Mickey Goldmill

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Michael "Mickey" Goldmill
Mickey nel primo film
Mickey nel primo film
Universo Rocky
Lingua orig. Inglese
Soprannome Mickey
Autore Sylvester Stallone
1ª app. in Rocky
Ultima app. in Rocky III
Rocky V e Rocky Balboa (flashback)
Interpretato da Burgess Meredith
Voci italiane
Sesso Maschio
Data di nascita 7 aprile 1905
Professione ex pugile
  • allenatore
« Ancora un altro round e lo massacri! Ce la puoi fare... Non ho sentito la campana! Forza Alzati! Mickey ti vuole bene... »
(Mickey Goldmill mentre Rocky ricorda i suoi incoraggiamenti in Rocky V)

Michael "Mickey" Goldmill (7 aprile 1905 - New York, 15 agosto 1981) è un personaggio immaginario della fortunata serie di film Rocky, interpretato da Burgess Meredith.

Creazione[modifica | modifica sorgente]

« Quando scrissi il personaggio di Mickey pensai: "Questo è un ruolo chiave", perché quel personaggio rappresentava in tutto e per tutto un uomo i cui sogni erano stati infranti, un essere umano assolutamente non realizzato. Quindi scelsi un uomo che avesse anche lui questo aspetto, e avesse quel tipo di integrità, potenza e onestà per mostrarlo sullo schermo. »
(Sylvester Stallone.[1])

Come rivelato da Sylvester Stallone, creatore della saga di Rocky, Mickey doveva essere inizialmente un uomo razzista e malvagio, ma poi, al variare della sceneggiatura, il personaggio mutò notevolmente.[1] Attraverso Mickey, Stallone voleva portare sul grande schermo "l'essere umano non realizzato".[1]

Stallone scrisse il personaggio di Mickey per Lee J. Cobb, ma questi rifiutò il ruolo.[2] Solo dopo altri provini la scelta ricadde su Burgess Meredith, il quale si immedesimò a tal punto nel personaggio da convincere i produttori e Stallone al primo provino.[2] Meredith trasse ispirazione sui veri organizzatori e i manager del passato.[1] Lavorò sulla ricerca di una voce iconica, e su una postura e camminata in accordo alla natura irrealizzata del personaggio, leggermente ingobbita, e anche su altri aspetti come distorcere il naso o cambiare voce.[1]

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Il personaggio compare per la prima volta nel film Rocky. Mickey è stato campione dei pesi gallo a metà degli anni '20. Avrebbe vinto 42 incontri, di cui 23 per ko, mentre ne avrebbe persi 20, di cui 18 per ko. Dopo aver chiuso la carriera di pugile, ha aperto una palestra a Philadelphia ed è diventato allenatore di Rocky nel '76. Inizialmente non vede di buon occhio il protagonista, in quanto è conscio che quest'ultimo sta semplicemente sprecando le sue abilità di pugile facendo da "strozzino" per Mr. Gasco, un gangster italo-americano che comanda in un quartiere di periferia della città. Dopo aver scoperto che Rocky è stato scelto per combattere contro il campione del mondo Apollo Creed, Mickey si presenta più tardì nella residenza del pugile e lo convince a prenderlo come manager. Seppur contrario all'idea all'inizio, Rocky accetta la proposta di Mickey e si riappacifica con lui. Mickey, così, allena Rocky in vista dell'incontro con Creed, supportandolo nel corso del combattimento, nel quale l'allievo viene sconfitto ai punti dal campione.

In Rocky II, Mickey convince Rocky a non combattere più a causa dei danni riportati all'occhio destro. Tuttavia, dopo gli insulti di Creed in televisione e sui giornali, alla fine decide di assecondare l'allievo e lo allena per la rivincita con Apollo, nel quale stavolta il protagonista ha la meglio dopo un durissimo combattimento.

In Rocky III, Mickey capisce che Rocky non è più lo stesso dall'incontro con Creed e quindi cerca di avvantaggiare la sua carriera di campione portandolo contro buoni pugili non eccezionali, evitandogli in questo di fargli incontrare i migliori e permettendogli di mantenere il titolo sino al suo ritiro. Mickey tiene segreta questa verità a Rocky per alcuni anni, ma è costretto successivamente a rivelargli tutto quando l'allievo decide di affrontare Clubber Lang, un emergente pugile afro-americano molto violento. Mickey esorta Rocky a non combattere, ma l'allievo insiste e convince Mickey, seppur a malincuore, ad allenarlo per un ultimo scontro. Il giorno del match, negli spogliatoi, Mickey viene colto da un infarto a causa di una precedente spinta di Clubber, ma nonostante questo convince Rocky a salire ugualmente sul ring per l'imminente scontro, vinto poi da Clubber per K.O. alla seconda ripresa. Mickey muore al rientro di Rocky dagli spogliatoi, poco prima di essere portato in ospedale. Successivamente Rocky sfiderà di nuovo il campione per riconquistarsi il titolo, battendolo in tre riprese, con l'aiuto dell'ex nemico Apollo Creed e del suo allenatore Tony "Duke".

Mickey compare anche in diversi flash back in Rocky V, nei momenti in cui Rocky rievoca nella memoria i preziosi insegnamenti del suo anziano manager, che saranno decisivi alla fine quando lo inciteranno a dare il massimo fino alla vittoria in strada contro Tommy Gunn.

Secondo quanto vediamo nel suo funerale è di religione ebraica, nonostante nei primi due film Rocky diceva che il suo allenatore era cristiano e di origine irlandese. I suoi metodi d'allenamento appaiono antiquati, non si serve di moderne apparecchiature per allenare i suoi allievi, ma nonostante tutto appaiono molto efficaci.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e Rocky Best Edition - Tributo a Burgess Meredith
  2. ^ a b Documentario "Rocky - La vera storia", trasmesso da History Channel.