Capraia Isola

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Capraia Isola
comune
Capraia Isola – Stemma
Capraia Isola – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Tuscany.svg Toscana
Provincia Provincia di Livorno-Stemma.png Livorno
Amministrazione
Sindaco Gaetano Guarente (lista civica Guarente per Capraia) dal 16/05/2011
Territorio
Coordinate 43°03′00″N 9°51′00″E / 43.05°N 9.85°E43.05; 9.85 (Capraia Isola)Coordinate: 43°03′00″N 9°51′00″E / 43.05°N 9.85°E43.05; 9.85 (Capraia Isola)
Altitudine 52 m s.l.m.
Superficie 19,03 km²
Abitanti 410[1] (31-12-2010)
Densità 21,54 ab./km²
Comuni confinanti nessuno
Altre informazioni
Cod. postale 57032
Prefisso 0586
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 049005
Cod. catastale B685
Targa LI
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti Capraiesi
Patrono san Nicola di Bari
Giorno festivo 6 dicembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Capraia Isola
Posizione del comune di Capraia Isola all'interno della provincia di Livorno
Posizione del comune di Capraia Isola all'interno della provincia di Livorno
Sito istituzionale
« Processu pelagi iam se Capraria tollit; squalet lucifugis insula plena viris. »
(Claudio Rutilio Namaziano, De reditu, I, 440, V secolo d.C.)
Origine del nome

Il nome dell'isola si riferì, sin dall'Antichità classica, alla presenza di capre (àighes): Aigylion (Αιγύλιον)[2] in greco antico, Capraria[2] e Caprasia[3] in latino, Capraghja in dialetto capraiese e Cravæa in ligure.

Capraia Isola è un comune italiano di 410 abitanti della provincia di Livorno, corrispondente all'omonima isola dell'Arcipelago Toscano.

Si trova a 64 km da Livorno, 53 km dal promontorio di Piombino, 37 km da Gorgona e 31 km dalla Corsica. È il comune italiano meno popolato fra quelli con sbocco al mare.[4]

Geografia[modifica | modifica sorgente]

L'isola di Capraia è situata nel Canale di Corsica (braccio di mare al confine tra Mar Ligure e Mar Tirreno), ed è un'isola di origine vulcanica, la terza per grandezza dell'Arcipelago Toscano dopo l'Elba e il Giglio. È infatti lunga circa 8 km (da punta Teglia a nord a punta dello Zenòbito a sud) e larga 4, per una superficie di 19,26 km². Il perimetro è di circa 30 km. È l'isola dell'arcipelago più lontana dalla terra ferma trovandosi più vicina alla costa orientale della Corsica che alla costa toscana, rispetto alla quale sorge a ovest del Golfo di Baratti (Piombino). È un'isola di origine vulcanica, con un cono di eruzione ancora oggi ben visibile per metà nella tipica Cala Rossa[5], sicuramente una delle cale più particolari dell'Arcipelago.

Veduta con la Torre del Porto

Presenta coste alte e rocciose con assenza di spiagge (a volte nella Cala della Mortola si forma una piccola spiaggia di sabbia[6]) ed un piccolo bacino lacustre (denominato Stagnone o Laghetto[7]) nell'area più interna montuosa, con cime lungo una catena centrale (che si avvicina fino a 1 km dalle coste) con vette di oltre 400 metri. Il rilievo maggiore è il Monte Castello alto 447 metri, che sul versante occidentale si avvicina al mare con dirupi mentre su quello orientale scende più dolcemente con piccole valli torrentizie (vadi), la più importante delle quali è il Vado del Porto[8], lungo circa 3 km, che sfocia presso Capraia Porto. Da un punto di vista geologico la composizione dell'isola è prevalentemente caratterizzata da colate di andesite, associate a tufo e breccia, mentre alla Punta dello Zenòbito si trovano rocce basaltiche più recenti. All'estrema punta meridionale sono visibili i resti di un antico vulcano non più attivo, esploso in epoca remota, che ha lasciato traccia nelle pareti rocciose a forma di tronco di cono, con colori variabili tra il rosso e il nero dovuti all'accumulo di lava che si è depositata sulle scogliere (la Cala Rossa). La costa è rocciosa e spesso inaccessibile via terra per la mancanza di strade; vi si aprono grotte e insenature, con guglie di roccia dovute all'erosione dell'acqua.

