Sugar Ray Leonard

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« Inactivity is the biggest sin in boxing »
(IT)
« L'inattività è il peggior peccato nella boxe »
(Ray Charles Leonard)

[1]

Sugar Ray Leonard
Ray Leonard 1.jpg
Ray Charles Leonard
Dati biografici
Nazionalità Stati Uniti Stati Uniti
Altezza 178 cm
Peso 64,0–74,8 kg
Pugilato Boxing pictogram.svg
Dati agonistici
Categoria Pesi welter leggeri (solo da dilettante), welter, superwelter, medi, supermedi, mediomassimi
Carriera
Incontri disputati
Totali 40
Vinti (KO) 36 (25)
Persi (KO) 3 (1)
Pareggiati 1
Palmarès
1979→1979 Titolo mondiale NABF Welter
1979→1980 Titolo mondiale WBC Welter
1980→1982 Titolo mondiale WBC Welter
1981 Titolo mondiale WBA Superwelter
1981→1982 Titolo mondiale WBA Welter
1988 Titolo mondiale WBC Mediomassimi
1988→1989 Titolo mondiale WBC Supermedi
1989 Titolo mondiale WBO Supermedi
Olympic flag.svg Olimpiadi
Oro Montréal 1976 Welter leggeri
 

Ray Charles Leonard (Palmer Park, 17 maggio 1956) è un ex pugile statunitense.

Viene unanimemente considerato uno dei pugili più forti di ogni epoca e uno dei migliori pesi welter di sempre. I suoi match contro Thomas Hearns, Roberto Duran e Marvin Hagler sono rimasti nell'immaginario collettivo come incontri di pugilato indimenticabili.

È stato eletto da Sport Illustrated Atleta dell'anno 1981 e Fighter of the year da Ring Magazine nel 1979 e 1981.

Il suo match contro Thomas Hearns nel 1981 è stato nominato da Ring Magazine Fight of the year, come pure quello del 1987 contro Marvin Hagler.

Anche la International Boxing Hall of Fame e la World Boxing Hall of Fame lo hanno riconosciuto fra i più grandi pugili di ogni tempo.

La nascita di una stella[modifica | modifica wikitesto]

Comincia a combattere come pugile dilettante già nei primi anni settanta del XX secolo e nel 1972, a soli 16 anni diventa campione nazionale dei pesi leggeri. È proprio nel 1972 che, in accordo con il suo trainer, Dave Jacobs, mente sulla sua età per poter partecipare alle selezioni delle Olimpiadi del 1972. Tentando di realizzare il peso di 132 libbre corre per un giorno intero attorno ad una pista di atletica e a fine serata sviene: questo cedimento gli preclude la strada verso i giochi olimpici di quell'anno. Leonard però si rifarà bissando nel 1973 il successo nei pesi leggeri rivincendo i Golden Gloves esattamente come l'anno prima. Ma è nel 1974 che Leonard realizza un capolavoro passando nei superleggeri vincendo per la terza volta consecutiva i Golden Gloves e centrando l'altrettanto prestigioso torneo nazionale AUU. L'anno successivo deciderà di non partecipare ai Golden Gloves e si limiterà a doppiare il successo nel torneo nazionale AUU. Nel 1975, a 19 anni, vince la medaglia d'oro nei giochi Panamericani nella categoria dei superleggeri. È il primo successo internazionale nel pugilato dilettantistico.

