Passo del San Gottardo

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Passo del San Gottardo
Gotthard.jpg
Ospizio e Museo del San Gottardo
Paese bandiera Svizzera
Regione Blank.pngWappen Tessin matt.svgBlank.png Ticino
Località collegate Göschenen-coat of arms.svg Göschenen(Canton Uri)
Airolo-coat of arms.svg Airolo
Altitudine 2.108 m s.l.m
Coordinate 46°33′18″N 8°33′54″E / 46.555°N 8.565°E / 46.555; 8.565
Infrastruttura Strada asfaltata
Costruzione del collegamento XIII secolo
Pendenza massima 8%
Lunghezza 27 km
Chiusura invernale da novembre a maggio 
Mappa di localizzazione
Passo del San Gottardo è posizionata in Svizzera
Passo del San Gottardo

Il Passo del San Gottardo[1], in tedesco Gotthardpass, è uno dei più importanti valichi alpini. Situato nella parte centrale dell'arco alpino. Collega da nord a sud la valle della Reuss e la valle Leventina. Prende il nome da San Gottardo di Hildesheim, un vescovo bavarese vissuto attorno all'anno Mille e beatificato cento anni dopo la sua morte, avvenuta nel 1038.

Indice

[modifica] Storia

La regione reca tracce della presenza umana sin dell'età della pietra. In epoca romana furono altre le vie preferite per superare le Alpi partendo dalla Lombardia verso nord; molto più utilizzati erano i valichi del Settimo, del San Bernardino e del Lucomagno. In particolare per il trasporto delle merci, il valico del Settimo e quello del Lucomagno erano dotate di una strada carrabile, mentre il San Gottardo e il San Bernardino potevano solo essere valicati a piedi o con muli. Giacché un animale da soma trasporta circa un terzo di quanto è possibile trasportare con un carro, per il trasporto merci i percorsi via Settimo e Lucomagno erano preferiti al Gottardo, sebbene la strada fosse lunga quasi il doppio.

Il San Gottardo, pur essendo il passaggio più breve, presentava sia sul versante sud, con tre importanti gole in Leventina, che sul versante nord, con la gola della Schöllenen, degli ostacoli importanti e, in presenza di cattivo tempo, molto difficilmente superabili. I Walser, che nel XII secolo erano giunti attraverso il Passo della Furka in Valle di Orsera (la valle urana che si trova a monte della gola), con le loro notevoli capacità tecniche, acquisite nella costruzione di strade e ponti in Vallese, edificarono il primo ponte nella gola della Schöllenen, chiamato ponte del diavolo e la Twärrenbrücke, una passerella sospesa alla viva roccia, lunga una sessantina di metri, che permetteva l'accesso al ponte che superava la Reuss. Questa opera venne realizzata agli inizi del XIII secolo. Con la realizzazione di questi manufatti il passo acquisì per la prima volta importanza europea e fu determinante per i destini delle popolazioni che popolavano i due versanti.

Ruskin: Il passo del San Gottardo

Il valico del Gottardo è citato nel Annales Stradenses, guida per pellegrini che dal nord Europa vogliono raggiungere Roma o la Terrasanta, redatta a metà del XIII secolo. Nel 1230 venne consacrata la cappella dedicata a San Gottardo, posta sul valico, dall'arcivescovo milanese Enrico I da Settala. Assieme alla chiesetta venne edificato anche un ospizio che, con quello presente al Monte Ceneri retto dai Gerosolimitani, quello di Santa Maria di Pollegio condotto dagli Ordine degli Umiliati e quello situato a nord del passo a Seedorf, che apparteneva ai Lazzariti, completava una adeguata rete di assistenza ai pellegrini e viandanti. Le valli immediatamente a sud del passo si erano già liberate da ogni sovranità di signori locali, siglando nel 1182 il Patto di Torre. Con quell'atto le comunità di Blenio e Leventina si allearono e imposero la distruzione di tutti i castelli che si trovavano sul loro territorio, ammettendo come unica autorità quella della Chiesa.

Versante sud del Passo del San Gottardo

Furono invece i soldi che la comunità urana ricavava dai traffici sul passo a permettere il riscatto dalla casa di Asburgo[2] con l'ottenimento del diritto di avvocazia nel 1231 e nello stesso anno ottennero l'immediatezza imperiale che li sciolse da ogni vincolo con gli Asburgo e li pose sotto la diretta giurisdizione imperiale. Questi privilegi permisero alle popolazioni locali di avere l'effettivo controllo sul valico. Questo controllo da un lato forniva buoni guadagni, in particolare alla corporazione dei somieri che assicuravano il trasporto delle merci, ma richiedeva anche costanti lavori per mantenere la strada del passo accessibile sia nella buona, che nella cattiva stagione. La prima attestazione scritta della presenza di un ospizio è del 1237; questo antico edificio gestito dalla vicinia di Airolo fu demolito nel 1799.

