San Nicola di Bari

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San Nicola di Bari
Nikola from 1294.jpg

Vescovo di Mira, difensore dell'ortodossia

Nascita III secolo, Pàtara di Licia
Morte 6 dicembre 343, Myra
Venerato da Tutte le Chiese che ammettono il culto dei santi
Santuario principale Basilica nicolaiana di Bari
Ricorrenza 6 dicembre
Attributi pastorale, mitra, barba, tre sfere d'oro in mano.
Patrono di bambini, marinai e in generale di chiunque si trovi in circostanze sfavorevoli; vedi Patronati

San Nicola di Bari, noto anche come san Nicola di Myra, san Nicola dei Lorenesi, san Nicola Magno, san Niccolò e san Nicolò (Patara di Licia, 270 circa – Myra, 6 dicembre 343), è venerato come santo dalla Chiesa cattolica, dalla Chiesa ortodossa e da diverse altre confessioni cristiane, fu vescovo di Myra (oggi Demre), una città situata in Licia, una provincia dell'Impero bizantino, che si trova nell'attuale Turchia. È noto anche al di fuori del mondo cristiano perché la sua figura ha dato origine al mito di Santa Claus (o Klaus), conosciuto in Italia come Babbo Natale.

Le sue reliquie sono conservate a Bari, Venezia, Saint-Nicolas-de-Port e Bucarest[1] ed anche in Bulgaria, nella chiesa della città di Cernomoretz (Черноморец).

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Affresco medievale raffigurante san Nicola dalla Chiesa di Bojana, presso Sofia (Bulgaria)

Nacque probabilmente a Pàtara di Licia, tra il 261 ed il 280, da Epifanio e Giovanna che erano cristiani e benestanti. Cresciuto in un ambiente di fede cristiana, perse prematuramente i genitori a causa della peste. Divenne così erede di un ricco patrimonio. In seguito lasciò la sua città natale e si trasferì a Myra dove venne ordinato sacerdote. Alla morte del vescovo metropolita di Myra, venne acclamato dal popolo come nuovo vescovo. Imprigionato ed esiliato nel 305 durante le persecuzioni emanate da Diocleziano, fu poi liberato da Costantino nel 313 e riprese l'attività apostolica.

Non è certo che sia stato uno dei 318 partecipanti al Concilio di Nicea del 325: secondo la tradizione, comunque, durante il concilio avrebbe condannato duramente l'Arianesimo, difendendo la fede cattolica, e in un momento d'impeto avrebbe preso a schiaffi Ario. Gli scritti di Andrea di Creta e di Giovanni Damasceno confermerebbero la sua fede radicata nei principi dell'ortodossia cattolica.

Ottenne dei rifornimenti durante una carestia a Myra e la riduzione delle imposte dall'Imperatore.

Morì a Myra il 6 dicembre, presumibilmente dell'anno 343, forse nel monastero di Sion.

Culto[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Chiese dedicate a San Nicola di Bari.
La tomba originale di san Nicola nella basilica di Myra

Il culto si diffuse dapprima in Asia Minore (nel VI secolo 25 chiese a Costantinopoli erano a lui dedicate), con pellegrinaggi alla sua tomba, posta fuori dell'abitato di Myra. Numerosi scritti in greco ed in latino ne fecero progressivamente diffondere la venerazione verso il mondo bizantino-slavo e in Occidente, a partire da Roma e dal Meridione d'Italia, allora soggetto a Bisanzio. San Nicola è così diventato già nel Medioevo uno dei santi più popolari del Cristianesimo e protagonista di molte leggende riguardanti miracoli a favore di poveri e defraudati. Si narra che Nicola, venuto a conoscenza di un ricco uomo decaduto che voleva avviare le sue tre figlie alla prostituzione perché non poteva farle maritare decorosamente, abbia preso una buona quantità di denaro, lo abbia avvolto in un panno e, di notte, l'abbia gettato nella casa dell'uomo in tre notti consecutive, in modo che le tre figlie avessero la dote per il matrimonio. Anche per questo episodio, è venerato come protettore dei bambini e dei fanciulli[2].

È il patrono di Lungro capitale degli Arbereshe continentali, sede dell'Eparchia di Rito greco-bizantino

Le sue spoglie furono conservate nella cattedrale di Myra fino al 1087.

Viene festeggiato il 6 dicembre e il 9 maggio.

Le reliquie[modifica | modifica wikitesto]

La traslazione delle spoglie a Bari[modifica | modifica wikitesto]

La cripta di San Nicola di Bari.