Il cruciale 1976[modifica | modifica wikitesto]

Il 1976 si presenta agli occhi di Sugar Ray Leonard un anno di rivincita: vuole vendicare l'esclusione di quattro anni prima. Ma nell'inverno di quell'anno la sua compagna, Juanita Wilkinson, conosciuta a 14 anni, gli annuncia che sta aspettando un bambino. Ciò non lo turba, e va alle Olimpiadi. Leonard vi gareggia come peso welter, e si distingue subito per classe e fantasia, fino ad arrivare alla finale ( dopo aver eliminato via via sempre con verdetto ai punti lo svedese Carlsson, il sovietico Limasov, il britannico McKenzie, il tedesco orientale Beyer e in semifinale il polacco Szczerba ) contro il temutissimo cubano Andres Aldama, anch'egli diciannovenne. Nonostante il temibile score totalizzato nei Giochi da Aldama ( quattro vittorie sempre per KO tecnico con il turco Burcu, il dominicano Sanchez, l'ungherese Nagy e in semifinale il bulgaro Kolev ), Leonard compie un autentico capolavoro colpendolo appena cinque volte ma mandandolo al tappeto due volte, provocando così lo stop arbitrale: Ray Leonard è campione olimpico.

Gli inizi da professionista[modifica | modifica wikitesto]

Dopo il successo olimpico Ray Leonard pensa di lasciare il pugilato, sentendosi già realizzato. Ma nel 1977 Ray, appena iscrittosi all'università del Maryland, è costretto a tornare a combattere. Impossibilitato a mantenere il figlio, di cui la stampa ha scoperto l'esistenza, Leonard decide di combattere fra i professionisti. Oltre al bambino, però, la seconda grande motivazione nel ritorno alla boxe è la malattia del padre, che necessita di cure costose per guarire da un tumore. Leonard ebbe il merito di crearsi un team vincente: oltre agli storici trainers Janks Morton e Dave Jacobs, si avvalse di Angelo Dundee, allenatore di Muhammad Ali, e chiamò l'avvocato Mike Trainer come manager (scartando fra gli altri Don King). Il cinque febbraio 1977 Leonard debuttò sul ring professionistico contro Luis Vega: stravinse ai punti (tre volte 30 - 24) e il suo match fu trasmesso in televisione, che da allora decise di seguire il talentuoso pugile di bell'aspetto, facendogli subito guadagnare molti soldi: ma Leonard aveva l'anima del combattente e la mentalità da campione, e non scendeva sul ring solo per i soldi. È il leggendario Muhammad Ali che fa nascere in Sugar Ray Leonard la mentalità da campione, parlandogli privatamente in una seduta di allenamento: da quel momento, per Leonard, Ali diventa un maestro ed un idolo.

Una ascesa irresistibile[modifica | modifica wikitesto]

Con la costante presenza della televisione ad immortalarne le prodezze pugilistiche, Leonard diventa immediatamente un pugile da main event pur non avendo ancora una cintura alla vita. Ray Leonard vince i primi 25 match professionistici con una buona percentuale di KO nella categoria dei pesi welter; fra le sue vittime spiccano Floyd Mayweather (16-1-0), Randy Shields (31-4-1), Daniel Aldo Golzales (52-2-4).

Il titolo NABF[modifica | modifica wikitesto]

Contro Peter Ranzany (45-3-1), detentore della cintura nordamericana dei pesi welter, l'unico ostacolo per il titolo mondiale di categoria, Leonard sbriga la pratica in quattro round. Basta una sola difesa, appena un mese dopo, contro Andy Price, per spalancare nel 1979 al ventunenne Ray le porte del titolo mondiale.

Consacrazione[modifica | modifica wikitesto]

Amato per la sua aria da bravo ragazzo, Leonard non è dato per favorito nei pronostici contro Wilfred Benitez. Benitez (38-0-1), imbattuto peso welter portoricano, nel 1976 aveva vinto il titolo WBA dei superleggeri difendendolo poi due volte, era passato di categoria nel 1979 conquistando contro Carlos Palomino la versione WBC del titolo dei welter e difendendolo una volta prima di incontrare Leonard. Sugar Ray, con Angelo Dundee presenza fissa all'angolo, riesce a vincere più riprese di Benitez e, in vantaggio sui cartellini dei giudici, manda al tappeto un esausto Benitez: vince quindi per KO tecnico la cintura WBC dei pesi welter. Appena quattro mesi dopo la difende vittoriosamente contro Dave Green.

