Burino

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Con il termine Burino, in dialetto romanesco viene designato il contadino, il campagnolo e, in senso esteso, la persona rozza o volgare.

Indice

[modifica] Origine del termine

Nell'etimo popolare si è formata la falsa credenza che il termine abbia origine con riferimento ai pastori provenienti da fuori città per vendere il burro (in romanesco attuale: buro). In realtà deriva dal latino "Buris,-is" ossia il manico dell'aratro, con cui veniva governata l'aratura dei campi ed era il termine con cui venivano designati i braccianti romani, ingaggiati come lavoratori stagionali nella Maremma Romana. Al giorno d'oggi il termine può avere due signficati: uno dispregiativo per indicare persone ed atteggiamenti vistosamente pacchiani, oppure uno bonario e scherzoso nella parlata colloquiale.

[modifica] Buro

Buro (o Boro), è un termine del dialetto romanesco, di etimologia incerta, forse apocope o più precisamente "retroformazione" da burino, erroneamente percepito come diminutivo). Diversamente dal burino, l'individuo del contado ed il coatto, il cosiddetto ragazzo di strada, il boro invece è l'inurbato di ceto medio-basso con velleità di appartenenza altoborghese e che scimmiotta goffamente, manifestando nei modi e negli atteggiamenti sgradevoli (esternando appunto boria) la sua bassa estrazione sociale.

[modifica] Zoro

Neologismo per indicare ora il suddetto boro ora il teppistello vile, ben distinto dal coatto. Ennesimo termine di etimologia incerta, forse una deformazione di boro apponendo una "z" cacofonica peggiorativa, oppure un riferimento ad un tipo di calzatura infradito dal plantare sottile e di plastica rigida oppure un'ennesima deformazione romanesca del personaggio letterario di Zorro, dal caratteristico costume nero, nome trasposto nell'oramai celebre maschera cinematografico di Enzo, il coatto interpretato dall'attore romano Carlo Verdone. Noto nell'opera prima Un sacco bello la maschera viene riproposta in uno spot pubblicitario del 1983, dove a causa della sua inurbanità viene redarguito da un redivivo imperatore Nerone il quale, dato il suo abbigliamento nero, gli si rivolge con l'appellativo di Zorro.

[modifica] Bibliografia

F. Ravaro, Dizionario Romanesco, Ed. Newton Compton, Roma, p.153.

[modifica] Voci correlate

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