Letto a tre piazze

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Letto a tre piazze
Letto a tre piazze4.jpg
Una scena del film
Titolo originale Letto a tre piazze
Paese di produzione Italia
Anno 1960
Durata 105 min
Colore B/N
Audio sonoro
Genere commedia, comico
Regia Steno
Soggetto Lucio Fulci, Bruno Baratti, Vittorio Vighi
Sceneggiatura Alessandro Continenza, Steno, Lucio Fulci, Bruno Baratti, Vittorio Vighi
Fotografia Alvaro Mancori
Montaggio Giuliana Attenni
Musiche Carlo Rustichelli
Scenografia Ottavio Scotti
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Letto a tre piazze è un film del 1960 diretto da Steno e interpretato da Totò e Peppino.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Roma, inizio degli anni sessanta. Giuseppe Castagnano, stimato professore di lettere, è felicemente sposato con Amalia da dieci anni e proprio durante i festeggiamenti dell'anniversario riappare Antonio, il primo marito di Amalia, disperso in Russia durante la guerra e ormai creduto morto. Dopo un tentativo di un'assurda vita coniugale a tre, la situazione fa precipitare il solido rapporto tra Peppino e Amalia: così i due mariti, su consiglio anche di Don Ignazio, parroco di fiducia di Amalia, sono costretti a convincere la donna che la situazione può essere risolta solo se lei effettuerà una scelta in favore di uno dei due.

Comincia pertanto una divertente "sfida" tra i due mariti che cercano di screditarsi a vicenda al fine di convincere Amalia che l'altro marito è un fedifrago e poco di buono. Alla fine Amalia, disperata per i continui litigi tra Antonio e Peppino, decide di andare in crociera alle Canarie con l'avvocato Vacchi, da sempre innamorato di Amalia. Antonio e Peppino cercano di raggiungerla, ma il loro aereo precipita e i due vengono considerati dispersi. Sette anni dopo si ripresentano, vivi e vegeti, il giorno dell'anniversario di matrimonio di Amalia con il suo ex-avvocato e nuovo marito.

Doppiaggio[modifica | modifica wikitesto]

Nadia Gray viene doppiata da Rosetta Calavetta; tuttavia in alcune parti il doppiaggio sparisce e Nadia Gray recita con la sua voce.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Per la seconda volta dopo il film I tartassati viene riproposto il personaggio del prete Don Ignazio interpretato da Cesare Fantoni.
  • Quando Totò nel film dice a Peppino De Filippo nella scena ambientata sulla neve di aver legato la fune al masso chiamandolo un bel "Massone" qualcuno sostiene che abbia cosi fatto un saluto in codice ai fratelli della sua loggia Massonica.

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