Grandi magazzini (film 1986)

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Grandi magazzini
Una scena del film
Una scena del film
Titolo originale Grandi magazzini
Lingua originale italiano
Paese di produzione Italia
Anno 1986
Durata 110 minuti (versione cinematografica e DVD), 146 minuti (long version)
Colore colore
Audio sonoro
Genere comico, commedia
Regia Castellano e Pipolo
Soggetto Castellano e Pipolo
Sceneggiatura Castellano e Pipolo
Produttore Mario Cecchi Gori e Vittorio Cecchi Gori
Fotografia Sebastiano Celeste
Montaggio Antonio Siciliano
Musiche Mariano Detto
Scenografia Massimo Corevi, Bruno Amalfitano
Costumi Luca Sabatelli
Interpreti e personaggi

Long-version:

Doppiatori italiani

Grandi magazzini è un film del 1986, diretto dai registi Castellano e Pipolo. È un film corale, che vede la partecipazione di molte tra le più famose star del panorama comico cinematografico e televisivo italiano dell'epoca.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

All'interno dei Grandi magazzini (G.M.) si intrecciano vari personaggi e storie.

Evaristo Mazzetti[modifica | modifica wikitesto]

Evaristo Mazzetti è un addetto alle pulizie dei Grandi magazzini. Per fare un favore all'amico De Rossi accetta di sostituirlo come commesso al reparto sanitari, non sapendo che l'uomo deve 30 milioni a uno strozzino di nome Puccio e che in realtà De Rossi altri non è che il figlio dell'ingegner Gruber, proprietario dei G.M. Nell'arco della giornata il povero Evaristo riceverà più volte la visita dell'esattore mandato da Puccio a riscuotere il debito: questi, ad ogni apparizione, provoca al malcapitato svariate fratture alle ossa. Il caso poi vuole che Helèna, moglie del dottor Umberto Anzellotti capo del personale, abbia scoperto dalla sua cameriera che il figlio di Gruber lavora sotto falso nome come commesso al reparto sanitari. Rivelata la cosa al marito, la donna lo induce a credere che tale figlio sia proprio Mazzetti; così tra un invito a pranzo e un tentativo di seduzione da parte della donna, si combinerà un incontro col padre di Evaristo. L'arrivo a sorpresa dell'ingegner Gruber venuto ai Grandi Magazzini per un'ispezione, sarà portatore di altri equivoci che alla fine faranno licenziare il povero Evaristo.

Il direttore[modifica | modifica wikitesto]

Il direttore dei GM, dispotico e concentrato sempre e solo sul lavoro, dopo aver trattato con freddezza per tutto il giorno la sua fedele segretaria, la signorina Romano, a fine giornata si ravvederà invitando la donna a cena, scoprendo che quell'invito era atteso da sei anni.

Corrado Minozzi[modifica | modifica wikitesto]

Corrado Minozzi è l'addetto alla sorveglianza dei Grandi magazzini. Richiamato all'ordine dal direttore per negligenza, promette che non si farà scappare più un ladro, ma nel corso della giornata prima si farà fregare sotto gli occhi una bicicletta da un noto taccheggiatore, poi si farà rubare una radio, ammonirà una ladra di vestiti perché imprudentemente ha lasciato aperta la fibbia della borsetta rischiando di essere scippata (non accorgendosi che l'abito indossato dalla donna era stato appena rubato) e per finire si lascerà scappare anche un ladro di carrelli.

Fausto Valsecchi[modifica | modifica wikitesto]

Fausto Valsecchi è un addetto alle consegne a domicilio dei Grandi magazzini. Durante la giornata, vessato dal capo spedizioniere, si troverà coinvolto in diverse situazioni: una portiera pignola non gli permette di usare l'ascensore per trasportare un pesantissimo televisore perché proibito ai fornitori; un alano (che a detta della padrona è buonissimo) finirà per assalirlo ed una coppia di coniugi lo coinvolgerà nelle sue liti domestiche. A fine giornata accetterà l'offerta di un ingegnere omosessuale, a cui ha fatto l'ultima consegna, di prendere il posto del suo compagno Mimì che lo ha abbandonato, vendicandosi del capo spedizioni, al quale risponderà con la frase "vedi tesoro, ho scoperto che mi piace il pesce".

Nicola Abatecola[modifica | modifica wikitesto]

Nicola Abatecola è un mendicante, con una gamba finta, che insieme alla figlia Assunta, fa il suonatore ambulante all'ingresso dei Grandi magazzini; nonostante la sua situazione Nicola non si compiange anzi sorride alla vita, vendendo ai clienti dei G.M. quella che lui definisce una merce rara: l'allegria. Nel corso della giornata rabbonirà pure il cupo direttore, sceso in strada per cacciarlo, perché a sua detta rovinerebbe l'immagine dei G.M., a cui alla fine strapperà un sorriso e pure una lauta offerta.