Nel 1280 i canonici del Duomo di Milano affittarono la Leventina al vescovo Ottone Visconti che volle con questo acquisire il controllo del valico; nel 1290 la valle si rivoltò con una insurrezione capitanata da Alberto Cerro[3], ma l'insurrezione venne soffocata. Al nord del passo le cose andarono decisamente meglio, il canton Uri si alleò con Svitto e Untervaldo con il patto del 1291. Con la vittoria contro gli Asburgo nella Battaglia di Morgarten nel 1315 si rafforzò l'unione. Presto anche altri cantoni si aggiunsero al primitivo nucleo, assumendo sempre più indipendenza e forza. All'inizio del XV secolo la Lega svizzera, e Uri in particolare, vollero assumere il controllo del Passo e invasero la Leventina, una prima volta nel 1403. Nel 1422 i Milanesi ne ripresero il controllo, ma dal 1439 fino al 1803 la vallata meridionale del passo restò costantemente sotto controllo di Uri.

La costruzione del ponte del Diavolo, opera di Carl Blechen, c. 1833 presso la Neue Pinakothek di Monaco

I grandi cambiamenti politici dei suoi inizi furono accompagnati da cambiamenti strutturali relativamente limitati. Nel 1550 la mulattiera nella gola del Monte Piottino[4] venne in parte rifatta. Nel 1595 venne costruito un ponte in pietra ad arco nella gola della Schöllenen. La via restava essenzialmente una mulatiera che permetteva il trasporto delle merci solo a dorso di mulo, e questo fino quasi all'inizio dell800.

Il San Gottardo viene chiamato anche La via delle genti e questo nome spiega bene la funzione di questo valico nel passato, una via molto comoda per le persone, ma molto meno per le merci. Secondo i dati che coprono il periodo 1498-1502, si può stabilire che in quel periodo attraversarono il Gottardo circa 170 t annue, mentre nello stesso periodo attraverso il Passo del Brennero già passavano 4500 t.

Solo nel 1708 si ebbe un sostanziale miglioramento della strada con l'apertura, sotto la direzione del capomastro ticinese Pietro Morettini di Cerentino, di una galleria (Urnerloch) lunga ca. 60 metri nella gola della Schöllenen, che facilitava di molto l'accesso al ponte, evitando la passerella di legno costruita cinquecento anni prima. Nel 1775 venne documentato il primo attraversamento in carrozza del valico, da parte del geologo inglese Greville: nei tratti più impervi si dovette smontare il mezzo e trasportarlo a dorso di mulo. L'unico atto di guerra che ebbe per teatro il ben custodito valico avvenne nel 1799, quando l'armata russa del maresciallo Aleksandr Vasil'evič Suvorov valicò il passo e si scontrò con i francesi nelle gole della Reuss. Nel XIX secolo un grande salto di qualità, con la costruzione di una vera e propria strada carrozzabile, larga su tutto il suo percorso più di cinque metri, e con un nuovo ponte nella gola del diavolo. Questa infrastruttura fu terminata attorno agli anni trenta.

La diligenza del Gottardo

Nel 1850 un viaggio in diligenza tra Milano e Basilea richiedeva circa 50 ore con l'utilizzo del treno tra Milano e Camerlata e del battello tra Flüelen e Lucerna, poi nella seconda metà del secolo con la costruzione della strada ferrata e della galleria ferroviaria del Gottardo il tempo impiegato si ridusse notevolmente.

[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse

[modifica] Edilizia religiosa

  • La chiesetta-oratorio romanica di San Gottardo[5], sul passo omonimo[6], inglobata nell'Ospizio vecchio, fu fondata nel 1237[7], fu consacrata dal vescovo milanese Enrico Settala. Subì restauri negli anni 1921, 1975-1982, questi diretti dall'architetto Alberto Finzi di Lugano. Nel corso delle indagini archeologiche condotte nel 1975 entro i limiti della chiesetta romanica furono rinvenuti i resti di un edificio di culto altomedievale del VII-IX secolo. con navata rettangolare e abside semicircolare. Il coro semicircolare della chiesetta romanica fu trasformato in una struttura pentagonale nel 1687 da Antonio Rossalino. È dotata di un campanile a vela. Nel coro il preesistente piccolo altare rococò fu sostituito con l'altare esagonale e la croce lignea del 1982 di Pierino Selmoni[8]; la tela del 1811 con i Santi Gottardo e Antonio da Padova è opera del pittore Rotanzi di Faido.
  • La Cappella dei Morti[9] è un piccolo edificio a pianta rettangolare con abside semicircolare, appoggiato su un masso granitico, attestato del 1577. Vi venivano deposti i corpi dei viandanti trovati morti di cui non si conosceva la fede.
  • La statua della Madonna di Fatima[10], è una scultura in granito di Remo Rossi, del 1946.