Quando Myra cadde in mano musulmana, Bari e Venezia, che erano dirette rivali nei traffici marittimi con l'Oriente, entrarono in competizione per il trafugamento in Occidente delle reliquie del santo. Una spedizione barese di 62 marinai, tra i quali i sacerdoti Lupo e Grimoldo, partita con tre navi di proprietà degli armatori Dottula, raggiunse Myra e si impadronì di circa metà dello scheletro di Nicola, che giunse a Bari il 9 maggio 1087.

Secondo la leggenda, le reliquie furono depositate là dove i buoi che trainavano il carico dalla barca si fermarono[3]. Si trattava in realtà della chiesa dei benedettini (oggi chiesa di San Michele Arcangelo) sotto la custodia dell'abate Elia, che in seguito sarebbe diventato vescovo di Bari. L'abate promosse tuttavia l'edificazione di una nuova chiesa dedicata al santo, che fu consacrata due anni dopo da Papa Urbano II in occasione della definitiva collocazione delle reliquie sotto l'altare della cripta. Da allora san Nicola divenne copatrono di Bari assieme a San Sabino e le date del 6 dicembre (giorno della morte del santo) e 9 maggio (giorno dell'arrivo delle reliquie) furono dichiarate festive per la città. Il santo era anche presente, fino al XIX secolo, sullo stemma della città tramite un cimiero.

La traslazione veneziana
La chiesa di San Nicolò del Lido durante lo Sposalizio del Mare in una tela settecentesca di Francesco Guardi.

È poco noto che Venezia spartisce con Bari la custodia delle reliquie di San Nicola. I Veneziani, infatti, non si erano rassegnati all'incursione dei baresi e nel 1099-1100, durante la prima crociata, approdarono a Myra[4], dove fu loro indicato il sepolcro vuoto dal quale i baresi avevano trafugato le ossa. Tuttavia qualcuno rammentò di aver visto celebrare le cerimonie più importanti, non sull'altare maggiore, ma in un ambiente secondario. Fu in tale ambiente che i veneziani rinvennero una gran quantità di minuti frammenti ossei che i baresi non avevano potuto prelevare. Questi vennero traslati nell'abbazia di San Nicolò del Lido.

San Nicolò venne quindi proclamato protettore della flotta della Serenissima e la chiesa divenne un importante luogo di culto. San Nicolò era infatti venerato come protettore dei marinai, non a caso la chiesa era collocata sul Porto del Lido, dove finiva la laguna e cominciava il mare aperto. A San Nicolò del Lido terminava l'annuale rito dello sposalizio del Mare.

Solo in tempi recenti, l'autenticità delle spoglie veneziane è stata accertata, ponendo fine a una secolare contesa fra le due città[5].

San Nicola in Lorena (Francia)[modifica | modifica wikitesto]

Basilica gotica di Saint-Nicolas-de-Port
Basilica (interno) di Saint-Nicolas-de-Port
Basilica di Saint-Nicolas-de-Port

Dopo l'arrivo in Lorena nel 1087 di una reliquia del santo, la mano destra alzata in segno di benedizione (falange della mano destra), riportata da Bari dal signore Aubert di Varangéville, il villaggio di Port, un possesso del signor di Varangéville, diventa Saint-Nicolas-de-Port e dispone a partire dal 1093 di una prima chiesa dedicata al santo patrono della Lorena, San Nicola dei Lorenesi.

Il miracolo

«Intorno al 1230, il cavaliere di Lorena Cunon de Réchicourt, al seguito dell'imperatore Federico II di Svevia, è fatto prigioniero durante la Sesta Crociata. Avrebbe pregato il 5 dicembre 1240 San Nicola prima di addormentarsi nella sua cella. La mattina, si sarebbe svegliato ancora attaccato, sui gradini della chiesa di Saint-Nicolas-de-Port, le catene gli caddero da sé durante l'ufficio che ha poi seguito.»

Da allora, ogni anno il sabato prima della festa di San Nicola, si celebra una processione in memoria del famoso "miracolo".

Nel 1429, prima di lasciare il suo paese per salvare la Francia, Giovanna d'Arco andò a visitare la tomba del santo a Saint-Nicolas-de-Port.

Alla fine del XV secolo per ringraziare san Nicola per avere salvato il Ducato di Lorena contro il duca di Borgogna Carlo il Temerario (morto durante la battaglia di Nancy il 5 gennaio 1477), il duca di Lorena Renato II ricostruisce la chiesa della città di Saint-Nicolas-de-Port. Una volta iniziati i lavori, nel 1481 essa diventerà una maestosa basilica di stile gotico fiammeggiante quasi grande come Notre-Dame di Parigi. Nel 1622 il duca Enrico II di Lorena ottiene dal Papa Gregorio XV (153-1623) l’erezione di una chiesa per i suoi sudditi che vivono a Roma. Questa bella chiesa barocca si trova vicino a Piazza Navona; è naturalmente dedicata al santo patrono della nazione lorenese e si chiama Chiesa di San Nicola dei Lorenesi. Più generalmente, in ogni città o villaggio in Lorena il 5 o 6 dicembre si tiene una parata in onore di San Nicola.

