Rocky V

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« Devi sfidare quell'uomo a combattere! Se si rifiuterà, dovrai insultarlo, dovrai trattarlo come un cane, dovrai umiliarlo, dovrai provocarlo per trascinarlo sul ring! »
(George Washington Duke verso Tommy Gunn)
Rocky V

La statua di Rocky
Titolo originale: Rocky V
Lingua originale: {{{linguaoriginale}}}
Paese: USA
Anno: 1990
Durata: 104'
Colore: colore
Audio: sonoro
Rapporto:
Genere: Drammatico
Regia: John G. Avildsen
Soggetto:
Sceneggiatura: Sylvester Stallone
Produttore: Michael S. Glick
Produttore esecutivo: {{{produttoreesecutivo}}}
Casa di produzione: {{{casaproduzione}}}
Distribuzione (Italia): {{{distribuzioneitalia}}}
Storyboard: {{{nomestoryboard}}}
Art director: {{{nomeartdirector}}}
Character design: {{{nomecharacterdesign}}}
Mecha design: {{{nomemechadesign}}}
Animatori: {{{nomeanimatore}}}
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Episodi:
Fotografia: Steven B. Poster
Montaggio: John G. Avildsen, Robert A. Ferretti, Michael N. Knue
Effetti speciali:
Musiche: Bill Conti
Tema musicale: {{{temamusicale}}}
Scenografia: William J. Cassidy
Costumi:
Trucco:
Sfondi: {{{nomesfondo}}}
Sequel: {{{nomesequel}}}
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Rocky V è un film americano di John G. Avildsen del 1990.

Il film vede il ritorno di Sylvester Stallone nei panni del pugile Rocky e del regista che aveva diretto già il primo film della serie.

A questo film partecipa il figlio di Stallone nel ruolo di Rocky jr.

Indice

[modifica] Trama

[modifica] Il ritiro

Rocky ha appena battuto in terra russa il gigante Ivan Drago, e rientra trionfalmente in America, osannato dai suoi fans.

Lo attende un'amarissima sorpresa: suo cognato Paulie, prima di partire con lui per la Russia, aveva firmato imprudentemente una procura ad un amministratore senza scrupoli, che ha praticamente dilapidato tutto il suo patrimonio.

L'unico rimedio sarebbe tornare quanto prima sul ring accettando l'offerta per un match valido per il titolo mondiale, in programma a Tokyo, contro Union Cane, un atleta sponsorizzato dal perfido promoter George Washington Duke, e la cospicua borsa in palio rimetterebbe tutto a posto; Rocky, però, è uscito dal match con Drago con un gravissimo danno cerebrale che gli potrebbe essere fatale se ritornasse sul ring.

È quindi giunto per Rocky il triste momento del ritiro da pugile professionista: per effetto di ciò, abbandona il titolo di campione del mondo dei pesi massimi che resta quindi vacante, tutti i suoi averi (compresa la lussuosa villa, le auto e quant'altro) vengono messi all'asta per pagare i creditori ed estinguere i debiti contratti dall'infedele amministratore e, con sommo rimpianto, egli torna a vivere nella vecchia casa dove abitava un tempo quando si sposò, insieme alla moglie, al figlio ed al cognato.

Al fine di guadagnarsi da vivere, riapre la vecchia palestra del suo defunto manager Mickey ed intraprende la nuova occupazione di allenatore di aspiranti pugili.

George Washington Duke, frattanto, insiste nel suo intento di riportare Balboa sul ring, incurante dei rischi che Rocky potrebbe correre e soltanto per sfruttarne la sua notorietà.

Tuttavia, anche grazie all'intervento di Adriana, Rocky rimane fermo sulla sua decisione, sia pur molto sofferta, di aver appeso i guantoni al chiodo.

[modifica] L'allievo

Un giorno si presenta a lui un promettente ragazzotto, Tommy Gunn.

L'approccio non è dei migliori: il giovanotto ha delle qualità, ma è un po' troppo irruento.

Rocky ha molte esitazioni, e Tommy insiste perchè lui gli faccia da allenatore e manager.

Un pò alla volta, Rocky comincia ad affezionarsi al nuovo arrivato, che gli ricorda i tempi del suo esordio da professionista. La dedizione che riserva a Tommy è tale da distoglierlo perfino dalle attenzioni per il figlio Rocky Jr. (interpretato dal vero figlio di Stallone, Sage) che, fra l'altro, fatica ad inserirsi nella vita di tutti i giorni in quanto è bersaglio di due bulletti della sua nuova scuola.

Questo problema viene comunque superato dal ragazzo, che in seguito ad allenamenti e all'apprendimento di tecniche pugilistiche presso la palestra del padre, riesce a ribellarsi ai due bulli, stendendo a terra il capo dei due dinnanzi a tutta la scuola.

Dopo questo episodio subisce una profonda delusione quando, corso a casa per raccontare la sua impresa al padre, quest'ultimo quasi non lo ascolta, preso dagli allenamenti del suo pupillo.

