Totò le Mokò

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Totò le Mokò

Titolo originale: Totò le Mokò
Lingua originale: {{{linguaoriginale}}}
Paese: Italia
Anno: 1949
Durata: 90'
Colore: B/N
Audio: sonoro
Rapporto: {{{ratio}}}
Genere: commedia/comico
Regia: Carlo Ludovico Bragaglia
Soggetto: Arduino Maiuri
Sceneggiatura: Furio Scarpelli, Sandro Continenza, Vittorio Metz
Produttore: Raffaele Colamonici per Forum Film, Roma
Produttore esecutivo: {{{produttoreesecutivo}}}
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Distribuzione (Italia): {{{distribuzioneitalia}}}
Storyboard: {{{nomestoryboard}}}
Art director: {{{nomeartdirector}}}
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Animatori: {{{nomeanimatore}}}
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Episodi:
Fotografia: Sergio Pesce
Montaggio: Mario Sansoni
Effetti speciali:
Musiche: Edoardo Micucci
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Scenografia: Alberto Boccianti
Costumi:
Trucco:
Sfondi: {{{nomesfondo}}}
Sequel: {{{nomesequel}}}
Si invita a seguire le linee guida del Progetto Film


Totò le Mokò è un film del 1949, diretto da Carlo Ludovico Bragaglia.

Indice

[modifica] Trama

La storia è ambientata della Casbah di Algeri: Antonio Lumaconi detto Totò è un musicista napoletano, cugino del famoso bandito Pepè Le Mokò che muore in una sparatoria; essendo il parente più stretto ancora in vita del furfante, gli giunge così l'offerta di "dirigere" la sua banda.

Antonio pensa di poter finalmente coronare il suo sogno di musicista e felice parte per la Casbah, dove si accorge però di essere divenuto il capo di una banda di delinquenti. Con una serie di equivoci si scontra subito con la nuova realtà e grazie ad una misteriosa crema, datagli da Suleima, la donna di Pepè, acquista forza e fiducia, diventando invincibile.

Si innamora così di Viviana (Gianna Maria Canale), una straniera di passaggio e questo provoca la gelosia irrefrenabile di Suleima che pratica delle magie su di lui ed in una notte gli taglia i capelli da cui riceveva la forza misteriosa. Pepè, che si era finto morto, ritorna e lo sfida ad un duello che Antonio vincerà sgominando la banda: con i soldi della taglia ritorna a Napoli e a dirigere una vera banda musicale.

[modifica] Commento

Il film è forse uno dei più divertenti del primo Totò. Pieno di gag, battute, equivoci, giochi di parole, rapido nei tempi e vivace. Totò è un vero fiume in piena.

La Casbah Algerina ricorda molto da vicino i vicoli di Napoli e delle tante città di mare.

La pellicola cita indubbiamente il famoso film Pepè Le Moko Il bandito della Casbah del 1937 di Julien Duvivier con protagonista Jean Gabin.

Non ne fa un remake comico, ma una cosa diversa e la citazione, ancorché ironica, è rispettosa per un grande film, come quello di Duvivier.

Nel film Totò canta anche una sua famosa canzone: La mazurka di Totò, piena di una struggente bellezza delle parole.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni


Totò (1898 - 1967)
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