Un americano a Roma

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« Maccarone, m'hai provocato e io ti distruggo adesso, maccarone! Io me te magno...! »
(Nando Mericoni[1] )
Un americano a Roma
Un americano a Roma - maccheroni.jpg
La scena più celebre del film
Paese Italia
Anno 1954
Durata 85 min
Colore B/N
Audio sonoro
Genere commedia/comico
Regia Stefano Vanzina
Soggetto Alessandro Continenza, Lucio Fulci, Ettore Scola, Alberto Sordi, Stefano Vanzina
Sceneggiatura Alessandro Continenza, Lucio Fulci, Ettore Scola, Alberto Sordi, Stefano Vanzina
Produttore Carlo Ponti, Dino De Laurentiis
Casa di produzione Excelsa Film, Ponti - De Laurentiis
Distribuzione (Italia) Minerva Film
Fotografia Carlo Montuori
Montaggio Giuliana Attenni
Musiche Angelo Francesco Lavagnino
Scenografia Piero Filippone
Interpreti e personaggi

Un americano a Roma è un film del 1954 diretto da Stefano Vanzina.

Oltre l'aspetto comico, il film è una penetrante satira di costume dell'Italia del dopoguerra, evidenziando brillantemente il mito esterofilo dell'America, terra agognata e sospirata, di cui si conoscevano abiti e abitudini solo attraverso il cinema, i fumetti, le riviste.

Indice

[modifica] Trama

Italia anni 'Cinquanta. L'immagine di grandezza ed opulenza, portata dall'arrivo delle truppe americane nel 1944, è ancora presente in molti giovani italiani. Uno di questi è Ferdinando Mericoni (Alberto Sordi) detto "Nando" (ma autosoprannominatosi Santi Bailor), eterno giovanotto e sognatore ad occhi aperti, conoscitore del mondo americano attraverso il cinema statunitense cui è fervente cultore. Convinto di un futuro al di là dell'Atlantico, Nando trasferisce la sua fissazione a Roma, americanizzando la propria vita a suon d'imitazioni di ogni genere e tentando di ricreare un'ambientazione hollywoodiana nella sua camera, coinvolgendo nelle sue bizzarrie molti malcapitati, in particolare i genitori, ormai disperati, e la fidanzata Elvira (Maria Pia Casilio), che lo ama nonostante tutto probabilmente divertita dal suo modo di fare.

Nando gira con un bracciale di cuoio borchiato, cinturone da mandriano, maglietta bianca attillata dentro i jeans a tubo e berretto da baseball, chiama in Americano i suoi affetti (Elvy, papi, mami) ma soprattutto porta a vivere ogni situazione quotidiana come se fosse la scena di un film americano in cui lui è il protagonista. Nando naturalmente ignora l'Inglese, convinto di esserne padrone con i suoi buffi fraseggi passati alla storia del cinema: Kansas City Police... orait orait... awanagana... accicammawèh...![2]

Dopo varie disavventure -raccontate in retrospezione dai personaggi a lui vicini - che puntualmente lo frustrano nei suoi intenti, ricorre ad un gesto estremo prendendo spunto da un celebre film dell'epoca, La 14ª ora di Henry Hathaway,[3] così decide di salire in cima al Colosseo minacciando di uccidersi se qualcuno non l'aiuterà a partire per gli Stati Uniti. Dopo ore interminabili in cima al monumento, per Nando sembrano concretizzarsi il suo agognato sogno facendo la sua comparsa l'ambasciatore americano, una delle sue "vittime", finito con la sua automobile in un burrone per un'indicazione sbagliata.

« Devi annà a sinistra o'right ? o'right ? »
(Nando)

Il legato gli promette un viaggio ed un lavoro negli Stati Uniti convincendolo a scendere ma una volta incontratisi lo aggredisce furiosamente.

Non è importante sapere se l'uomo fosse in buona fede od abbia colto l'occasione per vendicarsi dell'incidente costatogli la frattura di una gamba. Per Nando ricoverato in ospedale è la fine dei suoi sogni e la speranza per i suoi affetti ma in cuor suo resta un irriducibile americano a Roma.

[modifica] Curiosità

Apparizione di una giovanissima Ursula Andress e dell'aiuto regista Lucio Fulci, quest'ultimo nella scena del party in casa di americani, dove Nando commenta salacemente la sua pettinatura. Nella susseguente gazzarra sui tetti di via Margutta, vi sono personaggi allusivi al presentatore italo americano Mike Bongiorno, all'attrice svedese Ingrid Bergman e l'allora marito, il regista Roberto Rossellini.

[modifica] Il protagonista Nando Mericoni

Nando Mericoni viene ripreso dopo il travolgente ed inaspettato successo con l'apparizione nel film Un giorno in pretura, anche qui frustrato da una fantomatica malattia che gli avrebbe impedito l'emigrazione. Mericoni ricompare nel 1975 nel film a episodi Di che segno sei?, guardia del corpo fanatico quanto inetto.

[modifica] Frasi celebri

Durante gli scavi di una trincea, rivolgendosi ad un militare tedesco paffutello che lo redarguiva, gli dice: Cornutaccio vero!!! ormai è assodato.

Durante la rappresentazione teatrale nel quale imita Gene Kelly, rivolgendosi a uno spettatore che gli faceva un pernacchio gli dice: «Ormai hai ventun anni, è ora che tu sappia di chi sei figlio!!!»

Dopo l'uscita dal cinema dove aveva visto le gesta di Opalong Cassidy, Nando è alle prese con il "Gatto Mammone", quando viene sorpreso da una guardia notturna nell'atto di sparare con il dito indice a imitare la pistola e gli dice: «Sono scariche e poi sono consentite dalla legge.»

[modifica] Manifesti e locandine

La realizzazione dei manifesti e delle locandine, per l'Italia, fu affidata al pittore cartellonista Sandro Simeoni.

[modifica] Note

  1. ^ La famosa scena dei "Maccheroni" è stata girata con un solo ciak (Alberto Sordi in un'intervista)
  2. ^ Alberto Sordi ricevette la cittadinanza onoraria dalla città di Kansas City, che nel film descrive come una città magnifica dove vorrebbe andare a vivere.[senza fonte]
  3. ^ La locandina del film La 14ª ora, cui fa riferimento la trama, si vede in una scena del film.

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