Exchange-traded fund
Gli exchange-traded fund (più noti con il loro acronimo ETF) sono fondi comuni d'investimento oppure Sicav, negoziati in Borsa e caratterizzati da una gestione passiva in quanto replicano l'andamento di un determinato indice. Con gli ETF è possibile investire in molti settori dell'economia mondiale riguardanti la liquidità, i mercati obbligazionari, i mercati azionari e le materie prime. Negli Stati Uniti sono negoziati già dagli anni '90, in Italia sono stati quotati a partire dal 2002.
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[modifica] Caratteristiche
Gli ETF sono strumenti finanziari a gestione passiva. Essi replicano, cioè, un benchmark : quando uno dei componenti del benchmark viene sostituito, anche la corrispondente attività finanziaria all'interno del fondo viene sostituita, senza porsi problemi di maggior o minor convenienza. Quindi chi investe attraverso un ETF non si dovrà preoccupare del ribilanciamento poiché l'ETF si uniformerà automaticamente alle componenti e ai pesi dell'indice di riferimento. A differenza dei fondi comuni, che valorizzano solitamente a fine giornata, gli ETF vengono scambiati nel continuo, proprio come un titolo azionario. Essendo equiparabili ai Fondi Comuni di Investimento e alle SICAV, il patrimonio degli ETF è autonomo e completamente separato da quello dell'emittente. Fattore che li rende più sicuri rispetto ad altre forme d'investimento, infatti il fallimento di un'emittente non comporta alcun rischio patrimoniale per il patrimonio dell'ETF e pertanto per l'investitore.
Questo particolare tipo di gestione fa sì che questa categoria di fondi abbia commissioni di gestione molto ridotte e nessuna commissione di ingresso, di uscita o performance. Le commissioni totali annue (chiamate TER) vanno da un minimo dello 0,09% ad un massimo di 1,5% e sono pagate in proporzione al periodo di detenzione dell'ETF.
Al 30 giugno 2010, su Borsa Italiana risultavano negoziati[1] 440 ETF, tale numero fa di Borsa Italiana una delle principali borse europee per questo tipo di strumenti. Tutti gli ETF attualmente quotati su Borsa Italiana sono "armonizzati" ed autorizzati dalla Banca d'Italia e dalla Consob.
Gli ETF possono pagare dividendi, infatti proprio come i fondi comuni si dividono in ETF a distribuzione (con pagamento di dividendi periodici) o ETF ad accumulazione con il reinvestimento dei dividendi.
Gli ETF sono strumenti molto liquidi, per importi fino a 1.000.000 euro la negoziazione avviene agevolmente sul mercato di Borsa. Per importi superiori è necessario operare OTC, cioè fuori dal mercato direttamente con un market maker.
Alcuni intermediari offrono la possibilità di vendere gli ETF allo scoperto (short selling) per poter assumere una posizione ribassista, specialmente sui mercati azionari.
Proprio per il fatto di prevedere commissioni bassissime a causa della gestione passiva e tuttavia rendimenti maggiori, le banche non mostrano entusiasmo nell'offrirli ai clienti, poiché esse possono operare solo bassissime commissioni sugli ETF, a volte comprendenti solo la compravendita del titolo. Più spesso enfatizzano i prodotti molto più dispendiosi per il cliente e quindi più remunerativi per l'azienda. Comunque negli ultimi anni gli ETF stanno diventando un grande punto di forza dei mercati internazionali.[2]
Nonostante lo stile di gestione passivo, negli anni passati gli ETF hanno conseguito mediamente risultati migliori dei fondi attivi[3].
[modifica] ETP, ETF, ETN, ETC
Con il termine ETP (Exchange Traded Products) si intende la macro famiglia di prodotti ad indice quotati, di cui fanno parte gli ETF (Exchange Traded Funds) ed ETN (Exchange Traded Notes). Gli ETN hanno un comportamento simile agli ETF, sono strumenti che replicano un indice (esempio l'indice di volatilita' VIX) o una materia prima (commodity), in questo ultimo caso sono denominati ETC. Gli ETN (di cui fanno parte gli ETC) sono, a differenza degli ETF, delle note e non dei fondi. Questo significa che l'ETN/ETC è simile ad un'obbligazione senza cedola a lunghissima scadenza, il cui rendimento è correlato ad un indice. Gli ETN/ETC sono, a differenza degli ETF, soggetti al rischio controparte, nel caso di fallimento dell'emittente il sottoscrittore di un ETN/ETC rischia di perdere il proprio capitale investito. Per ovviare a questo problema molti emittenti provvedo a collateralizzare gli ETN/ETC. Cioe' ad accantonare su un conto separato e indipendente una somma di denaro o un quantitativo di materie prime a garanzia del capitale investito negli ETN.
[modifica] ETF Plus
Gli ETF quotati sul mercato italiano si negoziano sull'ETF Plus. ETFplus è articolato in tre segmenti che riflettono le diverse tipologie di strumenti che sono negoziate sul mercato:
- il segmento a) dedicato alla negoziazione di quote o azioni di ETF;
- il segmento b) dedicato alla negoziazione di quote o azioni di ETF strutturati;
- il segmento c) dedicato alla negoziazione di ETC (Exchange-traded Commodities)
Esattamente come gli ETF, gli ETC e gli ETF strutturati sono negoziati in Borsa come un comune titolo azionario; gli investitori, tramite il proprio intermediario, possono quindi in qualunque momento della giornata borsistica (dalle 9.05 alle 17.25 in Italia) comprare e vendere questi strumenti al loro prezzo di mercato. Il lotto minimo negoziabile è una quota.
[modifica] Emittenti di ETF
- Crédit Agricole Structured Asset Management S.A (CASAM) [1]
- db x-trackers [2]
- EasyETF [3]
- ETF Securities Ltd. [4]
- HSBC Exchange Traded Funds [5]
- Invesco PowerShares [6]
- iShares [7]
- JPMorgan ETF [8]
- Lyxor Asset Management [9]
- Market Access [10]
- Source [11]
- streetTRACKS [12]
- ThinkCapital [13]
- UBS Exchange Traded Funds [14]
- Xmtch [15]
[modifica] Note
- ^ http://www.borsaitaliana.it/etf/etf/etfinfoproviders.xlsBorsa Italiana elenco ETF Provider
- ^ Varie fonti: stampa specializzata, servizi giornalistici tra cui quelli di Report, Exit - Uscita di sicurezza.
- ^ William F. Sharpe, "The Arithmetic of Active Management", The Financial Analysts' Journal, vol. 47 n.1 Jan/Feb 1991, pp. 7-9