Muhammad Ali

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« Vola come una farfalla, pungi come un'ape »
(Drew Bundini Brown, secondo di Ali)
Cassius Clay - Muhammad Ali
Muhammad Ali NYWTS.jpg
Dati biografici
Nazionalità Stati Uniti Stati Uniti
Altezza 191 cm
Peso 98 kg
Pugilato Boxing pictogram.svg
Dati agonistici
Categoria Pesi mediomassimi
Pesi massimi
Carriera
Incontri disputati
Totali 61
Vinti (KO) 56 (37)
Persi (KO) 5 (1)
Pareggiati -
Palmarès
1964 Titolo mondiale Unificato* massimi
1964-1969 Titolo mondiale WBC massimi
1974-1978 Titolo mondiale WBA massimi
1974-1978 Titolo mondiale WBC massimi
1978-1979 Titolo mondiale WBA massimi
Olympic flag.svg Olimpiadi
Oro Roma 1960 mediomassimi
 

Muhammad Ali, nato Cassius Marcellus Clay Jr. (Louisville, 17 gennaio 1942), è un ex pugile statunitense, tra i più famosi e apprezzati sportivi della storia. Ha vinto l'oro Olimpico ai Giochi di Roma nel 1960, come pugile professionista ha detenuto il titolo mondiale dei pesi massimi dal 1964 al 1967, dal 1974 al 1978 e per un'ultima breve parentesi ancora nel 1978.

Muhammad Ali è noto anche per la sua conversione all'Islam e per avere rifiutato di combattere nella Guerra del Vietnam. Affetto dalla Sindrome di Parkinson, dopo il suo ritiro dal mondo sportivo Ali si è distinto per le sue azioni umanitarie.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Muhammad Ali premiato con la medaglia d'oro ai Giochi Olimpici di Roma nel 1960

Cassius Marcellus Clay Jr. nasce a Louisville, nel Kentucky, il 17 gennaio del 1942, figlio di Cassius Marcellus Clay Sr., un pittore d'insegne afro-americano, e di Odessa Lee Clay (nata Grady), una domestica di religione battista[1] e di origini afro-americane, irlandesi, inglesi e antiche origini italiane poiché discende da Bartolomeo Taliaferro che a servizio della Repubblica di Venezia nel 1500.[2] All'età di 12 anni inizia a frequentare la palestra Columbia, dove mette in mostra il suo talento. Dopo una brillante carriera da dilettante si mise in luce alle Olimpiadi di Roma del 1960 conquistando l'oro nella categoria dei pesi mediomassimi.

Nel 1960 passò al professionismo e batté Lamar Clark per KO e poi Doug Jones. Il 25 febbraio 1964 a Miami conquistò per la prima volta la corona di Campione del Mondo dei pesi massimi, battendo il campione in carica Sonny Liston per abbandono all'inizio della settima ripresa.[3]

Il 25 maggio 1965 si svolse a Lewiston (Maine) il secondo incontro tra Clay, detentore della corona dei massimi, e Liston. Alla prima ripresa dopo appena un minuto il campione del mondo colpì l'avversario con un colpo d'incontro apparentemente innocuo, passato alla storia come il cosiddetto pugno fantasma (the phantom punch)[4] Liston rimase al tappeto apparentemente tramortito; Clay sembrò consapevole di non aver colpito così duramente lo sfidante e lo invitò con veemenza ad alzarsi per continuare il combattimento. Secondo gli esperti che hanno visionato al rallentatore la ripresa, il colpo di Clay, assestato da brevissima distanza e quasi invisibile, sembra aver colpito la tempia dell'avversario, che in quel momento stava portando un attacco con il suo caratteristico stile ed era fortemente sbilanciato in avanti. L'immagine del campione del mondo che sovrasta Liston al tappeto è divenuta una delle icone della nostra epoca. La mafia riuscì a guadagnare enormi somme di denaro scommettendo sull'allora sfavorito Cassius Clay, inoltre l'ascesa del giovane campione sembrava poter aumentare la popolarità della boxe più di quanto il poco pubblicamente apprezzato Liston potesse fare. Ciò nonostante, a giochi ormai fatti, mentre Clay viene osannato e festeggiato, nessuno si interessa di Liston che gira sconsolato sul ring ed all'incontro con un suo assistente, lo si nota chiaramente vacillare ed ondeggiare come se non si fosse ancora pienamente ripreso dal pugno subito.