La doppia sfida contro Roberto Durán[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1980, a Montréal, là dove quattro anni prima Leonard aveva vinto la medaglia olimpica, il campione del mondo difende la cintura contro una leggenda vivente: Roberto Durán. Soprannominato Manos De Piedra per i suoi pugni e per la boxe violenta e aggressiva, Roberto Durán vanta un record di 70 vittorie ed una sola sconfitta, doppiamente vendicata, contro il grandissimo Esteban de Jesús. Campione per parecchi anni nei pesi leggeri, il panamense è all'esordio nei pesi welter. Non smentendo la sua natura folle e aggressiva, Durán nei mesi antecedenti al combattimento insulta Leonard e la moglie. Per vendicare le offese subite, Leonard decide di combattere Durán flat-footed ovvero rispondendo colpo su colpo alla sua furia selvaggia. Lo scontro feroce si protrae per quindici lunghi round nei quali i pugili si scambiano colpi di intensità incredibile. È però Roberto Durán a vincere di pochissimo un' unanime vittoria: 144-145, 147-147, 144-146. Battuto anche nello spirito, Leonard pensa addirittura di ritirarsi dalla boxe. Deciso a ritrovarsi come pugile e come persona Leonard chiude con il suo storico trainer Dave Jacobs e si trasferisce alla Hawaii, ove si allena duramente. Insiste per riavere una rivincita conto Durán. e il campione panamense gliela accorda.

Il "No Más"[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi No Más Fight.

Il 25 novembre 1980 Ray Leonard sale sul ring a New Orleans con il solo Angelo Dundee all'angolo. Ray Leonard adotta una tattica opposta a quella del primo match: usando movimenti laterali, un uso ossessivo del jab e un eccellente gioco di gambe, Leonard tiene a distanza Duran imponendogli un tipo di boxe poco gradito. Nel corso del match inoltre Leonard comincia a provocare Duran con mossette irridenti, e non permettendogli di avvicinarsi pungolandolo con il jab sinistro (Leonard stesso anni dopo descriverà così la sua tattica: "per battere un bullo dovevo combattere da bullo"). Duran, nell'ottavo round, indietro di un solo punto sui cartellini, volta le spalle a Leonard e pronunciando (forse) lo storico "No Más". La causa dell'abbandono del panamense è dibattuta ancora oggi; Durán ha citato più volte dolorosi crampi allo stomaco aggiungendo che non gli importava di ciò che stava compiendo poiché avrebbe sicuramente ottenuto una "bella".[2] Questa spiegazione è confermata dal fatto che Durán ebbe problemi alimentari prima del match, raggiungendo la folle quota di 200 libbre un mese prima del match, ma c'è ancora chi s'ostina a credere che Durán abbia abbandonato perché infastidito dalla boxe di Leonard. Durán ha poi spiegato più volte che non pronunciò mai la frase "No más" ("Non ho mai detto "No Más". Come avrebbe potuto Howard Cosell sentirmi, se era dall'altra parte del ring?") "I never said no más, how could (television broadcaster) Howard Cosell hear what I was saying, he was on the other side of the ring." [3]

La sfida contro Hitman[modifica | modifica wikitesto]

