Febbre da cavallo

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Febbre da cavallo

I titoli di testa di Febbre da cavallo.
Titolo originale: Febbre da cavallo
Lingua originale: {{{linguaoriginale}}}
Paese: Italia
Anno: 1976
Durata: 100'
Colore: colore
Audio: sonoro
Rapporto: {{{ratio}}}
Genere: commedia
Regia: Steno
Soggetto:
Sceneggiatura: Alfredo Giannetti, Massimo Patrizi, Steno, Enrico Vanzina
Produttore: {{{nomeproduttore}}}
Produttore esecutivo: {{{produttoreesecutivo}}}
Casa di produzione: {{{casaproduzione}}}
Distribuzione (Italia): {{{distribuzioneitalia}}}
Storyboard: {{{nomestoryboard}}}
Art director: {{{nomeartdirector}}}
Character design: {{{nomecharacterdesign}}}
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Episodi:
Fotografia: Emilio Loffredo
Montaggio: Raimondo Crociani
Effetti speciali: {{{nomeeffettispeciali}}}
Musiche: Franco Bixio, Fabio Frizzi, Vince Tempera
Tema musicale: {{{temamusicale}}}
Scenografia:
Costumi: {{{nomecostumista}}}
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Sfondi: {{{nomesfondo}}}
Sequel: {{{nomesequel}}}
Si invita a seguire le linee guida del Progetto Film
« Chi gioca ai cavalli è un misto, un cocktail, un frullato de roba, un minorato, un incosciente, un regazzino. Un dritto e un frignone, un milionario pure se nun c'ha na lira e uno che nun c'ha na lire pure se è milionario. Un fanatico, un credulone un busciardo un pollo, è uno che passa sopra a tutto e sotto a tutto, è uno che 'mpiccia, traffica, imbroglia, more, azzarda spera rimore e tutto per poter dire: ho vinto e adesso v'ho fregato a tutti e mo' beccate questa... tié! Ecco chi è, ecco chi è il giocatore delle corse dei cavalli. »
(Arringa di Mandrake)

Febbre da cavallo è un film italiano del 1976 diretto da Steno, con Gigi Proietti, Enrico Montesano, Francesco De Rosa, Adolfo Celi, Catherine Spaak, Mario Carotenuto, Gigi Ballista ed Ennio Antonelli.

Inizialmente il film fu ideato come prodotto "di cassetta" destinato ad essere dimenticato rapidamente dopo il suo passaggio nelle sale cinematografiche. I molteplici passaggi della pellicola su televisioni commerciali ed anche su reti Rai, hanno nel tempo rilanciato il film, fino a farne un cult per appassionati della commedia leggera all'italiana e per frequentatori più o meno assidui di sale scommesse e ippodromi.

Ai confini tra trash e commedia all'italiana, Steno ha comunque creato un piacevole ritratto di una categoria di giocatori che all'epoca del film non era raro incontrare, e il film ha certamente il pregio di mantenere la sua freschezza nonostante il passare degli anni.

Indice

[modifica] Trama

La storia narra delle peripezie di tre amici disoccupati alle prese col vizio delle scommesse ippiche: Mandrake (Proietti), indossatore morto di fame, Er Pomata (Montesano), disoccupato ricco solo di grandi risorse truffaldine, e Felice (De Rosa), guardamacchine abusivo.[citazione necessaria]

