Legnano

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Legnano
Panorama di Legnano
Legnano - Stemma
Stato: bandiera Italia
Regione: Lombardia
Provincia: stemma Milano
Coordinate: 45°36′0″N 8°55′0″E / 45.6, 8.91667Coordinate: 45°36′0″N 8°55′0″E / 45.6, 8.91667
Altitudine: 199 m s.l.m.
Superficie: 17,72 km²
Abitanti:
56.942 12-2007
Densità: 3213,43 ab./km²
Frazioni: nessuna 
Comuni contigui: Busto Arsizio (VA), Canegrate, Castellanza (VA), Cerro Maggiore, Rescaldina, San Giorgio su Legnano, San Vittore Olona, Villa Cortese
CAP: 20025
Pref. telefonico: 0331
Codice ISTAT: 015118
Codice catasto: E514 
Nome abitanti: Legnanesi 
Santo patrono: San Magno 
Giorno festivo: 5 novembre 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
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Legnano (Legnàn in dialetto legnanese, Lignàn in altre varianti lombarde) è un comune di 56.942 abitanti in provincia di Milano a circa 20 Km dal capoluogo lombardo. Situata nell'Alto Milanese ed attraversata dal fiume Olona, è la tredicesima città più popolosa della Lombardia.

Le origini dell'abitato sono rintracciabili tra il XXI ed il XIX secolo a.C., periodo al quale risalgono i più antichi reperti trovati nel territorio del Comune. Già in epoche remote, infatti, le colline che costeggiano l'Olona si dimostravano luoghi abitabili.

Grazie ad una storica battaglia, Legnano è l'unica città, oltre a Roma, ad essere citata nell'inno Nazionale. Ogni anno i legnanesi ricordano questa battaglia con il palio delle Contrade.

Legnano si trova in un territorio che è tra i più industrializzati e sviluppati d'Europa.


Indice

[modifica] Geografia fisica

[modifica] Territorio

Legnano è situata lungo il corso la valle del fiume Olona, a sud delle Prealpi Varesine. Il suolo è principalmente composto da ciottoli, ghiaia, sabbia e argilla. Un tempo era coperto da uno sottile strato di humus poco adatto alla crescita di boschi e successivamente alla coltivazione agricola, così da essere in gran parte groana[1]. A causa della presenza di strati argillosi sedimentati in corrispondenza di antichi alvei dell'Olona, il terreno fatica ad assorbire l'acqua piovana.

Il territorio ha una superficie di 17,72 km2 ed è distribuito su un suolo che ha un'altitudine compresa tra i 192 m ed i 227 m s.l.m.[2]. Secondo la Classificazione sismica la città è in zona 4 (sismicità irrilevante), come stabilito dall'ordinanza PCM n. 3274 del 20 marzo 2003 [3].

[modifica] Clima

Secondo la classificazione climatica il centro abitato è situato in "zona E", 2451 GR/G [4]. Situata nell'alta pianura padana, Legnano ha un clima di tipo continentale con inverni freddi con molte giornate di gelo. La nebbia è principalmente diffusa lungo il tratto terminale dell'Olona, dove il terreno è altimetricamente più basso rispetto all'abitato. Le estati sono calde, umide e moderatamente piovose. Le temperature, in tale periodo, possono superare i 30 °C e l'umidità superare il 90%, causando quel fenomeno di caldo umido comunemente chiamato "afa". Le perturbazioni di stampo atlantico-mediterraneo o da quelle di origine artico-russa sono le principali cause del mal tempo. Legnano, come del resto gran parte della Pianura Padana, soffre di scarsa ventilazione[5]. L'umidità è invece sempre molto elevata per tutto l'anno. Ultimamente, le piogge stanno diventando via via meno frequenti, così come il fenomeno della nebbia.

I dati provenienti dalla stazione meteorologica di Milano Malpensa indicano, in base alla media trentennale di riferimento (1961-1990) per l'Organizzazione Mondiale della Meteorologia, che la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta attorno a -4 °C; quella del mese più caldo, luglio, è appena sopra ai +28 °C. Le precipitazioni medie annue sono superiori ai 1000 mm e presentano un picco primaverile ed autunnale, con un minimo relativo invernale [6] [7] [8] [9].


MILANO MALPENSA Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 6,1 8,6 13,1 17,0 21,3 25,5 28,6 27,6 24,0 18,2 11,2 6,9 7,2 17,1 27,2 17,8 17,3
T. min. mediaC) -4,4 -2,5 0,4 4,3 9,0 12,6 15,3 14,8 11,5 6,4 0,7 -3,6 -3,5 4,6 14,2 6,2 5,4
Precipitazioni (mm) 67,5 77,1 99,7 106,3 132,0 93,3 66,8 97,5 73,2 107,4 106,3 54,6 199,2 338 257,6 286,9 1.081,7
Giorni di pioggia (≥ 1 mm) 6 6 8 9 10 9 6 8 6 7 8 6 18 27 23 21 89
Umidità relativa (%) 78 76 69 73 74 74 74 73 74 77 80 80 78 72 73,7 77 75,2
Vento (direzione-m/s) N
3,3
N
3,3
N
3,4
N
3,5
N
3,3
N
3,2
N
3,1
N
3,0
N
3,1
N
3,1
N
3,4
N
3,3
3,3 3,4 3,1 3,2 3,3

[modifica] Idrografia

Cascate sull'Olona in una foto del 1902.

Legnano è attraversata dal fiume Olona, che taglia in due parti quasi uguali il territorio comunale.

Per la stragrande maggioranza è incanalato in argini in cemento o pietra, costruiti per minimizzare le esondazioni[10]. Un tempo una cospicua parte dell'alveo era ricoperta da una struttura in cemento (per la maggior parte in corrispondenza delle aree degli ex cotonifici Cantoni e Dell'Acqua). L'Olona, prima della costruzione di argini e canali scolmatori, è stato un fiume che ha flagellato con frequenti esondazioni le aree che attraversa. La più antica di cui si conserva qualche traccia documentale risale al 1548[11] e avvenne a Legnano. L'ultima che ha fatto danni ingenti alla città si è verificata il 13 settembre 1995[12], mentre l'ultima in ordine cronologico è avvenuta nel novembre 2002[13].

Nel passato esistevano deviazioni del corso del fiume: naturali, come l'Olonella, ed artificiali, come i canali scavati dagli industriali e dai contadini. I primi avevano necessità di una migliore resa nello sfruttamento delle acque, i secondi di raggiungere i terreni più lontani dall'Olona. Furono interrati alla fine del XIX secolo[11].

È stato uno dei fiumi più inquinati d'Italia, anche se la qualità delle acque sta gradualmente migliorando[14]. Oggi, grazie alla costruzione di canali scolmatori, le esondazioni sono diventate eventi rari. In seguito al miglioramento dello stato d'inquinamento delle acque si è provveduto a scoprire il fiume[15].

[modifica] Stemma, gonfalone, onorificenze

[modifica] Stemma

Il sito "Comuni italiani" lo descrive così[16]:

« Troncato: sopra, di rosso al leone d'argento; sotto, d'argento all'albero disseccato di rosso sopra una radura brulla »

Lo stemma ha le seguenti caratteristiche:

  • Partizione del Campo: Troncato;
  • Simboli: Albero, Leone;
  • Colori: Argento, Rosso.

L'origine di questo stemma è nettamente riconducibile ad uno stemma riprodotto a pagina 193 dello Stemmario Trivulziano. In questo antico volume si può leggere infatti che lo stemma di Legnano è molto somigliante a quello di Cremosano[16].

Il 15 agosto 1924 al Comune è stato concesso il titolo di città[17].

[modifica] Onorificenze

Medaglia d'oro al valor civile - nastrino per uniforme ordinaria

Medaglia d'oro al valor civile

«Per le coraggiose e filantropiche azioni, con evidente pericolo della vita, durante le inondazioni straordinarie dell'anno 1882[18]»
— Legnano, 1882
Medaglia di bronzo al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria

Medaglia di bronzo al valor militare

«Fedele alle secolari e nobili tradizioni del suo popolo, durante diciannove mesi di occupazione nazifascista sosteneva coraggiosamente le forze partigiane, subendo la tracotanza nemica senza mai piegarsi ed offrendo un notevole contributo nella lotta per la liberazione della Patria. [19]»
— Legnano, 1978

[modifica] Storia

Per approfondire, vedi la voce Storia di Legnano.
Le origini del nome

Una delle ipotesi più probabili[20] è che "Legnano" derivi dal latino Liciniacum, così chiamata in onore del console romano Lucio Licinio Crasso.

Nei documenti antichi è anche chiamata Liniano, Livian, Legniano.

In latino è conosciuta come Ledegnanum.

[modifica] Preistoria ed epoca romana

Fin dai tempi più antichi gli abitanti di Legnano vissero sui margini della valle scavata dall'Olona. Questi terreni, più alti rispetto al corso del fiume, non erano infatti allagati dalle regolari piene del corso d'acqua. I più rilevanti ritrovamenti archeologici, dalla preistoria fino alla dominazione romana, sono stati scoperti lungo i margini della valle dell'Olona anche a causa delle inondazioni che si sono succedute durante i secoli, che hanno trasportato a valle i reperti[11].

I più antichi reperti archeologici trovati a Legnano sono dei frammenti di un vaso riconducibili alla cultura di Remedello. Venuti alla luce tra il 1926 ed il 1928, risalgono ad un periodo compreso tra il XXI ed il XIX secolo a.C.. Da un sito archeologico vicino alla Strada Statale del Sempione sono stati ritrovati dei bronzi risalenti alla dominazione celtica, databili tra il IV ed il I secolo a.C. (la cosiddetta cultura di La Tène)[20].

I più importanti reperti di epoca romana furono scoperti nel 1925 in una necropoli nella zona est della città. Si trattava di monete, piatti, coppe, bicchieri, balsamari, specchi, utensili in ferro. Altre tombe risalenti allo stesso periodo sono state trovate nel 1985 vicino al centro storico e nel 1991 durante i restauri della chiesa di Sant'Ambrogio. In un altro scavo archeologico sono stati portati alla luce oggetti di tarda età romana. Il corredo era formato da ciottoli, coltelli, rasoi e fibbie[20].

Tutti questi oggetti sono esposti nel Museo civico di Legnano[20][21].

