Borsa Italiana

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Borsa Italiana
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Stato Italia Italia
Tipo Filiale
Fondazione 1808 come Camera di Commercio di Milano a Milano
Sede principale Londra, Regno Unito
Gruppo Borsa di Londra
Persone chiave
Settore Finanza
Sito web www.borsaitaliana.it

Borsa Italiana è una società che si occupa dell'organizzazione, della gestione e del funzionamento della Borsa di Milano (ossia del mercato italiano di borsa valori) al fine di promuoverne lo sviluppo e di massimizzarne la liquidità, la trasparenza, la competitività e l'efficienza. Di proprietà del gruppo Borsa di Londra[1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Borsa di Milano.
Palazzo Mezzanotte, sede della Borsa Italiana

Età medievale e moderna[modifica | modifica wikitesto]

A partire dal XIII secolo si ebbe con la diffusione delle prime Logge dei Mercanti, come quella di Genova, e dalla nascita delle prime società a responsabilità limitata e a più persone. Se nel Seicento si consolidarono le Maone per le attività marinare, e le fiere, come quelle di Venezia, per le trattazioni svolte dai mercanti, nei due secoli successivi aumentarono vertiginosamente le spese pubbliche ed i debiti degli stati italiani preunitari.

La prima borsa in Italia fu quella di Venezia, creata nel 1630. La nascita della Borsa "moderna" in Italia fece però seguito all'introduzione del sistema finanziario francese e del suo codice di commercio, avvenuto ai primi dell'XIX secolo; precedentemente furono fondate quella di Trieste nel 1775, a quei tempi in territorio austriaco, e quella di Napoli nel 1778.

Il XIX secolo e l'unità d'Italia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1808, quando Eugenio di Beauharnais fondò la "Camera di Commercio di Milano"[2].

Dall'unità d'Italia al periodo appena precedente la prima guerra mondiale, il mercato italiano si dimostrò deficitario sia per le regolamentazioni e le imposizioni poste dalle autorità, sia per l'insufficienza dei sistemi di comunicazione e infine per la scarsa diversificazione dei listini e delle offerte finanziarie e per la forte dipendenza dai capitali stranieri. Il mercato italiano fu notevolmente influenzato, nel primo dopoguerra, dall'esigenza di finanziare le grandi industrie e di sopportare l'urto delle forti crisi finanziarie internazionali. In questo periodo la Banca Italiana di Sconto e l'IRI svolsero un ruolo principale di sostegno alla finanza italiana. Le Borse di Firenze e di Milano furono istituite nel 1808, quella moderna di Venezia nel 1875 e quella di Genova nel 1885.

Il XX secolo e la privatizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Solamente agli inizi del XX secolo venne introdotta una prima regolamentazione globale, nota con il nome di legge fondamentale (marzo 1913), atta a disciplinare la Borsa Valori, i mediatori ed i titoli. Dodici anni dopo, venne delineata meglio la figura dell'agente di cambio, comparata a quella dei pubblici ufficiali. Durante il Ventennio fascista, il regime introdusse anche il fondo comune di garanzia a tutela degli investitori e concesse un ruolo di mediazione importante alla Banca d'Italia. Gli anni settanta si rivelarono un altro periodo importante di innovazioni disciplinari, tra le quali emersero la fondazione della CONSOB per tutelare, vigilare ed informare meglio i risparmiatori e i vari soggetti partecipanti alla Borsa. Negli anni '80 venne migliorato il sistema informativo, consentendo la focalizzazione sul pubblico risparmio e sul valore mobiliare, mentre invece nel decennio seguente si introdussero nuove figure di intermediazione, esemplificate dalle SIM. Verso la fine del secolo sono state approvate leggi che regolamentano i fondi comuni di investimento oltre a vari altri aspetti della Borsa.

Il d. lgs. 23 luglio 1996, n. 415 ha previsto l'avvio di una procedura di privatizzazione del mercato borsistico italiano, che ha portato alla nascita di Borsa Italiana S.p.A., che si occupa di gestire la Borsa valori con sede a Milano. Tale struttura ha iniziato ad operare a partire dal 2 gennaio 1998. Sempre in virtù di tale decreto legislativo, nel 1997 Borsa Italiana (con sede a Milano nel Palazzo Mezzanotte, in piazza degli Affari) ha accorpato e sostituito anche tutte le piazze di scambio minori, che svolgevano una funzione prettamente regionale: Borsa Valori di Roma; Borsa Valori di Torino; Borsa Valori di Bologna, Borsa Valori di Genova; Borsa Valori di Venezia; Borsa Valori di Firenze; Borsa Valori di Napoli; Borsa Valori di Palermo; Borsa Valori di Trieste.