Marco Salviati[modifica | modifica wikitesto]

Marco Salviati è un attore sul viale del declino, alcolizzato e in difficoltà economiche. Accetta l'offerta del suo amico e agente Simoni di girare uno spot pubblicitario per i Grandi magazzini per un milione di lire di paga. Durante le riprese dello spot Salviati cerca continuamente di bere alcolici di nascosto, fino ad ubriacarsi di champagne nella sala riunioni dei G.M., insieme al direttore e ai vari dirigenti che lo riconoscono. Riportato sul set dal segretario di produzione Bonanni, farà imbestialire il dottor Baldini, regista dello spot, per aver cambiato la battuta. Per salvare la faccia all'amico, Simoni ottiene di fargli girare lo spot senza pellicola, promettendo al regista di trovare poi un sostituto gratis; Salviati recita lo spot alla perfezione, ma quando gli viene chiesto di girarne un altro per sicurezza (stavolta con la pellicola), da grande attore si rifiuta facendo poi il nobile gesto di offrire champagne alla troupe con la paga.

Antonio Borazzi[modifica | modifica wikitesto]

Antonio Borazzi è un borgataro reatino originario di Cantalupo in Sabina, fortunato vincitore di un buono acquisto da spendere ai G.M., per l'ammontare di 500.000 lire. Affidato alla signorina addetta alle pubbliche relazioni Carla Marchi per la scelta della merce, dopo aver trascorso l'intera giornata nei G.M. non riuscirà a trovare merce che gli permetta di spendere la somma precisa da lui vinta; alla fine opterà per una notte con l'avvenente commessa.

Turati e Nardini[modifica | modifica wikitesto]

Turati e Nardini sono due detenuti per truffa che appena usciti di galera cercano di mettere in atto un raggiro ai danni dei G.M., spacciando uno di loro per un robot umanoide di produzione est-tedesca che vorrebbero vendere al responsabile degli acquisti dr. Tucci. Costui però decide di far esaminare l'articolo ad un esperto in marketing per ragazzi, il terribile figlio Carletto, che sottoporrà il povero Turati ad ogni serie di test.

Roberto[modifica | modifica wikitesto]

Roberto, commesso dei G.M., è perdutamente innamorato di Ornella Muti, a cui scrive ogni giorno. A sorpresa proprio la Muti comparirà ai G.M., per conoscerlo e per convincerlo che la donna adatta a lui è la sua ex Luisa. Poco dopo Roberto si accorge di aver sognato, ma deciderà di seguire il consiglio della Muti e tornerà con Luisa, che casualmente è identica ad Ornella Muti.

La miope[modifica | modifica wikitesto]

Una cliente molto miope perde le lenti a contatto e si smarrisce nei G.M.; dopo mille peripezie alla fine crede di avercela fatta a tornare a casa, ma in realtà la camera da letto in cui si trova è all'interno del reparto arredamento.

Altre storie e sketch vari[modifica | modifica wikitesto]

  • un commesso guardone paga un addetto alle caldaie per poter vedere sotto la gonna delle clienti che entrano in negozio attraverso una grata;
  • un cliente prova un'auto giapponese a comandi vocali e finisce per mandarla a quel paese perché parla troppo, ma sarà lei stessa a mandarlo a sua volta a quel paese, con tanto di L al posto della R;
  • una cliente intervistata per la pubblicità del detersivo Push (parodia del Dash) si lamenta perché la camicetta bianca prima di essere lavata era blu;
  • un cliente chiede un montone rovesciato (capo di vestiario) e gli viene data una pecora in carne ed ossa a testa in giù!
  • un cliente chiede un insetticida contro le vespe e un commesso gliene mostra uno che fa crollare al suolo uno scooter omonimo;
  • un commesso addetto alla vestitura dei manichini scambia una donna in carne ed ossa per un manichino lasciandola a petto nudo;
  • un cliente di colore chiede di un reparto classico dei G.M., la Fiera del bianco;
  • un cliente tenta di assaggiare un tartufo ma gli viene tolto da una donna e la manda a quel paese in modo fin troppo chiaro, parodia degli spot Tartufone Motta in voga in quegli anni.

Montaggio e versioni[modifica | modifica wikitesto]

Del film esistono ben 3 versioni:

  • una prima versione, di circa 1 ora e 50 minuti.
  • una seconda versione, di due ore.
  • una terza versione, montata per la televisione e conosciuta come "Long-version" di due ore e 26 minuti, trasmessa per la prima volta da Canale 5 nel 1988 e riproposta di recente dal canale Iris.

