Rocky IV
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
| « Io ti spiezzo in due! » | |
|
(Ivan Drago a Rocky Balboa, prima dell'incontro decisivo)
|
| « Se io posso cambiare... e voi potete cambiare... tutto il mondo può cambiare! » | |
|
(Rocky Balboa al popolo sovietico, dopo l'incontro decisivo)
|
| « Я тебя! » | |
|
(Ivan Drago alla rappresentanza russa andata ad assistere all'incontro. Ha pronunciato questa frase per dimostrare il suo attaccamento alla Russia.)
|
Rocky IV è un film del 1985 diretto da Sylvester Stallone.
È il quarto capitolo della saga del pugile italoamericano Rocky Balboa interpretato da Sylvester Stallone.
Il film venne girato durante gli anni dell'escalation statunitense di pressioni militari e finanziarie contro l'Unione Sovietica,[1] nazione che l'allora presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan definì con l'espressione Impero del Male,[2] e ha infatti come soggetto la rivalità tra Rocky, il pugile italo-americano che rappresenta gli USA, e Ivan Drago (Dolph Lundgren), il pugile sovietico che rappresenta l'URSS. Il film tuttavia lascia nel finale un messaggio di pace quando, al termine del match fra i due pugili, il pubblico acclama Rocky dopo un suo discorso in cui condanna l'odio fra il popolo sovietico e quello americano.
Indice |
[modifica] Trama
[modifica] Il ritorno di Apollo
Nel terzo capitolo dell'epica saga, Rocky Balboa aveva sconfitto Clubber Lang, riprendendosi il titolo mondiale e facendo alzare la sua popolarità rendendo ancor più leggendario il suo personaggio.
Dall'Unione Sovietica arriva un pugile di incredibile forza, Ivan Drago, campione olimpico, il cui staff annuncia ai mass media americani di voler sfidare la boxe statunitense, sicuro che Drago possa agevolmente sconfiggere qualunque lottatore americano forte di un allenamento ultra-avveniristico che ha assicurato a Drago una forza d'urto superiore più del doppio di quella di un normale pugile. Durante una dimostrazione, il suo accompagnatore riferisce testualmente: "Qualsiasi cosa lui colpisca, lui la distrugge".
Apollo Creed, ex campione del mondo e amico di Rocky, ferito nell'orgoglio accetta la sfida e decide di affrontare il pugile russo in un incontro amichevole. Rocky cerca di convincere l'amico, ormai troppo vecchio per tornare sul ring (ormai Apollo ha 42 anni), a lasciar perdere, ma questi non cambia decisione: anzi, gli fa presente che non è un semplice incontro di boxe, ma di un vero e proprio confronto fra Stati Uniti e Unione Sovietica ("Qui si tratta di noi contro di loro: non te ne rendi conto?").
[modifica] Una tragica fine
Il giorno del match, in quel di Las Vegas, Apollo entra trionfalmente nell'arena, alla sua maniera, accompagnato dall'acclamatissimo Rocky e da un grande James Brown. All'inizio sembra che possa controllare agevolmente l'avversario: Drago, però, comincia a tempestarlo di colpi terrificanti e, appena al secondo round, Apollo va giù, tramortito da un colpo potentissimo; viene immediatamente soccorso dal suo allenatore e dallo stesso Rocky, ma è tutto inutile: Apollo muore sul ring fra le braccia di Rocky. Doveva essere semplicemente un'esibizione, ma non è stato così. Nell'intervista rilasciata ai giornalisti, Drago afferma la sua superiorità e lancia la sfida a Balboa: "Un giorno batterò un viero campione!" (si volta verso Rocky) "È quello che cercava!" (Quest'ultima frase, in realtà, sarebbe dovuta essere tradotta in "E se morirà, morirà!", come lo stesso Ivan Drago pronuncia in inglese "And if he dies, he dies", rivolta verso il morente Apollo Creed e poi ripresa in una scena del successivo film della serie, questa volta pronunciata correttamente).
Balboa è sconvolto e decide di vendicare l'amico: dopo i funerali di Apollo, annuncia quindi di sfidare Drago "in trasferta" e parte verso l'Unione Sovietica accompagnato da Duke, il suo nuovo allenatore (ex trainer di Apollo), dal cognato Paulie e, in un secondo momento, dalla moglie Adrian. Qui svolgerà un durissimo allenamento, parallelo a quello al quale viene sottoposto Ivan Drago ma, mentre il pugile russo è seguito da un'intera equipe medica, assume sostanze illecite e utilizza macchinari d'allenamento all'avanguardia, Rocky, da solo, si ritira in un cascinale e si allena correndo in mezzo alla neve, spaccando legna e sollevando enormi pesi rudimentali.