[modifica] Il Medioevo

Battaglia di Legnano. Particolare da un quadro di Amos Cassioli (1832-1891)

Nel medioevo Legnano era divisa in due parti. La prima, sulla riva destra dell'Olona, comprendeva l'abitato principale e corrisponde all'attuale centro della città (conosciuta, fino all'inizio del XX secolo, come Contrada Granda, in dialetto legnanese). La seconda, Legnanello, si trovava sulla riva sinistra del fiume (da quest'ultima è derivato il nome della contrada di Legnarello). L'abitato principale si sviluppò con una pianta con forma allungata lungo un'importante strada, che ne costituiva l'asse principale attraversandolo da nord a sud. Proveniente dalla valle dell'Olona, questa via di comunicazione attraversava Castellanza, Legnano, l'odierno quartiere "costa di San Giorgio" e proseguiva verso Milano. Nei punti in cui questa strada entrava e usciva da Legnano si trovavano due porte, di cui una, detta «porta di sotto», esisteva ancora nel XIX secolo. Era situata nell'attuale corso Magenta, poco più avanti dell'ingresso di Palazzo Leone da Perego[11].

Il primo documento pervenuto sulla storia di Legnano riguarda il quartiere di Legnanello (o Legnarello). Si riferisce ad una permuta di terreni situati nella piccola frazione ed è datato 23 ottobre 789[11]. Sembra che il rione esistesse già nel 687, quando ebbe inizio la celebrazione della benedizione e dell'offerta delle candele, introdotta da Papa Sergio I, che si officiava ogni 2 febbraio[11].

Il Carroccio in un dipinto di Amos Cassioli (1832-1891).

Nel medioevo Legnano fu teatro della già citata battaglia: in diverse campagne militari, prima del celebre scontro, l'imperatore tedesco Federico I (detto "il Barbarossa") ambiva ad affermare il suo dominio sui Comuni dell'Italia settentrionale. Questi ultimi superarono le rivalità interne unendosi nella Lega Lombarda, presieduta da Papa Alessandro III. Il 29 maggio 1176 l'esercito dell'imperatore Federico I del Sacro Romano Impero fu sconfitto nella battaglia, combattuta nei dintorni di Legnano, dalle truppe della Lega Lombarda. Lo scontro rese celebre la compagnia della morte, guidata da Alberto da Giussano, che aveva il compito di difendere il Carroccio, sul quale stavano un'antenna con la Croce di Ariberto e con lo stendardo, un altare e una campana (la "martinella"). L'ultima domenica del mese di maggio avviene la rievocazione storica della battaglia con una sfilata in costume dell'epoca per le vie della città, cui segue il palio delle Contrade. Per questo evento storico l'esercito italiano ha dedicato alla città sei unità militari, la 58ª divisione, il 67° ed il 68° reggimenti fanteria, il 27° ed il 58° reggimento artiglieria e il Reggimento Artiglieria a Cavallo. Oggi prende il nome della città il 1° battaglione del 232° reggimento trasmissioni. Giuseppe Verdi ha lavorato all'opera La battaglia di Legnano, nel 1849.

Fino al 1288 nella città visse Bonvesin de la Riva, il maggiore poeta e scrittore lombardo del XIII secolo, esponente più in vista del movimento poetico didattico del nord Italia. Il letterato descrisse Legnano così: «[...]Fra tutte le città della Lombardia è lodata come la rosa o il giglio fra i fiori, come il cedro nel Libano, come il leone fra i quadrupedi, come l'aquila fra gli uccelli, sì da apparire come il sole tra i corpi celesti, per la fertilità del suolo e la disponibilità dei beni occorrenti agli uomini[...]»[20].

A Legnano soggiornò anche Leone da Perego, vescovo di Milano dal 1241 al 1257. Visse nel palazzo omonimo, ora dedicato a museo. Qui morì il 14 ottobre 1257. In un primo momento fu sepolto nella chiesa di Sant'Ambrogio, poi la salma scomparve[22].

[modifica] Dal Quattrocento al Seicento

Già nel medioevo Legnano non era considerato un villaggio, bensì un borgo, denominazione riservata ai paesi dotati di un mercato e di una fortificazione. Queste infrastrutture in genere sorgevano nei centri più popolosi e servivano anche i centri limitrofi. Nel 1549 la popolazione, decimata dalle epidemie di peste del 1529 e del 1540, era di 576 abitanti, distribuiti in 184 famiglie[11]. Già in questi secoli l'agricoltura legnanese era molto variegata. Le principali colture erano cereali (miglio e frumento), la vite ed il gelso, che è alla base dell'allevamento dei bachi da seta.

Il castello in una immagine del 1905, fortificato nel XV secolo.

Oltre alla coltura di cereali, l'economia legnanese si basava anche sull'allevamento del bestiame e l'artigianato.

Durante il Rinascimento Legnano fu dominata da diverse famiglie nobiliari. Le principali furono i Lampugnani, i Vismara, i Visconti, i Crivelli, i Maino ed i Caimi. Nel corso del XV secolo Legnano si arricchì di molte abitazioni nobiliari, oltre al Castello di San Giorgio ed al Palazzo Leone da Perego. Una di esse si trovava a Legnanello tra l'attuale strada statale del Sempione (anticamente conosciuto come "strada magna"[23]) e l'Olona, dove ora si trova il largo Franco Tosi: si trattava di una casa ampia e circondata da giardino, con un ingresso sulla strada che scendeva al fiume. L'edificio originale, che apparteneva a Oldrado Lampugnani, è stato demolito nel 1927. Il Comune lo fece ricostruire in corso Garibaldi, ed ora è sede del Museo civico[24].

Al periodo seguente la Controriforma risale la costruzione dei conventi e della maggior parte delle chiese: le famiglie nobiliari dell'epoca facevano infatti a gara per accattivarsi il favore degli arcivescovi milanesi o per legare il proprio nome in opere di beneficenza o dirette alla comunità. Per quanto riguarda i conventi, nel borgo si trovavano due importanti monasteri: uno maschile, intitolato a Santa Maria degli Angeli, detto comunemente Sant'Angelo, ed uno femminile, intitolato a Santa Chiara.

[modifica] Il Settecento e l'Ottocento

L'elemento caratterizzante dei secoli XVIII e XIX fu la costruzione di molti mulini ad acqua lungo l'Olona[11]. Nel periodo di massima espansione dell'attività molinatoria si potevano contare diciassette mulini che sfruttavano la forza motrice del fiume. Gli ultimi sette sono stati demoliti tra il XIX ed il XX secolo dalle grandi industrie cotoniere legnanesi per essere sostituiti da impianti più moderni, che sfruttavano la forza motrice del fiume con maggior efficienza.

I bassi redditi che offriva l'economia agricola e d'allevamento spingeva i contadini ad integrare il lavoro nei campi con altre attività, alle quali si alternavano, durante il giorno, le donne di casa. Alla sera i contadini legnanesi si trasformavano in filatori e tessitori di cotone, di lana e di seta, oppure in tintori.

Corso Sempione in un'immagine del 1927. Sulla sinistra si vede l'entrata dell'ospedale civile.

Durante l'epoca napoleonica fu potenziata un'opera che risulterà decisiva, insieme alle attività artigianali sopraccennate, per la nascita delle industrie. Il governo potenziò infatti la strada del Sempione, già esistente, che collegava Milano con Parigi sul tragitto Rho - Legnano - Gallarate - Arona - Domodossola - Briga, attraversando le Alpi al passo del Sempione. Questa importante via di comunicazione contribuì notevolmente anche ad accrescere l'importanza strategica di Legnano, seconda stazione di posta da Milano.

Nel XIX secolo l'Amministrazione comunale di Legnano era governata dai grandi proprietari terrieri e da esponenti della borghesia più abbiente. Era spesso costretta ad intervenire per dettare norme in materia di agricoltura, pascoli e tutela dei terreni, e per risolvere le accese dispute tra gli agricoltori ed i mugnai, specialmente in periodi di magra dell'Olona.

Il 16 giugno 1862, da un balcone di un edificio ora non più esistente (nel luogo ora si trova la sede centrale della Banca di Legnano), Giuseppe Garibaldi esortò i legnanesi[11] alla costruzione di un monumento a ricordo della famosa battaglia del 29 maggio 1176. L'opera fu poi inaugurata nel 1900.

Nel 1882 ci fu una disastrosa esondazione dell'Olona: per le coraggiose e filantropiche azioni dei suoi abitanti, come si può leggere nella motivazione dell'onorificenza, a Legnano fu conferita la Medaglia d'oro al valor civile.

[modifica] Da borgo agricolo a città industriale

Il cotonificio Dell'Acqua.

L'industrializzazione di Legnano è avvenuta tra il 1820 e il 1880. Le tradizioni di artigianato e di manifattura domestica, praticata per integrare il lavoro nei campi, ebbero un peso determinante per la nascita dell'industria nella città. Nella seconda metà del secolo si ebbe la seconda fase della rivoluzione industriale di Legnano, che portò alla nascita delle fabbriche tessili e di quelle meccaniche. Diverse filature nate nei primi decenni del XIX secolo si trasformarono in vere e proprie industrie. Alcune di esse diventarono tra i principali cotonifici lombardi[11]. Le macchine utilizzate nell'industria tessile, sempre più efficienti e quindi complesse, comportavano la necessità di disporre dell'attrezzatura per la manutenzione e di rapidità nelle riparazioni. Di conseguenza, negli ultimi decenni del XIX secolo nacquero le prime industrie meccaniche di Legnano, che costruivano e riparavano macchinari tessili. Successivamente si raggiunse una produzione più ampia nel settore meccanico: nel 1876 Eugenio Cantoni assunse l'ingegnere Franco Tosi, appena rientrato da un periodo di tirocinio in Germania, quale direttore della sua azienda.

Reparto della Franco Tosi in una foto d'epoca.

Franco Tosi fondò poi, nel 1882, l'omonima industria meccanica[11].

Tra le industrie legnanesi, la principale, per organizzazione e tecnologia, era il cotonificio fondato da Eugenio Cantoni, come risulta da un documento del 1876 conservato presso l'Archivio del Comune di Legnano[11]. Tra le più grandi aziende operanti a Legnano tra il XIX ed il XX secolo ci furono, oltre a quelle appena citate, i cotonifici Bernocchi, Dell'Acqua e De Angeli-Frua, la Manifattura di Legnano e le meccaniche Mario Pensotti ed Andrea Pensotti. Questi industriali elargirono anche contributi per la costruzione dell'ospedale e degli istituti superiori legnanesi.

Tra il 1885 ed il 1915 ci fu la completa trasformazione industriale dell'antico borgo agricolo[11]. Lo sviluppo industriale portò però ad una crisi agricola della zona, in quanto molti contadini abbandonarono l'attività nei campi per lavorare nelle fabbriche legnanesi.

A cavallo dei due secoli ci fu un forte sviluppo industriale e commerciale di Legnano. Per questa espansione furono molto importanti le infrastrutture per il trasporto di persone e di merci. Accanto alla stazione ferroviaria lungo la linea delle FS Milano-Varese ed il Sempione fu costruita, lungo la strada appena citata, una linea tranviaria che collegava Legnano a Milano. Fu soppressa nella seconda metà del XX secolo.