Tommy Gunn non è però così riconoscente con il suo maestro come dovrebbe: infatti, vittoria dopo vittoria, ben allenato da Rocky, inizia a toccar con mano la celebrità, che gli dà alla testa al punto di renderlo impaziente di poter aspirare in breve tempo al titolo mondiale.

Rocky cerca di convincerlo che i tempi non sono ancora maturi e che deve ancora incamerare esperienza, ma Tommy non esita un istante a mollarlo al momento in cui si imbatte nell'infido George Washington Duke che, intenzionato a fare tornare sul ring Balboa usando il suo pupillo come esca, promette al suo allievo mari e monti elargendogli denaro, un'auto nuova e mettendogli accanto una ragazza belloccia prezzolata.

Duke organizza in qualche settimana un incontro con Union Cane (che aveva conquistato nel frattempo il titolo lasciato vacante da Rocky) mettendo in palio la corona mondiale.

[modifica] Vogliamo Balboa !

Arriva il giorno dell'incontro, che si rivelerà una farsa: un fischiatissimo Tommy, senza la guida di Rocky (che assiste all'incontro da casa alla TV), è comunque incredibilmente determinato e motivato, e manda subito al tappeto Cane (ritenuto dai giornalisti un "fantoccio" e un "pugile di secondo ordine con le mascelle più piene di vetro di un lampadario di cristallo") vincendo già al primo round, ma commette una gaffe clamorosa: al momento dei ringraziamenti davanti ai microfoni ed alla TV, dedica la vittoria a Duke senza nemmeno accennare al nome del suo vero maestro Rocky.

Questo particolare non sfugge al pubblico ed ai giornalisti, che nella successiva conferenza stampa contestano ulteriormente la sua vittoria ritenendolo soltanto un burattino che vivrà per sempre dietro l'ombra del suo maestro.

Tommy si sente profondamente umiliato e ferito nell'orgoglio e, istigato dal perfido Duke, si precipita da Rocky per sfidarlo, direttamente nel bar di periferia dove Rocky è solito recarsi per una birra con il cognato e con gli amici di una vita.

Rocky, che nel frattempo ha riguadagnato la stima del figlio, quasi lo ignora, ma indispettito da un pugno che Tommy ha sferrato in faccia a Paulie solo perché quest'ultimo gli aveva rinfacciato con durezza la sua ingratitudine, decide di affrontarlo a viso aperto in strada per impartigli una lezione.

[modifica] Rocky, il vero campione

Inizia una lotta corpo a corpo senza esclusione di colpi, al cospetto di TV e giornalisti accorsi a frotte.

Rocky inizialmente viene messo in difficoltà: la differenza di età si fa sentire, e soprattutto Rocky deve fare i conti con la patologia irreversibile al cervello causata dai pugni dell'ultimo incontro contro Drago (che rivive in qualche ricordo, quando, stordito dai colpi di Gunn, sente una serie di fitte al cervello rievocando alcuni ricordi salienti di quel drammatico incontro).

Malgrado i colpi alle spalle di Gunn, alla fine, con un impeto di orgoglio, Rocky riuscirà a mandar giù il suo vecchio ed irriconoscente allievo, oltre al perfido Duke: quest'ultimo, non rinunciando a provocare Rocky nemmeno dopo il suo trionfo ("Toccami e ti denuncio, pupazzo!"), viene letteralmente sollevato da terra e sbattuto sulla macchina da un terribile colpo che Rocky gli piazza nel ventre ("Vammi a denunciare...!")

Gunn viene arrestato e Rocky verrà portato in trionfo dalla gente del suo quartiere, prete incluso.

Il finale prevedeva in origine la morte di Rocky per mano di Tommy Gunn; poco prima che la produzione iniziasse, però, Stallone decise di cambiarlo, convinto che Rocky rappresentasse la voglia di ricominciare a combattere anche dopo un disastro.

[modifica] Incassi

Il film incassò 119.9 milioni di dollari.

[modifica] Curiosità

  • Quando Rocky rievoca le immagini del passato, durante il combattimento con Gunn, ricorda la frase che Ivan Drago aveva pronunciato riferendosi a Creed ("And if he dies, he dies"). Stavolta, in questo "sogno", a differerenza del capitolo precedente, la frase viene tradotta correttamente ("E se morirà, morirà").
  • Rocky, nel corso di una scena sostiene che nella sua carriera abbia disputato circa 60 incontri. Ma in realtà gli incontri disputati sono almeno 80 come verrà riportato nel boxing record di Rocky nel capitolo finale.

[modifica] Doppiaggio italiano

  • In questo film vengono reinseriti i nomi italianizzati di Adriana (Adrian) e Tony (Duke).

[modifica] Collegamenti esterni

[modifica] Altri progetti

La saga di Rocky con Sylvester Stallone
Film di Rocky:
Rocky | Rocky II | Rocky III | Rocky IV | Rocky V | Rocky Balboa
Personaggi principali:
Rocky Balboa | Apollo Creed | Paulie Pennino | Adriana Balboa | Mickey Goldmill | Clubber Lang | Ivan Drago | Tommy Gunn | Mason Dixon
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