Febbre da cavallo

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Febbre da cavallo
Febbre cavallo titoli testa.png
Titoli di testa del film
Titolo originale Febbre da cavallo
Lingua originale italiano
Paese Italia
Anno 1976
Durata 94 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere commedia
Regia Steno
Soggetto Massimo Patrizi
Sceneggiatura Alfredo Giannetti, Steno, Enrico Vanzina
Fotografia Emilio Loffredo
Montaggio Raimondo Crociani
Musiche Franco Bixio, Fabio Frizzi, Vince Tempera
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
« Chi gioca ai cavalli è un misto, un cocktail, un frullato de robba, un minorato, un incosciente, un regazzino, un dritto e un fregnone, un milionario pure se nun c'ha na lira e uno che nun c'ha na lire pure se è milionario. Un fanatico, un credulone, un buciardo, un pollo, è uno che passa sopra a tutto e sotto a tutto, è uno che 'mpiccia, traffica, imbroglia, more, azzarda, spera, rimore e tutto per poter dire: Ho vinto! E adesso v'ho fregato a tutti e mo' beccate questa... tié!. Ecco chi è, ecco chi è il giocatore delle corse dei cavalli. »
(L'arringa di Mandrake in tribunale)

Febbre da cavallo è un film italiano del 1976 diretto da Steno ed interpretato da Gigi Proietti, Enrico Montesano, Francesco De Rosa, Adolfo Celi, Catherine Spaak, Mario Carotenuto, Gigi Ballista ed Ennio Antonelli.

Inizialmente il film fu ideato come prodotto di cassetta destinato ad essere dimenticato rapidamente dopo il suo passaggio nelle sale cinematografiche. I molteplici passaggi televisivi della pellicola lo hanno nel tempo rilanciato, fino a farne un cult per appassionati della commedia leggera all'italiana e per frequentatori più o meno assidui di sale scommesse e ippodromi.

Ai confini tra il trash e la commedia all'italiana, Steno ha comunque creato un piacevole ritratto di una categoria di giocatori che, all'epoca del film, non era raro incontrare, ed il film ha certamente il pregio di mantenere la propria freschezza nonostante il passare degli anni.

Indice

[modifica] Trama

La storia narra, attraverso un lungo flashback, delle peripezie di tre amici alle prese col vizio delle scommesse ippiche: Mandrake (Proietti), indossatore morto di fame; Er Pomata (Montesano), disoccupato, ricco solo di grandi risorse truffaldine e Felice (De Rosa), guardamacchine abusivo.

I tre trascorrono gran parte del loro tempo cercando di mettere insieme i soldi per scommettere, solitamente a Tor di Valle, e in altri ippodromi; mettono a segno furberie e truffe di ogni genere, spesso ai danni di Manzotin, al secolo Rinaldi Otello, macellaio e nemico giurato dei tre protagonisti.