Durante l'industrializzazione di Legnano ci fu un largo impiego della manodopera infantile. Nel XIX secolo fu un fenomeno comune in molti paesi europei, in particolare in Inghilterra. All'inizio degli anni ottanta del XIX secolo si verificarono nelle industrie legnanesi i primi scioperi e sorsero le prime società operaie[11].

[modifica] Il XX secolo

Piazza San Magno nel 1901.

[modifica] Dall'inizio del secolo alla Prima guerra mondiale

Nel 1915, alla vigilia dello scoppio della prima guerra mondiale in Italia, Legnano aveva circa 29.000 abitanti[11]. Dall'inizio del XX secolo ci fu un forte incremento demografico dovuto all'immigrazione, determinata dallo sviluppo dell'industria, che costituì un richiamo di operai e di impiegati del terziario.

Durante il conflitto le industrie di Legnano convertirono i loro impianti anche per la produzione di forniture belliche. La Franco Tosi, in particolare, contribuì ad attrezzare i reparti di artiglieria dell'Esercito. Due calamità naturali, nel 1917, peggiorarono ulteriormente la situazione causata dalla guerra: l'epidemia di spagnola, che falcidiò la popolazione, ed una devastante esondazione dell'Olona, che ruppe gli argini ed invase il centro abitato[11].

[modifica] Legnano durante il fascismo

Visita di gerarchi fascisti alla Franco Tosi.

Al termine della prima guerra mondiale, nel 1918, anche Legnano fu coinvolta da profonde tensioni sociali che sfociarono, a livello nazionale, nel biennio rosso prima e nel fascismo poi. I primi gruppi legnanesi che si ispiravano a quest'ultimo movimento politico si formarono a partire dal 1920.

Già nei primi anni del primo dopoguerra l'industria legnanese riprese la forte crescita che l'aveva caratterizzata fino a prima dello scoppio del conflitto, nonostante la trasformazione che, negli anni successivi, il regime guidato da Benito Mussolini avrebbe imposto all'economia italiana, da liberale a corporativa. Accanto alla crescita delle industrie tessili e meccaniche, nel 1927 la società Emilio Bozzi rilevò l'attività di costruzione di biciclette dalla Franco Tosi, rilanciando la marca Legnano. Secondo un censimento del 1927, la popolazione era di circa 30 mila abitanti, con 677 esercizi industriali e artigianali. La forza lavorativa era suddivisa in 9.926 addetti negli stabilimenti tessili, in 4.056 lavoratori nelle fabbriche meccaniche, in 1.762 nel commercio, credito, assicurazioni ed altri servizi e 287 impiegati nei trasporti e comunicazioni. La restante parte dei lavoratori era impiegata nell'agricoltura[11]. Questi fatti e il forte incremento demografico (Legnano passò, dal 1881 al 1921, da 8.098 a 27.217 abitanti) portarono l'elevazione del Comune a Città il 15 agosto 1924, conferita dal Re Vittorio Emanuele III con Regio Decreto.

Durante il fascismo furono ideate, progettate ed eseguite molte opere pubbliche. La più importante che toccò Legnano fu il primo tratto dell'autostrada Milano-Laghi (fino a Gallarate). Fu inaugurata il 20 settembre 1923 alla presenza del Re Vittorio Emanuele III, il primo tratto. Fu la prima autostrada costruita nel mondo, e fu ideata dall'ingegnere varesino Piero Puricelli[11].

Corso Garibaldi verso piazza San Magno in una foto d'epoca.

Il rapporto tra Legnano e Benito Mussolini fu forte. Il primo contatto ci fu il 29 luglio 1901 quando il giovane maestro di Predappio spedì all'allora sindaco Antonio Bernocchi una domanda di assunzione. Fu respinta poiché il posto di maestro era già coperto. La prima visita di Benito Mussolini nella città è invece datata 1921. Visitò la città come esponente del partito fascista. Tornò il 5 ottobre 1924 per la consegna del decreto di conferimento del titolo di "Città", e per l'inaugurazione delle scuole superiori Antonio Bernocchi. Visitò anche il cotonificio Bernocchi, in un periodo in cui le industrie tessili e meccaniche locali si stavano imponendo in campo nazionale. Benito Mussolini tornò nuovamente a Legnano il 4 ottobre 1934, quando parlò da un palco in piazza San Magno, collocato su una turbina della Franco Tosi, e tenne un discorso ufficiale davanti ad una folla di alcune migliaia di persone. Visitò poi il cotonificio Dell'Acqua[11].

La salma del Duce, infine, attraversò nel 1945 la periferia di Legnano[11], per giungere ad un convento di frati cappuccini a Cerro Maggiore, ai quali fu affidato momentaneamente in custodia per essere poi restituito alla moglie, Rachele Guidi.

Nel maggio 1935 venne organizzato il primo Palio di Legnano per ricordare la vittoria dei Comuni della Lega Lombarda contro Federico Barbarossa nella celebre battaglia del 29 maggio 1176.

[modifica] La Seconda guerra mondiale

Soldati del 67° reggimento fanteria Legnano.

Nel 1940 l'Italia entrò nel secondo conflitto mondiale a fianco della Germania nazista, e le vicende della guerra si ripercossero, di conseguenza, anche su Legnano. Mentre molti soldati legnanesi morivano sul campo di guerra, gli effetti delle privazioni si acutizzarono con il passare dei mesi e degli anni. Le industrie di Legnano furono convertite per la produzione bellica e per le commesse militari. La notte tra il 13 e il 14 agosto 1943 alcuni aerei sganciarono bombe, causando una decina di morti.

La svolta decisiva della guerra fu l'armistizio dell'8 settembre 1943 tra l'Italia e gli alleati. Già all'indomani circolavano minacciose per Legnano le autoblindo tedesche. Le industrie legnanesi, ora controllate dai nazisti, iniziarono a fornire al Terzo Reich, fino alla liberazione, i prodotti utili per proseguire la guerra.

Nell'ottobre del 1943 si costituirono a Legnano, e nei paesi vicini, le prime squadre armate composte da operai, studenti e soldati sbandati dopo l'8 settembre. Si formarono brigate partigiane "Carroccio", d'ispirazione cattolica, la "Garibaldi", di estrazione social-comunista, ed alcune brigate autonome, tra le quali la "Sicilia". Le "Carroccio" e "Garibaldi" agirono in appoggio alle formazioni partigiane dell'Alta Italia seguendo le direttive del Comitato di Liberazione Nazionale[11].

Motociclista del 67° reggimento fanteria Legnano.

In questo clima maturò uno dei più tragici episodi della resistenza legnanese. Il 5 gennaio 1944 le SS compirono un'azione di rappresaglia nello stabilimento della Franco Tosi. Furono prelevati 63 operai. Dopo lunghi interrogatori, i tedeschi rilasciarono gli arrestati, tranne sette, che furono deportati nei lager nazisti. Analoghe azioni furono compiute negli stabilimenti della Metalmeccanica, della Manifattura di Legnano e della Società Industrie Elettriche. Durante la guerra nei lager nazisti morirono 11 lavoratori legnanesi[11].

Nell'inverno del 1944 cadde nelle mani dei fascisti uno dei fondatori delle brigate "Garibaldi", Mauro Venegoni. La milizia chiese a Venegoni di rivelare i nomi dei partigiani del suo gruppo e, al suo rifiuto, fu torturato, accecato e ucciso a Cassano Magnago. Per questo tragico episodio gli fu assegnata la medaglia d'oro al valore militare alla memoria e gli fu dedicata una via di Legnano. Dopo il 27 aprile 1945, giorno in cui Legnano fu definitivamente liberata dai nazi-fascisti, ci furono episodi di vendetta contro gli esponenti del regime appena crollato[11].

Legnano è tra le Città decorate dopo la guerra, poiché è stata insignita della Medaglia di Bronzo al Valor Militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante il secondo conflitto mondiale.

[modifica] Dal secondo dopoguerra ad oggi

Largo Franco Tosi nel 1950. Sulla sinistra, il municipio.

Dopo la guerra Legnano fu colpita, come il resto dell'Italia, dalla forte recessione economica conseguente il conflitto. Mancavano gli alimenti fondamentali, il trasporto pubblico era ridotto al minimo e le strade erano dissestate. Il 2 giugno 1945 si riunì, per la prima volta dopo la dittatura fascista, la Giunta comunale, con Sindaco Anacleto Tenconi.[11] L'avvio della democrazia e della ricostruzione dopo le distruzioni della guerra fu lento e faticoso.

Normalizzatasi anche la politica nazionale, l'economia di Legnano riprese a crescere, riprendendo il vigore economico del periodo precedente alla seconda guerra mondiale. Durante la forte crescita economica dell'Italia nel periodo del boom economico, Legnano si assicurò tra il 1951 e il 1961, il più alto indice di occupati nell'industria in rapporto alla popolazione tra i Comuni lombardi (65,2%), seconda dopo Sesto San Giovanni[11]. Nella seconda metà del XX secolo molte delle grandi aziende citate chiusero i battenti. L'unica industria citata ancora attiva è la Franco Tosi, specializzata nella produzione di turbine.

Corso Sempione angolo via Candiani nel 1950.

L'età d'oro dell'industria legnanese iniziò all'inizio del XX secolo e terminò negli anni sessanta dello stesso secolo. La crisi peggiorò progressivamente danneggiando l'economia, l'occupazione e il tessuto industriale. Molte aziende chiusero, soprattutto nel tessile, nell'abbigliamento e nella calzatura, e molte altre furono coinvolte in un processo di ridimensionamento, come ad esempio la Franco Tosi. Si tentò quindi di puntare al settore terziario. Questi campi alternativi non portarono però a un tasso di sviluppo sufficiente a sopperire delle attività industriali. Iniziò allora una fase caratterizzata dalla nascita di piccole aziende. Tali processi continuano tuttora.

Legnano, con la zona circostante, è ancora oggi tra le aree più sviluppate ed industrializzate d'Europa.

[modifica] Ricorrenze

[modifica] Società

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Etnie

Al 1° gennaio 2007 gli stranieri residenti a Legnano con regolare permesso di soggiorno assommavano a 4001[25], cioé a circa il 7% della popolazione[25].