Riconquistato il titolo, Leonard lo difende vittoriosamente una volta, per poi conquistare contro il duro Ayub Kalule (36-0-0) il titolo dei superwelter con un KO tecnico alla nona ripresa. Subito dopo la conquista del titolo il promoter di Leonard si accorda per un incontro di riunificazione contro l'arcirivale Thomas "Hitman" Hearns, detentore della cintura WBA dei pesi welter con un record di 32 vittorie con 30 KO. Il supermatch, fissato il 16 settembre 1981, riservò già una sorpresa alle operazioni di peso quando Hearns si presentò sotto il limite di peso di una libbra, suscitando dubbi sul fatto che si potesse essere sovra-allenato. Ad ogni modo Hearns, temibile picchiatore dotato di ottima tecnica, godeva dei favori del pronostico. Il match cominciò con un dominio iniziale di Hearns, forte di un allungo maggiore, che vinse le prime quattro riprese. Nei round centrali Leonard iniziò a far uso del gancio sinistro in maniera quasi ossessiva. Verso il nono round però, Hearns tornò in partita colpendo ripetutamente Leonard all'occhio sinistro, fino a chiuderglielo quasi completamente. La svolta del match si ebbe nell'intervallo fra il tredicesimo ed il quattordicesimo round, quando Angelo Dundee gridò a Leonard "you're blowing it!": Hearns, in vantaggio di punti, per cui gli sarebbe bastato girare attorno a Leonard per portare a casa il match, fu travolto dalla furia di Leonard che lo mandò al tappeto, provocando l'intervento dell'arbitro per salvaguardarne l'incolumità. Leonard diventò così Undisputed Champ, detenendo sia la cintura WBC che la cintura WBA dei pesi welter.

Il primo ritiro e il seguente ritorno[modifica | modifica wikitesto]

Ray Leonard è nominato dal prestigioso Ring Magazine Fighter Of Year del 1981 e la splendida battaglia contro Thomas Hearnsp è dichiarata match dell'anno. Leonard vince una difesa del suo doppio titolo mondiale nel 1982 contro Bruce Finch e programma un'altra difesa pochi mesi dopo: il match fu tuttavia cancellato poiché pochi giorni prima Ray Leonard non aveva superato le visite mediche per un distacco della retina causato dai ripetuti colpi ricevuti da Hearns. Leonard, col serio rischio di diventar cieco da un occhio, nel 1982, a soli 26 anni, decise di ritirarsi, e lo annunciò salutando nel suo discorso di addio un oramai improbabile match contro il campione dei pesi medi, Marvin Hagler. Leonard cominciò a lavorare per la HBO come commentatore, e nel 1984 sua moglie diede alla luce un secondo figlio. La vita di Ray Leonard, però, per sua stessa ammissione, uscì dai binari a causa dello sconforto di non poter combattere. Invischiato nel mondo della cocaina e dell'alcol, Ray Leonard decise di tornare all'unica vita conosciuta, la palestra. Nel dicembre del 1983 annunciò il suo ritorno, citando fra i possibili avversari Marvin Hagler, Aaron Pryor, Thomas Hearns e ancora Roberto Duran. Ostacolato dalla critica, che gli imputava di prendersi rischi inutili, Leonard posticipò più volte, fino a metà del 1984, il match di rientro contro un semisconosciuto Kewin Howard. In un match forse più equilibrato del previsto, Leonard nel corso della quarta ripresa fu messo al tappeto dall'avversario, suscitando non poco clamore tra il pubblico e gli addetti ai lavori. Peraltro, la generale superiorità Di Leonard gli permise di superare l'avversario costringendo l'arbitro a fermare il match nel corso della nona ripresa.

Poco soddisfatto della propria prestazione, Leonard dichiarò una seconda volta il suo ritiro dalaa boxe nel corso della conferenza stampa del dopo-match.

Il Superfight[modifica | modifica wikitesto]

