Rocky

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Rocky
Rocky1.png
Una scena del film
Titolo originale Rocky
Paese di produzione USA
Anno 1976
Durata 119 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 1,33:1
Genere sportivo, drammatico, romantico
Regia John G. Avildsen
Soggetto Sylvester Stallone
Sceneggiatura Sylvester Stallone
Produttore Irwin Winkler, Robert Chartoff
Casa di produzione United Artists
Fotografia James Crabe
Montaggio Scott Conrad, Richard Halsey
Effetti speciali Garrett Brown
Musiche Bill Conti
Scenografia Bill Cassidy
Trucco Mike Westmore
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
« In fondo chi se ne frega se perdo questo incontro, non mi frega niente neanche se mi spacca la testa, perché l'unica cosa che voglio è resistere, nessuno è mai riuscito a resistere con Creed; se io riesco a reggere la distanza e se quando suona l'ultimo gong io sono ancora in piedi, se sono ancora in piedi, io saprò per la prima volta in vita mia che non sono soltanto un bullo di periferia. »
(Rocky)

Rocky è un film del 1976 diretto da John G. Avildsen.

Sylvester Stallone, allora attore poco conosciuto, ha scritto ed interpretato questo film, grazie al quale è divenuto uno dei volti più amati di Hollywood.[1] Il film vinse tre premi Oscar, tra cui quello per il miglior film e miglior regia.

Grazie a Rocky, Stallone diviene il terzo uomo nella storia del cinema, dopo Charlie Chaplin e Orson Welles, a ricevere la nomination all'Oscar sia come sceneggiatore che come attore per lo stesso film.

Realizzato con un budget di soli 1,1 milioni di dollari[2][3] ne incassò al botteghino 225[4], diventando un successo di pubblico e di critica e dando vita a cinque seguiti: II, III, IV, V e Rocky Balboa.

Nel 2006 è stato scelto per la preservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.[5][6]

Trama[modifica | modifica sorgente]

Philadelphia, 1975. Rocky Balboa è un pugile italo-americano di mezza tacca che non riesce a sfondare a causa di vari motivi. Per questa ragione, il suo allenatore Mickey Goldmill gli sequestra l'armadietto e non perde occasione di fargli notare quanto lo consideri scadente come pugile, tanto che lo definisce "una scamorza".

Quando non combatte, Rocky guadagna denaro facendo l'esattore per Mr. Gasco, un gangster italo-americano che comanda in un quartiere di periferia della città. Il migliore amico di Rocky è Paulie Pennino, italo-americano come lui, che lavora presso il macello di Philadelphia e con il quale si incontra spesso al bar del quartiere. Paulie ha una sorella minore, Adriana Pennino, da cui Rocky è attratto. La ragazza, però, è molto timida ed esce di casa solo per andare al lavoro presso un negozio di animali.

Il giorno del ringraziamento, Paulie riesce a far uscire Rocky con Adriana e alla fine lui riesce a strapparle un bacio. Adriana finalmente vince parte della propria timidezza e, dopo qualche giorno, decide di fidanzarsi ufficialmente con il pugile.

Nel frattempo, l'imbattuto campione del mondo dei pesi massimi Apollo Creed giunge a Philadelphia alla ricerca di uno sfidante per un match organizzato per festeggiare la ricorrenza del Bicentenario degli Stati Uniti d'America. Poiché lo sfidante ufficiale si è infortunato, dando così forfait per il match che si terrà 35 giorni dopo, e nel quale il campione metterà in palio il titolo mondiale dei pesi massimi, Apollo decide di dare a un perfetto sconosciuto di Philadelphia l'occasione di affrontarlo per il titolo, cogliendo l'occasione per accrescere la propria già immensa popolarità. Quasi per caso, trova sull'annuario dei pugili proprio il nome di Rocky, soprannominato "lo stallone italiano", e incarica i suoi agenti di contattarlo. Per il trentenne pugile italo-americano si tratta di un'occasione unica, destinata a cambiare la sua vita dal punto di vista sia economico sia sociale, grazie alla quale poter diventare "un eroe" agli occhi della gente e non essere più visto solo come un bullo di periferia.