San Nicola visita le case la notte tra il 5 e il 6 dicembre, spesso accompagnato dal suo asino e regala dolci e caramelle ai bambini che cantano il famoso “lamento di San Nicola”. Nella parte di lingua tedesca della Lorena, San Nicola (Sankt Nikolaus) è accompagnato tradizionalmente dal suo assistente Rüpelz o Ruprecht (equivalente spauracchio).

Iconografia[modifica | modifica wikitesto]

Il suo emblema è il bastone pastorale (simbolo del vescovato) e tre sacchetti di monete (o anche tre palle d'oro) queste in relazione alla leggenda della dote concessa alle tre fanciulle. Nello stemma di Collescipoli (Terni) è rappresentato a cavallo con un fanciullo alle sue spalle. Negli affreschi dell'Abbazia di Novalesa (XI secolo), tra i primi conosciuti in occidente [6], porta il pastorale e indossa una casula blu e una raffinata stola a motivi geometrici. Tradizionalmente viene quindi rappresentato vestito da vescovo con mitra e pastorale. L'attuale rappresentazione in abito rosso bordato di bianco origina dal poema A Visit from St. Nicholas del 1821 di Clement C. Moore, che lo descrisse come un signore allegro e paffutello, contribuendo alla diffusione della figura mitica, folkloristica, di Babbo Natale.

Nella Chiesa ortodossa russa san Nicola è spesso la terza icona insieme a Cristo e a Maria col bambino nell'iconostasi delle chiese.

Patronati[modifica | modifica wikitesto]

Il santo oggi è patrono di marinai, pescatori, farmacisti, profumieri, bottai, bambini, ragazze da marito, scolari, avvocati, prostitute, nonché delle vittime di errori giudiziari.

È patrono inoltre dei mercanti e commercianti[7].

Comuni sotto il patronato di San Nicola[modifica | modifica wikitesto]

chiesa San Nicola di Munster (Lorena)

San Nicola è patrono di numerose località in Europa, tra le quali:

San Nicola probabilmente è il santo che vanta il maggior numero di patronati in Italia; è il protettore di numerose località italiane, tra le quali i seguenti comuni (272):

Il culto in Italia[modifica | modifica wikitesto]

In Italia il culto di san Nicola è radicato tanto nelle regioni meridionali quanto al nord.

In Venezia Giulia, in Carnia, in Cadore, in Agordino e in Trentino-Alto Adige, ma anche in altre località settentrionali come Lecco, è particolarmente sentita la vigilia della ricorrenza liturgica del 6 dicembre. La leggenda secondo la quale il santo regalò a tre bambini poveri tre mele rosse che nottetempo si tramutarono in oro si riflette nella tradizione che prevede che i bambini scrivano una letterina al santo e la lascino in casa: l'indomani, al posto della letterina, trovano una mela, dei mandarini, dei dolci e alcuni doni, oppure del carbone, per i più bricconcelli. In questa occasione a Trieste si canta la filastrocca:

La statua di San Nicola presente a Bari, esposta durante il giorno della festa del santo patrono in Piazza Ferrarese
« San Nicolò de Bari
xe la festa de i scolari
se i scolari no i ga festa
i ghe taierà la testa. »

Altrettanto radicato è il culto del santo nel Mezzogiorno: a Bari, oltre che il 6 dicembre, il santo è festeggiato dal 7 al 9 maggio, nella ricorrenza della traslazione delle ossa da Myra, quando un lungo corteo storico ripercorre gli eventi del 1086 e la statua del santo è condotta in processione su una barca e poi lasciata in piazza per il culto pubblico. In questa occasione, la città è raggiunta da numerosi pellegrini, provenienti tanto dalle altre regioni italiane (Abruzzo e Calabria, soprattutto) quanto dalla Russia e dagli altri Paesi ortodossi.

Statua di san Nicola custodita nella concattedrale di Palmi, di cui è patrono

A Cansano (AQ) si festeggia san Nicola due volte l'anno, il 26 giugno e il 6 dicembre, e per l'occasione si distribuisce il cosiddetto "pane di san Nicola". A Lettomanoppello (PE) i festeggiamenti sono a ottobre, in ricordo del salvataggio del paese dalle incursioni saracene quando gli abitanti, che imploravano la protezione del santo circondandone la statua esposta al culto sul sagrato della chiesa, apparvero agli invasori come un numeroso esercito e li misero così in fuga. A Vastogirardi (IS) i festeggiamenti vengono celebrati il 6 dicembre e il 3 luglio, il giorno dopo la rappresentazione Il volo dell'angelo.

