Rambo III

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Rambo III
Rambo III - screenshot.jpg
Una scena del film
Titolo originale Rambo III
Paese di produzione USA
Anno 1988
Durata 102 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 2.35 : 1
Genere azione, avventura, guerra
Regia Peter MacDonald
Soggetto basato sui personaggi creati da David Morrell
Sceneggiatura Sylvester Stallone, Sheldon Lettich
Produttore Buzz Feitshans
Produttore esecutivo Mario Kassar, Andrew G. Vajna
Fotografia John Stanier
Montaggio O. Nicholas Brown, Andrew London, James R. Symons, Edward A. Warschilka
Musiche Jerry Goldsmith
Scenografia Bill Kenney
Costumi Richard La Motte
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Rambo III è un film del 1988 diretto da Peter MacDonald, interpretato da Sylvester Stallone. È la terza pellicola della saga dedicata al reduce John Rambo.

Il budget del film, dedicato al "valoroso popolo afghano", fu di 65 milioni di dollari e ottenne come incasso finale 189 milioni di dollari.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

John Rambo si trova in un monastero buddista in Thailandia ad aiutare una tranquilla comunità di monaci, svolgendo per loro alcuni lavori, nel tentativo di ritrovare la pace interiore. Di tanto in tanto fa degli incontri di lotta nei bassifondi asiatici per racimolare denaro da donare ai monaci.

Il colonnello Trautman lo raggiunge per coinvolgerlo in una operazione americana per tentare di colpire un commando sovietico che, invaso il territorio dell'Afghanistan, compie genocidi verso la popolazione locale. Rambo però, stanco di essere coinvolto in assurde guerre, rifiuta l'invito dell'amico.

Quando successivamente viene informato della cattura di Trautman, portato nella base operativa del nemico per essere interrogato dal Comandante Zaysen riguardo ad una presunta base missilistica americana, decide di intervenire di persona per cercare di liberarlo.

Intraprende quindi il suo viaggio verso l'Afghanistan, per cercare un contatto allo scopo di raggiungere, senza farsi notare, la base operativa. Aiutato dai ribelli del posto, i mujaheddin, che conosce per merito del suo contatto, il ribelle Mousa, riesce ad entrare nel forte nemico e, dopo vari combattimenti, a recuperare il colonnello; ma nel tentativo di fuga, dopo essere finiti in una trincea nel bel mezzo del campo di battaglia, vengono raggiunti e accerchiati dagli agguerriti plotoni sovietici.

Proprio quando sembra che per Rambo e Trautman sia la fine certa, i soldati che li accerchiavano vengono spazzati via; improvvisamente un centinaio di ribelli a cavallo intervengono per aiutare i due a combattere contro gli invasori per la loro libertà.

Nella scena finale Rambo, alla guida di un carro armato, affronta il colonnello sovietico, alla guida di un elicottero Mil Mi-24: i due veicoli si lanciano l'uno contro l'altro a tutta velocità, sparandosi poco prima dell'impatto: alla fine, un pauroso urto frontale determina la distruzione dell'elicottero, mentre Rambo, protetto dal veicolo corazzato, ha la meglio, uccidendo Zaysen.

Infine Rambo dona il suo ciondolo portafortuna a un bambino del villaggio che lo aveva aiutato e assieme a Trautman torna in jeep in Thailandia, ora che Trautman vuole andare a vivere con lui.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Inizialmente il regista del film sarebbe dovuto essere Russell Mulcahy, ma pochi giorni dopo l'inizio delle riprese venne sostituito dal direttore della fotografia Peter MacDonald.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Al box office nazionale l'incasso fu di 53'715'611 dollari, di circa 11 milioni inferiore al suo bilancio complessivo. Tuttavia il film raggiunse un incasso mondiale di 189'015'611 milioni di dollari.

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

La canzone che si sente alla fine del film è He ain't heavy, He's my brother, cantata da Bill Medley.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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