Nel 2007 la Borsa Italiana si è fusa con la Borsa di Londra (London Stock Exchange) andando a creare il London Stock Exchange Group, l'holding che controlla il 100% di Borsa Italiana S.p.A. e il 100% di London Stock Exchange plc.

Disciplina normativa[modifica | modifica wikitesto]

Il codice di commercio del 1865 affermava la natura pubblica delle Borsa valori italiane, istituite presso le Camere di commercio, confermata poi dal Codice commerciale del 1882 e dalla legge legge 20 marzo 1913 n. 272 che riformava in più punti la materia. Con l'emanazione della legge 23 febbraio 1977, n. 49 - che disciplinava la negoziazione dei titoli non ammessi nel mercato di tipo borsa valori e che istituì il mercato ristretto - la borsa valori era l'unico tipo mercato finanziario, nonché mercato regolamentato esistente in Italia.

La normativa più rilevante è oggi contenuta nel d.lgs. 24 febbraio 1998, n. 58 che, fra le sue innumerevoli funzioni, ha quella di reprimere la manipolazione del mercato. Secondo l'ordinamento penale italiano la violazione delle normative di funzionamento del mercato può dar luogo ad illeciti amministrativi o penali.

Ruolo e caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

L'entrata della Borsa di Milano

La Borsa vigila sul corretto svolgimento delle negoziazioni, definisce i requisiti e le procedure di ammissione e di permanenza sul mercato per le società emittenti, definisce i requisiti e le procedure di ammissione per gli intermediari, gestisce l'informativa delle società quotate. Borsa Italiana organizza e gestisce il mercato italiano utilizzando un sistema di negoziazione completamente elettronico per l'esecuzione degli scambi in tempo reale.

Si occupa della regolamentazione e della gestione dei mercati. La funzione di vigilanza è invece esercitata da Consob e da Banca d'Italia. Per capitalizzazione totale la borsa valori italiana è la 14ª al mondo.

Il 23 giugno 2007, la Borsa di Londra (London Stock Exchange) e la Borsa Italiana si sono fuse andando a creare il London Stock Exchange Group, l'holding che controlla il 100% di Borsa Italiana S.p.A. e il 100% di London Stock Exchange plc.

Le negoziazioni delle azioni appartenenti ai segmenti individuati da Borsa Italiana possono avvenire con l'intervento di operatori specialisti sul mercato incaricati dall'emittente di sostenere la liquidità degli strumenti azionari quotati.

La normativa di concentrazione, introdotta nell'ordinamento italiano con la legge 1/1991, prevede che gli intermediari inoltrino verso un mercato regolamentato dell'Unione Europea gli ordini provenienti dalla clientela italiana. Sono previste deroghe per gli scambi di importo molto elevato (i cosiddetti blocchi) e per le operazioni in cui l'intermediario riesca a ottenere a favore della clientela condizioni migliori di quelle presenti sul book di negoziazione.

La direttiva Mifid[3] ha soppresso dal novembre 2007 la normativa di concentrazione, consentendo agli intermediari finanziari, come Banche e Società di investimento, di costruire un proprio circuito di scambio dei titoli, detto sistema di negoziazione multilaterale, o di operare come internalizzatori sistematici, offrendo direttamente servizi di esecuzione degli scambi alla propria clientela. La Mifid prevede precise norme di tutela della trasparenza, fissando un set omogeneo di informazioni che dovranno essere diffuse prima e dopo gli scambi da tutte le trading venues (mercati regolamentati, sistemi multilaterali di negoziazione e internalizzatori sistematici), e degli investitori, imponendo agli intermediari il rispetto delle condizioni di best execution.

