Cassa del Mezzogiorno

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Cassa del Mezzogiorno,
(fino al 1984, Agenzia per la promozione e lo sviluppo del Mezzogiorno fino al 1992)
Stato Italia Italia
Fondazione 1950 a Roma
Fondata da Alcide De Gasperi, Pasquale Saraceno
Chiusura 1984
Sede principale Roma
Filiali Napoli, L'Aquila, Campobasso, Bari, Potenza, Catanzaro, Palermo, Cagliari

La Cassa del Mezzogiorno (abbreviata Casmez) era un ente pubblico italiano creato dal Governo De Gasperi VI, per finanziare iniziative industriali tese allo sviluppo economico del meridione d'Italia, allo scopo di colmare il divario con l'Italia settentrionale.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Venne istituito con legge 10 agosto 1950 n. 646, come ente dotato di personalità giuridica di diritto pubblico allo scopo di predisporre programmi, finanziamenti ed esecuzione di opere straordinarie dirette al progresso economico e sociale dell’Italia meridionale,[senza fonte] da attuarsi entro un periodo di 12 anni.

L'idea venne, nel 1950, al meridionalista Pasquale Saraceno, e ad alcuni suoi collaboratori quali Donato Menichella, Francesco Giordani, Cenzato, Rodolfo Morandi e Nino Novacco, già fondatori della Svimez. Nelle intenzioni, l'ente intendeva ricalcare le agenzie di sviluppo locale avviate negli Stati Uniti d'America durante il New Deal.

Uno degli strumenti di pianificazione utilizzati per la finalizzazione degli interventi è il cosiddetto piano A.S.I., ovvero un piano per la creazione di Aree di Sviluppo Industriale: esso prevedeva l'istituzione di consorzi, realizzati ai sensi della legge 29 luglio 1957 n. 634 ("Provvedimenti per il Mezzogiorno"), nella tipologia di piano settoriale, promossi da Comuni, Province e Camere di Commercio per l’avvio dello sviluppo industriale e la realizzazione di infrastrutture di base nelle aree coinvolte dall’azione della Cassa per il Mezzogiorno.

Il finanziamento del piano fu stabilito in 100 miliardi di lire all’anno per i dieci esercizi dal 1951 al 1960: in complesso mille miliardi di lire, subito aumentati nel 1952 a 1.280 miliardi da utilizzare nel dodicennio 1951-1962.[1]

La Cassa con D.P.R. 6 agosto 1984 venne soppressa e posta in liquidazione dal 1º agosto 1984.[2] Venne sostituita, due anni dopo, negli obiettivi e nelle funzioni, dall’Agenzia per la promozione e lo sviluppo del Mezzogiorno (AgenSud) istituita con la legge 1º marzo 1986 n. 64 e soppressa a sua volta con la legge 19 dicembre 1992 n. 488, a decorrere dal 1º maggio 1993, lasciando al Ministero dell'Economia e delle Finanze il compito di coordinare e programmare l'azione di intervento pubblico nelle aree economicamente depresse del territorio nazionale.

Furono beneficiarie dell'operato della Cassa le regioni Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna, le province di Latina e Frosinone, l’Isola d'Elba, l'isola del Giglio e isola di Capraia, i comuni dell'ex circondario di Cittaducale e i comuni del comprensorio del fiume Tronto.
Il motivo per cui una stessa regione veniva considerata in parte centrale e in parte meridionale era dovuto al fatto che si intendeva fare ricadere nelle aree di intervento dell'Ente l'intero territorio del disciolto Regno delle due Sicilie. Peraltro, i confini delle regioni all'epoca dovevano ancora essere definiti (lo saranno nel 1970) e quindi le zone di Cittaducale e del Tronto venivano considerate Abruzzo, così come le parti meridionali delle province di Latina e Frosinone venivano considerate Campania (d'altronde, lo stemma della Provincia di Frosinone è l'union e del leone, simbolo della Ciociaria e dunque del Lazio, con le cornucopie di Terra di Lavoro, cioè Campania).[senza fonte]

Dall'inizio dell'operatività, nel 1951, sino al 1992 (ultimi dati conosciuti) e sotto il nome sia di Cassa per il Mezzogiorno che AgenSud, ha elargito alle regioni meridionali un totale di 279.763 miliardi di lire, pari a circa 140 miliardi di euro.[3]La spesa media annuale è stata di 3,2 miliardi di euro.[la spesa è attualizzata? Se si, come?]

