Seconda Repubblica (Italia)
Seconda repubblica è un termine utilizzato in Italia, in opposizione alla Prima Repubblica, per indicare il nuovo sistema politico instauratosi tra il 1992 e il 1994[1]. Tra i fattori di innesco del cambiamento si contano:
- lo scandalo di Tangentopoli e l'indagine di Mani pulite, con la conseguente scomparsa della Democrazia Cristiana e del Partito Socialista Italiano (in specie dell'alleanza politica fra Craxi, Andreotti e Forlani, cosiddetto CAF)[2]
- la crescita della Lega Nord e il suo ingresso in Parlamento (1992)[2]
- l'ingresso in politica di Silvio Berlusconi, con la fondazione di Forza Italia (1994)
- la nuova legge elettorale maggioritaria Mattarellum (1994), approvata a seguito dei referendum del 1991 e del 1993 sulla legge elettorale del Senato.
Secondo i criteri storiografici e politologici, la denominazione di una forma di stato preceduta da aggettivi numerali indica i regimi dello stesso tipo che si sono succeduti discontinuamente in un paese con assetti costituzionali e istituzionali differenti (quali le Repubbliche francesi e i Reich tedeschi). Nel caso italiano la distinzione tra prima e seconda Repubblica, introdotta in ambito giornalistico e divenuta poi di uso comune, è formalmente scorretta, poiché si riferisce quale elemento di discontinuità storica alla trasformazione politica avvenuta durante il biennio 1992-1994, che non si risolse in un cambiamento di regime bensì in un profondo mutamento del sistema partitico e nel ricambio di parte dei suoi esponenti nazionali[3].
Indice |
Origini e uso della denominazione [modifica]
Già negli anni '80 Giorgio Almirante usò il termine Seconda repubblica con un significato preciso di modifica costituzionale, per richiedere un mutamento della Costituzione italiana, sulla falsariga del passaggio alla Quinta Repubblica francese da parte di De Gaulle.
Il passaggio dalla prima alla seconda repubblica rappresenta tuttavia un cambiamento all'interno del sistema politico, anziché un cambiamento del sistema politico, come avvenuto in Francia, in quanto la costituzione e le istituzioni repubblicane sono le medesime dal 1948, e il biennio 1992-1994 non si accompagnò ad alcun cambiamento costituzionale.
Il termine viene comunemente usato, a livello giornalistico, per enfatizzare il confronto dell'assetto politico istituzionale italiano prima e dopo il biennio 1992-1994 ed il suo utilizzo, congiunto alla nascita di neologismi politici (quali grillini, girotondini, ecc.) è stato oggetto di studi sociologici e linguistici comunicativi[4].
L'espressione "seconda repubblica" è stata anche usata da politici italiani mentre rivestivano importanti cariche istituzionali, come Marcello Pera, che da presidente del Senato italiano pronunciò nel 2002 il discorso: La "seconda Repubblica" in Italia: dove sta andando?[5], descrivendo il nuovo assetto politico italiano, durante una sua lettura in un seminario di studi a Washington.
Sistema elettorale ed elezioni [modifica]
| Per approfondire, vedi Sistema politico della Repubblica Italiana. |
Il cambiamento principale venne accentuato nel 1993 con il passaggio da un sistema elettorale proporzionale, a un sistema maggioritario, almeno tendenzialmente (al 75%), che avrebbe dovuto favorire il bipolarismo, se non anche il bipartitismo in modo da assicurare l'alternanza al governo, fra due partiti o coalizioni. Tale alternanza era mancata dalla nascita della repubblica italiana, poiché la DC, il partito italiano che otteneva sempre maggioranza relativa, stringeva di volta in volta alleanze vittoriose, tali da porla nel governo, con un peso preminente (pur non avendo sempre un suo uomo come presidente del consiglio), per tutte le legislature consecutive dalla nascita della repubblica italiana (1946), bloccando così ogni possibile alternanza politica (c.d. Conventio ad excludendum).
Questo cambiamento fu conseguenza della vittoria dei referendum del 1991 e del 1993 su alcune modifiche del sistema di voto del Senato, voluto da Mario Segni e dal Partito Radicale.
Alle elezione del marzo 1994 il cambio dello scenario politico italiano, accentuato dai risultati dell'inchiesta Mani pulite, fu evidenziato dalla dissoluzione della Democrazia Cristiana e del Partito Socialista Italiano, che fino all'inizio degli anni novanta erano rispettivamente il primo e il terzo partito politico italiano, motivando il conseguente ritiro dalla scena politica dei maggiori uomini politici di questi partiti e provocando l'ingresso in politica di Silvio Berlusconi tramite la fondazione di Forza Italia.
La riforma della legge elettorale, varata dal governo Berlusconi III nel 2005, ha ripristinato in seguito un sistema elettorale proporzionale (pur su liste bloccate con premio di maggioranza), modificando così uno degli elementi alla base della seconda repubblica.