Nel 2004 Ali è tornato sull'argomento nella sua ultima intervista ufficiale, cui ha risposto con l'aiuto dei familiari.

(EN)
« I love Sonny. He was a good man. And the punch did connect. I don't know how good the punch was, although I felt the connection. If he took a dive, he wouldn't have done it in the first round. »
(IT)
« Voglio bene a Sonny. Era un brav'uomo. Ed il pugno l'ha colpito. Non so bene quanto buono fosse il colpo, sebbene io abbia sentito il contatto. Se avesse voluto fingere un KO, non l'avrebbe mai fatto al primo round. »

Il giorno dopo la conquista del titolo, nel 1964 Clay si convertì alla fede islamica, aderì alla Nation of Islam e cambiò legalmente il suo nome in Muhammad Ali. Rifiutato dalle principali sedi pugilistiche americane e da Las Vegas, il match di rivincita con Liston si disputò nel 1965 a Lewinston nel Maine.

Ali difese il titolo per otto volte, poi la sua carriera fu interrotta quando si rifiutò di combattere in Vietnam. Ciò gli costò il ritiro della licenza da parte delle commissioni atletiche pugilistiche statunitensi. Note sono le sue battute al riguardo:

(EN)
« Ali, you know where is Vietnam? — Yes, on TV. »
(IT)
« Ali, sai dov'è il Vietnam? — Sì, in TV. »
(EN)
« I got nothing against the Vietcong, they never called me "nigger" »
(IT)
« Non ho niente contro i Vietcong, loro non mi hanno mai chiamato "negro»

Nel 1971 tornò sul ring vincendo 2 incontri per KO tecnico con Jerry Quarry e con Oscar Bonavena. Il successivo incontro, valido per il titolo mondiale dei massimi, lo vide sconfitto ai punti (9-6, 11-4 e 8-6-1) dal detentore del titolo Joe Frazier in quello che è stato all'epoca definito come "l'incontro del secolo".[5]

Dopo 10 vittorie, Ali conobbe la seconda sconfitta contro Ken Norton ai punti, ma sempre ai punti si prese la rivincita. Ancora una vittoria ai punti, nel secondo match contro Frazier (che nel frattempo aveva perso il titolo), portò alla designazione di sfidante ufficiale.

Il 30 ottobre 1974 riconquistò il titolo mondiale battendo per KO George Foreman a Kinshasa, nello Zaire, nell'incontro passato alla storia come The Rumble in the Jungle (ricordato nel film-documentario Quando eravamo re). Ali vinse l'incontro grazie ad una tattica che nessuno avrebbe mai pensato che attuasse; persino i suoi allenatori erano increduli e non si capacitavano. Il Campione si incollò alle corde per 8 riprese, facendo sfogare tutta la potenza di cui disponeva Foreman contro un bersaglio inaspettatamente "elastico" costituito dal corpo di Ali e le corde del ring; pur venendo colpito da pugni micidiali l'azione elastica delle corde attenuava la potenza dei colpi di Foreman. Quando, verso la fine dell'ottavo round, si accorse che Foreman era stremato, Ali sferrò una serie di jab e uppercut che fecero crollare il rivale al tappeto per il conteggio finale. Fu una vittoria memorabile.

Prima dell'incontro con Foreman si tenne anche la rivincita tra Ali e Frazier. Ai punti dopo 12 riprese vinse Ali. Il 1º ottobre del 1975 Ali affrontò Frazier per la terza ed ultima volta, mettendo in palio il suo titolo mondiale, per stabilire chi dei due fosse definitivamente il più forte. L'incontro si tenne a Manila, nelle Filippine, e fu denominato Thrilla in Manila. Fu un match drammatico che vide i pugili combattere con enorme ardore, senza risparmiarsi un istante. Prima dell'inizio della quindicesima e ultima ripresa l'allenatore di Frazier ritirò il suo atleta, vedendolo letteralmente distrutto dai jab di Ali. Lo stesso Ali dichiarò di non sapere se sarebbe stato in grado di continuare l'incontro qualora Frazier non si fosse ritirato.[senza fonte] Comunque al momento del ritiro del rivale, il Campione era in vantaggio ai punti.

Ali in una foto del 2004

La sua boxe basata sul movimento di gambe resta inimitabile per qualsiasi pugile di categoria "pesante". Di lui si disse: "Vola come una farfalla e punge come un'ape", per sottolineare la leggerezza dei suoi movimenti, coadiuvata da una tecnica sopraffina.