I tre trascorrono tutta la giornata cercando di mettere insieme i soldi per giocare ai cavalli a Tor di Valle, mettendo a segno furberie e truffe di ogni genere, spesso ai danni di Manzotin, al secolo Rinaldi Otello, macellaio nemico giurato dei tre "eroi". Un giorno Gabriella (la fidanzata di Mandrake), stanca delle continue mancanze del compagno (che, oltre a sperperare denaro, quando perde ai cavalli, per una sorta di complesso di colpa, non riesce a fare l'amore), chiede consiglio ad una cartomante che le dà una Tris da giocare, Soldatino, King e Dartagnan, e prevede un matrimonio. Sfortunatamente i tre cavalli indicati sono tra i peggiori, soprattutto Soldatino, il cavallo di proprietà dell'avvocato De Marchis, che, non avendo soldi, è costretto a non dargli nemmeno la biada. Mandrake, incalzato da Pomata, decide di giocare i soldi destinati alla Tris su un altro cavallo (Antonello da Messina), ma il pronostico della cartomante risulta esatto e così è costretto ad ideare una "super-mandrakata" (così chiama le sue geniali truffe) in combutta con Felice, Pomata, De Marchis e Mafalda. Dato infatti lo straordinario vigore trovato da Soldatino, decidono che Mandrake si sostituisca al fantino dell'unica vera rivale, Bernadette, per rallentarla e vincere puntando su Soldatino, la cui quota è ancora molto alta al Gran Premio degli Assi. Tutto va per il verso giusto finché Mandrake, preso dall'impeto dellla competizione, non dimentica che deve perdere e conduce Bernadette alla vittoria, suscitando le ire degli altri. Tutta la combriccola finisce in tribunale, ma, quando la condanna sembrava ormai scontata, inaspettatamente si scopre che anche il giudice è uno scommettitore incallito (famosa la frase pronunciata dal giudice Piripicchio è figlio di Uragano e Apocalisse, e basta. O faccio sgombrare l'aula.). Tutti vengono assolti, Gabriella (che segretamente aveva comunque giocato la tris vincente realizzando così la vincita) riesce a farsi sposare da Mandrake e tutto torna come prima, a parte il fatto che il giudice (Adolfo Celi) entra a far parte dell'allegra combriccola.


[modifica] I Protagonisti

[modifica] Mandrake

Bruno Fioretti detto Mandrake (per via del suo "sorriso magico") si arrangia facendo l'indossatore, ma perlopiù riesce a sbarcare il lunario facendosi mantenere da Gabriella, la sua ragazza proprietaria di un bar, che, purtroppo per lui, mal sopporta la sua passione per i cavalli.

[modifica] Er Pomata

Armando Pellicci detto Er Pomata è un ex-fantino, ora disoccupato, che vive sulle spalle della sorella Giuliana e dell'anziana nonna.
Fumatore accanito, Pomata è il "tecnico ippico" del gruppo: conosce infatti a memoria tutti i cavalli e fantini immaginabili, anche se questa cosa non lo aiuta ad indovinare i vincitori delle corse.

[modifica] Felice

Felice è un posteggiatore con poca iniziativa che, perlopiù, fa da spalla ai suoi due amici, Pomata e Mandrake.
A causa delle continue scorribande di cui sono tutti e tre protagonisti, Felice finisce sempre per fare tardi al cambio di turno al lavoro, attirandosi così ogni volta le ire del suo collega sardo.

[modifica] Gabriella

Gabriella è la ragazza di Mandrake di cui è, nonostante tutto, innamorata, malgrado mal sopporti il passatempo (e le perdite) del compagno; possiede un bar, che è la fonte primaria di "sostentamento" di Mandrake.
Alla fine delle numerose vicende riuscirà finalmente a farsi sposare da Mandrake, "accettando" la sua passione per il gioco.

[modifica] Giuliana

Giuliana è la sorella di Pomata; lavora in banca, impiego con il quale riesce a mantenere il fratello nullafacente e l'anziana nonna.
Soprannominata Tornado, il vento che uccide, a causa del suo terribile alito nessun uomo riesce ad avvicinarsi a lei, condannandola così a rimanere zitella in eterno.

[modifica] Mafalda

Mafalda è un'amica indossatrice di Mandrake, più brava a spogliarsi che a vestirsi!
È lei che si "occuperà" dell'imbattibile driver Jean-Louis Rossini durante la "mandrakata" finale al Gran Premio degli Assi.

[modifica] Er Ventresca

Spartaco detto Er Ventresca è uno dei più assidui creditori di Pomata, visto che da ben cinque anni aspetta di riavere indietro 300.000 lire.
Uomo corpulento e manesco, Ventresca, che ha ormai perso la pazienza, da un po' di tempo staziona fisso davanti al portone del palazzo dove abita Pomata per reclamare il proprio denaro; così Pomata, per sfuggire alle sue grinfie, è costretto ad inventarsi sempre nuovi stratagemmi per uscire e rientrare a casa indisturbato!