Gabriella (la fidanzata di Mandrake), stanca delle continue mancanze del compagno, che oltre a sperperare denaro, quando perde ai cavalli, per una sorta di complesso di colpa, non riesce a fare l'amore, chiede consiglio a una cartomante, che la induce a giocare una Tris. I tre cavalli indicati dalle carte e dallo stesso Mandrake (Soldatino, King e D'Artagnan) sono tra i peggiori in circolazione; soprattutto Soldatino, il cavallo di proprietà dell'avvocato De Marchis, che, non avendo soldi, è costretto a privarlo persino della biada.
Il caso vuole che i tre brocchi siano presenti insieme proprio in una corsa a Cesena valevole come Tris. Mandrake sembra così deciso a seguire il consiglio della compagna, ma viene convinto da Pomata a puntare su un altro cavallo (Antonello da Messina, guidato da Bocconi). Il pronostico della cartomante risulta esatto e così Mandrake, per salvare la propria relazione con Gabriella, si vede costretto ad ideare una "super-mandrakata" (così definisce le sue geniali truffe) in combutta con Pomata, Felice, De Marchis e l'amica Mafalda. Dato lo straordinario vigore trovato da Soldatino, i compari decidono che Mandrake si sostituisca, nell'imminente Gran Premio degli Assi di Tor di Valle, all'imbattibile Jean-Louis Rossini, guidatore dell'unica vera rivale, Bernadette, per rallentarla e vincere puntando su Soldatino, la cui quota è ancora molto alta, e che, dopo l'abbancono del driver ufficiale, sarà guidato da Pomata. Tutto va per il verso giusto finché Mandrake, preso dall'impeto della competizione e cercando di non rendere evidente la farsa, dimentica di dover perdere e conduce Bernadette alla vittoria, suscitando le ire degli altri.
Tutta la combriccola finisce in tribunale, ma, quando la condanna sembra ormai scontata, si scopre che anche il giudice è uno scommettitore incallito pronto a ribattere ad ogni dato errato citato dagli imputati e dal pubblico dell'aula fino a sbottare: Piripicchio è figlio di Uragano e Apocalisse, e basta, o faccio sgombrare l'aula!. Al termine di un processo ormai sui generis tutti vengono assolti. Gabriella (che segretamente aveva comunque giocato la Tris vincente realizzando così la vincita) riesce a farsi sposare da Mandrake e tutto torna come prima, con la novità che il giudice (Adolfo Celi) entra a far parte dell'allegra brigata.

