Carrefour

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Carrefour
Logo
Stato Francia Francia
Tipo società anonima
Borse valori
Fondazione 1959 a Annecy
Sede principale Levallois-Perret
Filiali 11.000 punti vendita in 30 paesi
Persone chiave José Luis Duran, Robert Halley
Settore grande distribuzione organizzata
Prodotti alimentari e beni di largo consumo
Fatturato Green Arrow Up.svg 81 miliardi di (2011)
Utile netto Green Arrow Up.svg 371 milioni di (2011)
Dipendenti 495.000 (25.500 in Italia) (2009)
Slogan (IT) Ogni giorno è positivo.
(FR) Les prix bas, la confiance en plus.
Sito web www.carrefour.com

Carrefour (pronuncia: /kaʁ'fuʁ/fr, /kar'fur/it = carfúr) è una società francese operante nella grande distribuzione organizzata a livello internazionale.
Il suo marchio rappresenta una "C", di colore bianco, descritta dallo spazio che rimane libero tra la forma rossa di sinistra e quella blu di destra.

Struttura e presenza nel mondo[modifica | modifica sorgente]

È il secondo più grande gruppo al dettaglio nel mondo in termini di reddito e vendite dopo l'americana Wal-Mart ed il primo a livello europeo; in Italia è il secondo distributore nazionale. Carrefour è presente in 30 paesi, principalmente nell'Unione europea, Brasile e Argentina, oltre che in Nord Africa e Asia. Il primo supermercato Carrefour apre nel 1959 ad Annecy in Francia, oggi è il punto di vendita ad insegna Carrefour più piccolo al mondo. Il gruppo è stato creato da Marcel Fournier e Louis Defforey.

Il primo punto vendita in Italia viene aperto a Carugate (MI) nel 1972 grazie ad un accordo al 50% con la Standa (all'epoca una delle più importanti GDO italiane, appartenente alla Montedison). Successivamente Carrefour si ritira dall'Italia per poi farvi ritorno alcuni anni dopo, con mezzi propri, nel 1993 a Marcon (VE) all'interno del centro commerciale "Valecenter". Nello stesso anno acquisisce gli ipermercati ad insegna "Al Gran Sole", convertendoli in Carrefour (eccetto quello nel centro commerciale "I Giardini del Sole" di Castelfranco Veneto che viene ceduto alla partecipata "Finiper", probabilmente per evitare una concorrenza troppo stretta col pdv di Marcon, non troppo distante da tale ipermercato).

Nel 1999 avviene la fusione con la Promodès, uno dei più grandi competitori nel mercato francese, già presente in Italia attraverso l'alleanza con il Gruppo GS di cui nel 2000 assume il controllo, potendo così espandersi nel mercato italiano. Si comincia ribattezzando in Carrefour gli ipermercati a marchio "Continente", "Mega", e Euromercato (che un tempo designava gli ipermercati di proprietà prima del gruppo Montedison e poi del gruppo Fininvest) e creando una nuova catena di piccoli supermercati per i paesi medio-piccoli, Dìperdì. Recentemente alcuni Iperstore GS sono stati convertiti in Carrefour.

Attualmente in Italia il gruppo Carrefour opera con una rete distributiva composta da 61 ipermercati ad insegna Carrefour, 449 supermercati, superstore ed iperstore ad insegna Carrefour market, 854 supermercati di prossimità ad insegna Carrefour express e 15 cash & carry con le insegne DocksMarket e Gross Iper. Inoltre 24 punti vendita sono dotati anche di un impianto per l'erogazione di carburante, alcuni a marchio, altri in co-branding con altre compagnie.

Punti vendita in Italia[modifica | modifica sorgente]

In Italia sono presenti 62 ipermercati Carrefour, in tutte le regioni tranne Puglia e Molise (qui però è presente con altre insegne). La politica di Carrefour in Italia sembra prevedere un disimpegno: dopo il "tentativo" di vendita di 11 ipermercati nel Sud Italia (fallito per carenza di acquirenti), la dirigenza ha deciso un taglio di personale in quelle realtà non remunerative; di cui le procedure di licenziamento per circa il 50% del personale in diversi ipermercati, tra cui quello, storico, di Roma Romanina (già Ipermondo ed Euromercato). La procedura di mobilità, iniziata il 29 luglio 2008, prevede il licenziamento di 125 lavoratori su un totale di 241 dipendenti. I primi licenziamenti sono avvenuti il 12 gennaio 2009, quando sono state licenziate 115 persone[1][2][3]. Nel mese di ottobre 2008 è avvenuta la chiusura dell'intero piano superiore dell'ipermercato nel Centro Commerciale La Romanina - Roma, mentre un anno dopo, è avvenuta la chiusura dell'intero ipermercato nel Centro Commerciale Raffaello - Roma, e sempre nel 2009 con la chiusura del Carrefour Bari Nord, sono stati licenziati 144 operai dopo un accordo sindacale e venduta la licenza alla Ipercoop tramite un prestanome titolare di una società immobiliare.