Dopo essersi riappacificato con il suo ex allenatore Mickey, che si offre di fargli da manager, Rocky inizia un duro periodo di allenamento per le strade della città e nella palestra di Mickey. La notte prima dell'incontro i dubbi per la prima volta attanagliano Rocky che, mentre Adriana dorme, esce e si reca allo Spectrum dove è tutto pronto per il grande match. Al suo ritorno esterna ad Adriana la consapevolezza di non poter vincere contro Apollo e che il suo obiettivo sarà resistere fino al quindicesimo round, cosa difficile e mai riuscita a nessuno degli avversari del campione.

Arriva il giorno della grande sfida e Rocky si presenta in gran forma, benché i telecronisti lo diano già per sconfitto in partenza. Dopo il trionfale arrivo sul ring di Apollo (che inscena uno sfarzoso siparietto in cui fa il suo ingresso nei panni prima di George Washington e poi dello Zio Sam), inizia l'incontro: Rocky riesce a dimostrare le sue doti già nel primo round, riuscendo a mettere al tappeto il campione del mondo per la prima volta.

La sfida, che doveva rivelarsi soltanto una farsa, si trasforma invece in un durissimo scontro per entrambi i contendenti. Creed, ripresosi dal knock-down del primo round, tempesta di colpi Rocky che però dimostra un'incredibile capacità di incassare i pugni del campione controbattendo con colpi potentissimi. Lo sfidante riesce a resistere in piedi fino al 14º round, quando un destro del campione lo mette al tappeto. Mentre tutti sono convinti che l'incontro sia finito, Rocky si rialza nell'incredulità di tutti, compreso Apollo. L'ultimo Round vede un Apollo stremato preso d'assalto dalla veemenza e dai durissimi colpi di Rocky e il suono dell'ultima campana viene accolta dai due pugili stremati come una liberazione.

In un clima di esaltazione generale viene dato il verdetto: Creed vince ai punti e conserva il titolo di campione del mondo, ma il pubblico acclama a gran voce il nome di Rocky che, dopo aver scacciato i giornalisti che lo circondano, abbraccia Adriana che è appena riuscita a salire sul ring, eludendo le forze dell'ordine grazie anche all'aiuto di Paulie.

I due si dichiarano il reciproco amore, coronando in un concentrato di emozioni il giorno più bello della loro vita.

Produzione[modifica | modifica sorgente]

Sceneggiatura[modifica | modifica sorgente]

Sylvester Stallone, attore, sceneggiatore e creatore di Rocky, in una foto del 1978.

Il 24 marzo 1975, Stallone assiste all'incontro di boxe tra il campione del mondo in carica, Muhammad Ali, e un pugile semisconosciuto, Chuck Wepner, organizzato dal manager Don King. L'incontro, sebbene alla fine vinto dal campione, è rimasto famoso nella storia pugilistica per aver visto Ali più volte in seria difficoltà, addirittura al tappeto durante la nona ripresa.[7] Wepner riuscì a resistere fino al K.O. subito durante la quindicesima ed ultima ripresa.[8] Stallone, colpito dalla resistenza di Wepner, ha un'ispirazione e in tre giorni scrive una prima stesura della sceneggiatura di circa 90 pagine che rappresentava, a detta sempre dello stesso Stallone, circa il 10% della sceneggiatura definitiva.[9] Stallone rende il protagonista, ovvero Rocky, un personaggio cupo, un antieroe che era a quel tempo quello preferito del momento.[9] Dopo essersi consultato con la sua prima moglie, Stallone preferì modificare il personaggio rendendolo meno sgradevole, grezzo e impenitente.[9] Durante un provino con i produttori Irwin Winkler e Robert Chartoff, Stallone rivela di essere, oltre che attore, anche uno sceneggiatore e riesce a convincere i produttori a dare uno sguardo alle sue sceneggiature. I produttori rimangono subito colpiti da Rocky e propongono a Stallone un'offerta notevole e una crescente somma di denaro (360.000 dollari[9]).