Da sinistra a destra: l'avvocato De Marchis, Felice, Er Pomata e Mandrake

[modifica] Protagonisti

  • Mandrake
    Bruno Fioretti detto Mandrake (per via delle sue "innate doti trasformistiche"e per il "sorriso magico") si definisce attore ma si arrangia facendo talvolta l'indossatore. Riesce a sbarcare il lunario principalmente facendosi mantenere da Gabriella (la sua fidanzata, proprietaria di un bar) che mal sopporta la sua passione per i cavalli.
  • Er Pomata
    Armando Pellicci detto Er Pomata (per via dell'abbondante brillantina nei capelli) è un ex driver[2], ora disoccupato, che vive sulle spalle della sorella Giuliana e dell'anziana nonna. Fumatore accanito, Pomata è il "tecnico ippico" del gruppo: conosce infatti a memoria tutti i cavalli e fantini immaginabili, si definisce "computer equino" anche se questa peculiarità non lo aiuta ad indovinare alcuna scommessa.
  • Felice
    Felice Roversi è un parcheggiatore con poca iniziativa che fa da spalla ai suoi due amici, Pomata e Mandrake. A causa delle continue scorribande dei tre protagonisti, Felice finisce sempre per fare tardi al cambio di turno al lavoro, attirandosi così ogni volta le ire del suo collega sardo.
  • Gabriella
    Gabriella è la fidanzata di Mandrake e non sopporta il passatempo (e le perdite) del compagno; possiede un bar, che è la fonte primaria di "sostentamento" dello stesso. Alla fine delle numerose vicende riuscirà finalmente a farsi sposare da Mandrake, accettando la sua passione per il gioco.
  • Giuliana
    Giuliana è la sorella di Pomata; lavora in banca ed è costretta a mantenere il fratello nullafacente e l'anziana nonna. Soprannominata Tornado, il vento che uccide, a causa del suo terribile alito nessun uomo riesce ad avvicinarsi a lei, condannandola così a rimanere zitella in eterno[3].
  • Mafalda
    Mafalda è un'amica di Mandrake, anche lei indossatrice, ma il suo vero mestiere è quello "più antico del mondo". Sarà lei a trattenere l'imbattibile driver Jean-Louis Rossini durante la "mandrakata" finale al Gran Premio degli Assi.
  • Er Ventresca
    Spartaco detto Er Ventresca è (insieme a Bellicapelli e Er Roscio) uno dei più assidui creditori di Pomata, visto che da ben cinque anni aspetta di riavere indietro 300.000 lire. Uomo corpulento e manesco, Ventresca, che ha ormai perso la pazienza, da un po' di tempo staziona davanti al portone del palazzo dove abita Pomata per reclamare il proprio denaro o - quantomeno - picchiare il debitore; Pomata, per sfuggire alle sue grinfie, è costretto ad inventarsi sempre nuovi stratagemmi per uscire e rientrare a casa senza subire l'aggressione del creditore.
  • Manzotin
    Otello Rinaldi detto Manzotin è un macellaio, nonché il burino più infame di tutti i burini. Anche lui assiduo frequentatore degli ippodromi, è la vittima preferita delle piccole truffe di Mandrake, Pomata e Felice. Complice l'ingenuità di suo figlio, Manzotin diventerà il protagonista di una storica "mandrakata".
  • Avvocato De Marchis
    L'avvocato De Marchis (in realtà non un vero avvocato) è anche lui, come Mandrake, Pomata e Felice, un appassionato di cavalli; sposato, riesce a frequentare le tribune vip degli ippodromi grazie al fatto di possedere una scuderia (la Scuderia De Marchis), per la quale corre un solo cavallo: Soldatino. I continui insuccessi di Soldatino lo hanno portato ad accumulare una serie infinita di debiti.
  • Blacky
    Blacky è il segretario dell'avvocato De Marchis: sbriga per lui piccole faccende e non viene mai pagato.
  • Stelvio
    Stelvio Mazza è il driver ufficiale di Soldatino, e da due anni non viene più pagato dall'avvocato De Marchis. Quando apprende la notizia dell'ingaggio di Jean-Louis Rossini da parte del Conte Dallara, Stelvio, ormai demoralizzato ed in rotta con l'avvocato, abbandona Soldatino a pochi minuti dall'inizio della corsa. A guidare il cavallo nell'importantissima gara sarà così Pomata.
  • Conte Dallara
    Il Conte Dallara è l'antagonista dell'Avvocato De Marchis: è infatti il proprietario della fortissima Scuderia Dallara per la quale corre Bernadette, cavalla che, al contrario di Soldatino, è sempre vincente.
  • Jean-Louis Rossini
    Jean-Louis Rossini è l'imbattibile driver italo-francese che il Conte Dallara, preoccupato dai recenti exploit di Soldatino, ingaggia per guidare la sua Bernadette nel Gran Premio degli Assi. Il grande guidatore sarà poi a sua volta vittima della "mandrakata" organizzata da Mandrake, Pomata, Felice e dall'avvocato De Marchis ai danni di Bernadette al Gran Premio: Jean-Louis verrà prelevato da Pomata che, spacciandosi per un commissario di Polizia incaricato di proteggerlo da sedicenti rapitori, lo condurrà in un alberghetto di periferia dove verrà "tenuto a bada" da Mafalda, allo scopo di impedirne la partecipazione al Gran Premio degli Assi.
  • Il Giudice
    Il Giudice (interpretato da Adolfo Celi) è chiamato a decidere riguardo alla colpevolezza di Mandrake, Pomata, Felice, Mafalda e dell'avvocato De Marchis al processo per la tentata truffa al Gran Premio degli Assi, ma in realtà è lui stesso un appassionato di cavalli e scommettitore che da trent'anni frequenta gli ippodromi.

[modifica] Cavalli

  • Soldatino
    Cavallo indigeno di proprietà dell'Avvocato De Marchis, Soldatino è semplicemente il cavallo più rincoglionito d'Europa Quando però l'Avvocato De Marchis, in forte ritardo con il pagamento della biada, si trova costretto a "mettere a dieta" il suo cavallo, questi - inaspettatamente - incomincia ad inanellare delle prestazioni incredibili, tanto da diventare uno dei favoriti per la vittoria al Gran Premio degli Assi.
  • Bernadette
    Di proprietà della Scuderia del Conte Dallara, Bernadette, a differenza di Soldatino, è un cavallo imbattibile, il favorito d'obbligo per la vittoria al Gran Premio degli Assi.