Il 18 novembre 2010 in seguito alla causa inoltrata dai 115 licenziati il giudice del Lavoro del tribunale di Roma Giovanni Armone ordina il reintegro immediato di tutti i licenziati, il rimborso di tutte le mensilità arretrate e delle spese legali, (il costo si aggira intorno ai 3.500.000 euro). Le motivazioni della condanna vanno dal vizio di forma dell'apertura della mobilità al fatto che la mobilità doveva coinvolgere tutta la piazza di Roma e non doveva essere discriminante nella scelta della platea.[4]. Dopo 4 mesi l'azienda ignora la condanna del giudice di Roma e lascia ancora a casa gli ex licenziati senza stipendio e senza lavoro.[5]. Inoltre il 15 luglio 2011 si è conclusa la trattativa di cessione del ramo associato Carrefour, Gdm-Supermercati Quiper e Carrefour Express alla Eurologistick Company-Gruppo PAM dopo le tante proteste dei 495 lavoratori mandati in cassa integrazione che alla fine hanno vinto ed entro il 2012 torneranno tutti al lavoro.

Nella divisione Cash and Carry sono presenti 13 punti vendita, situati prevalentemente nel nord-ovest: Nichelino (TO), Burolo (TO), Chieri (TO), Novara, Torino, Pollein (AO), Vigevano (PV), Vado Ligure (SV), Alessandria, Desenzano sul Garda (BS), Roncadelle (BS), Acqui Terme (AL). In Toscana, il più grosso ipermercato è a Massa. Sono presenti anche tre ingrossi aperti al dettaglio Grossiper: Vigliano Biellese (BI), Torino, Poirino (TO).[6][7]

Razionalizzazione della rete vendita[modifica | modifica sorgente]

Presenza di Carrefour nel mondo, direttamente (blu) e tramite affiliati (blu chiaro) (2007)

Il management della holding internazionale ha intrapreso una strategia di razionalizzazione della rete di vendita e della presenza nei paesi dove non è stata raggiunta una posizione di leadership. Conseguentemente a questa politica, il gruppo Carrefour ha disinvestito in Portogallo (cedendo alla società Sonae gli ipermercati ma non i supermercati), in Svizzera (dismettendo l'intera rete di vendita a favore di Coop Svizzera) ed altri paesi (Cile, Corea del Sud). In contemporanea alle dismissioni, Carrefour sta investendo molto in paesi dell'Est europeo (Romania e Bulgaria in primis) e in Cina, dove ha già oltre 100 negozi, e si prepara allo sbarco in India. In Italia Carrefour, secondo Il Sole 24 ORE, ha dato incarico a Citigroup Bank di trovare un acquirente per 11 ipermercati al Sud e 17 cash and carry, scegliendo di focalizzarsi al Centro-Nord del paese e nei core business[8]. Per la Puglia e la Basilicata la rete Carrefour è stata ceduta a Coop Estense[9].


Sabato 10 novembre 2007, un'offerta di olio di colza con lo sconto del 20% ha scatenato una ressa con tre morti e 30 feriti in un negozio Carrefour di Chongqing, in Cina. Le vittime sono state calpestate da una folla gigantesca che premeva per acquistare una bottiglia da 5 litri di olio. L'offerta è inserita nell'ambito dei festeggiamenti per il decimo anniversario della sua prima apertura nel paese. Ma si è andati oltre tutte le previsioni di successo: centinaia di cinesi si sono messi in fila dalle 4 del mattino per accaparrarsi uno sconto su un prodotto che dall'inizio dell'anno ha subito rincari del 30%. All'apertura dei cancelli diversi clienti sono finiti a terra e sono stati travolti e schiacciati dalla massa[10].

Loghi[modifica | modifica sorgente]

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Il Messaggero
  2. ^ licenziamenti carrefour romanina: facciamoci sentire - YouTube
  3. ^ LargoConsumo.info: Rassegna on line di argomenti, nomi e numeri del largo consumo italiano
  4. ^ Carreofur Romanina, la battaglia dei 102 lavoratori: licenziati, non reintegrati e dimenticati
  5. ^ Il Messaggero
  6. ^ http://www.docksmarket.it/pdv_docks.html
  7. ^ http://www.gruppogdm.it/puntivendita/Pagine/default.aspx
  8. ^ Un articolo sulla vendita degli iper in Italia
  9. ^ Portale E-coop.it
  10. ^ La tragedia di Chongqing

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]