[modifica] Io ti spiezzo in due
Arriva il giorno del match che, curiosamente, è quello di Natale. In tribuna d'onore c'è anche il Segretario Generale del Soviet Supremo e l'intero Politburo, convinti di festeggiare una sicura schiacciante vittoria del loro beniamino e della loro nazione, pur non essendo in palio il titolo mondiale in quanto le federazioni americane non hanno riconosciuto questo incontro. Il pubblico non risparmia fischi all'indirizzo di Rocky, e lo stesso Drago lo minaccia pochi istanti prima dell'incontro (la frase-cult "Io ti spiezzo in due!" entrata nella storia del cinema). Rocky, però, appare inerme: la montagna russa sembra invalicabile; ma incredibilmente, alla seconda ripresa lo colpisce con un destro violentissimo che apre una ferita allo zigomo del russo, così prende coraggio e comincia a tempestarlo avendo avuto conferma finalmente che ha a che fare con un essere umano e non con una "macchina". Lo stesso Duke dall'angolo lo incoraggia ("Gli hai fatto male...! Adesso ha paura! Non è una macchina è un uomo!").
A questo punto comincia fra i due una vera e propria "guerra": uno scambio impressionante di colpi letali da ambo le parti che lascia entusiamato il pubblico per lo spettacolo e impressionate le autorità che osservano dalla tribuna, che si aspettavano una facile vittoria del loro pupillo ma che dopo un pò cominciano a restare a bocca aperta per la straordinaria resistenza del pugile americano che si rialza tutte le volte che finisce al tappeto.
[modifica] Il trionfo
All'ultima ripresa, Rocky stremato risucirà a raccogliere tutte le forze residue e con una tempesta massacrante di oltre 20 colpi violentissimi risucirà a sconfiggere il gigante russo, dimostrando la propria forza, una determinazione straordinaria e conquistando perfino il pubblico che all'inizio gli era del tutto ostile, ma che alla fine lo incita fino alla vittoria.
Nel suo discorso di ringraziamento, Rocky condanna apertamente l'odio fra il popolo russo e quello americano. Il premier russo, davanti a ciò, immediatamente si alza ed è il primo ad applaudire questo inequivocabile segno di distensione fra i popoli, seguito, sia pur a malincuore, da tutti gli altri esponenti del Cremlino. Rocky è ancora il migliore e col trionfo in terra russa si conclude il quarto capitolo della saga di Rocky Balboa.
[modifica] Curiosità
| Questa sezione contiene «curiosità» da riorganizzare.
Contribuisci a migliorarla integrando se possibile le informazioni nel corpo della voce e rimuovendo quelle inappropriate.
|
- Il film si è aggiudicato ben 4 Razzie Awards nel 1985.
- peggior regista: Sylvester Stallone
- peggior esordiente: Brigitte Nielsen
- Il film è stato il più proficuo della serie in patria con un incasso globale di 127,8 ml di $, segue il capitolo precedente con 125 ml di $, globalmente ha incassato 300 ml di $, divenendo il film sportivo più proficuo di sempre.
- Il film ha avuto naturalmente uno scarso incasso ai botteghini del Blocco orientale. In Russia fu distribuito solo nei primi anni '90, essendo di ispirazione alquanto "reaganiana".
- Nel film, James Brown canta Living in America, che funge come principale canzone della colonna sonora.
- Questo è l'unico film della serie a non avere le musiche composte da Bill Conti. Tuttavia alcuni temi originali si possono sentire alla fine del combattimento.
- I due incontri che avvengono nel film non sarebbero mai stati possibili nella realtà, neanche come esibizione in quanto durante il match con Creed, Drago doveva essere squalificato dopo il primo round per avere continuato a colpire Apollo dopo la fine della ripresa, ed il match tra Balboa e Drago avrebbe dovuto essere interrotto con doppia squalifica dei due atleti dopo la rissa successiva al secondo round.
- Durante le riprese Sylvester Stallone chiese a Lundgren di colpirlo seriamente per far sembrare l'incontro più realistico, e così fu: purtroppo, però, questo costò a Sly sei giorni di terapia intensiva per aver subito un duro colpo al torace.
- Durante l'incontro finale si vedono cose assurde per un match di pugilato quali avvinghiamenti, prese alla gola e spintoni.
- Nel finale originale Rocky doveva morire al quindicesimo round per mano di Ivan Drago.
- La celeberrima frase che pronuncia Ivan Drago prima dell'incontro finale, "Io ti spiezzo in due!", entrata nella storia del cinema, in realtà sarebbe stato corretto si fosse tradotta in "Io devo romperti!" come pronunciato da Drago in inglese ("I must break you!").
[modifica] Note
- ^ http://archiviostorico.corriere.it/1999/novembre/09/Reagan_grande_assente_Non_ricorda_co_0_9911097232.shtml
- ^ Per il discorso completo, http://www.hbci.com/~tgort/empire.htm
[modifica] Altri progetti
[modifica] Collegamenti esterni
- Scheda su Rocky IV dell'Internet Movie Database
- Scheda su Rocky IV de Il mondo dei doppiatori
- (EN) Sito su cui è possibile reperire la trama di ogni film della serie, i trailer e tanto altro materiale su Rocky Balboa
- (IT) Sito amatoriale in italiano con trame, foto e le novità su Rocky Balboa
| La saga di Rocky con Sylvester Stallone |
|---|
| Film di Rocky: Rocky | Rocky II | Rocky III | Rocky IV | Rocky V | Rocky Balboa |
| Personaggi principali: Rocky Balboa | Apollo Creed | Paulie Pennino | Adriana Balboa | Mickey Goldmill | Clubber Lang | Ivan Drago | Tommy Gunn | Mason Dixon |

