Anzio

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Anzio
comune
Anzio – Stemma Anzio – Bandiera
Anzio – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Lazio Coat of Arms.svg Lazio
Provincia Provincia di Roma-Stemma.png Roma
Amministrazione
Sindaco Luciano Bruschini (PdL) dal 15/04/2008
Territorio
Coordinate 41°26′50″N 12°37′42″E / 41.447222°N 12.628333°E41.447222; 12.628333 (Anzio)Coordinate: 41°26′50″N 12°37′42″E / 41.447222°N 12.628333°E41.447222; 12.628333 (Anzio)
Altitudine m s.l.m.
Superficie 43,43 km²
Abitanti 50 789[1] (31.12.2012)
Densità 1 169,45 ab./km²
Frazioni Anzio Colonia, Cincinnato, Falasche, Lavinio Stazione, Lavinio Mare, Lido dei Gigli, Lido dei Pini, Lido delle Sirene, Marechiaro, Miglioramento, Villa Claudia
Comuni confinanti Aprilia (LT), Ardea, Nettuno
Altre informazioni
Cod. postale 00042
Prefisso 06
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 058007
Cod. catastale A323
Targa RM
Cl. sismica zona 3A (sismicità bassa)
Cl. climatica zona C, 1 243 GG[2]
Nome abitanti Anziati
Patrono sant'Antonio di Padova
Giorno festivo 13 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Anzio
Posizione del comune di Anzio nella provincia di Roma
Posizione del comune di Anzio nella provincia di Roma
Sito istituzionale

Anzio è un comune italiano di 50.789 abitanti della provincia di Roma nel Lazio. L'antica città di Anzio (in latino Antium (le attuali Anzio e Nettuno) fu per un lungo periodo capitale della popolazione dei Volsci, finché non venne assorbita nello stato romano.

La villa e le grotte di Nerone
I ruderi della Domus Neroniana
Le biblioteche nella Domus Neroniana
Il faro
Chiesa dei SS. Pio e Antonio

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Anzio si trova nell'Agro Romano, il cui limite meridionale è segnato dal fiume Astura, a 58 chilometri a sud di Roma, ed a 26 chilometri ad ovest da Latina. Il centro della città si sviluppa sull'omonimo promontorio, proteso sul Mar Tirreno.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Il clima di Anzio è tipicamente mediterraneo.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Anzio (città antica).

Età latino-volsca[modifica | modifica sorgente]

Nell'antichità Antium (le attuali Anzio e Nettuno), in origine città latina, fu per un lungo periodo capitale della popolazione dei Volsci, finché non venne assorbita nello stato romano.

Dunque, Antium comprendeva anche il territorio dell'odierna Nettuno[3]; infatti secondo gli storici, molti nobili romani avevano le loro ville nei pressi del fiume Loracina, oggi Loricina, presso il quale infatti sono stati trovati molti reperti[senza fonte]. Una parte importante della città di Antium si trovava forse sull'altura occupata oggi dalla Villa Bell'aspetto o Villa Borghese[4].

Altresì, una stampa relativa a Nettuno, nell'opera "Nova et accurata Italiae Hodiernae descriptio" edita dal cartografo Jodocus Hondius nel 1627, riporta Neptunium, Olim Antium ("Nettuno, una volta Antium")[5]; a Nettuno è attribuita la continuazione più diretta dell'antica Antium[6], di cui Anzio moderna è comunque erede, essendosi sviluppata da Nettuno tra il 1827 e il 1857[7].

Frequenti furono i combattimenti tra i Volsci e i Romani, soprattutto nel V secolo a.C., quando Antium era dei primi la capitale.

Ad Antium si ritirò in esilio Coriolano[8], dove fu accolto dal nobile anziate Attio Tullio, con il quale organizzò la strategia di sollevazione contro Roma, che tra il 489 a.C. e il 488 a.C., portò i Volsci ad arrivare al IV miglio della via Latina[9] Ad Antium fu ucciso Coriolano, mentre si apprestava a difendere il proprio operato al Foro[10].

