicende militari con Castruccio Castracani e il vescovo Giovanni Visconti signore di Bologna (che conquistarono il castello di Sambuca rispettivamente nel 1325 e nel 1351) consolidarono il controllo di Sambuca da parte delle milizie pistoiesi allo stesso modo di come accadde durante la guerra con Bologna del secolo precedente. Il controllo di Pistoia sul castello fu rinforzato anche per volere della Repubblica fiorentina (anch'essa minacciata dall'armata del Visconti), che obbligò Pistoia a presidiarlo militarmente ad honorem popoli et comunis Florentie[10].

L'atto che segnò la fine dei diritti feduali del vescovo su Sambuca risale al 24 febbraio 1368. In questa data l'abate del monastero di San Bartolomeo cede il feudo al Comune di Pistoia in cambio di affitti fondiari col beneplacito del vescovo. Non sono pervenuti documenti in merito al passaggio di proprietà dal vescovo all'abate, ma Natale Rauty riporta l'ipotesi che il vescovo non abbia voluto cedere direttamente il feudo al Comune "per evitare che la conclusione del secolare contrasto apparisse, anche sul piano formale, come una sconfitta del vescovo nei confronti del Comune cittadino"[11].

Simboli[modifica | modifica sorgente]

Lo statuto del comune di Sambuca Pistoiese così definisce lo stemma: "D'azzurro, alla torre d'argento, fondata sulla campagna, sinistratra e sostenuta di un leopardo illeonito d'argento". Tuttavia il comune di Sambuca Pistoiese (anche nel proprio sito web) usa anche una versione alternativa dove il leopardo illeonito assume un colore tra il marrone e l'arancio.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[12]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2009 la popolazione straniera residente era di 146 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Persone legate a Sambuca Pistoiese[modifica | modifica sorgente]

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Secondo l'ISTAT, il territorio comunale comprende i centri abitati di Bellavalle, Biagioni, Frassignoni, L'Acqua, Lagacci, Molino del Pallone, Pavana, Ponte della Venturina, San Pellegrino, Taviano, Torri e Treppio, e i nuclei abitati di Ca' dal Chicco, Carpineta, Casa Morotti, Case Bezzi, Casoni, Corniolo, Docciola, Fondamento, Il Giardino, Lentula, Monachino, Pian di Campo, Posola e Stabiazzoni[13].

Pavana[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Pàvana.

Treppio[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Treppio.

Torri[modifica | modifica sorgente]

È un antico borgo sulla riva sinistra della Limentra Orientale, situato a 910 metri sul livello del mare.

Anche la località di Torri fu ripopolata da elementi allogeni provenienti dall'Alta Montagna Modenese. A testimoniare questo passato alcuni relitti lessicali (insedo per innesto, guarzetta per ragazza), toponomastici (Colorè da colora (nocciola), Prà dall'oca per "Prato dell'oca"), nonché le fonti storiche e, in particolare, Michelangelo Salvi nel suo lavoro delle Historie di Pistoia del 1657. Attualmente a Torri si parla un dialetto marcatamente toscano[14].

Lagacci[modifica | modifica sorgente]

È una piccola frazione che sorge sulla riva destra del fiume Reno, situata a 710 metri sul livello del mare. La sua chiesa fu eletta a parrocchia nel 1785 dal vescovo Scipione de' Ricci. Attualmente le messe vengono officiate dal parroco di Pracchia.
A Lagacci viene parlato un dialetto di tipo prevalentemente toscano, ma con influssi emiliani non marginali (es: insalada, ciugo, , lusgertola, arcordo nonché uso dell'articolo "al" in luogo di "il")[15].

La frazione è l'unica ad avere una fermata ferroviaria che riporta il nome della località (Biagioni - Lagacci). Grazie ad un ponte che ha ancora una dogana dello Stato Pontificio e del Granducato di Toscana, si arriva alla località di Biagioni, situata sulla riva sinistra del Reno ed in Emilia-Romagna, dove è presente l'omonima stazione ferroviaria.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione di Biagioni-Lagacci.

Sambuca Castello[modifica | modifica sorgente]

È in questa località che morì Selvaggia dei Vergiolesi, la donna cantata dal poeta Cino da Pistoia. Antico feudo del Vescovo di Pistoia la località risulta pressoché abitata solo nei fine settimana e nel periodo estivo. Il grande linguista Gerhard Rohlfs studiò questo dialetto e ne riportò alcune espressioni e vocaboli nella sua monumentale "Grammatica Storica della lingua italiana e dei suoi dialetti"[16].

Altre frazioni[modifica | modifica sorgente]