Altri "storici" creditori di Pomata sono Bellicapelli e Er Roscio.

[modifica] Manzotin

Otello Rinaldi detto Manzotin è un macellaio, nonché il burino più infame di tutti i burini. Anche lui assiduo frequentatore degli ippodromi, è la vittima preferita delle piccole truffe di Mandrake, Pomata e Felice.
Complice l'ingenuità di suo figlio, Manzotin diventerà il protagonista di una storica "mandrakata".

[modifica] L'avvocato De Marchis

L'avvocato De Marchis (in realtà non un vero avvocato) è anche lui, come Mandrake, Pomata e Felice, un appassionato di cavalli; sposato, riesce a frequentare le tribune vip degli ippodromi grazie al fatto di possedere una scuderia (la Scuderia De Marchis), per la quale corre un solo cavallo: Soldatino.
Purtroppo per lui i continui insuccessi del suo cavallo lo hanno portato ad accumulare una serie ormai infinita di debiti...

[modifica] Blacky

Blacky è il segretario dell'avvocato De Marchis: sbriga per lui piccole faccende e non viene mai pagato.

[modifica] Stelvio

Stelvio è il guidatore titolare di Soldatino, che da ormai due anni non viene più pagato dall'avvocato De Marchis.
Quando apprende la notizia dell'ingaggio di Jean-Louis Rossini da parte del Conte Dallara, Stelvio, ormai demoralizzato ed in rotta con l'avvocato, abbandona Soldatino a pochi minuti dall'inizio della gara. A guidare l'indigeno nell'importantissima gara sarà così Pomata.

[modifica] Il Conte Dallara

Il Conte Dallara è l'antagonista dell'Avvocato De Marchis: è infatti il proprietario della fortissima Scuderia Dallara per la quale corre Bernadette, cavallo che, al contrario di Soldatino, è sempre vincente.

[modifica] Jean-Louis Rossini

Jean-Louis Rossini è l'imbattibile driver italo-francese che il Conte Dallara, preoccupato dai recenti exploit di Soldatino, ingaggia per guidare la sua Bernadette nel Gran Premio degli Assi.
Il grande guidatore sarà poi a sua volta vittima della "mandrakata" organizzata da Mandrake, Pomata, Felice e dall'avvocato De Marchis ai danni di Bernadette al Gran Premio: Jean-Louis verrà prelevato da Pomata che, spacciandosi per un commissario di Polizia incaricato di proteggerlo da sedicenti rapitori, lo condurrà in un alberghetto di periferia dove verrà "tenuto a bada" da Mafalda, allo scopo di impedirne la partecipazione al Gran Premio degli Assi. Verso la fine del film si apprenderà che Rossini si è aggiudicato la ripetizione del Gran Premio, annullato per l'imbroglio di Mandrake.

[modifica] Il Giudice

Il Giudice (di cui non si conosce il nome) è chiamato a decidere riguardo la colpevolezza di Mandrake, Pomata, Felice, Mafalda e dell'avvocato De Marchis al processo per la tentata truffa al Gran Premio degli Assi, ma in realtà è lui stesso un appassionato di cavalli che da trent'anni frequenta gli ippodromi!
A questo punto è facile immaginare come andrà a finire il processo...

[modifica] I Cavalli

[modifica] Soldatino

Cavallo indigeno di proprietà dell'Avvocato De Marchis, Soldatino è semplicemente il cavallo più rincoglionito d'Europa!
Quando però l'Avvocato De Marchis, in forte ritardo con il pagamento della biada, si trova costretto a "mettere a dieta" il suo cavallo, Soldatino inaspettatamente incomincia ad inanellare delle prestazioni incredibili, tanto da diventare uno dei favoriti per la vittoria al Gran Premio degli Assi.

[modifica] Bernadette

Di proprietà della Scuderia del Conte Dallara, Bernadette, a differenza di Soldatino, è un cavallo imbattibile, il favorito d'obbligo per la vittoria al Gran Premio degli Assi.