Nel 484 a.C., nel territorio prospiciente la città, i Volsci sconfissero duramente in battaglia l'esercito romano, condotto da Lucio Emilio Mamercino, costringendolo ad una vergognosa fuga nottetempo.[11].

Nel 469 a.C. i Romani conquistarono e devastarono la città di Cenone, emporio e porto di Antium[12] e nel 468 a.C., dopo aver perso contro i Romani la battaglia di Antium, gli Anziati si arresero ai Romani, che lasciarono un presidio armato in città[13]. L'anno successivo Roma fondò una colonia nel territorio di Antium[14]. Nel 459 a.C. Roma, dopo aver conquistato Ardea e sottomesso i Rutuli, assediò nuovamente Antium, conquistandola, dopo che sia i Volsci, che i coloni romani, si erano ribellati al controllo di Roma[15][16].

Età romana[modifica | modifica sorgente]

La città ospitò Cicerone quando, tornato dall'esilio, vi riorganizzò i resti delle sue biblioteche, desiderando metterli in un posto sicuro. I romani più eminenti vi costruirono bellissime ville in riva al mare. Gli imperatori della dinastia Giulio-Claudia la visitavano frequentemente e Mecenate vi possedeva una villa. Ad Antium nacquero gli imperatori Caligola e Nerone. Quest'ultimo fondò una colonia di veterani in città e costruì un nuovo porto, le cui rovine sono tuttora esistenti.

Età medievale e moderna[modifica | modifica sorgente]

L'unico insediamento rimasto in epoca medioevale a perpetuare la storia dell'antica Antium (di cui si perse persino il nome, a favore di Nettuno, forse a memoria dell'antico tempio dedicato al Dio del mare, che doveva sorgere nell'odierno borgo medievale nettunese), altro non era che il quartiere più antico della civitas romana, ossia il detto borgo[17]. Nel 1348, non lontano dal centro abitato di Nettuno, venne combattuta, fra genovesi e veneziani, una celebre battaglia navale che si risolse con la vittoria di questi ultimi.

Alla fine del Cinquecento papa Clemente VIII diede disposizioni a mons. Bartolomeo Cesi di provvedere a salvaguardare lo scarso patrimonio edilizio della borgata. Un secolo più tardi, nell'ultimo decennio del Seicento, per volontà di Innocenzo XII venne ricostruito il porto che diede l'avvio a una notevole ripresa economica della zona, protrattasi durante tutto il XVIII secolo.

Età contemporanea[modifica | modifica sorgente]

Attorno alla metà dell'Ottocento, durante il pontificato di Pio IX, nacque l'attuale e moderna città di Anzio, che fino ad allora era stata poco più che una spiaggia su cui venivano tirate in secca le barche da pesca, grazie al riparo offerto dal Capo d'Anzio. Il villaggio di pescatori divenne una cittadina che nel 1856 si costituì, separandosi da Nettuno, in comune autonomo. Nel 1870 il territorio, seguendo le sorti dello Stato della Chiesa a cui apparteneva, venne definitivamente integrato nel Regno d'Italia.

Negli ultimi decenni dell'Ottocento e nei primi del Novecento, Anzio acquistò le connotazioni di un elegante centro balneare, meta di soggiorno di alcune note famiglie dell'aristocrazia e dell'alta borghesia romane. Risalgono a quel periodo alcuni villini e il Casino - detto "Il paradiso sul mare" - interessante edificio liberty di Cesare Bazzani completato nel 1924, attualmente proprietà del Comune. Fellini vi girò le scene del Grand Hotel di Rimini in Amarcord e Sordi alcuni interni di Polvere di stelle.

Il 17 novembre 1939 venne unita amministrativamente a Nettuno andando a formare l'agglomerazione di Nettunia[18], ma cinque anni e mezzo più tardi, il 3 maggio 1945, se ne separò[19].

Dal dopoguerra fino agli '70 il territorio di Anzio subisce una grande trasformazione urbanistica, con la creazione ex novo di interi quartieri nell'entroterra anziate.

Lo sbarco alleato[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sbarco di Anzio.