Dal 1976 la velocità di Ali cominciò a diminuire, probabilmente a causa dell'avanzare dell'età, e dal 1977 non riuscì più a mettere KO i suoi avversari. Un segnale dell'evidente declino di Ali fu la vittoria unanime ai punti (anche se molto deludente) contro Alfredo Evangelista, un pugile poco dotato.

Nel 1977 Ali affrontò Earnie Shavers, battendolo per decisione unanime ai punti in un incontro spettacolare, in cui il campione fu messo al tappeto alla quattordicesima ripresa da un potente gancio destro di Shavers. Ali dichiarò in seguito che Shavers fu il più potente pugile che avesse mai affrontato. In molti attribuiscono alla violenza di questo incontro la malattia che qualche anno dopo colpì Ali.

Nel 1978 perse il titolo per decisione non unanime ai punti contro Leon Spinks, il quale perse subito dopo il titolo WBC per essersi rifiutato di combattere contro Ken Norton, a quel tempo il contendente numero uno per il titolo unificato. Ali vinse per decisione unanime ai punti la rivincita contro Spinks, riottenendo il titolo WBA, ma subito dopo annunciò il suo ritiro.

Ritornò nel 1980 per tentare di riconquistare il titolo WBC contro Larry Holmes, ma perse per getto della spugna alla decima ripresa. Combatté per l'ultima volta l'11 dicembre 1981 contro Trevor Berbick e perse per decisione unanime ai punti dopo dieci round. In quel combattimento Ali apparve molto lento nei movimenti e il suo allenatore Angelo Dundee disse che lui parlava più lentamente del solito: erano chiari sintomi della Sindrome di Parkinson. Su 61 incontri ha un record di 56 vittorie, 37 delle quali per KO. Ha perso per KO una sola volta.

Ritiratosi definitivamente dall'attività agonistica nel 1981, nel 1984 gli fu definitivamente diagnosticato il morbo di Parkinson e ha commosso e stupito il mondo apparendo come ultimo tedoforo alle Olimpiadi di Atlanta del 1996; in quell'occasione gli fu anche riconsegnata la medaglia d'oro vinta a Roma nel 1960, poiché si narra che abbia gettato l'originale in un fiume come plateale gesto di protesta verso il suo Paese e la perdurante discriminazione razziale che, al suo ritorno in patria dopo i fasti romani, portò un ristoratore a rifiutarsi di servirlo appunto perché nero.

Muhammad Ali è stato oggetto della biografia di Michael Mann nel film Ali del 2001. Il film racconta la vita del pugile (interpretato da Will Smith) dal match che gli valse per la prima volta il titolo mondiale dei pesi massimi fino alla riconquista, a Kinshasa nello Zaire, nel 1974 contro George Foreman.

Nel 2005 Muhammad Ali è stato insignito della Medaglia Otto Hahn per la Pace (in oro) della "Deutsche Gesellschaft für die Vereinten Nationen" (DGVN) a Berlino (Società Tedesca per le Nazioni Unite). Il 9 novembre 2005 ha ricevuto la più alta onorificenza civile statunitense dal Presidente George W. Bush: la Medaglia presidenziale della libertà[6]

Stile di combattimento[modifica | modifica wikitesto]

Lo stile di combattimento di Alì era incentrato su un notevole gioco di gambe atto a consentirgli una elevata dinamicità, prontezza di riflessi, atta a permettergli di schivare i colpi degli avversari e velocità esecutiva nel finalizzare l'attacco all'avversario.

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Ali nella sua vita si sposò quattro volte ed ebbe sette figlie e due figli. Si sposò la prima volta con Sonji Roi nel 1964, una donna conosciuta solo un mese prima, ed ebbe due figlie da relazioni extra-coniugali: Miya e Kualiah. Muhammad e Sonji divorziarono nel 1966 perché lei rifiutava di mettere il velo islamico. Nel 1967 Ali si sposò con Belinda Boyd, una ragazza di otto anni più giovane. Ebbero quattro figli: Maryum, nata nel 1968, Jamillah e Liban, nate entrambe nel 1970 e Muhammad Ali Jr., nato nel 1972.

Nel 1976 i due divorziarono, a causa di una relazione tra Ali e Veronica Porsche, un'attrice e modella e nel 1977 il pugile sposò Veronica ed insieme ebbero due figlie, Hana, nata un paio di anni prima, e Laila, nata nel dicembre del '77, che divenne un'eccellente pugile professionista e si laureò campionessa mondiale dei pesi Supermedi nel 2002. Si ritirò nel 2006 da imbattuta, vincendo tutti i 24 incontri disputati, di cui 21 per KO.