Il pugile Muhammad Ali ha ispirato Stallone per la creazione, nella sua trasposizione cinematografica, del pugile di colore Apollo Creed, interpretato da Carl Weathers. Inoltre, Ali è apparso alla premiazione degli Oscar accanto a Stallone, improvvisando un breve incontro sul palco con quest'ultimo.[10]

Durante le riprese, alcune scene o parti integrali della sceneggiatura originale sono state alterate, altre sono state persino improvvisate a causa del modesto budget di cui disponeva la produzione. Nella prima sceneggiatura, molto più cupa, Mickey era un razzista e Rocky decideva di abbandonare l'incontro per non diventare parte del mondo del pugilato.[11] La scena in cui Rocky vede il suo disegno sul poster con i pantaloncini sbagliati è in realtà un errore della produzione che non poteva correggere l'errore per via del budget. Per questo Stallone fu costretto ad improvvisare la scena.[12] La scena del pattinaggio prevedeva circa 300 comparse e Rocky avrebbe dovuto pattinare anziché correre.[9] Le scene di corsa sono tutte improvvisate, così come il lancio dell'arancia a Rocky durante il film mentre corre nelle vie del mercato italiano.[9]

Stallone aveva scritto un finale alternativo, nel quale Rocky e Adriana si abbracciavano e si incamminavano verso lo spogliatoio. Il finale non venne considerato abbastanza soddisfacente da Stallone che decise di scartarlo. Tuttavia la scena fu comunque girata e utilizzata come manifesto del film.[9]

Casting[modifica | modifica sorgente]

Dopo aver presentato lo script ai produttori, Stallone capisce che se fosse dovuto entrare nella produzione avrebbe anche dovuto interpretare il ruolo del protagonista. I produttori furono subito in disaccordo con lui, in quanto pensavano per la parte a degli attori già consolidati come Robert Redford, Ryan O'Neal, Burt Reynolds e James Caan.[9] Alla fine Stallone fu accontentato, dopo aver rifiutato di cedere lo script.[9]

Per la parte di Adriana, i produttori scelsero Talia Shire poco prima dell'inizio delle riprese, in quanto era molto difficile trovare un'attrice adatta per il personaggio. Il provino piacque subito a Stallone, che scelse immediatamente la Shire, giudicandola perfetta per la parte.[9]

Per la parte di Apollo Creed, inizialmente era stato ingaggiato Ken Norton, ma questi abbandonò il film pochi giorni prima delle riprese per partecipare al concorso delle "superstar della ABC".[9] Per la parte, allora, fu ingaggiato Carl Weathers (contemporaneamente con Talia Shire) che, a detta di Stallone, possedeva tutte le caratteristiche, sia fisiche che mentali, del personaggio di Apollo. Durante il provino di Weathers, lui e Stallone improvvisarono un breve combattimento.[9]

Per la parte di Mickey Goldmill, la scelta cadde immediatamente su Burgess Meredith. Di Meredith Stallone spiegò che cercava un attore in grado di portare sul grande schermo "l'essere umano non realizzato". Meredith trasse ispirazione sui veri organizzatori e i manager del passato. Lavorò sulla ricerca di una voce iconica, e su una postura e camminata in accordo alla natura irrealizzata del personaggio, leggermente ingobbita, e anche su altri aspetti come distorcere il naso o cambiare voce.[9]

Parecchi membri della famiglia Stallone sono stati coinvolti nella produzione: suo padre Frank è il cronometrista dell'incontro e suo fratello Frank Jr. ha una piccola parte (è il ragazzo che Rocky saluta per strada quando torna a casa sua per la prima volta con Adriana). Butkush (Birillo nel doppiaggio italiano), il vero cane di Stallone, ha partecipato al film ed è il cane che Adriana regala a Rocky.[9]

Verso la fine del film c'è anche un breve cameo di Joe Frazier, uno dei rivali di Apollo nel film, mentre nella realtà è stato uno dei rivali di Muhammad Ali, a cui appunto Apollo si ispira. I metodi di Rocky (correre su per le scale e picchiare la carne) sono ispirati ai metodi di allenamento di Frazier e per questo il pugile non è stato accreditato nel film.[13]

Riprese[modifica | modifica sorgente]

Le riprese del film si svolsero interamente a Philadelphia e si conclusero in soli ventotto giorni. Le location frequenti nel film sono la casa di Rocky, quella di Paulie e di Adriana, l'ufficio di Thayer David, il bar frequentato da Rocky e Paulie, lo spectum di Philadelphia, la palestra di Mickey e il negozio di animali dove lavora Adriana. Soprattutto la location più importante e la più famosa (e frequente) in Rocky e nei suoi sequel è il Museum of Art di Philadelphia che Rocky raggiunge subito dopo la fine della corsa di allenamento.

Rocky fu il primo film in cui venne utilizzata la steadycam (seppure in una versione non ancora definitiva): ciò portò ad un maggior dinamismo nelle riprese (durante l'allenamento o all'interno della macelleria di Paulie) difficilmente realizzabili in un film low budget.