  • Bellavalle, precedentemente si chiamava "La Sega". Vi nacque il famoso storico pistoiese Quinto Santoli[17]
  • Ca' dal Chicco, antico paesino posto sul versante nord della Valle della Limentra Occidentale, situato a 830 metri sul livello del mare, è stato tra i primi insediamenti isolati a godere di acqua corrente nelle case. Viene attraversato dalla mulattiera che collega Sambuca Castello a Bellavalle. Soprattutto nella stagione estiva risulta ancora molto frequentato raggiungendo una popolazione superiore alle 50/60 persone. Il 15 di agosto si svolge la tradizionale festa paesana "dell'acqua" per ricordare l'avvento dell'acquedotto. È inoltre presente un'importante colonia felina.
  • Campeda: divisa negli abitati di Piedercoli, Campeda Vecchia e Campeda Nuova, la frazione è ormai quasi disabitata. Il dialetto della località ricorda molto il pavanese[18]
  • Frassignoni, costituita non da un singolo villaggio, ma da una serie di piccolissimi borghi
  • L'Acqua: l'abitato, diviso dal torrente Limentra orientale, sorge in parte in Comune di Cantagallo (provincia di Prato) e in parte in Comune di Sambuca Pistoiese. Si parla un dialetto marcatamente toscano[19]
  • Lentula: sorge sulle rive del Limentra orientale poco prima della confluenza con la Limentrella. Nella parte pistoiese di Lentula si trova la sede amministrativa dell'azienda produttrice dell'omonima acqua minerale (gli stabilimenti si trovano nell'adiacente sponda pratese poco prima della confluenza del Rio Ceciale). Vi si parla un dialetto di tipo marcatamente toscano[20]
  • Monachino, posta lungo la porzione più meridionale del Comune di Sambuca Pistoiese. Si parla un dialetto marcatamente toscano. A differenza delle altre frazioni del Comune (che dipesero ecclesiasticamente dalla Diocesi di Bologna fino al 1784) è sempre appartenuta alla giurisdizione diocesana del Vescovo di Pistoia[21]
  • Pian di Campo, piccola frazione situata a circa 1,5 km da Pavana.
  • Posola, piccola frazione posta sul crinale tra la Valle del Reno e la Valle del Limentra Occidentale. Il dialetto locale, parlato ormai da pochissimi, risulta una forma di transizione tra quello parlato a Lagacci e quello parlato in località Sambuca Castello[22]
  • San Pellegrino al Cassero, dove si parla un dialetto ormai di stampo toscano, ma che presenta ancora influssi dialettali emiliani[23]
  • Stabiazzoni, frazione posta lungo l'antica via Francigena di Sambuca nel tratto fra San pellegrino al Cassero e Spedaletto. Il nome deriva dal termine di origine longobarda "stabiazzo", che significa recinto per gli animali
  • Taviano, ospita il Municipio del Comune. A Taviano vi nacque, nel 1867, il filologo e letterato Michele Barbi che insegnò presso le Università di Messina e di Firenze[24]
  • Frazioni di Pàvana, sono una serie di piccoli borghi, in realtà frazioni di Sambuca, ma considerati facenti parte dell'abitato di Pàvana

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Sambuca Pistoiese è gemellata con:

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Statuto comunale
  4. ^ Natale Rauty, op. cit., pag.345
  5. ^ Natale Rauty, op. cit., pag.348
  6. ^ Natale Rauty, op. cit., pag.350
  7. ^ Natale Rauty, op. cit., pag.352
  8. ^ Natale Rauty, op. cit., pag.355
  9. ^ Natale Rauty, op. cit., pag.357
  10. ^ Natale Rauty, op. cit., pag.358
  11. ^ Natale Rauty, op. cit., pag.361-362
  12. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  13. ^ ISTAT - Dettaglio località abitate
  14. ^ Torri sul sito del Comune
  15. ^ Lagacci sul sito del Comune
  16. ^ Castello sul sito del Comune
  17. ^ Bellavalle sul sito del Comune
  18. ^ Campeda sul sito del Comune
  19. ^ L'Acqua sul sito del Comune
  20. ^ Lentula sul sito del Comune
  21. ^ Monachino sul sito del Comune
  22. ^ Posola sul sito del Comune
  23. ^ San Pellegrino sul sito del Comune
  24. ^ Taviano sul sito del Comune

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

«Relazione tenuta al Convegno sul tema La Sambuca pistoiese: una comunità dell'Appennino al confine tra Pistoia e Bologna (Sambuca Pistoiese, 24-25 agosto 1991), pubblicata nel volume degli atti, pp.43-63».
  • Sambuca dalle origini all'età comunale / Natale Rauty. - Pistoia: Società pistoiese di storia patria, 1990. - 35p: ill. ; 24 cm - (Quaderni del territorio pistoiese; 10
  • Dizionario toponomastico del Comune di Sambuca Pistoiese. Pistoia: Società pistoiese di storia patria, 1993.
  • Il castello della Sambuca nei secoli XIII e XIV tra feudo vescovile e protettorato del comune di Pistoia / Natale Rauty. - Pistoia: Società pistoiese di storia patria; Porretta Terme: Editoriale Nuèter, 1992. - P.[43]-63; 24 cm
  • Il restauro della rocca della Sambuca (1354) / Natale Rauty. - Pistoia: Società pistoiese di storia patria, [1969?]. - P. 53-60; 25 cm
  • AA.VV., "La Sambuca Pistoiese. Una comunità dell'Appennino al confine tra Bologna e Pistoia (1291 - 1991), Società pistoiese di storia patria - Nueter, Pistoia, 1992
  • AA.VV., "Le Valli della Sambuca", Comune di Sambuca Pistoiese, Sambuca Pistoiese, 1997
  • AA.VV., "Storie della Sambuca", m&m Artout, Pistoia, 2000
  • AA.VV., "Torri e il comprensorio delle Limestre nella storia", Società pistoiese di storia patria - Nueter, Pistoia, 1995
  • AA.VV., "Torri: Storia, tradizioni e cultura", Società pistoiese di storia patria, Pistoia, 2003
  • L. Battistini, Lentula, la dinastia dei Lentuli....e la storia di antichi villaggi dell'Appennino Tosco-Emiliano", Ed. 2000, Editografica Rastignano (Bologna)
  • B. Beneforti, "Piccolo dizionario dei dialetti di Badi, Bargi e Stagno", Nuèter ricerche n. 13, Porretta Terme, s.d.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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