Nel 1986 Muhammad e Veronica divorziarono e alla fine di quell'anno l'ex-campione si sposò con Yolanda 'Lonnie' Ali, la figlia di due vecchi amici dei suoi genitori. Qualche anno dopo adottarono un bambino di nome Asaad Amin.

Film[modifica | modifica wikitesto]

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Il personaggio cinematografico Apollo Creed, appartenente alla saga dei film di Rocky, è modellato a immagine e somiglianza di Ali: infatti lo stile di combattimento di Apollo è identico a quello del pugile da cui è ispirato, cioè un mix di agilità e potenza e a quanto pare, naturalmente in senso fittizio, Apollo ha affrontato Ali e lo ha sconfitto per KO[senza fonte], come è citato in Rocky IV:-Ho incontrato i migliori battendoli tutti!. Anche lo stile canzonatorio e provocatorio di Apollo Creed durante le conferenze e prima del match sembra imitare quello di Ali.
  • Ali veniva chiamato sul ring Il migliore di tutti i tempi e Il labbro di Louisville per la valanga d'insulti che l'afroamericano lanciava sui suoi avversari sia in conferenza stampa che sul ring.
  • Il famoso match di Kinshasa del 1974, col quale riconquistò il titolo mondiale a spese di George Foreman, per motivi ancora oggi sconosciuti non venne trasmesso in diretta dalla RAI, che all'epoca possedeva due canali e non tre. A farlo, in lingua italiana, fu Tele Capodistria (emittente, oggi slovena, al tempo jugoslava). La telecronaca ebbe luogo intorno alle 3 di notte con telecronista Sandro Damiani.
  • Nel 1978 la DC Comics pubblicò un fumetto one-shot dal titolo Superman vs. Muhammad Alì, dove il famoso supereroe e il pugile si batteranno sul ring per fermare un'invasione aliena della Terra.
  • Nel 1985 prese parte alla prima edizione di Wrestlemania come Special Enforcer nel Main Event Hulk Hogan & Mr. T vs. Roddy Piper & Paul Orndorff

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Fu eletto Fighter of the year (pugile dell'anno) dalla rivista americana Ring Magazine nel 1963, 1972, 1974, 1975 e 1978.

Match dichiarati Ring Magazine fight of the year:

La International Boxing Hall of Fame e la World Boxing Hall of Fame lo hanno riconosciuto fra i più grandi pugili di ogni tempo.

Detiene anche i prestigiosi allori di Sportman Of The Century per Sports Illustrated, Miglior Peso Massimo di sempre per The Ring e secondo miglior pugile di sempre per ESPN.com.

Oltre a questi riconoscimenti in campo pugilistico, è stato scelto dalla rivista TIME come una delle 100 persone più influenti del XX Secolo nella categoria Heroes And Icons, unico sportivo insieme a Pelé e Bruce Lee, è inoltre uno dei pochi sportivi americani ad aver ricevuto la Medaglia presidenziale della libertà. Nel 1974 è stato premiato dall'Associated Press come atleta maschile dell'anno.

In un sondaggio condotto dal sito internet del mensile Focus Storia, Muhammad Ali è stato eletto “Sportivo del Novecento”[7].

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia presidenziale della libertà - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia presidenziale della libertà
— Washington, 9 novembre 2005

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ali campione per sempre, Selezione Reader's Digest, marzo 2002 pag.36
  2. ^ Ethnicelebs.com, http://ethnicelebs.com/muhammad-ali=. URL consultato il 19 maggio 2014.
  3. ^ Sonny Liston vs. Cassius Clay (1st meeting), Boxrec.com. URL consultato il 10 settembre 2012.
  4. ^ Muhammad Ali vs. Sonny Liston (2nd meeting), Boxrec.com. URL consultato il 10 settembre 2012.
  5. ^ Joe Frazier vs. Cassius Clay, Boxrec.com. URL consultato il 25 agosto 2013.
  6. ^ (EN) http://web.archive.org/web/20080306114811/http://www.whitehouse.gov/news/releases/2005/11/20051103-5.html
  7. ^ Focus Storia, gli italiani votano Muhammad Ali "Sportivo del 900" Articolo della stampa.it URL consultato il 29 ottobre 2009

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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