Rocky IV

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Rocky IV
Rocky4.JPG
Una scena del film.
Titolo originale Rocky IV
Paese di produzione USA
Anno 1985
Durata 91 min
Colore colore, bianco e nero
Audio sonoro
Rapporto 1:85.1
Genere drammatico, sportivo
Regia Sylvester Stallone
Soggetto Sylvester Stallone
Sceneggiatura Sylvester Stallone
Produttore Robert Chartoff, Irwin Winkler
Produttore esecutivo James D. Brubaker, Arthur Chobanian
Casa di produzione United Artists, Metro-Goldwyn-Mayer
Fotografia Bill Butler
Montaggio John W. Wheeler, Don Zimmerman
Musiche Vince DiCola
Tema musicale Bill Conti
Scenografia Bill Kenney
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Premi
« Se io posso cambiare... e voi potete cambiare... tutto il mondo può cambiare! »
(Rocky Balboa ai russi, dopo l'incontro decisivo)

Rocky IV è un film del 1985 diretto da Sylvester Stallone.

È il terzo sequel del fortunato Rocky del 1976 e, come i precedenti episodi, è sceneggiato, diretto e interpretato da Sylvester Stallone. Prodotto nuovamente da Robert Chartoff e Irwin Winkler, il film vede Rocky Balboa affrontare il russo Ivan Drago per vendicare la morte di Apollo Creed.

Il film venne girato durante gli anni dell'escalation statunitense di pressioni militari e finanziarie contro l'Unione Sovietica[1], nazione che l'allora presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan definì con l'espressione Impero del Male,[2] e ha infatti come soggetto la rivalità tra Rocky, il pugile italoamericano che rappresenta gli Stati Uniti d'America, e Ivan Drago, il pugile russo che rappresenta l'Unione Sovietica. Il film tuttavia lascia nel finale un messaggio di pace quando, al termine del match fra i due pugili, il pubblico acclama Rocky dopo un suo discorso in cui condanna l'odio tra USA e URSS.

Il franchise è stato proseguito da Rocky V (1990).

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Dall'Unione Sovietica arriva il pugile Ivan Drago, campione olimpico, il cui staff annuncia ai mass media americani di voler sfidare la boxe statunitense.

Apollo Creed, ferito nell'orgoglio, decide di affrontare il pugile russo in un incontro di esibizione. Rocky cerca di persuadere l'amico a rinunciare, ma inutilmente. Apollo crede, infatti, che la sfida non sia un semplice incontro di boxe, ma un vero e proprio confronto fra Stati Uniti e Unione Sovietica. Inoltre Apollo, ritiratosi dalla boxe cinque anni prima, vuole essere protagonista ancora una volta di una nuova ed esaltante sfida.

Lo spettacolo viene organizzato in grande stile: Apollo arriva sul ring vestito con i colori della bandiera statunitense, scendendo da un colossale ascensore, con alle spalle una colossale testa di toro sbuffante, in un tripudio di pubblico, ballerini e cantanti, tra cui spicca James Brown. Di contro, Drago è accolto dai fischi. Ma quella che doveva essere soltanto un'esibizione si trasforma presto in tragedia: Apollo, che inizialmente pare reggere bene l'incontro, viene ucciso al secondo round a causa dei violenti colpi del colossale Drago, rifiutando di chiedere a Rocky (che siede all'angolo in veste di manager) di gettare la spugna.

Rocky è sconvolto e decide di vendicare l'amico, lanciando al russo una sfida che per la federazione americana non è omologata per l'assegnazione del titolo di campione mondiale. Rocky è però costretto ad accettare alcune condizioni: l'incontro si terrà a Mosca, di fronte al pubblico e alle autorità russe, il giorno di Natale, senza guadagnare alcun soldo.

Rocky, insieme a Paulie, Duke e successivamente Adriana, raggiunge la Russia per allenarsi in vista dell'incontro. Qui svolgerà un durissimo allenamento, parallelamente a Ivan Drago. Ma mentre il pugile russo è seguito passo passo da un'equipe medico-tecnica, utilizza macchinari d'allenamento all'avanguardia e si sottopone a frequenti dosi di steroidi e anabolizzanti (nonostante le rigettate accuse di doping avanzate in conferenza stampa), Rocky si allena da solo, con i suoi pochi amici-aiutanti, in un casolare sperduto in mezzo alla tundra: corre in mezzo alla neve, spacca legna, solleva enormi pesi rudimentali e raggiunge a piedi la vetta di una montagna; il tutto sotto lo stringente controllo degli agenti segreti sovietici.

