Il trapianto

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Il trapianto
Titolo originale Il trapianto
Lingua originale Italiano
Paese di produzione Italia
Anno 1970
Durata 104 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere commedia
Regia Steno
Soggetto Nino Longobardi
Sceneggiatura Raimondo Vianello, Renzo Tarabusi, Stefano Strucchi, Steno, Giulio Scarnicci
Produttore Angelo Rizzoli
Casa di produzione Rizzoli Film (Roma) - Producciones Dia (Madrid)
Distribuzione (Italia) Cineriz
Fotografia Carlo Carlini
Montaggio Marcello Malvestito
Musiche Gregorio Garcia Segura
Scenografia Alberto Boccianti
Costumi Renato Beer
Interpreti e personaggi

Il trapianto è un film del 1970 diretto da Steno.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Un anziano e ricco imprenditore sposato da poco con un avvenente ragazza è impossibilitato a consumare il matrimonio a causa della senilità; a tal proposito si rivolge a una clinica specializzata nei trapianti per riuscire a trovargli un buon donatore che sia disposto a dargli il proprio organo sessuale per riuscire a ottenere la virilità perduta.

L'anziano è disposto a pagare il donatore con una lauto compenso; dopo alcune selezioni, gli uomini che possiedono i requisiti sono tre: un bifolco veneto che è famoso per aver abusato di diverse contadine, Dario, un padre di famiglia con numerosa prole e un barone siciliano, quest'ultimo noto per aver approfittato sessualmente di diverse donne sposate.

In realtà, nessuno di loro si è presentato spontaneamente, ma sono stati costretti a candidarsi perché ritenuti dai rispettivi familiari o conoscenti sessualmente "focosi"; infatti due di loro, durante uno dei test, arrivano addirittura a sperare di non venire neppure selezionati dai medici.

Quando il bifolco fugge perché resosi conto del rischio di sterilità permanente, i due pazienti rimasti sono Dario e il barone; però alla fine verrà scelto Dario in quanto ritenuto più idoneo.

Il barone intanto per evitare problemi con i conoscenti, ottiene dai medici un documento di giustifica in cui viene spiegato il motivo per il quale è stato scartato dalla selezione; una volta tornato in Sicilia però scopre che i giornali hanno pubblicato la notizia della scelta di un italiano per il trapianto.

La cittadinanza e tutti i conoscenti del barone sono convinti quindi che sia stato proprio lui a sottoporsi all'intervento, e a tal proposito quest'ultimo decide di approfittare dell'occasione per nascondere al meglio le insidie nei confronti delle mogli dei suoi compaesani.

Quando viene scoperto, il barone verrà rispedito nuovamente nella clinica per un successivo intervento di espianto e il richiedente questa volta è proprio Dario che pentito della sua scelta, intende "acquistare" l'organo sessuale del barone a metà del prezzo, rispetto all'offerta dell'anziano imprenditore.

Il film si conclude con un dialogo tra Dario e il barone che si avviano verso la sala operatoria; in quel breve arco di tempo, il barone, rassegnato, chiede il perché dell'improvvisa "svalutazione" dell'organo e Dario, spiega che l'intervento in questione è di moda e che molto presto anche lui potrà ottenere, un organo sessuale sostitutivo a un prezzo ancora più scontato.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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