La versione che circola tuttora in DVD e VHS è tuttavia quella più corta (cinematografica), di 1 ora e 50 minuti.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Il ruolo dell'attore in declino inizialmente era stato proposto ad Alberto Sordi, ma l'attore rifiutò la parte, che fu poi così affidata a Nino Manfredi (che avrebbe comunque fatto parte del cast del film).
  • Michele Placido e Simonetta Stefanelli, che interpretano rispettivamente il direttore dei Grandi magazzini e la sua segretaria, all'epoca erano realmente sposati.
  • L'alano che compare in uno sketch con Renato Pozzetto appare nei film La casa stregata e Prestami tua moglie; il cane, tra l'altro, era di proprietà dello stesso Pozzetto.
  • Il nome Corrado Minozzi, qui assegnato al personaggio interpretato da Boldi, ricorre anche in un altro film dove lo stesso Boldi è tra i protagonisti: Scuola di ladri del 1986 diretto da Neri Parenti. In tale pellicola tuttavia Minozzi non è una guardia giurata, ma il proprietario di un prestigioso atelier di pellicce ed è interpretato da Corrado Monteforte.
  • Il personaggio interpretato da Christian De Sica all'inizio fu pensato da Castellano e Pipolo come un meticoloso e preciso ragioniere: successivamente fu modificato in un coatto per renderlo più nelle corde dell'attore romano, mantenendo però come caratteristica la pignoleria nel cercare di spendere in maniera precisa il buono da 500.000 lire.
  • Anche i personaggi di Paolo Villaggio e Gigi Reder subirono una variazione in corso d'opera: infatti all'origine dovevano essere due taccheggiatori che tentavano di rubare all'interno dei Grandi magazzini, ma Villaggio, rimasto colpito da David Zed (l'uomo robot più volte presente a Pronto, Raffaella?), propose ai registi di farli diventare due truffatori e d'interpretare lui stesso il robot che i due cercano di rifilare al direttore marketing Ugo Bologna. I movimenti del comico genovese furono curati dallo stesso Zed, il quale appare nei titoli di coda. Tra l'altro Villaggio, Reder e Bologna si sono già conosciuti nella saghe cinematografiche di Fantozzi.
  • Per lo sketch del ladro di biciclette Massimo Boldi volle esplicitamente Teo Teocoli come sua spalla.
  • Quando il personaggio di Leo Gullotta cerca di convincere quello di Nino Manfredi a recitare nello spot pubblicitario dei Grandi magazzini, cita alcuni grandi attori che hanno fatto spot pubblicitari tra cui lo stesso Manfredi, che nella realtà è stato per anni testimonial della Lavazza.
  • Al termine dello stesso sketch interpretato da Manfredi, quest'ultimo riprende una battuta già recitata da Paolo Panelli al convegno dei medici nel secondo episodio del film Questo e quello del 1983 ("Non è ver che sia la morte il peggior di tutti i mali, le acque oligominerali sono un male assai peggior!").
  • La sigla di coda del film è stata girata a pezzi, con ognuno dei dodici attori che cantava la sua parte davanti ad un pannello grigio e poi montata insieme; tra l'altro si può notare un evidente errore di montaggio, visto che nelle strofe Massimo Ciavarro è il settimo in ordine di apparizione ed Ornella Muti l'ultima ma nel ritornello, in cui tutti compaiono in un'unica inquadratura, le posizioni sono state invertite, così come le parti di Renato Pozzetto e Christian De Sica che nel ritornello è in quinta posizione ma nell'ordine di apparizione è in sesta.
  • L'esistenza di più versioni del film di diversa lunghezza è dovuta al fatto che, a mano a mano che le riprese andavano avanti, il produttore Vittorio Cecchi Gori inseriva nuovi attori, facendo aumentare sempre più la durata della pellicola e costringendo poi i due registi a diversi tagli, che successivamente furono reinseriti nella versione televisiva.
  • L'idea di interpretare la parte dell'invalido venditore ambulante all'uscita dei grandi magazzini fu un suggerimento dello stesso Lino Banfi ai produttori, tanto è vero che tale ispirazione gli fu attribuita dopo aver realmente assistito ad un intrattenimento di veri mendicanti all'uscita de La Rinascente di Milano.
  • Il film è stato girato presso i grandi magazzini OKAY di Viterbo (ora diventata una palestra ed una discoteca), presso l'Euromercato (oggi Carrefour) di Paderno Dugnano, in provincia di Milano, presso il Centro direzionale Colleoni ad Agrate Brianza, in particolare l'Hotel Colleoni, e a Roma, che è anche la città dove è ambientato il film: lo si deduce quando Valsecchi arriva col suo Ape al Colosseo e quando Minozzi chiede al ladro di radio la temperatura minima rilevata nella Capitale, che risponde citando, come era uso della RAI in quel periodo, sia quella della città sia quella di Fiumicino. Il porto dov'è ormeggiato lo Yacht "Mimì", della scena finale dell'episodio con Pozzetto, è in Toscana: per la precisione si tratta del molo Est della Marina di Cala Galera all'Argentario.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ GRANDI MAGAZZINI - Renato Pozzetto - Consegna pacco per mimì - YouTube

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