Il giorno del match Rocky viene messo subito in difficoltà e appare inerme: il campione russo sembra invalicabile; ma, alla seconda ripresa, Rocky colpisce Drago con un destro violentissimo ferendolo al sopracciglio sinistro. Dopo questo evento, Rocky prende sempre più coraggio, anche incitato dal suo allenatore Duke da bordo ring che gli fa capire che anche l'avversario è un uomo e non una macchina.

Inizia così una vera e propria "guerra" fra i due: uno scambio impressionante di colpi letali che lascia entusiasmato il pubblico e impressionate le autorità presenti in tribuna che si aspettavano una facile vittoria del loro beniamino, ma che restano a bocca aperta nel constatare l'incredibile resistenza del pugile americano che si rialza ogni volta che finisce al tappeto.

Nel corso dell'incontro, Drago perde progressivamente la sicurezza iniziale, mentre Rocky, al contrario, guadagna sempre più terreno e alla quindicesima ripresa, colpendo con tutte le sue forze residue, riesce a mettere K.O. l'avversario.

Il pubblico, che gli era stato ostile all'inizio, a metà del match finisce per incitare Rocky, acclamandolo a gran voce dopo la vittoria. Nel suo discorso di ringraziamento, Rocky condanna apertamente l'odio fra il popolo russo e quello americano, così come nel suo complesso ogni manifestazione di ostilità e di conflitto fra i popoli. Il premier russo (un sosia di Mikhail Gorbaciov), davanti alle sue parole, immediatamente si alza ed è il primo ad applaudire questo inequivocabile segno di distensione fra i popoli, seguito da tutti gli altri esponenti del Cremlino.

Rocky è ancora il migliore e il trionfo in terra russa si conclude con Rocky che alza al cielo la bandiera americana che mette fine così al quarto capitolo della saga di Rocky Balboa.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Nella pellicola il Wyoming è stato usato come ambientazione per la distesa ghiacciata dell'Unione Sovietica. La piccola fattoria dove Rocky viveva e si allenava si trova nella valle di Jackson Hole, e il Grand Teton National Park è stato utilizzato per le riprese di molte delle sequenze all'aperto in Russia. Il PNE Agrodome di Hastings Park a Vancouver, British Columbia, è servito invece come arena sportiva per inscenare lo scontro tra Rocky e Drago. Il fatto che il film sia stato girato nelle zone montane fredde del Nord America e non in terra sovietica è riconducibile a motivi politici ed etici, in quanto le tensioni tra USA e URSS erano al loro culmine.

Sylvester Stallone ha dichiarato che le prime scene dell'incontro tra lui e Dolph Lundgren sono "veriste", vale a dire che Stallone chiese a Lundgren di colpirlo seriamente, per rendere il tutto più credibile, e Lundgren gli inferse un duro colpo al torace. Stallone fu quindi costretto a rimanere otto giorni in terapia intensiva.[3] Al termine della convalescenza, Stallone ha dichiarato che secondo lui Lundgren avrebbe avuto le capacità atletiche e il talento per combattere come professionista nei pesi massimi della boxe.

Durante le riprese, Carl Weathers e Lundgren ebbero dei litigi, in quanto quest'ultimo aveva esagerato con i colpi durante una delle scene del film, sbattendo l'avversario contro l'angolo del ring. Weathers decise di rinunciare al film e minacciò di chiamare il suo agente, ma poi Stallone riuscì a far conciliare i due attori. Questo evento causò l'interruzione delle riprese per quattro giorni.[3]

Sempre durante le riprese, dopo due settimane che Stallone si allenava tirando la slitta col corpo per le scene dell'allenamento, sentì un dolore lancinante nel petto. I medici che lo esaminarono dichiararono che aveva un muscolo del cuore contuso. Lo aspettò una pausa di dieci giorni prima di riprendere a girare.

Rocky IV è uno dei pochi film di sport che applica effetti sonori genuini e colpi reali.[4]

Il robot di Paulie esisteva veramente negli anni ottanta ed era stato creato dalla società CEO di Robert Doornick. Inoltre, come viene confermato da Roger Ebert, il robot possedeva davvero un'intelligenza artificiale.[5]

Furono fatte audizioni a più di 8.000 persone per il ruolo di Ivan Drago.

