Capreolus capreolus

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Capriolo
Isane metskits ehk Sokk.JPG
Capreolus capreolus.
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Mammalia
Ordine Artiodactyla
Sottordine Ruminantia
Famiglia Cervidae
Sottofamiglia Capreolinae
Genere Capreolus
Specie C. capreolus
Nomenclatura binomiale
Capreolus capreolus
Linnaeus, 1758
Areale

Leefgebied ree.JPG

Il capriolo (Capreolus capreolus, Linnaeus, 1758) è un ungulato che vive in Europa e Asia. Ha palchi corti, in genere con 3 punte per lato nei soggetti adulti. Il corpo è di un colore tra il rosso ed il marrone, il muso verso il grigio; è molto veloce e grazioso e vive su altipiani e montagne.

Sottospecie[modifica | modifica wikitesto]

Ne sono note 4 sottospecie[1]:

  • C. capreolus capreolus Linnaeus, 1758
  • C. capreolus caucasicus Dinnik, 1910
  • C. capreolus canus Miller, 1910
  • C. capreolus italicus Festa, 1925 - sottospecie presente solo in Italia con popolazioni frammentate nella Tenuta presidenziale di Castelporziano (Lazio), nel Gargano (Puglia), nei Monti di Orsomarso (Calabria) e nella zona meridionale della Maremma (Toscana).

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Dimorfismo sessuale nei caprioli: il maschio è a sinistra, la femmina a destra.

È diffuso in gran parte dell'Europa continentale e in Gran Bretagna, mentre è assente da Irlanda, Portogallo e Grecia. Si trova sulle Alpi e sugli Appennini. Ultimamente, si assiste alla lenta ricolonizzazione dei boschi della pianura padana, in particolare del Parco del Ticino, ma anche dei recenti rimboschimenti realizzati lungo il Po grazie ai contributi dell'Unione Europea.

Alcuni esemplari sono stati recentemente inseriti all'interno del Parco dei Nebrodi. Si tratta di esemplari provenienti dall'Emilia-Romagna e concentrati nella zona di Galati Mamertino, nell'ambito di un progetto di reintroduzione della specie.

Il capriolo è diffuso in boschi aperti in cui il sottobosco sia fitto e che siano inframmezzati da radure e zone cespugliose, sia in pianura (anche dove questa è coltivata e pure dove l'agricoltura è intensiva purché trovi boscaglie dove rifugiarsi), sia in collina, sia in montagna, sia nelle zone umide.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Cucciolo di capriolo nascosto nel sottobosco; il manto maculato (con punti chiari) favorisce il mimetismo

Il capriolo è un cervide di piccole dimensioni, dal mantello fulvo in estate. La gola e le parti ventrali e la regione perianale, detta specchio anale, sono bianche. La coda è cortissima e non emerge dal pelo, anche se nella femmina c'è un ciuffo di peli che ricopre la vulva. Il maschio possiede piccoli palchi (con questo termine vengono indicate le corna dei cervidi) con tre sole punte; questi cadono ogni anno (da ottobre a dicembre) e ricrescono alla fine dell'inverno. I palchi sono costituiti di una sostanza cartilagenea e, una volta caduti, i palchi sono preda di altri animali che se ne nutrono. Indi per cui è molto raro rinvenire palchi caduti nei caprioli, cosa più semplice negli altri due Cervidi presenti in Italia (Cervo nobile e Daino).

Formula dentaria
Arcata superiore
3 3 0 0 0 0 3 3
3 3 1 3 3 1 3 3
Arcata inferiore
Totale: 32
1.Incisivi; 2.Canini; 3.Premolari; 4.Molari;

Un capriolo è lungo tra 90 e 130 cm, e alla spalla è alto tra 55 e 77 cm. Pesa circa tra i 10 e i 27 kg.

Comportamento[modifica | modifica wikitesto]

Testa di un capriolo maschio: si notino le ghiandole odorifere sotto gli occhi

In passato il capriolo veniva considerato un animale tendenzialmente solitario, ma oggi si sa che ha un comportamento sociale piuttosto complesso ed articolato. Infatti, mentre i maschi conducono per gran parte dell'anno un'esistenza solitaria (anche perché già alla fine dell'inverno tra di loro iniziano le dispute territoriali), le femmine spesso vivono riunite in branchi, composti in media da 3-7 individui (ma possono essere anche più grandi), diretti da una femmina dominante. In tali branchi le gerarchie ed i rapporti sociali sono ben definiti e strutturati.

Nel periodo che va dalla tarda primavera all'inizio dell'estate (maggio-giugno) le femmine partoriscono, normalmente, 2 piccoli, raramente uno o tre, dal caratteristico mantello bruno fittamente maculato. Molto spesso, le femmine lasciano il cucciolo nascosto nell'erba alta, mentre loro vagano nei paraggi in cerca di cibo.

Il periodo degli amori va da metà luglio a fine agosto ed il corteggiamento è costituito da una serie di inseguimenti da parte del maschio nei confronti della femmina.

La gestazione dura circa 9 mesi e mezzo; infatti l'ovulo, una volta fecondato, si impianta nell'utero materno, ma rimane quiescente fino a dicembre, quando riprende a svilupparsi. Questa caratteristica viene detta ovoimplantazione differita.

Con l'arrivo dell'autunno, poi, anche i maschi si riuniscono ai branchi di femmine e spesso occupano un posto in fondo alla gerarchia.

I giovani raggiungono la maturità sessuale dopo il primo anno di vita a circa 14 mesi di età.

Può raggiungere un'età massima di 12-18 anni.

Nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Il capriolo è stato protagonista del romanzo Bambi, la vita di un capriolo di Felix Salten a cui si è ispirato il film Bambi della Walt Disney.

Nella mitologia[modifica | modifica wikitesto]

Nel poema mitologico gallese Cad Goddeu contenuto nel Libro di Taliesin (un manoscritto gallese del XIV secolo conosciuto anche come Peniarth MS2 e conservato nella Biblioteca Nazionale del Galles), un raro capriolo bianco viene sottratto durante una caccia a Arawn, divinità celtica dell'Annwn. Il capriolo rappresenta un simbolo del viaggio dell'anima verso la morte.

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) D.E. Wilson e D.M. Reeder, Capreolus capreolus in Mammal Species of the World. A Taxonomic and Geographic Reference, 3ª ed., Johns Hopkins University Press, 2005, ISBN 0-8018-8221-4.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Deer Specialist Group 1996, Capreolus capreolus in IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2014.2, IUCN, 2014.
  • AA. VV., Conoscere la natura d’Italia, Istituto Geografico De Agostini Novara, 1986
  • Marco Tenucci (a cura di), I mammiferi - Guida a tutte le specie italiane, Istituto Geografico De Agostini, Novara, 1986
  • I taccuini di Airone, traduzione e adattamento da Cuadernos de Campo di Felix Rodriguez de la Fuente, Editorial Marin, Barcelona 29 (Spagna) - a cura di Maurilio Cipparone, L’airone di Giorgio Mondadori e Associati S.p.A. N. 36, 3 luglio 1984

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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