Classe dirigente [modifica]
Il rinnovamento del personale politico e della classe dirigente si caratterizzò per alcuni tratti fondamentali (confronto tra I Legislatura della Repubblica Italiana-1948 e XVI Legislatura-2008):
- aumento tra i parlamentari dei manager: dal 6,1% al 18,2%
- diminuzione dei membri del settore legale (dal 33,9% al 10,6%) e dei sindacalisti (dall'11% al 3%)
- diminuzione dell'istruzione media dei parlamentari: titolo di laurea sceso dall'80,5% al 68,5%.
Secondo i ricercatori:
| « Il passaggio dalla Prima alla Seconda Repubblica ha determinato un pauroso peggioramento qualitativo dei politici. Questo declino va di pari passo con il drammatico abbassamento del livello medio di istruzione. Infine all'aumentato reddito parlamentare peggiora la qualità media degli individui che entrano in politica. Il forte incremento del reddito parlamentare (quattro volte quello medio di un manager privato) ha contribuito al declino della qualità degli eletti[6] » |
Fine della Seconda Repubblica? [modifica]
Tra il 2012 e il 2013 molti giornalisti e analisti hanno parlato di fine della Seconda Repubblica e di inizio di una Terza Repubblica, a causa della graduale fine del bipolarismo e della crisi economica cui versa il paese.[7][8] [9]
Note [modifica]
- ^ Dalla Prima alla Seconda Repubblica, l'Italia cambia facce Adnkronos
- ^ a b Fabrizio Eva, "The unlikely independence of Northern Italy", Kluwer Academic Publisher, GeoJournal, Vol. 43, pp.65-75, Sept. 1997.
- ^ Giorgio Galli, I partiti politici italiani (1943-2004), Rizzoli, 2004
- ^ cfr M. Ilardi, M. V. Dell'Anna e P. P. Lala, S. Novelli e G. Urbani, M. Livolsi e U. Volli in bibliografia
- ^ M. Pera La "seconda Repubblica" in Italia: dove sta andando? American Consortium on European Union Studies Washington, DC, 26 giugno 2002
- ^ Tito Boeri, Antonio Merlo e Andrea Prat, Classe dirigente. L'intreccio tra business e politica, Università Bocconi Ed. 2010, pag. 149, citato da La Repubblica, 27 dicembre 2010
- ^ La fine della seconda repubblica è solo al primo tempo
- ^ La fine della seconda repubblica
- ^ La fine della seconda repubblica scritta nell'epilogo della prima
Bibliografia [modifica]
- Carlo Guarnieri, Giustizia e politica - I nodi della Seconda Repubblica, 2003, ISBN 978-88-15-09546-6
- Giovanni Sartori, Seconda Repubblica?: Si, ma bene, Rizzoli, 1992, ISBN 88-17-84109-9
- Paolo De Lalla, Topografia politica della Seconda Repubblica, Edizioni scientifiche italiane, 1994, ISBN 88-7104-828-8
- Massimo Ilardi, La Sinistra Nel Labirinto: Lessico per La Seconda Repubblica, Costa & Nolan, 1994, ISBN 88-7648-173-7
- Gennaro Sangiuliano, La Svolta: Interviste Sulla Seconda Repubblica, Edizioni scientifiche italiane, 1995, ISBN 88-8114-080-2
- Fabrizio Eva, The unlikely independence of Northern Italy, Kluwer Academic Publisher, GeoJournal, Vol. 43, pp. 65–75, Sept. 1997.
- Silverio Novelli, Gabriella Urbani, Dizionario della seconda Repubblica. Le parole nuove della politica, Editori Riuniti, 1997 ISBN 88-359-4247-0
- Marino Livolsi, Ugo Volli, La comunicazione politica tra prima e seconda Repubblica, Franco Angeli, 1998, ISBN 88-204-9387-X
- Fabrizio Eva, Deconstructing Italy: (Northern) Italians and their new perception of territoriality, Springer Netherlands, GeoJournal, Volume 48, Number 2, June, 1999, ISSN 0343-252
- Maria Vittoria Dell'Anna, Pier Paolo Lala, Mi consenta un girotondo. Lingua e lessico della Seconda Repubblica, Pubblicazioni del Dipartimento di Filologia Linguistica e Letteratura dell'Università di Lecce, Mario Congedo editore, 2004, testo on line
- Giampiero Mughini, Un disastro chiamato Seconda Repubblica. Miti, protagonisti e soubrette di un'Italia che declina, Mondadori, 2005, ISBN 88-04-54390-6
- Grilli di Cortona Pietro, Il cambiamento politico in Italia. Dalla Prima alla Seconda Repubblica, Carocci editore, 2007, ISBN 88-430-4095-2
- Geronimo, La politica nel cuore. Segreti e bugie della Seconda Repubblica, Cairo Publishing, 2008, ISBN 88-6052-145-9