Altri cavalli presenti nel film (citati in ordine di apparizione):

  • Serafino: Cavallo che vorrebbe giocare il principe Raniero Sforza di Tuminè in società con Augustarello er Monnezzaro.
  • O' Sole Mio: Cavallo che vorrebbe giocare Augustarello er Monnezzaro in società con il principe Raniero Sforza di Tuminè, giocato anche da Manzotin.
  • Caimano: Suggerito da Brontolo all'uomo grasso.
  • Paganini: Suggerito da Felice ma apostrofato come somaro da Pomata che sostiene che siccome ha già vinto una volta non vincerà più proprio perché Paganini nun ripete (chiaro riferimento al celebre violinista omonimo, famoso perché non concedeva mai il bis delle sue opere).
  • Mon Amour: Scelto dal tecnico ippico Pomata e poi consigliato anche da Mandrake a Mafalda.
  • Lucky Lady: Nella corsa vinta da O' Sole Mio.
  • Rigoletto: Cavallo che corre a Napoli.
  • Can Can: Cavallo che corre a Napoli, viene giocato dai protagonisti.
  • Mambo: Cavallo vincente a Napoli.
  • Royal Flush: Cavallo che corre a Napoli.
  • Camale: Cavallo che corre a Napoli.
  • Orvieto: Cavallo che corre a Napoli.
  • Topless: Cavallo che corre a Napoli.
  • King: Suggerito dalla cartomante a Gabriella per giocare la Tris di Cesena.
  • D'Artagnan: Suggerito dalla cartomante a Gabriella per giocare la Tris di Cesena.
  • Antonello da Messina: Corre nella Tris di Cesena con King, Soldatino e D'Artagnan. Mandrake lo preferisce, perdendo, a quelli suggeritegli dalla compagna. Da ricordare che lo avrebbe guirato Bocconi.
  • Ezechiele: Corre prima della Tris di Cesena.
  • Charlotte: Corre prima della Tris di Cesena.
  • Ruby Tuesday: Corre prima della Tris di Cesena.
  • Ramal: Corre nella Tris di Cesena.
  • Ramona: Corre nella Tris di Cesena.
  • Valentina: Cavallo con cui Rossinì ha vinto il Gran Prix de France a Parigi nel 1971.
  • Aureliana: Genitore di Valentina.
  • Lucrezia Borgia: Genitore di Valentina.
  • Susanna I: Corre nel Gran Premio degli Assi.
  • Apple Pie: Corre nel Gran Premio degli Assi.
  • Marco Polo: Detentore del record di 1.14.4 sui 2000 metri all'ippodromo di Tor di Valle.
  • Maria Antonietta: Presunto genitore di Marco Polo.
  • Piripicchio: Presunto genitore di Marco Polo.
  • Butterfly: Presunto genitore di Marco Polo.
  • Cerasella: Presunto genitore di Marco Polo.
  • Golden Tiger: Presunto genitore di Marco Polo.
  • Cleopatra: Presunto genitore di Piripicchio.
  • Uragano: Genitore di Piripicchio.
  • Apocalisse: Genitore di Piripicchio.
  • Jolly: Fratello di Piripicchio che corre nella quinta corsa.
  • Maometto: Corre nella quinta corsa.
  • Tripodio: Corre nella quinta corsa.
  • Terzus: Corre nella quinta corsa.
  • Robin Hood: Corre a Cesena.
  • Caligola: Corre a Cesena ed ha vinto a San Siro.
  • Zizì: Corre a Cesena ed ha vinto a Montecatini.
  • Rock 'n Roll: Corre a Cesena.
  • Farfallona: Corre a Cesena.