Attualmente fa parte del Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano. La vegetazione è ricchissima e presenta alcune specie endemiche rarissime. Tra queste spiccano le tre specie dell'isolotto della Peraiola, distante solo pochi metri dall'isola principale, ma sufficienti per isolare alcune specie che si sono evolute diversamente dall'isola vicina. Sul versante ovest dell'isola in corrispondenza della Punta del Dattero, su una parete ripidissima, vive anche il «fossile vivente» della palma nana, risalente a quando tutta l'Europa era coperta da specie oggi presenti solo molto più a sud. Prevale la gariga (vegetazione a cavallo tra la steppa e la macchia mediterranea) con elicriso[9], cisto marino[10], mirto[11], lentisco[12], rosmarino[13], oleandro[14], euforbia arborea[15], ecc. Le capre selvatiche e le foche monache sono oggi estinte. Da segnalare, infine, lo Stagnone della Capraia (o Laghetto), piccola zona umida che si estende nella parte alta dell'isola, recentemente restaurato dal Parco Nazionale Arcipelago Toscano.[16][17][18]

Endemismi[modifica | modifica sorgente]

Flora

Capraia:

Arcipelago Toscano:

Sardo-Corsi:

Fauna

Storia[modifica | modifica sorgente]

La Cala Rossa
Grotta marina

Anticamente chiamata Aigylion dai greci e poi Capraria dai romani, deriverebbe il nome dalla presenza di capre selvatiche nell'isola, ma secondo un'altra ipotesi il toponimo deriverebbe da un tema mediterraneo *karpa con il significato di «roccia». Fu sicuramente base di approdo etrusca come le altre isole tirreniche nel VII secolo, divenendo base di pirati quando fu occupata dai Romani verso il 238 avanti Cristo che ne fecero una base navale per combattere la pirateria carteginese e quella ligure e successivamente punto di riferimento per le rotte dell'alto Tirreno. Vestigia della presenza romana sono state trovate negli scavi attorno alla chiesa dell'Assunta, con il reperimento di un busto marmoreo di una Venere, un basamento di una colona, presumibilmente di un tempio ed un frammento di un sarcofago di marmo. Nel IV secolo vi ebbe sede un asilo per cenobiti che vi si rifugiarono durante le persecuzioni dei cristiani. Successivamente una comunità di monaci di S. Antonio vi dimorò dissodando la zona più fertile del Piano ed introducendovi la cultura di vitigni di origine africana. Nel 962 l'imperatore Ottone I la concesse in feudo a Pisa che ne tentò la colonizzazione con genti pisane e corse. Nel 1055 fu conquistata dai pirati Saraceni, poi fu dominata nuovamente dai Pisani e passò definitivamente sotto l'orbita di Genova dopo la battaglia della Meloria, che vi pose la signoria del patrizio Jacopo de Mari (1430). Dal 1540, dopo le distruzioni perpetrate dal corsaro ottomano Dragut, viene costruita dai genovesi la fortezza di San Giorgio e le tre torri di avvistamento (Torre del Porto (1541), Torre dello Zenobito (1545) e più tardi la Torre delle Barbici (1699) per controllare la pirateria. Venduta alla Repubblica di Genova nel 1562, fu legata amministrativamente alla Corsica e nel 1767 fu occupata dalle truppe corse di Pasquale Paoli. Nel alla Repubblica di Genova anche dopo che l'isola maggiore venne data in affidamento alla Francia nel 1768 con il Trattato di Versailles. Dal 1805 tornò sotto il governo francese, subendone le conseguenze delle guerre napoleoniche. Dopo l'annessione dell'ex Repubblica di Genova al Regno di Sardegna col Congresso di Vienna del 1814 nel 1837 vi fu istituito il porto franco ed una manifattura di tabacchi nel tentativo di alleviare le condizioni economiche della popolazione locale. Con la proclamazione del Regno d'Italia, fece parte della provincia di Genova fino al 15 novembre 1925, quando con il Regio Decreto n. 2111, passò alla provincia di Livorno[25]; per la Chiesa cattolica rimase parte dell'Arcidiocesi di Genova fino al 1º gennaio 1977. Dal 1873 al 1986 è stata sede di una colonia penale (Colonia Penale Agricola di Capraia[26]) che provocò una massiccia emigrazione della popolazione autoctona con il quasi definitivo dissolvimento dell'originario tessuto culturale dell'isola.

