I due colonnelli

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I due colonnelli
I colonnelli Henderson e Di Maggio (Walter Pidgeon e Totò)
I colonnelli Henderson e Di Maggio (Walter Pidgeon e Totò)
Titolo originale I due colonnelli
Paese di produzione Italia
Anno 1962
Durata 96 min
Colore B/N
Audio sonoro
Genere comico
Regia Steno
Soggetto Giovanni Grimaldi, Bruno Corbucci
Sceneggiatura Giovanni Grimaldi, Bruno Corbucci
Produttore Gianni Buffardi
Fotografia Tino Santoni
Montaggio Giuliana Attenni
Musiche Gianni Ferrio
Scenografia Giorgio Giovannini
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

I due colonnelli è una commedia del 1962 diretta dal regista Steno. Il titolo fa riferimento al film dell'anno precedente, I due marescialli, di cui il celebre attore napoletano Totò era stato protagonista assieme a Vittorio De Sica.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Il film è ambientato a Montegreco, paese al confine tra la Grecia e l'Albania, teatro di numerosi scontri tra le truppe italiane e quelle britanniche. Nell'estate del 1943 le truppe anglosassoni, guidate dal colonnello Henderson, occupano per la trentesima volta il paese e lo governano secondo criteri democratici: inoltre lo stesso colonnello si accasa nell'abitazione di Iride, donna giovane e procace che diventa la sua amante. Nella stessa abitazione, in cui abita anche Penelope (l'anziana madre della ragazza), il comandante delle truppe inglesi stabilisce il proprio quartier generale. Il 23 luglio Henderson, maldestramente consigliato dai suoi collaboratori, abbandona la città ed ordina una ritirata strategica perché ritiene preponderanti le forze italiane, quando esse attaccano per l'ennesima volta il paese

In realtà il battaglione degli italiani è una truppa sgangherata senza viveri e con pochissime munizioni a disposizione (150 pallottole in tutto rimaste, dirà il colonnello Di Maggio, durante il primo attacco italiano, che si ridurranno a poco più di 50 al momento del contrattacco degli inglesi, e ad una trentina circa, verso la fine del film), in cui il severissimo colonnello Antonio Di Maggio comanda tutti a bacchetta. Una volta entrato trionfalmente in città, Di Maggio instaura un regime dispotico e crudele (rastrellamenti e taglio di barba e capelli e giri del paese di corsa a coloro i quali hanno collaborato con gli inglesi) ma anch'egli si invaghisce di Iride, andando a risiedere da lei.

La giovane ed avvenente fanciulla, spalleggiata dalla madre Penelope, riesce ad essere amante di entrambi i colonnelli e, per di più riesce ad ospitarli alternativamente nella sua casa (significativa la scena in cui Penelope dopo la fuga del colonnello inglese e in attesa dell'arrivo di quello italiano gira i ritratti di re Giorgio VI e Churchill, rivelando nel retro di questi i ritratti di Vittorio Emanuele III e Mussolini). Il giorno seguente un soldato italiano cattura casualmente Henderson, che aveva tentato di entrare nella dimora di Iride per recuperare la sua amatissima pipa: Di Maggio lo tiene di conseguenza come suo prigioniero e tenta di trattarlo in maniera non consona al suo grado di ufficiale, violando apertamente la convenzione di Ginevra; cerca inoltre di provocarlo utilizzando un modo di fare che si rifà al comportamento ed alle movenze di Benito Mussolini (tra l'altro definisce l'Inghilterra come una piccola isoletta di pescatori da trasformare in colonia marittima per i figli della lupa).