Anzio è conosciuta internazionalmente per essere stata teatro di una delle più celebri azioni della seconda guerra mondiale, lo sbarco che da lei prende il nome. Il giorno 22 gennaio 1944 gli eserciti alleati iniziarono a sbarcare su un'ampia fascia costiera[20].

Anzio e Nettuno rappresentarono tuttavia i perni di tutta l'operazione. Anzio fu il centro abitato che subì più danni. Oltre alle vittime civili, gran parte del patrimonio edilizio della città andò distrutto o semidistrutto, tra cui Palazzo Sinimberghi sito in piazza Pia con la facciata ricoperta di pitture in graffito di Luigi Fontana (pittore attivo a cavallo del XIX-XX secolo). Lo sbarco si protrasse anche nei giorni successivi ed ebbe termine solo il 31 gennaio, quando approdarono le ultime unità anglo-americane. In totale sbarcarono oltre centomila uomini con una gran quantità di materiale bellico.

I tedeschi, colti di sorpresa, iniziarono a reagire energicamente solo tre giorni dopo l'inizio dell'azione, quando si era già costituita una solida testa di ponte attorno ad Anzio, Nettuno e nelle zone limitrofe. Purtuttavia l'obiettivo di una rapida conquista della vicina capitale, che aveva spinto gli Alleati a progettare lo sbarco, non venne raggiunto. Roma, situata a soli cinquanta chilometri di distanza, o poco più, venne infatti liberata solo quattro mesi e mezzo più tardi, il 4 giugno 1944.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Medaglia d'oro al Merito Civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al Merito Civile
«Centro strategicamente importante del litorale tirreno, durante l'ultimo conflitto mondiale, fu teatro di violenti scontri fra gli opposti schieramenti, subendo devastanti bombardamenti e feroci rappresaglie che causarono la morte di numerosi concittadini, tra cui molti bambini, e la quasi totale distruzione dell'abitato e delle strutture portuali. La popolazione, costretta allo sfollamento e all'evacuazione nonché all'abbandono di tutti i beni personali, dovette trovare rifugio nei paesi vicini o in grotte improvvisate, tra stenti e dure sofferenze. I sopravvissuti seppero reagire, con dignità e coraggio, agli orrori della guerra e affrontare, col ritorno alla pace, la difficile opera di ricostruzione. Ammirevole esempio di spirito di sacrificio ed amor patrio.»
— Anzio, 1943-1944

[21]

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

Numerosi i resti di ville romane lungo tutta la costa: opere d'arte come la La Fanciulla di Anzio oggi al Museo Nazionale Romano, Il Gladiatore Borghese oggi al Louvre, e l'Apollo del Belvedere, conservato in Vaticano, furono tutte rinvenute in dimore patrizie dell'antica Antium.

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

  • Chiesa di S. Antonio
  • Chiesa di Santa Teresa

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

  • Villa Adele
  • Villa Albani
  • Villa Sarsina
  • Cimitero inglese

Siti archeologici[modifica | modifica sorgente]

Villa di Nerone

Non può tuttavia essere identificata con certezza, sebbene venga generalmente posta nei pressi del cosiddetto Arco Muto, dove tuttora si trovano le rovine di un teatro. La dimora dell'imperatore si estendeva sul Capo d'Anzio lungo una fascia costiera di circa ottocento metri e venne edificata sul sito di una precedente villa dove Augusto aveva ricevuto una delegazione da Roma per essere acclamato Pater Patriae. Nerone volle erigere una villa degna, per dimensioni e magnificenza, del suo status di imperatore. Dopo la morte di Nerone tutti i Cesari romani la utilizzarono fino alla Dinastia dei Severi. Del famoso tempio della Dea Fortuna, che molti storici studiosi del litorale laziale sostengono si trovi nell'attuale territorio di Nettuno, e citato da Orazio nelle Odi, non rimane traccia.