Provenienza della popolazione straniera residente
(dati ISTAT al 31 dicembre 2006[26])
Bandiera dell'Albania Albania 951
Bandiera del Marocco Marocco 390
Bandiera dell'Ecuador Ecuador 335
Bandiera della Cina Cina 280
Bandiera del Perù Perù 228
Bandiera della Romania Romania 167
Bandiera della Tunisia Tunisia 150
Bandiera del Senegal Senegal 149
Bandiera del Pakistan Pakistan 99
Bandiera delle Filippine Filippine 87
Bandiera della Costa d'Avorio Costa d'Avorio 84
Bandiera dell'Ucraina Ucraina 73
Bandiera del Bangladesh Bangladesh 71
Bandiera del Brasile Brasile 65
Bandiera dello Sri Lanka Sri Lanka 60
Bandiera della Bulgaria Bulgaria 58
Bandiera di El Salvador El Salvador 55
Bandiera della Repubblica Dominicana Repubblica Dominicana 54

[modifica] Lingue e dialetti

Nel Comune è relativamente diffuso il dialetto legnanese. Come tutti i dialetti lombardi occidentali, anche il legnanese è sostanzialmente una lingua romanza derivata dal latino. In esso vi è chi trova tracce delle lingue dei popoli anteriori alla latinizzazione della regione, in particolare l'antico ligure e il gallico parlato dai Celti, anche se i dati sull'effettiva influenza di questi sostrati sono pochi e di varia interpretazione.

Un esempio di ciò è l'interpretazione da darsi alla conservazione delle antiche vocali finali latine (diverse da -a), cadute in milanese, ma non in altri dialetti confinanti, tra cui quelli liguri. Per questo, alcuni vorrebbero vedere in questa conservazione un tratto dovuto ad un "sostrato ligure". Il fatto che nel dialetto bustocco essa sia più avanzata che in legnanese deriverebbe da una maggiore influenza di Milano su Legnano[27].

Attualmente, l'uso del legnanese sta lentamente regredendo, anche se in maniera meno marcata di altri dialetti lombardi. Un notevole contributo alla rivitalizzazione del dialetto è data anche dall'intensa attività della compagnia teatrale dei Legnanesi.

[modifica] Religione

La maggioranza della popolazione è cattolica. L'immigrazione di cittadini comunitari ed extra-comunitari ha portato all'insediamento di minoranze di musulmani e ortodossi.

Nel Comune sono presenti 9 parrocchie cattoliche[28] appartenente all'Arcidiocesi di Milano. Quelle che hanno le più antiche chiese parrocchiali sono San Magno e Sant'Ambrogio.

[modifica] Urbanistica

Il tessuto urbanistico di Legnano si è sviluppato intorno al centro storico. Poi, gradualmente, la città è stata protagonista di una progressiva urbanizzazione che ha portato ad una notevole espansione del centro abitato[29]. All'origine di questo fenomeno c'era la nascita di molte industrie che richiamavano lavoratori da diverse zone d'Italia. Come si può notare dall'evoluzione demografica, nel periodo compreso tra il 1871 e il 1921 la popolazione settuplicò.

Le industrie cotoniere nate nel XIX secolo, a differenza delle altre, sorsero lungo le rive dell'Olona[30], data la loro necessità di acqua. I nuovi quartieri residenziali occuparono di conseguenza le aree libere oltre la valle del fiume. Qui ebbero origine la copertura e l'incanalamento del fiume.

In seguito all'ulteriore crescita dell'abitato legnanese, le aziende costruirono le loro sedi sempre più in periferia. Poi, le varie crisi economiche che si sono succedute nei decenni del XX secolo hanno portato alla nascita di molte aree dismesse che, attualmente, sono in fase di recupero.

Un panorama di Legnano dal campanile della basilica di san Magno del 1908. Al centro si possono riconoscere gli stabilimenti della Franco Tosi, a destra la De Angeli-Frua, oggi non più esistente.

L'aumento della popolazione negli ultimi decenni e l'abitudine dei cittadini ad un uso più frequente dell'automobile hanno costretto l'amministrazione comunale a numerosi interventi sulla viabilità con la costruzione di sottopassaggi, rotatorie e la realizzazione di nuove strade.

Uno dei provvedimenti che ha caratterizzato il Piano Regolatore Generale legnanese [31], è stato il divieto di aprire grandi supermercati. Ora è in fase di costruzione un centro commerciale sull'area un tempo occupata dall'ex-Cotonificio Cantoni e un altro è previsto nella periferia ovest della città. Per gli anni passati, ha fatto eccezione solo un punto vendita Bennet, situato vicino al centro storico.

Da citare la pedonalizzazione di parte del centro storico, effettuata all'inizio del XXI secolo, la creazione del parco locale del Bosco di Legnano, l'adesione al parco dell'Alto Milanese ed a quello Mulini.

Nell'abitato vi è una suddivisione storica in quartieri e contrade: i quartieri sono Mazzafame, Ponzella, Frati, Olmina, Canazza, Gabinella, Legnarello, Colli di Sant'Erasmo e Costa San Giorgio. La parte dell'abitato ad ovest della ferrovia è chiamato "Oltrestazione", mentre la parte ad est del Sempione è chiamata "Oltresempione". Le 8 contrade sono San Bernardino, La Flora, Legnarello, San Domenico, San Magno, San Martino, Sant'Ambrogio e Sant'Erasmo. Le contrade sono le protagoniste del Palio che si svolge ogni anno nella città.

[modifica] Luoghi d'interesse

Dell'originario centro storico, sia nell'abitato principale che a Legnarello, rimangono molti vecchi cortili, ora ristrutturati per adattarli alla nuova funzione puramente abitativa. Durante i secoli sono stati demoliti diversi edifici storici, tra i quali Palazzo Cotta, la Casa dei Cavalieri Lampugnani, molte chiese (tra le quali citiamo la chiesa di San Salvatore, che fu sostituita dalla basilica di San Magno) e due conventi. Sono stati conservati il castello di San Giorgio e diverse chiese. Nel 1897 è stato ricostruito palazzo Leone da Perego[32], e nel 1928 è stato riedificato, usando parti originali dell'edificio originario, palazzo Lampugnani (l'attuale Museo civico Sutermeister).

[modifica] Chiese

Per approfondire, vedi la voce Chiese di Legnano.
La chiesa del SS. Redentore, nella contrada di Legnarello.

Legnano possiede numerose chiese, dislocate su tutto il territorio. La chiesa principale della città è la Basilica di San Magno: venne realizzata nei primi decenni del XVI secolo probabilmente da Giovanni Antonio Amadeo o da suoi seguaci grazie al patrocinio delle famiglie Lampugnani e Vismara[33].
Vi è poi la chiesa di Sant'Ambrogio, la più antica della città: la prima citazione di una chiesa dedicata a Sant'Ambrogio a Legnano è infatti contenuta in un documento del 1389, scritto da Goffredo da Bussero[11].
La seconda parrocchia sorta nella città, dopo quella S. Magno, fu quella del SS. Redentore, che si ritrova nella Chiesa del SS. Redentore, inaugurata nel 1902 a Legnarello, quartiere della città. Prima che fosse costruita questa chiesa la comunità religiosa del rione faceva riferimento, dal 1603, alla piccola chiesa di Santa Maria della Purificazione[34]. Di rilievo sono anche la Chiesa di San Bernardino, dedicata a San Bernardino da Siena e consacrata nel XVII secolo[35], e la Chiesa di San Domenico. Vi sono inoltre la Chiesa di Sant'Erasmo, la Chiesa dei Santi Martiri e la Chiesa di Santa Teresa del Bambin Gesù. Oltre a quelle citate vi sono numerose chiese minori, che solitamente sono coordinate alle parrocchie di quelle maggiori.

[modifica] Conventi

Piazza Trento e Trieste in una foto del 1903. Sullo sfondo, l'ex convento di Sant'Angelo.

Il Convento di Sant'Angelo fu costruito[11] tra il 1468 ed il 1471, ed ospitava 27 frati francescani. Fu soppresso all'inizio del XIX secolo da Napoleone Bonaparte. Nel 1896 fu convertito in scuola elementare. Ad esso era connesso una chiesa. Costruita tra il 1668 ed 1689 in stile medioevale, fu arricchita con opere in stile barocco. Fu abbattuta alla fine del XIX secolo. Il nome originario del convento era "Santa Maria degli Angioli", in seguito modificato in Convento di Sant'Angelo.

Successivamente il monastero fu arricchito di una scuola di filosofia, una ricca biblioteca e un refettorio. Il plesso scolastico fu demolito e ricostruito nel 1967.

La prima citazione documentata[11] del Convento degli Umiliati risale al 1398. Nel complesso fu edificato anche un piccolo ospedale che serviva come infermeria per i meno abbienti. Era conosciuto come Ospedale di Santa Maria ed è citato nel Liber Seminarii Mediolanensi (della fine XV secolo). Annessa al monastero era stata costruita la Chiesa di Santa Maria del Priorato. Ospitava da cinque ad otto religiosi della confraternita degli Umiliati. Il convento e gli edifici annessi furono demoliti nel 1953 per la costruzione della Galleria di piazza San Magno.

[modifica] Cimiteri

La città possiede anche un Cimitero monumentale, costruito all'inizio del XX secolo. In esso riposano le spoglie di Gianfranco Ferré, uno dei più famosi stilisti italiani[36].

Legnano è anche dotata di un cimitero parco, che è di più recente costruzione e si trova alle porte della città. È molto vasto, ed è stato voluto per accogliere il numero sempre maggiore di spoglie di cittadini legnanesi.

[modifica] Edifici storici e monumenti

Il castello di Legnano[37][11] è conosciuto come Castrum Sancti Georgi (Castello di San Giorgio) fin dal XIII secolo, e sorge su un'isola del fiume Olona. La fortificazione è sorta su un convento di Regolari Agostiniani, e comprende la chiesetta dedicata a San Giorgio, la cui presenza è documentata fin dal 1231. Tra il 1261 e il 1273 i Torriani costruirono le due ali a destra e a sinistra della torre originaria, che furono inglobate successivamente nel castello. Il castello di San Giorgio è stato di proprietà dei Visconti fino al 1437, quando l'ultimo signore della dinastia che dominava Milano, Filippo Maria, lo assegnò in dono al fedele Oldrado Lampugnani. Nel 1445 Oldrado ottenne il permesso per la fortificazione dell'edificio con torri, mura, fossato e ponte levatoio. Il castello di San Giorgio è stato di proprietà di varie famiglie nobiliari fino al 1973, quando è stato acquistato dal Comune di Legnano. Dopo secoli di degrado ed incuria, è stato ristrutturato e riaperto al pubblico nel 2005.