[modifica] Altri cavalli presenti nel film (citati in ordine di apparizione)

  • Serafino: Cavallo che vorrebbe giocare il principe Raniero Sforza di Tuminè in societa con Augustarello er Monnezzaro.
  • O' Sole Mio: Cavallo che vorrebbe giocare Augustarello er Monnezzaro in societa con il principe Raniero Sforza di Tuminè, giocato anche da Manzotin.
  • Caimano: Suggerito da Brontolo all'uomo grasso.
  • Paganini: Suggerito da Felice (apostrofato come somaro da Pomata).
  • Mon Amour: Scelto dal tecnico ippico Pomata e poi consigliato anche da Mandrake a Mafalda.
  • Lucky Lady: Nella corsa vinta da O' Sole Mio.
  • Rigoletto: Cavallo che corre a Napoli.
  • Can Can: Cavallo che corre a Napoli, viene giocato dai protaganisti.
  • Mambo: Cavallo vincente a Napoli.
  • Royal Flush: Cavallo che corre a Napoli.
  • Camale: Cavallo che corre a Napoli.
  • Orvieto: Cavallo che corre a Napoli.
  • Topless: Cavallo che corre a Napoli.
  • King: Suggerito dalla cartomante a Gabriella per giocare la Tris di Cesena.
  • D'Artagnan: Suggerito dalla cartomante a Gabriella per giocare la Tris di Cesena.
  • Antonello da Messina: Corre nella Tris di Cesena con King, Soldatino e D'Artagnan. Mandrake lo preferisce, perdendo, a quelli suggeritegli dalla compagna.
  • Ezechiele: Corre prima della Tris di Cesena.
  • Charlotte: Corre prima della Tris di Cesena.
  • Ruby Tuesday: Corre prima della Tris di Cesena.
  • Ramal: Corre nella Tris di Cesena.
  • Ramona: Corre nella Tris di Cesena.
  • Valentina: Cavallo con cui Rossinì ha vinto il Gran Prix de France a Parigi nel 1971.
  • Aureliana: Genitore di Valentina.
  • Lucrezia Borgia: Genitore di Valentina.
  • Susanna I: Corre nel Gran Premio degli Assi.
  • Apple Pie: Corre nel Gran Premio degli Assi.
  • Marco Polo: Detentore del record di 1.14.4 sui 2000 metri all'ippodromo di Tor di Valle.
  • Maria Antonietta: Presunto genitore di Marco Polo.
  • Piripicchio: Presunto genitore di Marco Polo.
  • Butterfly: Presunto genitore di Marco Polo.
  • Cerasella: Presunto genitore di Marco Polo.
  • Golden Time: Presunto genitore di Marco Polo.
  • Cleopatra: Presunto genitore di Piripicchio.
  • Uragano: Genitore di Piripicchio.
  • Apocalisse: Genitore di Piripicchio.
  • Jolly: Fratello di Piripicchio che corre nella quinta corsa.
  • Maometto: Corre nella quinta corsa.
  • Tripodio: Corre nella quinta corsa.
  • Terzus: Corre nella quinta corsa.
  • Robin Hood: Corre a Cesena.
  • Caligola: Corre a Cesena ed ha vinto a San Siro.
  • Zizì: Corre a Cesena ed ha vinto a Montecatini.
  • Rock 'n Roll: Corre a Cesena.
  • Farfallona: Corre a Cesena.

[modifica] Citazioni dal film

« Mandrake: Aò, c'hai 'na faccia...
Pomata: Sì, perché si ce n'avevo due stavo all'Università.... sotto spirito! »
(Dialogo fra Mandrake e Pomata.)
« A Ciccolì, datte all'ippica! »
(Pomata rivolto al driver Ciccolini)
« Giudice: Caligola ha vinto a San Siro e c'ha due palle così!
Felice: Ma quali palle presidè Caligola è una cavalla.. Caligola...A...finisce per A!
Mandrake: Caligola è un nome da omo Caligola come Agrippina, 'gnorante »
( Dialogo tra i protagonisti alla fine del film.)

[modifica] Sequel

Del film è stato girato un sequel nel 2002, Febbre da cavallo - La mandrakata, diretto da Carlo Vanzina (figlio di Steno, il cui vero nome era Stefano Vanzina), e con buona parte del cast originario.

[modifica] Voci correlate

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