Il trapianto

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Il trapianto
Titolo originale Il trapianto
Lingua originale Italiano
Paese di produzione Italia
Anno 1970
Durata 104 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere commedia
Regia Steno
Soggetto Nino Longobardi
Sceneggiatura Raimondo Vianello, Renzo Tarabusi, Stefano Strucchi, Steno, Giulio Scarnicci
Produttore Angelo Rizzoli
Casa di produzione Rizzoli Film (Roma) - Producciones Dia (Madrid)
Distribuzione (Italia) Cineriz
Fotografia Carlo Carlini
Montaggio Marcello Malvestito
Musiche Gregorio Garcia Segura
Scenografia Alberto Boccianti
Costumi Renato Beer
Interpreti e personaggi

Il trapianto è un film diretto da Steno; la pellicola è stata distribuita il 6 marzo 1970.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Un anziano e ricco imprenditore sposato da poco con un avvenente ragazza è impossibilitato a consumare il matrimonio a causa della senilità; a tal proposito si rivolge alla clinica Weiss-Kreuz di Küsnacht, vicino a Zurigo, specializzata in trapianti, per riuscire a trovargli un buon donatore che sia disposto a dargli il proprio organo sessuale per riuscire a ottenere la virilità perduta. L'anziano è disposto a pagare il donatore 1 miliardo di Lire.

Dopo alcune selezioni, gli uomini che possiedono i requisiti sono tre: Rocco Brustolon, un boscaiolo veneto; Dario Barbieri, un padre di famiglia con quattordici figli; il barone di Filaruta, nobile siciliano decaduto e pieno di debiti.

Dopo alcuni test Rocco, che inizialmente non aveva ben compreso le conseguenze dell'intervento, risulta il più idoneo ma fugge perché si è reso conto che resterà evirato. Alla fine sarà scelto Dario.

Il barone, per evitare il disonore, ottiene dai medici un documento di giustifica in cui viene spiegato il motivo per il quale è stato scartato dalla selezione; tornato in Sicilia però scopre che i giornali hanno pubblicato la notizia della scelta di un italiano per il trapianto.

La cittadinanza e tutti i conoscenti del barone sono convinti quindi che sia stato proprio lui a sottoporsi all'intervento; quest'ultimo decide di approfittare dell'occasione per nascondere meglio le insidie nei confronti delle mogli dei suoi compaesani.

Quando viene scoperto, il barone, su ordine del boss mafioso don Calogero, sarà rispedito nuovamente alla clinica per un successivo intervento di espianto che gli consentirà di incassare il denaro necessario a saldare i creditori. Il ricevente questa volta è proprio Dario che, pentito della sua scelta, intende "acquistare" l'organo sessuale del barone al prezzo di 300 milioni di Lire.

Il film si conclude con un dialogo tra Dario e il barone che si avviano verso la sala operatoria; in quel breve arco di tempo, il barone, rassegnato, chiede il motivo dell'improvvisa "svalutazione" dell'organo. Dario spiega che l'intervento è molto richiesto e che presto anche lui potrà ottenere un organo sessuale sostitutivo a un prezzo ancora più scontato.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

cinema Portale Cinema: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di cinema