Colonna sonora[modifica | modifica sorgente]

La colonna sonora fu composta da Bill Conti. La canzone del tema principale, "Gonna Fly Now" fu composta in una sola settimana dal 2 luglio all'8 luglio 1977 e ricevette una nomination all'Oscar per la migliore canzone. Si classificò al primo posto in un sondaggio della rivista Billboard e al 58º su American Film Institute nella classifica delle "100 migliori canzoni".[14][15]

La colonna sonora completa fu rilasciata nel 1977 da EMI su disco e cassetta.[16] In seguito Bill Conti sarà anche il compositore della saga di Rocky, a eccezione del quarto film.[17]

Il compositore Bill Conti

La tracklist include 13 brani:

  1. "Gonna Fly Now" (vocals: DeEtta Little/Nelson Pigford) 2:48
  2. "Philadelphia Morning" 2:22
  3. "Going the Distance" 2:39
  4. "Reflections" 3:19
  5. "Marines' Hymn/Yankee Doodle" 1:44
  6. "Take You Back (vocals: Valentine) 1:49
  7. "First Date" 1:53
  8. "You Take My Heart Away" (vocals: DeEtta Little/Nelson Pigford) 4:46
  9. "Fanfare for Rocky" 2:35
  10. "Butkush" 2:12
  11. "Alone in the Ring" 1:10
  12. "The Final Bell" 1:56
  13. "Rocky's Reward" 2:02

Accoglienza[modifica | modifica sorgente]

Alla sua uscita nella sale americane, il film ottenne un grande successo, incassando 225 milioni di dollari[4] contro un budget di 1,1 milioni.[2][3] Nel giro di pochissimi mesi si rivela un successo di pubblico e critica, con tre Oscar vinti (miglior film, miglior regia e miglior montaggio) e ben sei nomination (durante la premiazione per il miglior film Jack Nicholson annuncia i vincitori e i produttori Irwin Winkler e Robert Chartoff si avviano verso i due Oscar, accompagnati dall'attore Sylvester Stallone, sotto la colonna sonora di Bill Conti[18]), tra cui quelle per Stallone come miglior attore protagonista e miglior sceneggiatura, diventando la terza persona al mondo, dopo Chaplin e Orson Welles, ad avere queste due candidature nello stesso anno; inoltre vince il David di Donatello come miglior attore straniero.

Nel 1977 il film ottiene ben 3 statuette, competendo con Taxi Driver, Quinto potere, Tutti gli uomini del presidente e Questa terra è la mia terra . Oltre al premio per il miglior film, Rocky si aggiudica l'Oscar per la miglior regia e per il miglior montaggio.

Critica[modifica | modifica sorgente]

Al momento della sua uscita nel 1976, Roger Ebert di Chicago Sun-Times dà a Rocky quattro stelle e descrive Stallone come un "giovane Marlon Brando".[19] Anche Box-Office Magazine tesse le lodi di Stallone come una nuova stella del cinema.[20][21] Vincent Canby, del New York Times, ha criticato invece l'interpretazione di Stallone, descrivendolo poco incisivo.[22] Frank Rich ha lodato il film, ma ha criticato fortemente la trama e lo script, definendolo pesanti, attribuendo inoltre la debolezza del film al regista Avildsen.[23] Andrew Sarris ha criticato il film, definendolo troppo vicino ai gangster, e ha parlato di uno Stallone simile a Terry Malloy.[24]

Trent'anni dopo il film gode di una migliore reputazione e di nuove recensioni positive. Il sito Rotten Tomatoes ha riportato che il 93% delle recensioni professionali ha dato un giudizio positivo sul film,[25] Almar Haflidason e la BBC hanno dato al film 5 stelle su 5[26], mentre Empire ha inserito il film nella lista dei "500 migliori film di tutti i tempi".[27]

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]


Secondo le liste AFI's 100 Years... 100 Movies che rendono omaggio ai migliori film statunitensi di tutti i tempi, Rocky è situtato al:

Doppiaggio italiano[modifica | modifica sorgente]

Il doppiaggio del film è stato diretto da Gigi Proietti, che ha anche prestato la voce a Sylvester Stallone. In seguito sarà invece Ferruccio Amendola a diventare il suo doppiatore abituale. I dialoghi sono stati adattati da Alberto Piferi. Inoltre, alcuni nomi sono stati cambiati: il nome originale di Adriana è "Adrian", mentre il nome di Gazzo è stato cambiato in "Gasco".