Il suo atteggiamento astioso comunque si mitigherà leggermente quando scoprirà che il sergente maggiore Quaglia, suo sottufficiale, che era stato loro prigioniero ed al ritorno aveva narrato di duri maltrattamenti, era stato invece trattato benissimo dagli inglesi, ed aveva addirittura rubato la loro riserva alcolica, fuggendo ubriaco. Il 25 luglio al comando italiano arriva via radio lo sconvolgente annuncio: il Duce si è dimesso ed il sovrano ha affidato il governo al maresciallo Pietro Badoglio, che ha dato ordine di proseguire il conflitto a fianco dell'alleato germanico. Poco dopo, a seguito di leggeri scontri a fuoco, gli inglesi riconquistano Montegreco e stavolta è Di Maggio, che si era attardato per cercare di portare via il prezioso prigioniero, ad essere ostaggio di Henderson.

I due, divenuti a loro modo amici, scoprono che Iride è sposata, che nasconde il marito in un rifugio ricavato nel pavimento, e che in realtà non si era mai concessa sessualmente a loro: approfittando dell'oscurità era sempre stata la madre ad entrare nel letto dei due militari. Offesi, essi si recano nel nuovo quartier generale britannico in cui si ubriacano insieme ricordando amori passati e canzoni italiane; tra l'altro Henderson salva la vita al collega, vietando alla popolazione locale di linciare pubblicamente il colonnello Di Maggio: impossibilitato a trattenere i paesani, l'ufficiale inglese favorisce la fuga dell'ufficiale italiano, consegnandogli i suoi abiti e addirittura l'amata pipa. Travestito da ufficiale inglese, Di Maggio torna tra le sue fila (rischiando, tra l'altro, di venire quasi ucciso dai suoi soldati, che, visto il suo abbigliamento, lo scambiano per il comandante nemico).

Totò e Nino Taranto (nel film il sergente maggiore Quaglia)
Il celebre dialogo tra il maggiore Kruger ed il colonnello Di Maggio: "Badate colonnello, io ho carta bianca", afferma solenne il tedesco; "E ci si pulisca il culo!" è la pronta replica dell'italiano.

Venuto a conoscenza delle difficoltà militari italiane a contrastare il battaglione inglese, l'esercito tedesco, che ancora è formalmente schierato al fianco degli italiani, invia il maggiore Kruger, insieme con una fornitura di potenti e moderni mortai da guerra (i mortai loro, e di tutta la famiglia tedesca, come li chiama Totò). L'ufficiale tedesco, tuttavia, tratta tutti gli italiani, ed in particolare il colonnello, con cattiveria e sufficienza. Di Maggio, inizialmente affascinato dall'efficienza germanica, benché conscio del cinismo del sistema nazista, in seguito, si ribella apertamente all'ordine dell'alleato di bombardare il paese per stanare gli inglesi (ciò avrebbe comportato la morte dei civili, soprattutto donne e bambini) e viene condannato a morte per insubordinazione da una corte marziale tedesca, giunta in paese con una piccola e ben armata pattuglia.

Di Maggio viene condotto sul luogo dell'esecuzione, e per sfregio l'ufficiale tedesco responsabile ordina agli stessi soldati italiani di sparargli. Quaglia si rifiuta di dare l'ordine al plotone, Di Maggio, per onor d'uniforme e per salvare la vita ai soldati, chiede di poter comandare lui stesso il plotone d'esecuzione, ma i soldati si rifiutano di sparare e gettano i fucili. Tutti i soldati italiani, compreso Quaglia, vengono allora allineati a fianco al loro colonnello per esser anche loro fucilati, ma quel giorno è l'8 settembre, il giorno in cui fu dato l'annuncio dell'armistizio di Cassibile, ed un attimo prima che i tedeschi sparino arrivano gli inglesi, armi in pugno, a salvarli. Dato l'armistizio, Italia e Gran Bretagna sono ora forze alleate e quindi i due colonnelli Di Maggio ed Henderson possono continuare la guerra insieme, finalmente da alleati.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Nel celebre dialogo tra il maggiore Kruger ed il colonnello Di Maggio Totò pronuncia l'unica parolaccia di tutta la sua carriera cinematografica e la prima nel cinema italiano.

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