Il museo civico "Guido Sutermeinster" è in corso Garibaldi, 225. Conserva, in particolare, materiale archeologico proveniente dalla città e dal territorio circostante, ed è stato allestito grazie ad un'assidua ricerca condotta dall'ing. Guido Sutermeinster tra il 1925 e il 1964. Le collezioni si sono poi arricchite con materiale giunto al Museo da scavi della Soprintendenza Archeologica della Lombardia e da donazioni di privati. I reperti testimoniano l'esistenza di una civiltà della valle Olona sin dall'età del bronzo. L'edificio che ospita il museo, costruito nel 1928, riprende la dimora quattrocentesca di una delle nobili famiglie della zona, i Lampugnani. Il palazzo originale si trovava tra l'attuale statale del Sempione e l'Olona, più o meno presso Largo Tosi, ed è stato demolito nel 1927.

Il palazzo Leone da Perego è a pochi passi dalla Basilica dedicata a San Magno e possiede due entrate, una in via Magenta e l'altra in via Girardelli. Probabilmente è sorto sui resti di un precedente edificio dell'VIII secolo. All'inizio del XIII secolo diventò nobile residenza estiva e, proprio grazie all'arcivescovo Leone da Perego da cui prende il nome, conobbe un periodo di splendore che si protrarrà sino alla fine del XV secolo. Riedificato nel 1897, nel 1973 la parte conosciuta come palazzo Ottone Visconti fu trasformata in sala conferenze e, successivamente, in cinema. La restante parte, dopo essere stata adibita a scuola materna, è dal 2001 area espositiva e rappresenta uno dei cuori pulsanti della cultura legnanese.

Il monumento ad Alberto da Giussano.

In piazza Monumento (vicino alla stazione ferroviaria) è situata la statua dedicata ad Alberto da Giussano (inaugurata nel 1900). Il celebre condottiero lombardo fondò, organizzò ed equipaggiò la Compagnia della Morte, associazione militare di cavalieri che ebbero una grande importanza nella Battaglia di Legnano, in quanto difesero fino allo stremo il Carroccio della Lega Lombarda. L'iconografia del monumento è stata in seguito utilizzata come logo dalle biciclette Legnano, dalla squadra di calcio della città, dal Corpo Bandistico Legnanese e dal partito politico Lega Nord.

[modifica] Archeologia industriale

Il Cotonificio Cantoni è stato uno stabilimento appartenente all'omonima azienda tessile italiana attiva fra il 1830 ed il 1985. Fu il primo cotonificio ad avere la ragione sociale di S.p.A. (1872). Il primo nucleo della futura azienda è stata una filatura aperta il 2 ottobre 1830 da Camillo Borgomanero. Nel 1855 la Cantoni fu la sola impresa della Lombardia a prendere parte all'Esposizione Universale di Parigi. L'opificio chiuse l'attività nel 1985. Gli stabilimenti sono stati demoliti all'inizio del XXI secolo per la realizzazione di un parco pubblico, un centro commerciale e delle abitazioni. Le uniche parti conservate sono le facciate sul Corso Sempione dei padiglioni per la lavorazione dei velluti, inaugurati nel 1931. Importanti dal punto di vista storico ed architettonico sono anche l'ex Cotonificio Bernocchi, costruito nel 1898, ampliato negli anni '30 e abbandonato dal 1971 (composto da vasti edifici a uno o due piani in mattoni a vista, con copertura a "shed"; in piccola parte oggi riutilizzato da attività artigianali, per il resto in totale rovina) e la Manifattura di Legnano, completata nel 1903 e appena chiusa (un vasto edificio ad un piano in mattoni a vista, con copertura a 'shed', ed edifici accessori tra cui una ciminiera in mattoni alta 78 metri). Del grande stabilimento della Stamperia De Angeli Frua, risalente al 1893, è rimasta una palazzina uffici (oggi sede Associarma). Di interesse è anche in nucleo originario, di inizio Novecento, delle Officine Meccaniche Franco Tosi, e la relativa fonderia in via Rossini (ampi capannoni in mattoni a vista).

[modifica] Parchi naturali

In origine il territorio legnanese era caratterizzato dalla crescita spontanea soltanto di cespugli, data la bassa fertilità del terreno (in Lombardia questo tipo di habitat è conosciuto come groana). Nel corso dei secoli, grazie al lavoro di fertilizzazione ad opera dei contadini e alla costruzione di canali artificiali, è stato possibile rendere coltivabile il terreno[38]. Un tempo, infatti, vaste aree erano coltivate e la flora delle zone boscose era composta prevalentemente da farnie, carpini, castagni, noccioli, platani, frassini, quercie, pioppi, olmi, aceri ed ontani.

Per l'allevamento dei bachi da seta fu introdotto il gelso. Oggi, a causa di malattie che falcidiarono la pianta, la specie risulta praticamente scomparsa. Tra il XIX ed il XX secolo fu introdotta la robinia per consolidare le massicciate stradali e ferroviarie[39]. La pianta risolse anche il problema della legna da ardere, grazie alla sua rapida velocità di crescita, soprattutto durante le guerre. Oggi questa pianta infestante caratterizza la natura legnanese.

Nel Comune le aree verdi più importanti sono il parco Alto Milanese, il Parco locale del bosco di Legnano (conosciuto anche come parco Castello o parco di Legnano), il parco dei Mulini, il parco bosco dei ronchi ed il parco bosco Tosi.

Il più grande fra questi è il Parco dei Mulini, che occupa una superficie di 264 ettari distribuiti nei comuni di Legnano, Canegrate, San Vittore Olona, Parabiago e Nerviano, perciò considerato come parco agricolo sovracomunale. Nell'area interessata, lungo il fiume, sorgono ancora oggi sei mulini. Si tratta dei mulini Meraviglia (già Melzi Salazar), Cozzi, Cornaggia (lungo l'Olona, adiacente al Parco comunale del Castello di Legnano), De Toffol, Montoli di San Vittore Olona, Galletto di Canegrate ed un altro a valle di Nerviano. L'unico con le macine ancora in efficienza è il mulino annesso alla fattoria agricola Meraviglia a San Vittore Olona, che è certamente il più antico tra i rimasti poiché risalirebbe al XIV secolo[11].

Il secondo per dimensione è il Parco locale del bosco di Legnano o Parco Castello: nato[40] negli anni settanta, è situato accanto al Castello di San Giorgio, al confine con i comuni di Canegrate e San Vittore Olona. All'epoca dell'istituzione, le piantumazioni non vennero effettuate sulla base della flora tipica locale; per questa ragione, il parco è ricco di conifere. Dal 1981 è stato realizzato un esteso sistema di ruscelli, laghetti, langhe e paludi, alimentato da acque di falda e popolato da un numero elevato di uccelli acquatici, oltre che da numerose specie ittiche.

Il Parco Alto Milanese[41] è situato a nord del comune al confine con Castellanza, Busto Arsizio e Rescaldina. È sorto per la salvaguardia degli aspetti naturali (flora e fauna) e lavorativi (agricoltura e allevamento) tipici della zona in questione, avente anche funzione di polmone verde per la popolazione.

[modifica] Cultura

Il Carroccio durante il Palio 2007.

[modifica] Il Palio

Per approfondire, vedi le voci Palio di Legnano, Sagra del Carroccio e Stadio Giovanni Mari.

L'ultima domenica del mese di maggio avviene la rievocazione storica della battaglia con una sfilata in costumi d'epoca medievale per le vie della città, a cui segue il palio delle contrade. L'avvenimento, nato nel 1935[42], è anche conosciuto come Palio di Legnano e si conclude con una gara ippica in cui partecipano le otto contrade[43].

La corsa si svolge su manto erboso nello Stadio Giovanni Mari, ed è composta da due batterie eliminatorie di 4 giri dell'anello, seguite dalla batteria finale di 5 giri, che vede la sfida tra le prime 2 classificate di ognuna delle batterie precedenti. La contrada vincitrice del Palio ha diritto a conservare nella propria chiesa, fino all'anno successivo, la Croce di Ariberto da Intimiano.

Il centro delle attività e della vita associativa della contrada è il maniero. Qui sono conservati i costumi e gli ornamenti utilizzati per la sfilata del palio. Nella sfilata storica[44], più di un migliaio di figuranti in costume d'epoca passano per le vie della città fino a raggiungere il campo sportivo, sede del palio ippico. Il corteo si chiude con il passaggio del Carroccio, dov'è posizionata la riproduzione della croce di Ariberto da Intimiano, trofeo per la contrada vincitrice del palio.

Il palio si inserisce nel contesto del "Maggio Legnanese": una serie di eventi organizzati in città nel periodo del Palio. Tra essi, trova un posto di assoluto rilievo la manifestazione corale La Fabbrica del Canto, iniziativa nata nel 1992 dall'Associazione Musicale Jubilate. È ritenuta una delle maggiori manifestazioni non competitive[45] d'Europa dedicate alla musica polifonica.


[modifica] Istruzione e musei

A Legnano sono presenti[46] nel complesso 20 plessi scolastici statali. Più precisamente 4 istituti superiori, 5 medie inferiori, 8 elementari e 3 materne. Gli istituti privati invece sono in totale 16 così suddivisi: 9 materne, 2 elementari, 2 medie e 3 superiori. Di rilevanza storica l'edificio che ospita l'istituto privato Barbara Melzi, appartenuto all'omonima famiglia nobiliare.

Oltre alle scuole, la città gode anche di un centro museale, il Museo civico Sutermeinster e due spazi espositivi temporanei, il Castello di San Giorgio e Palazzo Leone da Perego che si organizzano nel progetto SALe.

[modifica] Progetto SALe

L’acronimo S.A.Le. identifica gli Spazi Espositivi della città di Legnano, Palazzo Leone da Perego, attivo dal 2000, e il Castello di san Giorgio, aperto alle mostre a partire dal 2007. Dal 2007 a Palazzo Leone da Perego si è aggiunta - sempre gestita dal comune - la Pinacoteca del Castello, dove è adibito uno spazio (Spazio Dovevaccadere) esclusivamente per la promozione di giovane artisti.

[modifica] L'inno della città

Me car Legnan (Mia cara Legnano) è l'inno della città, scritto in dialetto legnanese. Il testo e la musica sono di Ernesto Parini (1909-1993)[47]:

[modifica] Media

[modifica] Stampa

Nel Comune hanno una redazione locale il quotidiano nazionale Il Giorno[48] e La Prealpina[49], diffuso nella Lombardia nord-occidentale.

[modifica] Teatro

Per quanto riguarda le infrastrutture, il Teatro Galleria è situato nella Galleria di Legnano: un passaggio coperto inserito in un edificio che collega piazza San Magno con via XXV aprile. Edificata dall'INA, è stata costruita nel 1954 e ristrutturata nel 1991; sorge dove un tempo c'era un monastero, il convento degli Umiliati. Per quanto riguarda le compagnie teatrali, invece, la città annovera "I Legnanesi", compagnia fondata da Felice Musazzi che recita commedie in insubre nella variante legnanese. Sono l'esempio più celebre di teatro en travesti in Italia[50][51].