  • Teatro romano di Anzio

Aree naturali[modifica | modifica sorgente]

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[22]


Cultura[modifica | modifica sorgente]

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

Musei[modifica | modifica sorgente]

  • Museo dello sbarco di Anzio
  • Museo Civico Archeologico di Anzio

Persone legate ad Anzio[modifica | modifica sorgente]

Sono molte le persone legate ad Anzio moderna. Riguardo invece all'antica Antium, la sua storia è posta, sin dal VI secolo a.C., in relazione con la vicina Roma. La città antica può vantare due imperatori romani, Nerone e Caligola, oltre che a Coriolano, ucciso nel foro anziate.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Ferrovie e tranvie[modifica | modifica sorgente]

La stazione di Anzio sorge lungo la ferrovia Campoleone-Nettuno, servita dalle relazioni della società Trenitalia denominate FR8 nell'ambito del contratto di servizio stipulato con la Regione Lazio.

In passato la stazione sorgeva in un'area più vicina alla costa, sulla preesistente ferrovia litoranea proveniente da Albano Laziale, inaugurata il 26 marzo 1884 dalla Società Anonima per la Ferrovia Albano-Anzio Nettuno (FAAN), poi passata alle Ferrovie Secondarie Romane (FSR); la variante di tracciato realizzata più a monte fu attivata dalle Ferrovie dello Stato nel 1934.

Fra il 1910 e il 1930 gli spostamenti lungo la costa erano serviti inoltre dalla tranvia Anzio-Nettuno, sostituita da una filovia, a sua volta soppressa nel 1944.

Strade[modifica | modifica sorgente]

Anzio è collegata a Roma dalla via Nettunense (SR 207), dalla Ostia-Anzio (SP 601).

Porti[modifica | modifica sorgente]

Un servizio regolare di aliscafi della società Vetor la collega con l'isola di Ponza.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Tra il 1940 e il 1945 fu aggregato con Nettuno, al comune di Nettunia.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1995 1997 Stefano Bertollini Coalizione di Centro-destra Sindaco [23]
1997 1998 Renzo Mastracci Coalizione di Centro-sinistra Sindaco [24]
29 novembre 1998 13 aprile 2008 Candido De Angelis Alleanza Nazionale (AN) poi Il Popolo della Libertà (PDL) Sindaco [25][26]
14 aprile 2008 in carica Luciano Bruschini Il Popolo della Libertà (PDL) Sindaco [27][28]

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Anzio da tempo ha stretto relazioni di gemellaggio con le città di:

Rapporti di collaborazione e amicizia sono stati invece intrapresi con le cittadine di:

Sport[modifica | modifica sorgente]

Discipline sportive[modifica | modifica sorgente]

Atletica leggera
  • Molto attiva è anche l'Atletica Anzio che ha un nutrito gruppo di atleti impegnati nei campionati regionali e provinciali. In più l'Atletica Anzio organizza annualmente la "Corro Anch'io" una gara podistica di solidarietà a cui partecipano centinaia e centinaia di atleti e podisti.
Baseball
Calcio
Pallanuoto
  • La Pallanuoto Anzio è attualmente in serie A2 ma in passato ha giocato anche nella massima divisione.
Rugby
  • Due sono le squadre di rugby della città: Anzio Rugby e Neroniana Anzio rugby quest'ultima nell'anno sportivo 2010-2011 porterà il nome di Anzio, per la prima volta, nel campionato di serie B nazionale.
Tennis
  • La Polisportiva Anzio di tennis dal 12 ottobre parteciperà al campionato di serie A1.
Scherma
  • L'Anzioscherma, società sportiva schermistica

Personalità sportive legate ad Anzio[modifica | modifica sorgente]


Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Pietro Cappellari, Nettunia, una città fascista, Herald Editore, Roma 2011