Leonard decise di tornare a fare il commentatore per la HBO. Fu più volte chiamato a commentare i match di Marvin Hagler, indiscusso campione da 5 anni dei pesi medi, vincitore con un clamoroso KO alla terza ripresa su Thomas Hearns e su Roberto Durán. Nel 1987, incredibilmente, Ray Leonard decise, a trent'anni, di tornare per combattere l'uomo che gli aveva rubato la gloria. Giudicato un "folle" dalla maggioranza dei media, Leonard insistette per disputare un match contro il possessore della tripla corona dei pesi medi (IBF, WBC e WBA) e il campione trentaduenne (2-2-62) accettò il match. Il match fu programmato per il 6 aprile 1987 al Caesars Palace a Las Vegas. Allenato ancora una volta da Angelo Dundee, Ray Leonard rispolverò la vecchia tattica usata durante il secondo match contro Durán: perenne movimento, uso ossessivo del jab e rifiuto totale dello scontro diretto. Nonostante questo Marvin Hagler riuscì più volte a colpire Leonard duramente: a ciò Leonard rispondeva con micidiali, velocissime serie a due mani. Alla campana finale la percezione che il match fosse in totale parità era netta, ma per Split Decision (115-113, 113-115, 110-118) fu dichiarato vincitore Leonard. Il risultato è ancora oggi dibattuto, ma soprattutto non fu mai digerito da Marvin Hagler che per protesta, sentendosi derubato, si ritirò dalla boxe.

Le rivincite contro i vecchi avversari[modifica | modifica wikitesto]

Più di un anno dopo, nel novembre 1988, Leonard fece sua la cintura dei supermedi versione WBC contro Donny Lalonde (31-2-0) in un match molto violento in cui l'ex campione olimpico subì un profondo taglio al naso. Il match era valido anche per la corona WBC dei mediomassimi, a causa di una bizzarra clausola contrattuale. Leonard, primo nella storia, diventò così campione in 5 diverse categorie. Sette mesi dopo Leonard incontrò nuovamente Thomas Hearns, sette anni dopo il loro primo match al limite dei supermedi: atterrato due volte durante il combattimento, Leonard riuscì a strappare un pareggio (a detta dei più immeritato) in virtù di una tattica intelligente con cui talvolta imponeva la sua scherma all'aggressivo pugile di Detroit. Leonard stesso un anno dopo, su ESPN, ammise, di fronte ad Hearns "one for you, one for me". Dopo il match contro Hearns si disputò la "bella" contro il vecchio nemico Roberto Durán (il cui record in quel momento era fermo ad un 87-5-0) al limite dei pesi medi: Leonard fece suo il match con una meritata ma noiosa vittoria ai punti contro un avversario spento.

I dolorosi ritorni[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1990, a 33 anni, Ray Leonard rimase inattivo. Nel 1991 annunciò il suo ennesimo ritorno contro il campione dei pesi superwelter Terry Norris (26-3-0) in un match valido per il titolo WBC. Messo knock down nel secondo e nel settimo round, Ray Leonard con forza e coraggio resistette fino ad arrivare ad ascoltare in piedi il verdetto di sconfitta ai punti (103-119, 104-120, 110-116). La stessa notte Leonard annunciò il suo ennesimo ritiro. In quel momento il suo record era di 36 vittorie e due sconfitte. Dopo il disastroso match contro il non irresistibile Norris, per Leonard cominciò un periodo buio in cui perdette il lavoro come commentatore alla HBO. Cadde nuovamente nella droga e fra il 1992 e il 1996 diventò cocainomane lasciandosi trascinare in episodi di violenza contro la moglie, da cui divorzierà nel 1993. Pochi mesi dopo sposò Bernardette Robi. Nel 1997, a 40 anni, Leonard provò l'ennesimo ritorno contro Hector "Macho" Camacho (1-3-62): la sconfitta in cinque round fu così umiliante e bruciante che Ray Leonard annunciò il suo definitivo ed ultimo ritiro poche ore dopo il match.

Leonard oggi[modifica | modifica wikitesto]

Sugar Ray Leonard è uscito dalla dipendenza dalla droga e oggi si dichiara un uomo felice. Ha infatti ritrovato nella boxe, come promoter e leggenda vivente, un ruolo importante: tutela e istruisce i giovani che incrociano i guanti per le prime volte in palestra.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ http://findarticles.com/p/articles/mi_qn4158/is_19970303/ai_n14091404
  2. ^ The reason why Roberto Duran quit - YouTube
  3. ^ Roberto Duran: I never said 'No Mas'

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 40715699 LCCN: n82049374