Trattato di Versailles (1768)
| Trattato di Versailles | |||
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| Data | 15 maggio 1768 | ||
| Luogo | Versailles, Regno di Francia | ||
| Premessa | Moti indipendentisti della Corsica guidati da Pasquale Paoli e aiuto francese nella repressione | ||
| Esito | Passaggio della Corsica e dell'Isola di Capraia dalla Repubblica di Genova al Regno di Francia | ||
| Modifiche territoriali | Passaggio della Corsica dell'Isola di Capraia dalla Repubblica di Genova al Regno di Francia | ||
| Parti contraenti | |||
| Rappresentanti | |||
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Il trattato di Versailles fu stipulato il 15 maggio 1768 a Versailles tra la Repubblica di Genova e la Francia, formalmente firmato dal plenipotenziario genovese, Agostino Paolo Domenico Sorba e dal ministro francese, il duca Étienne François de Choiseul. In base al trattato, la Repubblica offrì la Corsica quale garanzia per i debiti contratti (pari a circa due milioni di lire genovesi) verso Luigi XV, che aveva inviato proprie truppe sull'isola a sostegno di Genova contro i Còrsi in rivolta.
Genova, già in bancarotta, non sarà mai in grado di onorare i debiti e, d'altra parte, la Francia assunse quasi immediatamente un'iniziativa militare, occupando l'intera isola, che fu considerata da allora e fino alla Rivoluzione francese, "patrimonio personale" del Re di Francia.
Il trattato fu firmato da Augustin Paul Dominique Sorba e Sebastiano Francesco Batini, con la mediazione del duca Étienne François de Choiseul tra il doge Marcello Durazzo e il re di Francia Luigi XV.
Indice |
Contesto storico [modifica]
La Corsica si trovava nell'orbita della Repubblica di Genova e poi sotto la sua diretta dominazione sin dal 1284. Durante il XVIII secolo Genova, ormai in piena decadenza, si trovava ad affrontare una lunga rivolta dei Còrsi, che mirava ad ottenere l'indipendenza della grande isola mediterranea. Ridotta a controllare solo alcune piazzeforti e porti, la Repubblica dovette assistere persino all'autoproclamazione di un avventuriero tedesco, Teodoro di Neuhoff, a re di Corsica; proclamazione realizzata con l'appoggio della corona britannica che nel mar Mediterraneo, già controllava Minorca e Gibilterra.
In Francia, dopo il disastro della battaglia di Rossbach e le numerose disfatte nelle colonie, Étienne François de Choiseul, successivamente alla testa della diplomazia e dei ministeri della guerra e della marina, cercava di finire rapidamente la guerra e frenare la caduta del potere francese su scala globale ed europea. Il trattato di Parigi (1763) confermò la sconfitta francese, con la perdita della Nuova Francia in Nord America e dei domini francesi in India a favore dei britannici, tranne Pondicherry, Karaikal, Yanam e Mahe.
Agendo come segretario di Stato agli affari esteri di Francia, Choiseul mirava ad occupare posizioni strategiche nel Mediterraneo per opporsi, in tal modo, alla crescente potenza britannica ed evitare quindi un accerchiamento anche a sud, dove la Corsica occupa una posizione strategicamente importante. Nello stesso tempo la situazione politica dell'isola era la più fragile nello scacchiere mediterraneo: essa era già oggetto delle mire inglesi e, conseguentemente, divenne un obbiettivo fondamentale e prezioso anche per il ministro francese.
Incapace di opporsi da sola alla rivolta còrsa, Genova, dopo aver ricevuto un sostegno non decisivo da parte delle truppe imperiali, si vide costretta ad appellarsi al re di Francia per ottenere truppe d'occupazione da inviare per reprimere la ribellione.
Choiseul astutamente vide in questo appello l'occasione che aspettava per occupare l'isola senza rischiare di scatenare un nuovo conflitto europeo che la Francia in quel momento non avrebbe potuto sostenere. Migliaia di soldati francesi, per conto del governo genovese ed a sue spese, furono così inviati a presidiare le principali fortezze dell'isola contro i Còrsi che le assediano.
Choiseul cercò di tenere le truppe rinchiuse a guardia dei porti e delle fortezze còrse piuttosto che impiegarle per attaccare e spazzare via la rivolta, atteggiandosi quasi a mediatore tra i Còrsi e Genova. Nel giro di pochi anni, in una situazione di stallo e senza aver nulla ottenuto, l'antica Repubblica si trovò indebitata verso il re di Francia al di là delle sue possibilità economiche.
Così Choiseul costrinse Genova a cedere i propri diritti sull'isola, in cambio della rinuncia da parte del re di Francia ai crediti che vantava presso Genova, e che si erano accumulati per una cifra di due milioni di lire d'argento. Questo però non portò all'immediato controllo dell'isola da parte della Francia, poiché sarà necessaria una nuova e più corposa spedizione militare contro i Còrsi, nel maggio 1769.
Voci correlate [modifica]
- Storia della Corsica
- Étienne François de Choiseul
- doge Marcello Durazzo
- re di Francia Luigi XV
- Pasquale Paoli
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