[modifica] Televisione

Nel Comune ha sede la rete televisiva Antenna 3, una delle prime emittenti private locali sorte in Italia. È stata fondata il 3 novembre 1977 da Renzo Villa con la collaborazione dell'amico Enzo Tortora. Ha vasti studi di oltre 6.000 mq, quasi al confine con il Comune di Castellanza ricavati in un ex capannone di un'industria metalmeccanica.

Dopo anni di crisi, il canale sta vivendo una "seconda giovinezza" riproponendo programmi di un tempo e vecchie registrazioni. Dal 2004 fa capo all'emittente televisiva Telelombardia; nei suoi vecchi studi la nuova dirigenza ha fatto confluire la propria redazione sportiva[52].

[modifica] Società

[modifica] Associazioni

Villa Jucker, sede dell'associazione.

Nel Comune ha sede[53] l'associazione culturale senza fini di lucro "Famiglia Legnanese". Uno dei primi e più importanti scopi raggiunti dall'associazione fu quello di ripristinare, a partire dal mese di maggio del 1952, la Sagra del Carroccio ed il contestuale palio[54]. Infatti, la manifestazione, creata nel 1935, era stata interrotta dopo l'edizione del 1939 a causa degli eventi bellici.

A tutt'oggi la Famiglia Legnanese, assieme all'Amministrazione comunale e al Collegio dei Capitani delle Contrade, è parte del comitato che gestisce l'organizzazione della Sagra del Carroccio.

All'interno della Famiglia Legnanese operano anche gruppi ludici e culturali dotati di un buon grado di autonomia organizzativa, quali il gruppo folcloristico e dialettale "I Amìs", il gruppo di astronomia "Antares", il circolo fotografico, quello filatelico e quello scacchistico.

[modifica] Strutture sanitarie

Legnano è dotata di un ospedale, costruito all'inizio del XX secolo grazie alle donazioni dei più importanti imprenditori legnanesi. Nuovi padiglioni sono stati costruiti nel corso del XX secolo. Attualmente è in costruzione un nuovo ospedale, che sostituirà quello vecchio, in una zona decentrata della città, nel quartiere San Paolo.

[modifica] Personalità legate a Legnano

[modifica] Personalità storiche

  • Giovanni Antonio Amadeo (1447 – 1522) scultore, ingegnere, architetto, intagliatore e ceramista. Autore di numerosissime opere, tra cui, la Basilica di San Magno, ha lavorato, tra l'altro, a Milano, Pavia, Crema, Bergamo, Brescia, Cremona, Saronno e Busto Arsizio. Ha contribuito al Duomo di Milano ed alla Certosa di Pavia
  • Giovanni da Legnano, (1320 - 1383), giurista, diplomatico e docente universitario. Appartenente alla famiglia Oldrendi, fu il fondatore della famiglia Legnani. Fu il pupillo di Paolo da Liezaris e, grazie sua alla conoscenza del diritto canonico, fu il più strenuo difensore di Papa Urbano VI nei dibattiti, all'Università di Bologna, originati dallo Scisma d'Occidente.
  • Leone da Perego (? - 1257), Arcivescovo di Milano. Fu il primo frate francescano nominato Arcivescovo di Milano. Resse l'Arcivescovado ambrosiano dal 1241 al 1257. Durante il suo arcivescovado visse per lungo tempo a Legnano.
  • Bonvesin de la Riva (1240 ca. - 1315 ca.), poeta e scrittore. Frate laico appartenente al terzo ordine degli Umiliati, fu il maggiore letterato lombardo del XIII secolo e l'esponente più in vista della poesia didattica del Nord.
  • Oldrado Lampugnani, (1400 - 1460), condottiero. Appartenente alla nobile famiglia aristocratica milanese dei Lampugnani fu segretario e generale di Filippo Maria Visconti. Insegnò diritto a Pavia e fu insignito del titolo nobiliare da Francesco Sforza, per i servizi resi. La famiglia Lampugnani era a all'epoca senza dubbio la più importante di Legnano. Fortificò il Castello.
  • Bernardino Luini, (1481 - 1583), pittore. Ha dipinto opere per chiese lombarde e venete. Le sue opere sono conservate nei musei di tutto il mondo. Tra le più importanti, ricordiamo il vasto ciclo realizzato nella cappella Maggiore del Santuario di Saronno (1525).
  • Roberto Visconti, (?-1361), arcivescovo. Originario di Pogliano Milanese, fu arcivescovo di Milano dal 1354 al 1361. Alcune fonti riportano che morì a Legnano.
  • Giacinto Placido Zurla, (1769-1834), Cardinale. Papa Pio VII lo elevò al rango di Cardinale nel concistoro del 10 marzo 1823.

[modifica] Personalità contemporanee

  • Stefano Albertini (n. 1959), doppiatore. Ha dato la sua voce a molte pubblicità, documentari, film, serie televisive ma soprattutto a cartoni animati.
  • Ettore Andenna, (n. 1946), conduttore televisivo. Fu uno dei conduttori più rappresentativi di Antenna 3. Per l'emittente legnanese condusse "Settimo Round", "Telemattina" e "La bustarella". Condusse la trasmissione Giochi senza frontiere per la RAI negli anni settanta e negli anni novanta. È stato anche conduttore delle ultime due edizioni dell'Eurofestival a cui ha partecipato l'Italia, nel 1993 e 1997. È stato parlamentare europeo.
Antonio Bernocchi
  • Antonio Bernocchi, (1859 - 1930), imprenditore. Fondatore dell'omonimo cotonificio, fu sindaco di Legnano nel 1929 fu nominato Senatore del Regno. Tra le più importanti onorificenze conferite ricordiamo quella di “Grande Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia”.
  • Giacomo Biffi, (n. 1928), Cardinale. Ha retto la parrocchia dei Santi Martiri. È stato arcivescovo di Fidene dal 7 dicembre 1975 al 19 aprile 1984; di Bologna dal 19 aprile 1984 al 16 dicembre 2003. È arcivescovo emerito di quest'ultima città.
  • Carlo Borsani, (1917-1945), militare decorato con medaglia d'oro al valor militare[55].
    Carlo Borsani.
  • Emilio Bozzi, imprenditore. Fu il fondatore dell'azienda Legnano, che produceva biciclette.
  • Costanzo Cantoni, (1800 - 1877), imprenditore. Fondò l'omonimo cotonificio. Nel 1855 la Cantoni fu la sola impresa della Lombardia a prendere parte all'Esposizione Universale di Parigi. I Cantoni furono i primi veri industriali cotonieri italiani, nella concezione moderna del termine.
  • Eugenio Cantoni, (1820 - 1887), imprenditore. Succedette al padre Costanzo alla guida del Cotonificio Cantoni. Vinse una medaglia d'oro all'esposizione di Parigi del 1869, con un sistema di tintoria meccanico a ciclo continuo.
  • Adriano Caprioli, (n. 1936), vescovo. È stato a lungo docente di teologia sistematica e spirituale e di liturgia, prima di ricoprire, dal 1979 al 1993, l'incarico di direttore dell'Istituto Superiore di Studi Religiosi e della Fondazione Ambrosiana Paolo VI di Villa Cagnola di Gazzada (VA). Ne segue tutt'ora le attività come presidente del comitato permanente. Attualmente è Presidente del Comitato per i Congressi Eucaristici Nazionali. Attualmente è Vescovo di Reggio Emilia
  • Marco Castellani, (n. 1978), bassista. Ha fatto parte del gruppo rock milanese Le Vibrazioni sino al febbraio 2008. Il suo attuale complesso si chiama Octopus.
  • Antonella Clerici, (n. 1962), conduttrice televisiva. È una tra le più attive conduttrici televisive delle reti RAI e Mediaset. Tra i più importanti programmi condotti ricordiamo Dribbling, Domenica Sprint, Uno Mattina, La prova del cuoco, Affari tuoi, Il treno dei desideri, la 47^ edizione del Premio Regia Televisiva e la 55^ edizione del Festival di Sanremo, insieme a Paolo Bonolis e Federica Felini.
  • Francesco Coco, (n. 1977), ex calciatore. Ha vinto due scudetti con il Milan, una Coppa Italia ed una Supercoppa italiana con l'Inter. Residente a Legnano, possiede un negozio di capi sportivi nella stessa città.
  • Gioacchino Colombo all'Autodromo di Monza nel 1949.
    Gioacchino Colombo, (1903 - 1987), progettista. Tra i più importanti progettisti italiani, lavorò per Ferrari, Alfa Romeo, Maserati e MV Agusta.
  • Carlo Crespi, (1891 - 1982), Beato della Chiesa cattolica. Nato a Legnano, è stato beatificato dalla Chiesa Cattolica per aver vissuto 60 anni come missionario fra i Kivaros, un popolo dell'Ecuador.
  • Carlo Dell'Acqua (1848 - 1918), imprenditore. Fece crescere l'omonimo cotonificio. Eletto Consigliere comunale di Legnano e provinciale di Milano, fu anche membro del Consiglio della Camera di Commercio di Milano. Dal 1900 al 1918 fu Deputato per il collegio di Busto Arsizio – Legnano.
  • Domenico Dolce (n. 1958), stilista. È uno dei due fondatori della celebre casa di moda "Dolce & Gabbana". Il marchio nasce nel 1985, ed oggi è uno dei principali gruppi internazionali del settore dell'abbigliamento e dei beni di lusso.
  • Gianfranco Ferré, (1944 - 2007), stilista. È stato uno degli esponenti più conosciuti del made in Italy. Nel 1989 assunse la direzione stilistica della celebre maison francese Christian Dior.
  • Finley, gruppo musicale hard-pop composto da quattro elementi[56][57][58][59][60][61].
  • Giuseppe Frua, (1855 - 1937), imprenditore. Nel 1890 si associò alla tessitura "F.lli Banfi" di Legnano costituendo l'"Anonima Frua & Banfi". Nel 1896 divenne il capo degli stabilimenti De Angeli-Frua, società nata dall'unione delle fabbriche (cotonifici e stamperie) di Ernesto De Angeli e Giuseppe Frua. Giuseppe Frua fondò anche casse di assistenza per gli operai, colonie per i bambini e scuole professionali per la formazione di manodopera specializzata.
  • Mauro Gavinelli, (1952 - 2000), giornalista. Per molti anni è stato capo servizio del quotidiano La Prealpina nelle sedi di Legnano e Busto Arsizio, e collaboratore esterno di molte testate e riviste locali.
  • Antonio Mancini, (n. 1939), pittore e scultore. Residente a Legnano, nel 1983, al "Premio Internazionale Porta dei Leoni" di Reggio Calabria, ha ricevuto il primo premio per la pittura. Negli anni ottanta del secolo scorso le sue opere diventarono famose a livello nazionale e internazionale e molte di queste risultano in collezioni pubbliche e private.
  • Giovanni Mari (1919-1987), presidente dell'A.C. Legnano. Ha presieduto la società di calcio dal 1952 al 1954, e dal 1979 al 1987. Gli è stato dedicato lo stadio della città.
  • Marina Massironi, (n. 1963), attrice, comica e doppiatrice. È nota anche per essere stata spalla di scena del trio Aldo, Giovanni e Giacomo. Ha infatti un'importante carriera nel doppiaggio, nel cinema, in televisione, nel teatro e nella pubblicità. Ha ricevuto il David di Donatello e il Nastro d'Argento come miglior attrice non protagonista per il film "Pane e tulipani", regia di Silvio Soldini.
  • Felice Musazzi, (1921 - 1989), attore e autore teatrale. Fondatore de "I Legnanesi", è stato uno degli esponenti più importanti del teatro dialettale milanese e legnanese.
  • Max Pisu, (n. 1965), comico. Noto per una rilevante carriera televisiva, ha ricevuto numerosi premi per la sua attività di cabaret. Famoso è “Tarcisio”, il personaggio da lui interpretato in numerosi sketch televisivi. Ha partecipato ad attività teatrali, di doppiaggio e collegato ad trasmissioni radiofoniche.
  • Marco Simone, (n. 1969), ex calciatore, attuale dirigente tecnico dell'A.C. Legnano. Nato a Castellanza, ha vinto con il Milan 4 scudetti, 2 Coppe dei Campioni, 2 Coppe del Mondo per club, 3 Supercoppe europee e 3 Supercoppe italiane. Con il Monaco ha conquistato un Campionato francese. Al Paris Saint-Germain ha vinto una Coppa di Francia e una Coppa di Lega
  • Giuseppe Tirinnanzi (1887-1976), poeta e letterato fiorentino trasferitosi in città come docente di lettere. La Famiglia Legnanese indice annualmente un concorso a suo nome dedicato alla poesia inedita.
  • Franco Tosi, (1850 - 1898), imprenditore. Pioniere dell'industria meccanica, è stato il fondatore dell'omonima azienda. È noto per il suo contributo alla tecnologia dei motori a vapore.
  • Antonio Urso, (1916-1990), scultore. Residente a Legnano, fu apprezzato dalla critica per i suoi espressivi bassorilievi non ha mancato di esprimere la sua arte attraverso sculture di varie dimensioni e tematiche. Molte delle più significative opere sono collocate presso collezioni private in Italia e all'estero.
  • Mauro Venegoni.
    Mauro Venegoni, (1903 - 1944), antifascista. È stato decorato con Medaglia d'oro al valore militare alla Memoria[62] e gli è stata dedicata una via di Legnano. Fatto prigioniero dalle squadre fasciste a Busto Arsizio, nell'interrogatorio gli fu imposto di svelare i nomi dei partigiani del suo raggruppamento, e ad un suo rifiuto fu torturato, seviziato, mutilato, accecato e assassinato il 31 ottobre 1944. Si distinse nei combattimenti della seconda guerra mondiale.
  • Rufo Emiliano Verga, (n. 1969), ex calciatore. Fu uno degli artefici della vittoria della Nazionale italiana di calcio ai Campionati europei Under 21 del 1992.