A Gallo di Comiziano (NA) la festa del 6 dicembre è preceduta dai falò, attorno ai quali si balla e si intonano canti della tradizione. Anche a Gesualdo (AV) san Nicola viene festeggiato il 6 dicembre con la recita dell'atto di affidamento della città al santo.

San Nicola di Myra è venerato come patrono anche nell'eparchia di Lungro, di rito bizantino: nel paese di Lungro i tre giorni antecedenti il 6 dicembre sono contraddistinti dall'accensione dei falò, dalla distribuzione del pane benedetto e dalla processione della statua del santo. La tradizionale distribuzione del pane è presente anche a Cerzeto (CS), dove la festa patronale è il 9 maggio, ricorrenza della traslazione, mentre il 6 dicembre si tiene una fiera. La tradizione di Cardinale (CZ) vuole che durante lo spostamento di una statua del santo, i buoi che ne trainavano il carro furono impediti dal proseguire oltre: l'evento fu interpretato come la predilezione di san Nicola per quel paese.[8]

A Forino (AV), la statua di San Nicola è custodita nella chiesa della frazione Castello. Ogni anno l'ultimo giovedì di luglio (o il primo giovedì di agosto quando l'ultimo giovedì di luglio coincide con la festa di Sant'Anna della frazione Celzi) la statua viene portata nella chiesa dedicata a Santo Stefano a Forino. Il santo viene accolto in paese con falò che lo accompagnano lungo il percorso. Due domeniche dopo viene fatta la processione per le vie del paese per poi ritornare a Castello l'ultima domenica del settembre. Il 6 dicembre da Castello,come da tradizione, una carrozza trainata da un cavallo porta Babbo Natale per le vie del paese a distribuire caramelle ai bambini.

Il culto all'estero[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Babbo Natale.

In Europa (in particolare nei Paesi Bassi, in Francia, Belgio, Austria, Svizzera, Germania, Estonia e Repubblica Ceca) san Nicola è molto popolare. È anche il santo patrono della Lorena, della città di Amsterdam e della Russia[9]. Nei Paesi Bassi, in Belgio e in Lussemburgo, Sinterklaas (Kleeschen in lussemburghese) viene festeggiato due settimane prima del 5 dicembre, data in cui distribuisce i doni (il suo compleanno risulta essere il 6 dicembre). Il culto di san Nicola fu portato a Nuova Amsterdam (New York) dai coloni olandesi (è infatti il protettore della città di Amsterdam), sotto il nome di Sinterklaas, dando successivamente origine al mito nordamericano di Santa Claus, che in Italia è quindi diventato Babbo Natale.

Sinterklaas appare come personaggio in numerose storie a fumetti Disney di produzione olandese.[10]

Il mito di Babbo Natale ha le sue origini nella figura di San Nicola

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ http://www.rri.ro/arh-art.shtml?lang=8&sec=136&art=82322
  2. ^ Un'altra leggenda non fa riferimento alle figlie del ricco decaduto, ma narra che Nicola, già vescovo, resuscitò tre bambini che un macellaio malvagio aveva ucciso e messo sotto sale per venderne la carne.
  3. ^ Per questa ragione una coppia di buoi è rappresentata nelle statue ai lati del portale maggiore della Basilica di San Nicola.
  4. ^ Ci sono ossa di san Nicola anche a Venezia?
  5. ^ Le ricognizioni effettuate sulle reliquie a Bari nel 1956 e a Venezia nel 1992 hanno appurato che i resti appartengono alla stessa persona, e sono in quantità pari per i due luoghi, ponendo fine a una contesa secolare fra le due città, circa il possesso delle spoglie del santo (vedi)
  6. ^ S. Uggè, Fragmenta Novaliciensia: Abbazia di Novalesa Il museo archeologico, Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte e del Museo Antichità Egizie - Provincia di Torino - Centro Culturale Diocesano di Susa, Edizioni d'arte Marconi, Genova 2012, pagg. 28-29
  7. ^ Anche per questo la sua effigie figura nello stemma della Camera di Commercio di Bari.
  8. ^ Domenico Mammome, La terra di Cardinale
  9. ^ San Nicola patrono. URL consultato il 6 gennaio 2008.
  10. ^ Sinterklaas in INDUCKS.

e anche protettore di brucoli sicilia

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Enzo Minio, La festa di San Nicola a Ribera, Comune di Ribera, 1997.ISBN non esistente
  • Sebastiano Rizza, Il Santo venuto dal mare, http://digilander.libero.it/sicilia.cultura/ilsantovenutodalmare.pdf
  • Raffaela Tortorelli, Le fonti agiografiche su santa Marina di Antiochia e san Nicola di Myra e il culto dei due santi nel mezzogiorno d'Italia in Spolia. Journal of medieval studies

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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