Cafone

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Cafone è un termine usato per definire una persona dai modi incivili e rozzi.

Questa parola è stata usata spesso da Ignazio Silone nei suoi romanzi, laddove con cafone egli indicava il contadino ingenuo, appena possibile cattivo, ma più facilmente beffato a sua insaputa. Silone s'illudeva che un giorno il significato di cafone avrebbe avuto una valenza positiva, motivata dal cambiamento in meglio del cafone. Tale cambiamento è mancato, e dare del cafone ad una persona continua a voler indicare quella persona come di basso intelletto e bassi istinti oppure dalle maniere rozze e scurrili, indipendentemente dallo status sociale che la persona possiede.

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

L'origine del termine è incerta; molti dizionari (come lo Zingarelli) la danno per sconosciuta.

È però popolare la seguente interpretazione: nell'entroterra del basso Lazio, ai confini con la Campania, intorno al 1400, quando nei comuni del Frusinate o del Casertano arrivavano gli abitanti dei villaggi montani delle zone adiacenti, con delle funi arrotolate intorno alla spalla o alla vita, per acquistare il bestiame nelle fiere, questi venivano identificati dagli abitanti locali come quelli co' 'a fune. Da qui, il termine.

Quest'interpretazione non gode di credito presso gli studiosi di etimologia, che danno come più probabile una derivazione dal latino cabònem (da cabo-onis, 'cavallo castrato') oppure dal nome di un centurione romano di nome Cafo.

Due anni dopo la morte di Cesare (15 marzo 44 a.C.), venne dedotta in Benevento (42 a.C.) una colonia di veterani che aveva combattuto col dittatore un po' dovunque, dalla Gallia, alla Bretagna, nella Spagna, in Grecia ed in Egitto. La deduzione fu voluta da Antonio collega del consolato di Cesare ed ora rivale del suo erede Ottaviano e fu guidata da Lucio Munazio Planco che si orientò verso Ottaviano quando gli eventi si volsero propizi a quest'ultimo.
Fra gli invitati a distribuire i nuovi lotti nell'agro pubblico del Sannio e della Campania, operò un rozzo centurione di nome Cafo che si insediò con i suoi nel territorio di Capua dove prese a spadroneggiare. E dovettero essi apparire rozzi e villani a quei campani che conservavano la luce di una vetusta civiltà ed il culto per l'eloquenza, la poesia, la musica ed il canto. "Cafones" furono i seguaci di Cafo ed il nome penetrato nell'uso popolare si diffuse nelle altre città del Mezzogiorno dove è adoperato per indicare persone poco use alla vita cittadina, ma soprattutto di modi inurbani e rozzi.

Secondo un'altra tradizione, quando i nobili campani (Napoletani, Salernitani, ecc.) avevano la necessità di traslocare, chiamavano "chill co' 'a fune" ovvero la ditta di trasloco che con funi e carrucole passava il mobilio dai piani al terreno, poi sempre "ca' fune" (con la corda) assicuravano il tutto ai carri. Data la bassa scolarità del personale "chill ca' fune" si trasforma in "chill cafune" e in italiano corrente "quei cafoni".

Sempre in tema di derivazione napoletana/campana, il termine cafone trarrebbe origine dall'espressione utilizzata per indicare gli abitanti delle colline che, in occasione degli affollati mercati cittadini, arrivavano tenendosi legati con una fune per non perdersi l'un l'altro: "con la fune" = "ca' fun" = cafone.

Il Devoto-Oli. Vocabolario della lingua italiana, ipotizza che il sostantivo cafone derivi dal verbo cavare nel senso di ‘scavare, rivoltare la terra’ con suffisso accrescitivo.

Secondo una controversa analisi linguistica di Giovanni Semerano, il termine cafone, al pari del greco kape 'greppia, mangiatoia', si chiarisce con accadico qabû 'stalla' e accadico enu, sumero en 'signore'. Trasparente il significato: 'signore della stalla'; 'padrone di greggi, armenti', latino pecus, pecunia. In tale veste, cafone, in cui è avvenuto lo scambio di labiale f < b, richiama accadico qabûm 'comandante, che dà ordini'. Il significato, traslato, di persona sgarbata, rozza, arrogante, inurbana, trae origine dal tono burbero, ruvido, brusco, severo, con il quale il cafone dà voce e comunica con i suoi animali.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Alfredo Zazo, Curiosità Storiche Beneventane ed. De Martini, Benevento 1976.
  • Giovanni Semerano " Le Origini della Cultura Europea" Rivelazioni della linguistica storica.- Leo. S. Olschki Editore- Firenze MCMLXXXIV p.157 e p.692. Dizionari etimologici della lingua greca, della lingua latina e di voci moderne - MCMXCIV - Ristampa MM