Mani di fata

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Mani di fata
Mani di fata.JPG
I coniugi Ferrini (Eleonora Giorgi e Renato Pozzetto)
Lingua originale Italiano
Paese di produzione Italia
Anno 1983
Durata 92 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere commedia
Regia Steno
Soggetto Laura Toscano, Carlo Vanzina, Franco Marotta
Sceneggiatura Enrico Vanzina, Steno, Neri Parenti, Renato Pozzetto
Produttore Achille Manzotti
Produttore esecutivo Luciano Luna
Casa di produzione Faso Film
Distribuzione (Italia) Titanus - Mondadori Video
Fotografia Lamberto Caimi
Montaggio Raimondo Crociani
Musiche Giancarlo Chiaramello
Scenografia Vincenzo Morozzi
Costumi Tony Randaccio
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Mani di fata è un film del 1983 diretto da Steno, con Renato Pozzetto e Eleonora Giorgi, a interpretare il ruolo di protagonista.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Dopo un licenziamento improvviso, l'ingegnere Andrea Ferrini, non riuscendo a trovare un altro impiego concernente il suo ruolo, si ritrova a svolgere le faccende domestiche. La moglie Franca, al contrario, è una donna in carriera e sembra essere lei a portare i pantaloni tra i due. Andrea riesce a trovare lavoro come maggiordomo presso una ricca signora, la contessa Irene, il cui curatore di immagine è un architetto gay che cerca di plasmarlo a suo piacimento, ritenendolo un omosessuale latente. Durante una festa organizzata dalla contessa, Andrea ha modo di conoscere un ammiraglio a cui sottopone il progetto di una casa galleggiante da lui elaborato e spiega di essere inutilmente in attesa di approvazione del benestare da parte del ministero della marina. Sebbene questa conversazione irriti l'ammiraglio, che si riterrà continuamente infastidito, poiché Andrea non riesce a fargli avere intimità in un possibile approccio sessuale con una ragazza, alla fine sarà aiutato dall'ammiraglio.

Andrea viene congedato per qualche giorno dalla contessa; coglie questa occasione per andare a far visita a suo figlio Mariolino (rinchiuso nel frattempo in un collegio svizzero, perché né Andrea né Franca avevano avuto più tempo da dedicargli). Andrea parte insieme all'architetto e a Manolo, amante della contessa, che si erano offerti di accompagnarlo. Il vestito di Andrea viene sporcato durante una sosta e, non avendo un ricambio, l'architetto si offre di prestargli un suo abito (vistosamente stravagante). Nel frattempo Franca è in trasferta anche lei con una collega dalle tendenze particolari, Jacqueline, che tenta di adescarla discretamente: infatti la spinge ad adottare una acconciatura virile e a indossare un abito da uomo e sfortunatamente lo avrà ancora indosso al momento in cui rincontrerà il marito, scatenando un malinteso tra i due.

Andrea e Franca giungono in collegio finendo per litigare e lasciarsi in malo modo senza darsi delle spiegazioni. Quella sera stessa i due soggiornano - senza saperlo - nello stesso albergo e sono entrambi rispettivamente provocati sessualmente, Andrea dall'architetto e Franca da Manolo; ma dato che marito e moglie si amano, entrambi rifiutano le avance. Franca essendosi liberata per prima dal suo "seduttore" origlia inavvertitamente la conversazione furibonda tra Andrea e l'architetto, che nel frattempo aveva cercato di adescarlo sotto la doccia con una scusa. A quel punto Andrea e Franca si incontrano nuovamente e chiarito il malinteso, si riappacificano e decidono di andare a riprendersi loro figlio al collegio.

Il film si chiude con una lieta agiatezza per Andrea e Franca: l'idea della casa galleggiante è andata in porto grazie all'aiuto dell'ammiraglio.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

cinema Portale Cinema: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di cinema