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Inside the Actors Studio with Sylvester Stallone. URL consultato il 28 settembre 2006.
  2. ^ a b 'Rocky' in nytimes.com, The New York Times, 1º novembre 1976. URL consultato il 31 gennaio 2011.
  3. ^ a b (EN) Chris Nashawaty, The Right Hook in EW.com, Entertainment Weekly, 19 febbraio 2002. URL consultato il 31 gennaio 2011.
  4. ^ a b Movie Rocky – Box Office Data, News, Cast Information, the-numbers.com. URL consultato il 1º settembre 2010.
  5. ^ (EN) Librarian Adds 25 Titles to Film Preservation List: National Film Registry 2006, Library of Congress.gov. URL consultato l'11 giugno 2010.
  6. ^ (EN) Rocky, Fargo join National Film Registry, reuters.com, 28 dicembre 2006. URL consultato l'11 giugno 2010.
  7. ^ Muhammad Ali vs Chuck Wepner Rounds 8,9 and 10 - YouTube
  8. ^ Muhammad Ali vs Chuck Wepner Round 15 (final round) 1975 - YouTube
  9. ^ a b c d e f g h i j k l m n Rocky Best Edition - Commento audio con Sylvester Stallone
  10. ^ Ali and Stallone joking around at the Oscars - YouTube
  11. ^ (EN) EW: The Right Hook: How Rocky Nabbed Best Picture.
  12. ^ Rocky Best Edition - Dietro le quinte con il regista John Avildsen.
  13. ^ (EN) Donald McRae, Still smokin' over Ali but there's no time for hatred now in The Guardian, 11 novembre 2008. URL consultato il 3 ottobre 2010.
  14. ^ (EN) Popculturemadness.com list of 1977 number ones, based on Billboards lists, 8 luglio 1977. URL consultato il 14 ottobre 2006.
  15. ^ (EN) AFI 100 songs, 22 giugno 2004. URL consultato il 14 ottobre 2006.
  16. ^ (EN) Billboard.com — Rocky Soundtrack. URL consultato il 14 ottobre 2006 (archiviato dall'url originale il 28 maggio 2007).
  17. ^ (EN) Bill Conti @ IMDb. URL consultato il 14 ottobre 2006.
  18. ^ "Rocky" winning the Best Picture Oscar - YouTube
  19. ^ (EN) Roger Ebert Rocky Review in Chicago Sun-Times, 1º gennaio 1977. URL consultato il 23 settembre 2006.
  20. ^ Box Office Magazine Rocky Review, 22 novembre 1976. URL consultato il 23 settembre 2006. [collegamento interrotto]
  21. ^ (EN) Arizona Daily Star Review. URL consultato il 14 novembre 2006.
  22. ^ (EN) Manohla Dargis, Vincent Canby Rocky Review for New York Times in The New York Times, 22 novembre 1976. URL consultato il 23 settembre 2006.
  23. ^ Frank Rich, The New York Post, 22 novembre 1976, p. 18.
  24. ^ The Village Voice, 22 novembre 1976, p.61.
  25. ^ (EN) Rocky @ Rotten Tomatoes. URL consultato il 6 gennaio 2007.
  26. ^ (EN) Rocky @ BBC Films. URL consultato il 14 novembre 2006.
  27. ^ (EN) Empire's The 500 Greatest Movies of All Time, Empire Magazine. URL consultato l'11 giugno 2010.
  28. ^ (EN) Nomination al cofanetto della saga, Imdb Official Site. URL consultato il 17 settembre 2012.
  29. ^ (EN) AFI 100 Cheers, 14 giugno 2006. URL consultato il 24 agosto 2006 (archiviato dall'url originale il 20 agosto 2006).
  30. ^ (EN) AFI 100 Heroes and Villains. URL consultato l'11 ottobre 2006 (archiviato dall'url originale il 4 ottobre 2006).
  31. ^ (EN) AFI 100 years (10th anniversary edition), 2007. URL consultato il 20 giugno 2007 (archiviato dall'url originale il 12 giugno 2007).
  32. ^ (EN) AFI 100 Quotes, 2005. URL consultato il 29 settembre 2006 (archiviato dall'url originale il 6 settembre 2006).

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Oscar al miglior film Successore
Qualcuno volò sul nido del cuculo 1977 Io e Annie