I mercati[modifica | modifica wikitesto]

Il sistema di contrattazione gestito dalla Borsa Italiana si suddivide in diversi mercati:

  • MTA (Mercato Telematico Azionario) (che da marzo 2008 comprende anche il MTAX) dove vengono scambiati i titoli azionari quotati in borsa, il mercato si divide in 3 classi principali e una residuale in base a criteri di capitalizzazione e liquidità dei titoli (in sostituzione della precedente segmentazione in Blue Chip, segmento Star e Standard):
    • Large Cap (o Blue Chip) comprendente le prime 40 imprese maggiormente capitalizzate e con maggiore grado di liquidità. Indice relativo: FTSE MIB.
    • Mid Cap comprendente le successive 60 imprese per capitalizzazione e grado di liquidità. Indice relativo: FTSE Italia Mid Cap.
    • Small Cap comprendente le altre imprese non facenti parte delle prime cento imprese, che superano i criteri di liquidità. Indice relativo: FTSE Italia Small Cap.
    • Micro Cap comprendente le altre imprese non facenti parte dei precedenti gruppi, che non superano i criteri di liquidità. Indice relativo: FTSE Italia Micro Cap.
    • Alla data del 31/01/2012 il totale dei titoli quotati ammontava a 234.
    • inoltre permangono i seguenti segmenti: segmento STAR che comprende imprese che rispondono a particolari criteri di trasparenza, governance e liquidità (con capitalizzazione tra i 40 mn euro e i 1000 mn euro). Indice relativo: FTSE Italia STAR.
    • segmento MTA International dove trovano posto le contrattazioni dei titoli azionari di imprese già quotate in borse dell'Unione europea.
  • MIV (Mercato Telematico degli Investment Vehicles), che ha sostituito il MTF (Mercato Telematico dei Fondi), è un mercato regolamentato dedicato ai veicoli di investimento. Il mercato si compone di 3 segmenti in funzione della tipologia di strumenti finanziari che vi sono negoziati:
    • segmento Fondi Chiusi, dedicato alla negoziazione delle quote di fondi chiusi mobiliari e immobiliari
    • segmento Investment Companies, per la negoziazione delle azioni delle Investment Companies
    • segmento RealEstate Investment Companies, in cui sono negoziate le azioni delle RealEstate Investment Companies
    • segmento Professionale, in cui sono negoziati gli strumenti finanziari delle Special Investment Vehicles (SIV), ovvero le Investment Companies e le Real Estate Investment Companies trasferite ai sensi dell’articolo 4.6.2 del Regolamento
  • AIM Italia rivolto alle piccole imprese che ha sostituito il precedente Mercato Expandi ed ha assorbito completamente il MAC Mercato Alternativo dei Capitali il 31 dicembre 2012
  • IDEM (Italian Derivatives Market) in questo mercato, nato nel 1994, sono negoziati contratti relativi agli strumenti derivati quali futures, minifutures e opzioni relativi ai titoli che rientrano nell'indice FTSE MIB
  • SEDEX dove vengono negoziati covered warrant, leverage certificates, certificates della categoria investment
  • MOT (Mercato Telematico delle obbligazioni e dei Titoli di Stato) in questo mercato vengono negoziati i titoli di Stato (BOT; BTP; BTPi; CCT; CTZ), obbligazioni di Enti locali, obbligazioni bancarie e corporate "plain vanilla" e strutturate non convertibili, euro-obbligazioni, obbligazioni di emittenti esteri e asset backed securities. Questo mercato si suddivide in due segmenti:
    • DomesticMOT, dove vengono trattati strumenti finanziari liquidati presso sistemi di liquidazione italiani. Questo segmento è ulteriormente diviso in due classi:
      • Titoli di Stato nazionali
      • Titoli di debito in Euro o in altra valuta
    • EuroMOT, dove vengono trattati strumenti finanziari liquidati presso sistemi di liquidazione esteri
  • ETF Plus dal 2 aprile 2007 la Borsa Italiana si è dotata di un mercato dedicato alla negoziazione degli strumenti finanziari che replicano l'andamento di mercato quali ETF (Exchange traded funds), ETF strutturati, Strumenti finanziari derivati cartolarizzati. Gli strumenti finanziari derivati cartolarizzati si dividono a seconda della natura del sottostante, sotto un profilo anagrafico, in:
    • ETC (Exchange traded commodities) Strumenti finanziari derivati cartolarizzati che replicano passivamente la performance di materie prime o di indici di materie prime.
    • ETN (Exchange traded notes) Strumenti finanziari derivati cartolarizzati che replicano passivamente la performance di sottostanti o indici diversi dalle materie prime o indici di materie prime come, ad esempio, indici di valute, indici azionari o obbligazionari.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il Gruppo - Borsa Italiana su www.borsaitaliana.it. URL consultato il 2015-05-12.
  2. ^ Bicentenario fondazione.
  3. ^ La direttiva Mifid

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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