[modifica] Citazioni dal film

« – Ahò, c'hai 'na faccia...
– Sì, perché si ce n'avevo due stavo all'Università... sotto spirito! »
(Dialogo fra Mandrake e Er Pomata.)
« A Ciccolì, datte all'ippica! »
(Er Pomata rivolto al driver Ciccolini)
« – Caligola ha vinto a San Siro e c'ha due palle così!
– Ma quali palle presidè, Caligola è una cavalla... Caligola... A... finisce per A!
– Caligola è un nome da omo, Caligola come Agrippina, 'gnorante! »
( Dialogo tra il Giudice, Er Pomata e Mandrake alla fine del film)
« – Piripicchio è figlio di Uragano e Apocalisse...e basta! O faccio sgombrare l'aula!
– Uragano e Apocalisse! »
(Dialogo il Giudice, Er Pomata e Mandrake durante il processo)
« – Che te sei giocato, Manzotin?
– A Pomata, quante vorte te devo di' che nun me chiamo Manzotin? Me chiamo Rinaldi Otello!
– Sì, tre chili de trippa e due de budello! Co' quer nome giusto er macellaro potevi fa'! »
(Dialogo tra Er Pomata e Manzotin.)
« – A me me dovrebbero da' la laurea in scienze der cavallo! »
(Er Pomata)
« – Ah Gabriè!... er momento è grave... no dico... nella misura in cui il prezzo delle ova ha toccato vertici da capogiro, fagocitando l'inflazione secondo la logica alienante del consumismo, a monte nascono tutta una serie de problemi gravissimi.... se te voi comprà un ovo oggi bisogna che prima te trovi un socio, così uno se magna er rosso e l'altro se beve la chiara... e il problema diventa de massa... e la massa che cos'è... la massa è na marea de gente... la massa sono tanti... il problema diventa sociale, dall'ovo se fa presto a arrivà alla guerra atomica! Ma tu te rendi conto ah Gabriè che pericolo de gniente... e quelli mica scherzano!!! »
(Mandrake rivolto a Gabriella)
« – Sarvate, Mandrà! »
("Suggerimento" rivolto da Er Pomata a Mandrake per evitare l'alito pestilenziale di Giuliana)
« – A Poma'... so' un tantino preoccupato... »
(Diaologo fra Mandrake e Er Pomata mentre si concretizza la Tris non giocata da Mandrake)
« – A Poma'... so' Felice.
– E beato te che sei felice!
– A Poma'? Che fai, sfotti? »
(Telefonata tra Felice a Er Pomata)
« – ...C'ho certi cazzi,a Mafa', che neanche te che sei pratica l'hai visti mai! »
(Dialogo tra Mandrake e Mafalda, durante una sfilata.)

[modifica] Sequel

Del film è stato girato un sequel nel 2002, Febbre da cavallo - La mandrakata, diretto da Carlo Vanzina (figlio di Steno, il cui vero nome era Stefano Vanzina), e con buona parte del cast originario.

[modifica] Curiosità

  • Nei titoli di testa, Gigi Proietti è accreditato come Luigi Proietti, suo nome completo. L'attore ha inoltre dichiarato a Stracult che in seguito al film, ha temuto per davvero di prendere il vizio del gioco.[senza fonte]
  • Nella scena dello spot del whisky Vat69 l'attore che interpreta il regista è doppiato da Steno, il regista di Febbre da cavallo[4].
  • Il fantino Andrea Degortes possiede un cavallo da corsa di nome Antonello da Olbia, nome ispirato dall'Antonello da Messina del film.[senza fonte]

[modifica] Note

  1. ^ Nei titoli di testa del film l'attore è accreditato come Luigi Proietti.
  2. ^ I cavalli al trotto sono guidati infatti dai drivers, perché guidano il cavallo sopra un sulky. Al galoppo invece abbiamo i fantini, che guidano il cavallo direttamente stando in sella.
  3. ^ L'attrice che interpreta Giuliana, Marina Confalone, interpreterà anche il ruolo della sorella di Alberto Sordi ne Il Marchese del Grillo e, curiosamente, anche in quella circostanza il suo personaggio soffre di una terribile alitosi.
  4. ^ «Enrico Vanzina ci racconta una curiosità su "Febbre da cavallo"». davinotti.com.

[modifica] Voci correlate

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