[modifica] Visite di personaggi illustri

[modifica] Sport

In campo sportivo, la città vanta varie squadre professionistiche di alto livello: i Frogs Legnano, squadra di football americano, che hanno conquistato un campionato europeo e vinto sei campionati; il Baseball Softball Club Legnano, che vanta una Coppa Campioni, Coppa delle Coppe ad un campionato; e la squadra di calcio, l' A.C. Legnano, che ha partecipato tre volte al campionato di Serie A. Importante è anche la gara ciclistica che si svolge annualmente sul territorio cittadino: la Coppa Bernocchi.

[modifica] Atletica

Affiliata alla Federazione Italiana di Atletica Leggera (FIDAL) solo dal 1988, nelle file dell'Atletica Legnano hanno gareggiato atleti di notevole spessore, vincitori di vari titoli nazionali, tra i quali Sergio Riva, detentore della miglior prestazione italiana cadetti sulla distanza degli 80m con 9"05, ed Edoardo Conti.

[modifica] Baseball e softball

Nata nel 1950 come società di baseball, il Baseball Softball Club Legnano è stata una tra le prime società sorte in Italia affiliate a questo sport. Nel 1964 viene attivata la sezione di softball. La società è affiliata alla FIBS (Federazione Italiana Baseball Softball) per entrambe le sezioni. La squadra di baseball milita in serie C1, quella di softball in A1. Quest'ultima ha vinto uno Scudetto (2007), tre Coppa Italia (2006, 2007 e 2008), una Coppa delle Coppe (2007) e una Coppa dei Campioni (2008)[65].

[modifica] Calcio

Per approfondire, vedi la voce Associazione Calcio Legnano.
La formazione dell'A.C. Legnano nel 1953.

L'Associazione Calcio Legnano, fondata nel 1913, ha divisa ufficiale color lilla e gioca le partite casalinghe nello stadio Giovanni Mari. Attualmente milita nel girone A della Lega Pro Prima Divisione.

Nel suo palmares compaiono 3 partecipazioni in Serie A (1930/31, 1951/52, 1953/54) campionati peraltro tutti terminati all'ultimo posto in classifica. Ha partecipato a 15 campionati di Serie B. L'A.C. Legnano è stata una delle prime squadre non capoluogo di provincia a giocare nel campionato di serie A[66].

I suoi giocatori più famosi sono stati Gigi Riva, che con la maglia lilla disputò il campionato 1962/1963 di Serie C, e Paolo Pulici (1966/67). Da ricordare inoltre la forte rivalità contro la Pro Patria, squadra di Busto Arsizo.

[modifica] Ciclismo

Per approfondire, vedi le voci Coppa Bernocchi e Legnano (ciclismo).

A Legnano si disputa la Coppa Bernocchi, una nota corsa professionistica di ciclismo che fa parte del "Trittico Lombardo", insieme alla Tre Valli Varesine e alla Coppa Ugo Agostoni. Nella città ha anche sede una delle maggiori case produttrici di bici in Italia, nota anche per aver avuto per lungo tempo una delle migliori squadre ciclistiche. Il marchio "Legnano" è stato rilevato dalla Bianchi, che oggi continua a produrre una linea di biciclette da corsa "Legnano" nel segmento di medio valore.

Il 30 maggio 2008 è inoltre partita da Legnano la 19ª tappa del 91° Giro d'Italia, con destinazione Presolana - Monte Pora[67].

[modifica] Football americano

Tra le squadre più blasonate d'Italia[68], i Frogs Legnano sono stati campioni d'Europa nel 1989 (con due partecipazioni al Campionato europeo) ed hanno conquistato 6 scudetti (1984, 1987, 1988, 1989, 1994, 1995, con 11 partecipazioni al Superbowl italiano), una Coppa Italia (1992) e un ninebowl (2007). La squadra giovanile ha vinto 2 youngbowl (1991 e 1992).
Attualmente milita nel campionato di serie A della NFL Italia.

[modifica] Pallacanestro

Il logo del Legnano Basket.

I "Legnano Basket Knights" sono la società sportiva legnanese che ha il maggior numero di iscritti. La prima squadra ha anche un florido settore giovanile e minibasket. Dopo anni di rivalità e una collaborazione durata 7 anni (dal 1999 al 2006), la Pallacanestro Legnano si è unita all'Olimpia Legnano nel 2006, diventando Legnano Basket.

[modifica] Pallavolo

A Legnano hanno sede le seguenti società sportive di pallavolo: Fo.Co.L. , Pallavolo Legnano, Young Volley, Vomien S.S. Martiri, U.S. Esagono e Volley Cigno.

[modifica] Impianti sportivi

Per approfondire, vedi la voce Stadio Giovanni Mari.

La città ha uno stadio che ospita le partite casalinghe dell'A. C. Legnano e la corsa ippica del Palio. Inaugurato nel 1921, ha una capienza di 6.700 posti in parte coperti. È dedicato a Giovanni Mari, presidente dell'A.C. Legnano dal 1952 al 1954 e dal 1979 al 1987.

[modifica] Economia

[modifica] Agricoltura

L'agricoltura legnanese è stata la base dello sviluppo economico del territorio. Per prima è stata investita dal processo di meccanizzazione e ristrutturazione. La meccanizzazione, grazie all'utilizzo di macchinari sempre più complessi, ha portato ad un incremento della produzione agricola.
Oggi non rappresenta un'attività importante per l'economia legnanese. Le poche aree libere da costruzioni e infrastrutture sono coltivate a cereali, principalmente grano e mais.

[modifica] Industria

Corso Italia verso piazza Monumento. Sulla destra, lo stabilimento della De Angeli-Frua.

La prime attività manifatturiere documentate risalgono al XII secolo, e sono collegate alla lavorazione della lana nei conventi dell'epoca[69]. Per le prime attività protoindustriali si dovrà aspettare il 1830, con l'apertura del nucleo originario del cotonificio Cantoni[70]. L'industria si sviluppò nella seconda metà del XIX secolo. Nei decenni successivi ci fu un miglioramento tecnologico che portò le molte industrie legnanesi ad avere una valenza nazionale ed internazionale. Il territorio legnanese era l'ideale per aprire industrie tessili per la presenza di importanti vie di comunicazione e per la presenza del fiume Olona, che forniva l'energia necessaria per muovere le ruote idrauliche prima dell'installazione dei motori a vapore. Le prime industrie meccaniche nacquero come ancillari a quelle tessili, dato che si occupavano della costruzione e della manutenzione dei telai. Dalla seconda metà del XIX secolo raggiunsero una produzione più ampia, come per esempio la Franco Tosi meccanica, che produceva turbine[71].

I protagonisti dello sviluppo industriale furono, tra gli altri, la Franco Tosi Meccanica[72], il Cotonificio Cantoni, la Fabbrica Italiana Automobili Legnano, la De Angeli-Frua[73], la Cantoni-Krumm, la Manifattura di Legnano e l'azienda ciclistica Legnano[74].