Economia[modifica | modifica sorgente]

Attualmente Capraia ha una vocazione prettamente turistica, soprattutto estiva, con una particolare attenzione per l'ambiente. Non è un'isola che predilige un turismo di massa, ha una ricettività abbastanza ridotta ed una stagionalità che va dalla primavera all'autunno. La stagione turistica si apre a primavera con il Festival del Camminare (Walking Festival) e si conclude ai primi di novembre con la tradizionale Sagra del Totano di Capraia.[27]

Il porto[modifica | modifica sorgente]

Il porto di Capraia si trova in un'insenatura abbastanza riparata sulla costa nord-orientale, protetto su uno sperone a picco dalla fortezza genovese, il Forte di San Giorgio. Anticamente qui si trovava un villa romana, il cui resti però furono ricoperti dopo gli scavi. Dal porto una strada di circa un km lungo il golfo porta al paese di Capraia Isola.

Il paese[modifica | modifica sorgente]

Il centro di Capraia Isola si trova a 52 metri di altitudine. Da qui si può salire al Forte di San Giorgio, a 91 m di altitudine, eretto dai genovesi dal 1540 a seguito della distruzione ad opera del corsaro Dragut del fortilizio di antiche origini pisane. Davanti al castello, in una casa soggiornò Francesco Domenico Guerrazzi in esilio.

A sud di Capraia Isola, in località La Piana, la chiesa di Santo Stefano, fondata nel IV secolo, testimonia l'insediamento antico.

Luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Grande interesse rappresentano il giro dell'isola in barca e le opportunità di escursione. Lo Stagnone è un laghetto di origine incerta lungo la cresta del Monte Castello, all'altitudine di 321 metri (6 km dal centro abitato); la sua estensione è variabile a seconda della stagione e in primavera vi fiorisce una vegetazione acquatica, tra cui i ranuncoli.

Strutture difensive[modifica | modifica sorgente]

Fari[modifica | modifica sorgente]

Lingua[modifica | modifica sorgente]

La chiesa di San Nicola
Il porticciolo

Un aspetto interessante della cultura isolana è rappresentato dal peculiare idioma che si parlò a Capraia fino a tempi recenti: affine alla lingua corsa più che al toscano, subì per secoli l'influenza del genovese, arricchendosi di una quantità di prestiti lessicali e di componenti morfologiche di tale origine. Il dialetto capraiese si estinse nel corso del XX secolo in seguito al rinnovo della popolazione dell'isola: quella di ceppo locale venne infatti progressivamente sostituita da immigrati, in gran parte familiari dei dipendenti della colonia penale, che finirono per diventare la maggioranza senza assimilare le consuetudini linguistiche dei vecchi abitanti.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[28]


Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2009 la popolazione straniera residente era di 46 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Romania Romania 33 8,19% Moldavia Moldavia 6 1,49%

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ a b Gaio Plinio Secondo, Naturalis Historia, III, 81.
  3. ^ Marco Terenzio Varrone, De re rustica, II, 3, 33.
  4. ^ Elenco comuni italiani
  5. ^ La Cala Rossa
  6. ^ La Cala della Mortola
  7. ^ Il Laghetto
  8. ^ Il vado del Porto
  9. ^ La fioritura dell'Elicrico
  10. ^ La fioritura del Cisto marino
  11. ^ La fioritura del Mirto
  12. ^ La fioritura del Lentisco
  13. ^ La fioritura del Rosmarino
  14. ^ La fioritura dell'Oleandro
  15. ^ La fioritura dell'Euforbia
  16. ^ Lastrucci, L., Foggi, B., Mantarano, N., Ferretti, G., Calamassi, R. and Grigioni, A. 2009 - La vegetazione del laghetto «Lo Stagnone» (Isola di Capraia, Toscana). Atti Società Toscana Scienze Naturali, Memorie, Serie B, 116, 17-25.
  17. ^ Carta Angelino, Bedini Gianni, Foggi Bruno, Probert Robin. 2012 - Laboratory germination and seed bank storage of Ranunculus peltatus subsp. baudotii seeds from the Tuscan Archipelago, Seed Science and Technology, 40(1): 11-20.
  18. ^ Foto del recupero del Laghetto
  19. ^ Foto e scheda scientifica del Fiordaliso di Capraia
  20. ^ Foto e scheda scientifica della Linaria di Capraia
  21. ^ Foto e scheda scientifica della Ginestra spinosa della Peraiola
  22. ^ Foto e scheda scientifica del Limonio a rami contorti
  23. ^ Foto e scheda scientifica del Giglio di mare
  24. ^ Un nuovo endemismo sardo-corso per l'Arcipelago Toscano
  25. ^ Regio Decreto Legge 15 novembre 1925, n. 2011
  26. ^ La Colonia Penale Agricola di Capraia 1873-1986
  27. ^ La Sagra del Totano di Capraia organizzata dalla Pro Loco dell'Isola di Capraia
  28. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]