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ ISTAT data warehouse
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Antonio Nibby, Analisi storico-topografico-antiquaria della carta de' Dintorni di Roma (3 voll.), Roma, Tipografia delle Belle Arti, 1849; Giuseppe Tomassetti, La Campagna romana antica, medioevale e moderna, a cura di L. Chiumenti e F. Bilancia, Firenze, Olschki, 1979-’80, vol II; Brandizzi Vittucci Paola, Antium. Anzio e Nettuno in epoca romana, Roma, Bardi Editore, 2000, ISBN 88-85699-83-9; Giuseppe Lugli, Saggio sulla topografia dell'antica Antium, Roma, RIASA 7 (1940), pp. 153-188.
  4. ^ Antonio Nibby, Analisi storico-topografico-antiquaria della carta de' Dintorni di Roma, Roma, Tipografia delle Belle Arti, 1849, Vol. I.
  5. ^ Jodocus Hondius, Nova et accurata Italiae hodiernae descriptio... illustrata a Judoco Hondio. Addita est Siciliae, Sardiniae, Corsicae et itinerariorum per Italiam brevis delineatio, Apud B. et A. Elsevir, Biblioteca pubblica di Lione, p. 164.
  6. ^ Giuseppe Tomassetti, Op. cit.
  7. ^ Giancarlo Baiocco et al., Nettuno. La sua storia, Pomezia, Arti grafiche s.r.l, 2010.
  8. ^ Plutarco, Vite parallele, 6. Gneo Marcio Coriolano e Alcibiade, XXII, 1
  9. ^ Dionigi di Alicarnasso, Antichità romane, VIII, 1-36.
  10. ^ Dionigi di Alicarnasso, Antichità romane, VIII, 58.
  11. ^ Dionigi di Alicarnasso, Antichità romane, VIII, 83-85.
  12. ^ Dionigi di Alicarnasso, Antichità romane, IX, 56.
  13. ^ Dionigi di Alicarnasso, Antichità romane, IX, 57-58.
  14. ^ Tito Livio, Ab Urbe Condita Libri, III, 1.
  15. ^ Tito Livio, Ab Urbe Condita Libri, Libro III, 22.
  16. ^ Dionigi di Alicarnasso, Antichità romane, X, 21.
  17. ^ Per la studiosa Paola Brandizzi Vittucci, accanto alla civitas tardo-antica di Antium (localizzata nel territorio dell'odierna Nettuno), sorgeva nel VI secolo d.C. il borgo fortificato, da cui deriva il Borgo medievale di Nettuno (Brandizzi Vittucci Paola, Op. cit).
  18. ^ Legge 27 novembre 1939, n. 1958
  19. ^ Decreto legislativo luogotenenziale 3 maggio 1945, n. 265, in materia di "Ricostituzione dei comuni di Anzio e Nettuno."
  20. ^ Alle ore 02:45 del 22 gennaio 1944 il VI Corpo d'armata statunitense, comandato del generale John Lucas, sbarcò nel porto mentre su un altro arenile chiamato Peter Beach, adiacente all'attuale località del Lido dei Gigli, pose piede (nonostante la presenza in zona di un campo minato) il 1º Battaglione The Loyal Regiment, il 2º Battaglione The North Staffordshire Regiment e il 6º Battaglione The Gordon Highlanders della 2ª Brigata di fanteria. La 2ª Brigata Servizi Speciali seguì subito dopo e poi, verso mezzogiorno, giunse il turno della 24ª Brigata Guardie, del 5º Battaglione The Grenadier Guards, del 1º Battaglione The Scots Guards e del I Battaglione The Irish Guards. La copertura aerea fu assicurata dai caccia del XXII ASCO statunitense che effettuarono 465 passaggi sulla testa di ponte e 165 altri passaggi a difesa del naviglio ormeggiato al largo per contrastare la reazione dei cacciabombardieri tedeschi che realizzarono infatti 6 incursioni articolate in un centinaio di azioni. Il porto della città iniziò inoltre ad essere bombardato dai tedeschi mediante un potente cannone situato nella Galleria di Ciampino, a circa 30 km di distanza in linea d'aria.
  21. ^ Onorificenza della Presidenza della Repubblica
  22. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.
  23. ^ Risultati delle elezioni amministrative del 23 maggio 1995, Ministero dell'Interno
  24. ^ Risultati delle elezioni amministrative del 27 aprile 1997, Ministero dell'Interno
  25. ^ Risultati delle elezioni amministrative del 29 novembre 1998, Ministero dell'Interno
  26. ^ delle elezioni amministrative del 25 maggio 2003, Ministero dell'Interno
  27. ^ Risultati delle elezioni amministrative del 13 aprile 2008
  28. ^ Risultati delle elezioni amministrative del 27 maggio 2013

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]