L'età d'oro dell'industria legnanese iniziò all'inizio del XX secolo e terminò negli anni sessanta dello stesso secolo. La crisi peggiorò progressivamente danneggiando l'economia, l'occupazione e il tessuto industriale. Molte aziende chiusero, soprattutto nel tessile, nell'abbigliamento e nella calzatura, e molte altre furono coinvolte in un processo di ridimensionamento. Tra gli anni ottanta e gli anni novanta si ebbe un vero e proprio fenomeno di deindustrializzazione del territorio, che non fu accompagnato dalla nascita di nuove attività. Si tentò quindi di puntare al settore terziario[71]. Questi campi alternativi non portarono però a un tasso di sviluppo sufficiente a sopperire delle attività industriali, a causa di condizionamenti ambientali e di congestione urbana che hanno limitato l'espansione. Iniziò una fase in cui aumentò considerevolmente il numero delle piccole aziende. Tali processi continuano tuttora. Nonostante questo trend negativo, Legnano, con la zona circostante, si trova in un'area che è tra le più sviluppate ed industrializzate d'Europa[71].

Tra le fabbriche in attività, oltre la Franco Tosi Meccanica, a Legnano ha sede anche lo stabilimento produttivo della casa di moda Dolce & Gabbana[75].

[modifica] Servizi

Nel Comune ha sede la Banca di Legnano, istituto di credito di importanza regionale. Fondata l'11 giugno 1887, oggi fa parte del gruppo Banca Popolare di Milano. Ha 790 dipendenti impiegati nelle 106 filiali (di cui 26 fornite dalla stessa BPM[76]), la maggior parte dislocate in Lombardia.

Il Municipio si trova in Piazza San Magno.

[modifica] Istituzioni pubbliche

Nella città sono presenti le seguenti istituzioni pubbliche:

  • Ufficio della Regione Lombardia;
  • Ufficio della Provincia di Milano;
  • Sede INPS;
  • Sede INAIL;
  • Caserma dell'Esercito Italiano.

[modifica] Infrastrutture e trasporti

Per approfondire, vedi la voce Trasporti a Legnano.

Legnano ha un'uscita lungo l'Autostrada dei Laghi, è attraversata dalla ferrovia Domodossola-Milano e da diverse strade statali, più precisamente dalla Strada Statale 33 del Sempione, dalla Strada Statale 341 Gallaratese e dalla Strada Statale 527 Bustese.

Per quanto riguarda gli autobus, Legnano è collegata con Milano e con i Comuni limitrofi con diverse linee extraurbane gestite dalle società di trasporto pubblico MOVIBUS (nata nel luglio 2008 dall'unione tra STIE, ATINOM e ATM) e FNM Autoservizi.

Infine, pur non essendo fornita di aeroporti, la città dista circa 25 km dall'Aeroporto di Milano-Malpensa e circa 45 km dall'Aeroporto di Milano-Linate.

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Lorenzo Vitali (Il Popolo della Libertà) dal 29/05/2007
Centralino del comune: 0331 471111
Posta elettronica: info@legnano.org

[modifica] Amministrazioni precedenti

Periodo Primo Cittadino Partito Carica Note
8 giugno 1998 29 maggio 2002 Maurizio Angelo Cozzi Casa delle Libertà (senza Lega Nord) Sindaco
29 maggio 2002 29 maggio 2007 Maurizio Angelo Cozzi Casa delle Libertà Sindaco
29 maggio 2007 in carica Lorenzo Vitali Il Popolo della Libertà Sindaco

[modifica] Gemellaggi

[modifica] Galleria fotografica

[modifica] Note

  1. ^ Da sito istituzionale - Il dialetto
  2. ^ Da sito web "Comuni italiani"
  3. ^ Zone sismiche in Italia, dati Earth-prints. URL consultato il 21-5-2008.
  4. ^ Classificazione climatica Lombardia, dati Confedilizia. URL consultato il 21-5-2008.
  5. ^ (IT)Università degli Studi di Genova - Dipartimento di Fisica (11/2002). Atlante Eolico dell'Italia . Ricerca di sistema per il settore elettrico - Progetto ENERIN. URL consultato il 15/05/2008.
  6. ^ Medie climatiche 1961-1990
  7. ^ Dati climatologici medi
  8. ^ Tabelle e grafici climatici
  9. ^ Tabella dei venti
  10. ^ Da sito web istituzionale - Estratto da una tesi di Laurea sull'ex area Cantoni
  11. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa ab ac ad ae af ag Giorgio D'Ilario; Egidio Gianazza; Augusto Marinoni; Marco Turri, Profilo storico della città di Legnano, (in italiano) , 1984.
  12. ^ Centro geofisico prealpino - Varese - Bilancio della stagione autunnale 2000
  13. ^ Centro geofisico prealpino - Varese - Piena ed alluvione del novembre 2002
  14. ^ Biblioteca liceo Tosi di Busto Arsizio
  15. ^ Da sito istituzionale Il progetto dell'ex-area Cantoni
  16. ^ a b Descrizione dello stemma di Legnano, dal sito "Comuni italiani"
  17. ^ Da sito web Provincia di Milano
  18. ^ Sito web Presidenza della Repubblica
  19. ^ Istituto del Nastro Azzurro - Legnano
  20. ^ a b c d e f Profilo storico su sito web istituzionale
  21. ^ Museo civico Sutermeister - Le sale
  22. ^ Da sito web istituzionale - Chiesa di San'Ambrogio
  23. ^ Da sito web istituzionale – sezione “le chiese di Legnano” - Madonnina dei ronchi
  24. ^ Museo civico Sutermeister - Introduzione
  25. ^ a b DOSSIER STATISTICO IMMIGRAZIONE 2007 - SCHEDA SU LOMBARDIA E AREA MILANESE. 01/01/2007. URL consultato il 01/06/2008.
  26. ^ DEMO ISTAT
  27. ^ Si veda in particolare Giorgio D'Ilario, Dizionario legnanese - Proverbi e modi di dire dialettali - Con un'introduzione sulle parlate dall'Olona al Ticino, (in italiano) , 1991. "Si ebbe dunque subito una prima diversificazione del latino dovuta alle abitudini dei singoli popoli conquistati, ossia al diverso sostrato linguistico. La valutazione di questo elemento ha dato luogo ad ampie discussioni. Un tempo si credeva di poterlo facilmente determinare in questa o quella caratteristica fonetica; oggi si procede in questo campo con più dubitosa cautela" (ivi, p. 32).
  28. ^ Da sito dell'Arcidiocesi di Milano
  29. ^ Cartografia on-line dal Sito istituzionale
  30. ^ Dal portale dell'Altomilanese
  31. ^ Piano Regolatore Generale del 2001
  32. ^ Minigolf 2007 - Nation Cup World Championship - Con il patrocinio del Comune di Legnano
  33. ^ Da Sito web Provincia di Milano - La basilica di San Magno
  34. ^ sito web istituzionale - La chiesa del Santissimo Redentore
  35. ^ Da sito web istituzionale - La chieda di San Bernardino
  36. ^ Biografia di Gianfranco Ferré su "Moda Italia"
  37. ^ arte Legnano - Il castello
  38. ^ Attilio Agnoletto, San Giorgio su Legnano - Storia, Società, ambiente, (in italiano) , 1991.
  39. ^ Martin pescatore n°24 - Notiziario trimestrale dell'Ente Parchi del Lago Maggiore
  40. ^ Da sito web provincia di Milano - Parco locale del bosco di Legnano
  41. ^ Parco alto milanese - Il territorio
  42. ^ Da sito ufficiale palio di Legnano - Tra folklore e storia
  43. ^ Da sito ufficiale palio di Legnano - Il palio delle contrade
  44. ^ Da sito ufficiale palio di Legnano - La sfilata storica
  45. ^ Da Sito web istituzionale
  46. ^ Elenco plessi scolastici da sito web istituzionale
  47. ^ Da "statistiche lilla"
  48. ^ "Il Giorno" - Contatti
  49. ^ Da sito web "La Prealpina" - Contatti
  50. ^ Da DelTeatro.it
  51. ^ Articolo on-line su "Il Giornale"
  52. ^ La tv del sommerso, Aldo Grasso pag. 43
  53. ^ Sito web "Familia legnanese" - Le origini
  54. ^ Da sito web "Contrada La Flora" - Cenni sul palio
  55. ^ Sito web Presidenza della Repubblica
  56. ^ Scheda sui Finley da Allmusic.com. URL consultato il 17-09-2007.
  57. ^ Scheda sui Finley da Mtv.it. URL consultato il 17-09-2007.
  58. ^ Scheda sui Finley da Last.fm. URL consultato il 17-09-2007.
  59. ^ Scheda sui Finley da XL.Repubblica.it. URL consultato il 17-09-2007.
  60. ^ Scheda sui Finley da Musicalnews.com. URL consultato il 17-09-2007.
  61. ^ Scheda sui Finley da Musicclub.it. URL consultato il 17-09-2007.
  62. ^ Sito web Presidenza della Repubblica
  63. ^ "La Martinella" n°5 - periodico della famiglia legnanese
  64. ^ Targa di commemorazione a Legnano in Largo Franco Tosi 9
  65. ^ Sito Ufficiale BSC Legnano - Home page
  66. ^ Da sito web ufficiale A.C. Legnano
  67. ^ Dal sito de "La Gazzetta dello sport" - Presentazione del Giro d'Italia 2008
  68. ^ Sito ufficiale Frogs Legnano - La storia
  69. ^ Da sito web istituzionale – Profilo economico
  70. ^ Da sito web istituzionale del Comune di Legnano - Tesi sull'ex area Cantoni
  71. ^ a b c Da sito web istituzionale – Storia di Legnano - Dall'Ottocento al ventesimo secolo
  72. ^ Sito della Franco Tosi Meccanica
  73. ^ Sito della De Angeli-Frua
  74. ^ Biciclette da corsa Legnano
  75. ^ Sito ufficiale Dolce & Gabbana
  76. ^ Dato fornito dal bilancio di esercizio 2005
  77. ^ Da "La Gazzetta di Sondrio"

[modifica] Bibliografia

  • Giorgio D'Ilario, Egidio Gianazza, Augusto Marinoni, Marco Turri, Profilo storico della città di Legnano, 1984 , Edizioni Landoni.
  • P. Di Maio, Lungo il fiume. Terre e genti nell'antica valle dell'Olona, 1998, Ed. Museo civico Sutermeinster.
  • AA.VV, Il Castello di Legnano. Fascino e suggestione di una testimonianza storica, 1991, Ed. Museo civico Sutermeinster.
  • Giorgio Vecchio, Nicoletta Bigatti, Alberto Centinaio, Giorni di guerra. Legnano 1939-1945, 2001, Eo Ipso.
  • Giorgio Vecchio, Gianni Borsa, Legnano 1945 -2000. Il tempo delle trasformazioni, 2001, Nomos Edizioni.
  • Luigi Marinoni e Vittoriano Ferioli, Legnano e la Resistenza, 2006, Comune di Legnano.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni


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