[modifica] Edilizia civile

  • l'Ospizio vecchio[11], accanto a quello antico, fu costruito nel 1623 quale casa del sacerdote incaricato dell'assistenza spirituale degli utenti del passo, Dal 1685 al 1841 la gestione fu affidata ai frati cappuccini. L'edificio attuale in muratura coperto con un tetto a due falde, d'importanza anche letteraria poiché citato da Johann Wolfgang von Goethe nei suoi diari di viaggio in Svizzera nel 1775 e nel 1779, fu eretto negli anni 1776-1777, dopo la caduta di una valanga nel 1777 e la distruzione parziale causata dalla truppe francesi nel 1179, assieme all'adiacente stalla ottagonale per i cavalli[12];
  • la Vecchia Sosta (Museo nazionale del San Gottardo) venne costruita negli anni 1834-1837 su disegno di Domenico Fontana (Muggio); è un edificio a pianta quadrata con porticato in facciata, tamponato verso il 1925, caratterizzato da arcate e ampio tetto a padiglione. Subì restauro negli anni 1983-1986. In origine era adibito ad albergo per i clienti più abbienti, poi magazzino delle merci, ricevitoria doganale, rimesse e altro. venne trasformato in dépendence dell'albergo Monte Prosa; nel 1972 venne acquistato dalla Fondazione Pro San Gottardo.
  • l'albergo Monte Prosa (albergo San Gottardo) venne costruito su progetto di Regli per Felice Lombardi e inaugurato nel 1866;
Il viandante
  • il monumento ad Adrien Guex[13], realizzato nel 1928 da Fausto Agnelli in memoria dell'aviatore vodese caduto al servizio della patria.
  • La statua del Viandante opera di Pedro Pedrazzini fu eretta in memoria del 200° anniversario dell'adesione del Cantone Ticino alla Confederazione Svizzera ed è stato inaugurata il 26 luglio 2003.
  • la statua equestre del generale Alexander Wassiljewitsch Suworow[14], opera di Dmitry Nikitovic Tugarinov (membro dell'Accademia russa delle arti) del 1999, è posta sopra un dosso granitico sovrastante il culmine della strada del passo.

[modifica] Galleria ferroviaria del San Gottardo

La galleria ferroviaria del San Gottardo venne realizzata in dieci anni, dal 1872 al 1882. Collega le località di Airolo (1.150 m s.l.m.) e Göschenen, (1.110 m s.l.m.). 177 furono le vittime tra le maestranze che contavano anche molti emigranti dalla vicina Italia. Anche il progettista Louis Favre morì senza vedere la fine dei lavori, logorato da un progetto che lo assorbì completamente. Al portale sud, nel comune di Airolo, un monumento dello scultore Vincenzo Vela ne ricorda i caduti. La galleria, della lunghezza di 15 km, venne inaugurata il 23 maggio del 1882.

[modifica] Galleria autostradale del San Gottardo

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Galleria stradale del San Gottardo.

Costruita tra il 1970 e il 1980, corre praticamente parallela a quella ferroviaria. È costituita da un solo tunnel dove il traffico scorre nei due sensi. Venne inaugurata il 5 settembre 1980. Con questa opera si realizzava il collegamento autostradale più diretto tra Amburgo e la Sicilia.

[modifica] Galleria ferroviaria di base NTFA (Alptransit)

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Galleria di base del San Gottardo.

In fase di costruzione, collegherà la località di Bodio (300 m s.l.m.) con quella di Erstfeld (450 m s.l.m.) su una distanza 57 km. La costruzione è iniziata nel 1999, la conclusione dei lavori è prevista per il 2017. La caduta dell'ultimo diaframma dello scavo, è avvenuta venerdì 15.10.2010 alle 14:17.

[modifica] Edilizia militare

  • Il Forte San Gottardo[15] (museo e accantonamento) sul passo del San Gottardo fu costruito tra il 1892 e il 1917; adibito a museo su progetto di Franco e Paolo Moro nel biennio 1987-1988.

[modifica] Note

[modifica] Bibliografia

  • Virgilio Gilardoni, Il Romanico. Catalogo dei monumenti nella Repubblica e Cantone del Ticino, La Vesconta, Casagrande S.A., Bellinzona 1967, 543-544.
  • Bernhard Anderes, Guida d'Arte della Svizzera Italiana, Edizioni Trelingue, Porza-Lugano 1980, 113-115.
  • Biljana Schmid-Sikimic, Bernhard Bigler, Vom Süden in den Norden und wieder zurück: Wege über die Alpen - Aktuelles zur Eisenzeitforschung im Kanton Zug, in ArS, 28, 1, 2005, 6-19.
  • AA.VV, Guida d'arte della Svizzera italiana, Edizioni Casagrande, Bellinzona 2007, 146-147.
  • Marina Bernasconi Reusser, Monumenti storici e documenti d'archivio. I «Materiali e Documenti Ticinesi» (MDT) quali fonti per la storia e le ricerche sull'architettura e l'arte medievale delle Tre Valli, in Archivio Storico Ticinese, seconda serie, 148, Casagrande, Bellinzona 2010.

[modifica] Voci correlate

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