Risultati[modifica | modifica sorgente]

Il risultato della Cassa fu discutibile per quanto riguarda l'utilizzo dei capitali pubblici, anche se bisogna considerare l'arretratezza del sud del paese nel 1950 rispetto al resto del paese in termini di risorse infrastrutturali e reddito pro capite.
Fino agli anni settanta si realizzarono opere importanti per il Sud in particolare per le risorse idriche e viarie, nonché opere di costruzione, bonifica e sviluppo industriale, in parte con sovvenzioni USA.[Quali?]

Successivamente la politicizzazione degli apparati comportò un degrado e una bassa qualità della spesa, compresi fenomeni diffusi di illegalità. Ciò spesso giganteschi appalti ed altre iniziative statali finivano per creare enormi infrastrutture che non avrebbero trovato un'applicazione pratica perché estranee alle realtà economiche del Sud, o perché rimaste incompiute, che vennero definite con l'espressione cattedrali nel deserto.

Né mancò, nel blocco socialista-comunista, la critica. Intorno al 1950 lo scontro tra governo ed opposizione era particolarmente aspro. A detta delle sinistre, più che perseguire risultati la Cassa per il Mezzogiorno sarebbe stata una maniera per favorire la Democrazia Cristiana nelle sue campagne elettorali.

Nonostante quasi 50 anni di finanziamenti a fondo perduto e investimenti significativi, oggi il divario di ricchezza permane in termini di PIL pro capite e in termini di produttività.
Il reddito pro capite è mediamente il doppio al Nord rispetto al Sud, e i tassi di disoccupazione così come il lavoro nero sono pari al doppio al Sud rispetto al Nord.

Il fallimento parziale delle politiche assistenzialistiche tramite finanziamenti a pioggia non ha giovato al Mezzogiorno, né ha giovato l'abolizione improvvisa della Cassa per il Mezzogiorno, con l'avvento della nuova politica degli incentivi in chiave europea con il varo della legge 488/1992.
La nuova legge infatti ha iniziato a funzionare solo nel 1996 determinando una situazione di generale crisi nel Sud che ha coinvolto imprese, enti locali e banche.

Una valutazione più approfondita degli investimenti nel Sud evidenzia che i fondi investiti in termini di quantità (0,5% del PIL), pur in presenza di una legislazione speciale, sono stati inferiori agli investimenti pubblici realizzati in via ordinaria negli stessi anni nel Nord del paese (35% del PIL).[senza fonte]
Questa constatazione tuttavia non vuole giustificare la bassa qualità della spesa nel Mezzogiorno e la responsabilità della classe politica e dirigenziale. L'obiettivo che si era posto la politica industriale nel 1950 solo in parte è stato raggiunto e questo pone dei dubbi sui paradigmi alla base dello sviluppo che si era ipotizzato. Il tentativo artificioso di impiantare la grande impresa a partecipazione pubblica e i finanziamenti alle imprese del Nord, non hanno innescato alcun circolo virtuoso nelle aree in cui sono state insediate, anzi hanno favorito la creazione nel Sud di un semplice mercato di sbocco per la produzione dell'industria dell'Italia settentrionale o l'acquisto di macchinari usati da altre imprese del nord.

Le nuove frontiere per lo sviluppo del Mezzogiorno, che sono oggetto anche della programmazione comunitaria 2007-2013, sono la qualità del capitale umano e il rafforzamento del capitale sociale.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ L’intervento straordinario nel Mezzogiorno
  2. ^ Con altro D.P.R. 6 agosto 1984 (Gazz. Uff. 8 agosto 1984, n. 217) venne successivamente disposta l'attribuzione della gestione dei prestiti contratti all'estero dalla Cassa per il Mezzogiorno al Ministero del Tesoro, che subentrava nelle obbligazioni assunte dalla Cassa medesima
  3. ^ Lo Spreco di Gian Antonio Stella, Dalai Editore, 1999 pagina 84

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Cassa per il Mezzogiorno. Dodici anni, 1950-1962, Bari, Laterza, 1962, 6 volumi:
1) La "Cassa" e lo sviluppo del Mezzogiorno;
2-I) L'attività di bonifica;
2-II) Acquedotti e fognature;
4) La viabilità;
5) Industria, servizi e scuola;
6) Il nuovo volto del Sud
  • Gianantonio Stella Lo Spreco, Mondadori Editore, 2001.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]