Tematica[modifica | modifica wikitesto]

Il film vuole essere un conflitto tra le macchine e gli uomini: le macchine tecnologiche di Drago che utilizza nei suoi allenamenti (in contrasto con gli allenamenti rudimentali di Rocky) e il robot di Paulie ne sono un esempio.[6]

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

Questo è l'unico film della serie a non avere le musiche composte da Bill Conti. Tuttavia alcuni temi originali si possono sentire alla fine del combattimento. Il motivo per cui Conti dovette abbandonare il film è a causa dei troppi impegni. In quel periodo, infatti, Conti stava componendo la musica di Karate Kid.

Nel film James Brown canta Living in America, che funge come principale canzone della colonna sonora. La musica del film fu composta da Vince DiCola e includeva canzoni di John Cafferty, Survivor, Kenny Loggins e Robert Tepper.

Il cantante e ballerino James Brown che nel film canta Living in America prima dello scontro tra Apollo e Drago.[7]
  1. Burning Heart - Survivor - 3:51
  2. Heart's on Fire - John Cafferty & The Beaver Brown Band - 4:13
  3. Double Or Nothing - Kenny Loggins & Gladys Knight - 3:45
  4. Eye of the Tiger (inclusa anche nel film Rocky III) - Survivor - 4:07
  5. War - Fanfare from Rocky (strumentale) - Vince DiCola - 5:57
  6. Living In America - James Brown - 4:44
  7. No Easy Way Out - Robert Tepper - 4:24
  8. One Way Street - Go West - 4:39
  9. The Sweetest Victory - Touch - 4:25
  10. Training Montage (strumentale) - Vince DiCola - 3:40
  11. Man Against The World (bonus track) - Survivor - 3:36

La musica orchestrale (Score) composta da Vince DiCola è stata rilasciata ufficialmente nella sua completezza solo il 10 maggio 2010, quando Intrada Records ha pubblicato l' "Original Motion Picture Score", di 15 tracce:

  1. Theme From ROCKY - 2:58
  2. Gym - 2:06
  3. Paulie's Robot - 0:42
  4. Anniversary - 1:42
  5. Drago Suite - 2:15
  6. Apollo's Death And Funeral - 2:58
  7. Stairs - 0:59
  8. Rocky And Son - 2:01
  9. Training Montage - 5:10
  10. Up The Mountain - 1:51
  11. Pre-Fight - 2:06
  12. Drago's Entrance - 1:02
  13. War - 4:39
  14. Knockout - 0:34
  15. Victory - 0:53

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Botteghino[modifica | modifica wikitesto]

Il film è stato il più proficuo della serie in patria con un incasso globale di 127,8 milioni di dollari, seguito solo dal capitolo precedente con 125 milioni. Globalmente ha incassato 300 milioni di dollari, divenendo il film sportivo più proficuo fino al 2009, superato da The Blind Side. Il film ha avuto uno scarso incasso ai botteghini del Blocco orientale. In Russia fu distribuito solo nei primi anni novanta, essendo di ispirazione alquanto "reaganiana".

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Dolph Lundgren ha ricevuto moltissime critiche positive per il ruolo di Ivan Drago. Ha vinto il trofeo Marshall per il miglior attore al Festival di Cinema Napierville. Rocky IV ha vinto anche il Golden Screen Award della Germania.[8]

Il sito Rotten Tomatoes ha riportato che il 44% delle recensioni professionali ha dato un giudizio positivo sul film.[9]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Doppiaggio italiano[modifica | modifica wikitesto]

L'edizione italiana del film è stata diretta da Luciano De Ambrosis, che inizialmente non sapeva come adattare in italiano la frase «I must break you!» («Io devo romperti») con accento russo. Fu il doppiatore Renato Mori (voce di Tony "Duke" Evers nel film) a suggerire di inserire una "i", in modo da risultare il famoso «Io ti spiezzo in due!».

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Reagan, il grande assente. Non ricorda più che fu lui a vincere
  2. ^ Per il discorso completo, http://www.hbci.com/~tgort/empire.htm
  3. ^ a b Stallone Interview With Ain't It Cool News, AICN. URL consultato il 25 gennaio 2007.
  4. ^ 'It's in the game': sport fans, film and digital gaming. G Crawford - Sport in Society, 2008
  5. ^ "Rocky IV by Roger Ebert." November 27, 1985
  6. ^ The Frankenstein myth in contemporary cinema. JH Rushing, TS Frentz - Critical Studies in Media, 1989
  7. ^ Music video on YouTube
  8. ^ Rocky IV: Award Wins and Nominations, IMDb.com. URL consultato il 3 settembre 2010.
  9. ^ http://www.rottentomatoes.com/m/rocky_iv/
  10. ^ (EN) Nomination al cofanetto della saga, Imdb Official Site. URL consultato il 17 settembre 2012.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]