Un americano a Roma
| « Maccarone, m'hai provocato e io ti distruggo adesso, maccarone! Io me te magno...! » |
| (Nando Mericoni[1]) |
Un americano a Roma è un film del 1954 diretto da Steno e interpretato da Alberto Sordi.
Oltre l'aspetto comico, il film è una penetrante satira di costume dell'Italia del dopoguerra, evidenziando brillantemente il mito esterofilo dell'America, terra agognata e sospirata, di cui si conoscevano abiti e abitudini solo attraverso il cinema, i fumetti, le riviste.
Indice |
Trama [modifica]
Italia anni Cinquanta. L'immagine di grandezza ed opulenza, portata dall'arrivo delle truppe americane nel 1944, è ancora viva nella mente di molti giovani italiani. Uno di questi è Ferdinando Mericoni (Alberto Sordi) detto "Nando" (ma autosoprannominatosi Santi Bailor), eterno sognatore ad occhi aperti, conoscitore del mondo americano attraverso il cinema statunitense di cui è fervente cultore. Convinto di un futuro al di là dell'Atlantico, Nando trasferisce la sua fissazione a Roma, americanizzando la propria vita a suon d'imitazioni di ogni genere e tentando di ricreare un'ambientazione hollywoodiana nella sua camera, coinvolgendo nelle sue bizzarrie molti malcapitati, in particolare i genitori, ormai disperati, e la fidanzata Elvira (Maria Pia Casilio), che lo ama nonostante tutto probabilmente divertita dal suo modo di fare.
Nando gira con un bracciale di cuoio borchiato, cinturone da cowboy, maglietta bianca attillata dentro i jeans a tubo e berretto da baseball, chiama in pseudo-americano i suoi familiari (Elvy, papi, mami) ma soprattutto vive ogni situazione quotidiana come se fosse la scena di un film americano di cui lui è il protagonista. Nando naturalmente ignora l'inglese, ma è convinto di esserne padrone con le sue buffe frasi passate alla storia del cinema: Polizia der Kansas City... orait orait... awanagana... a[2]
Dopo varie disavventure - raccontate in retrospettiva dai personaggi a lui vicini - che puntualmente lo frustrano nei suoi intenti, ricorre ad un gesto estremo prendendo spunto da un celebre film dell'epoca, La 14ª ora di Henry Hathaway[3]. Così decide di salire sul Colosseo minacciando di uccidersi se qualcuno non l'aiuterà a partire per l'America. Dopo ore interminabili in cima al monumento, per Nando sembra concretizzarsi il sogno quando fa la sua comparsa l'ambasciatore americano, che per farlo scendere gli promette un viaggio ed un lavoro negli Stati Uniti. Ma l'ambasciatore è proprio una delle sue "vittime": si è rotto una gamba dopo essere finito con la sua automobile in un burrone per un'indicazione sbagliata.
| « Nun annà a destra perché c'è er burone daa Maranella, o'right? o'right! » |
| (Nando) |
Quando finalmente Nando scende, l'ambasciatore lo riconosce e lo aggredisce furiosamente, per vendicarsi dell'incidente. Per Nando ricoverato in ospedale è la fine del sogno, ma in cuor suo resta un irriducibile Americano a Roma.
Curiosità [modifica]
Apparizione di una giovanissima Ursula Andress e dell'aiuto regista Lucio Fulci, quest'ultimo nella scena del party in casa di americani, dove Nando commenta salacemente la sua pettinatura. Nella susseguente gazzarra sui tetti di via Margutta, vi sono personaggi allusivi al presentatore italo americano Mike Bongiorno, all'attrice svedese Ingrid Bergman e l'allora marito, il regista Roberto Rossellini.
Il film è stato selezionato tra i 100 film italiani da salvare[4].
Il protagonista Nando Mericoni [modifica]
Nando Mericoni viene ripreso dopo il travolgente ed inaspettato successo con l'apparizione nel film Un giorno in pretura, anche qui frustrato da una fantomatica malattia che gli avrebbe impedito l'emigrazione. Mericoni ricompare nel 1975 nel film a episodi Di che segno sei?, guardia del corpo fanatico quanto inetto.
Frasi celebri [modifica]
Durante gli scavi di una trincea, rivolgendosi ad un militare tedesco paffutello che lo redarguiva, gli dice: Cornutaccio vero!!! ormai è assodato.
Durante la rappresentazione teatrale nel quale imita Gene Kelly, rivolgendosi a uno spettatore che gli faceva un pernacchio gli dice: «Ormai hai ventun anni, è ora che tu sappia di chi sei figlio!!!»
Dopo l'uscita dal cinema dove aveva visto le gesta di Opalong Cassidy, Nando è alle prese con il "Gatto Mammone", quando viene sorpreso da una guardia notturna nell'atto di sparare con il dito indice a imitare la pistola e gli dice: «Sono scariche e poi sono consentite dalla legge.»
Manifesti e locandine [modifica]
La realizzazione dei manifesti e delle locandine, per l'Italia, fu affidata al pittore cartellonista Sandro Simeoni.
Note [modifica]
- ^ La famosa scena dei "Maccheroni" è stata girata con un solo ciak (Alberto Sordi in un'intervista)
- ^ Alberto Sordi ricevette la cittadinanza onoraria dalla città di Kansas City, che nel film descrive come una città magnifica dove vorrebbe andare a vivere (confronta http://www.albertosordi.it/biografia.php, anno 1955).
- ^ La locandina del film La 14ª ora, cui fa riferimento la trama, si vede in una scena del film.
- ^ Rete degli Spettatori
Altri progetti [modifica]
Wikiquote contiene citazioni di o su Un americano a Roma
Collegamenti esterni [modifica]
- (EN) Scheda su Un americano a Roma dell'Internet Movie Database
- Scheda su Un americano a Roma della Rivista del Cinematografo
- Scheda su Un americano a Roma di MYmovies