Hulk Hogan

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Hulk Hogan
Hulk Hogan al MCI Center a Washington, D.C. nel 2005.
Hulk Hogan al MCI Center a Washington, D.C. nel 2005.
Nome Terrence Eugene Bollea[1]
Ring name The Super Destroyer[2]
Sterling Golden[2][3][4]
Terry "The Hulk" Boulder[2][3]
Hulk Hogan[2]
The Immortal Hulk Hogan[2]
Hollywood Hogan[3]
Mr. America[2]
Nazionalità Stati Uniti Stati Uniti
Nascita Augusta, Georgia[2]
11 agosto 1953[2]
Residenza Miami Beach, Florida
Altezza 201[2] cm
Peso dichiarato 137[2] kg
Allenatore Hiro Matsuda[2]
Debutto 10 agosto 1977[2]
Federazione WWE
Progetto Wrestling

Terrence "Terry" Eugene Bollea, meglio noto come Hulk Hogan[2] (Augusta, 11 agosto 1953), è un wrestler e attore statunitense attualmente sotto contratto con la WWE. Ha raggiunto la massima popolarità fra la metà degli anni ottanta e gli anni novanta come l'eroe americano Hulk Hogan nella World Wrestling Federation (WWF, ora WWE) e come "Hollywood" Hogan, il malvagio leader dell'nWo, nella World Championship Wrestling (WCW).

Regolarmente nel main event dei pay-per-view in entrambe le federazioni, Hogan ha chiuso i rispettivi principali eventi annuali della WWF e della WCW, WrestleMania e Starrcade, in più occasioni. È stato inserito nella WWE Hall of Fame nel 2005.[5] È stato sotto contratto con la Total Nonstop Action Wrestling (TNA) dal 2010 al 2013, dove, oltre che lottatore part-time, è stato il General Manager on screen. Con una carriera che attraversa cinque decenni, Hogan è ampiamente considerato uno dei più grandi wrestler professionisti di tutti i tempi.

Hulk Hogan è un dodici volte campione del mondo, essendo un sei volte WWF/E Champion e un sei volte WCW World Heavyweight Champion. È il secondo wrestler con il maggior numero di giorni combinati come WWF Champion in carica di tutti i tempi (dopo Bruno Sammartino e Bob Backlund), il campione in carica più lungo degli anni ottanta, e detiene due dei dieci più lunghi regni titolati nella storia della WWF/E, dopo aver mantenuto il titolo per 1464 giorni dal 1984 al 1988 (il terzo regno più lungo di tutti i tempi) e per 364 giorni dal 1989 al 1990 (il nono regno più lungo di tutti i tempi). È anche il più longevo WCW World Heavyweight Champion in carica di tutti tempi, con un regno di 469 giorni dal 1994 al 1995. Hogan ha vinto la Royal Rumble nel 1990 e nel 1991, facendo di lui il primo wrestler a vincerne due consecutive.

Hogan è di origine italiana, in quanto sua madre è italiana-francese-panamese e suo padre era italiano.[6]

Indice

Infanzia[modifica | modifica sorgente]

Figlio di Pietro Bollea e Ruth Bollea,[7] Hulk Hogan inizialmente si dedicò al baseball semi-professionistico e per dieci anni suonò anche in alcune rock band.[3] La carriera da wrestler iniziò quasi per caso: mentre si allenava in una palestra, venne notato da Jack Brisco e suo fratello Gerald, due wrestler che notarono il fisico di Hogan e lo convinsero ad iniziare una carriera nel wrestling. Hogan, fan di questa disciplina già da bambino, accettò subito l'offerta. Si allenò per due anni sotto la guida del leggendario wrestler Hiro Matsuda. Secondo quanto narrato da Hogan, durante il loro primo allenamento Matsuda gli chiese sarcasticamente "E così vorresti essere un wrestler, eh?" e di proposito gli ruppe una gamba.[8]

Carriera[modifica | modifica sorgente]

I primi anni (1977–1979)[modifica | modifica sorgente]

Hogan combatté il suo primo incontro a Tallahassee, in Florida, il 10 agosto 1977 col nome di The Super Destroyer. In quell'occasione affrontò Brian Blair in un match finito in pareggio.[9]

Hogan lottò poi in altri match col nome di The Super Destroyer ma non solo, poiché adottò via via anche altri nomi come Terry "The Hulk" Hollywood Hogan e Sterling Golden.

Nei suoi primi anni di carriera conquistò i suoi primi titoli nella NWA; nel maggio 1979 ottenne addirittura un match per il NWA World Heavyweight Championship, all'epoca considerato il titolo di wrestling più importante del mondo.

World Wrestling Federation (1979–1980)[modifica | modifica sorgente]

Hulk Hogan nella WWF in piena "Hulkamania" negli anni ottanta.

Nel novembre 1979 Hogan passò nella World Wrestling Federation (WWF), dove adottò il nome di "The Incredible" Hulk Hogan.

Debuttò in WWF in uno show ad Allentown dove lottò in tre match tutti vinti da Hulk, nell'ordine contro Harry Valdez, Paul Figueroa e Ben Ortiz. Un mese dopo, il 17 dicembre, Hogan fece il suo debutto nel tempio del wrestling, il Madison Square Garden, sconfiggendo Ted DiBiase in 11 minuti e 12 secondi.

Hogan acquisì sempre più popolarità, disputando match sempre più prestigiosi, iniziando la sua prima grande faida contro André the Giant, che culminò in un match svoltosi allo Shea Stadium il 9 agosto 1980.[10] La popolarità di Hogan raggiunse livelli mai visti prima, al punto che la star del cinema Sylvester Stallone gli propose una parte nel film Rocky III.

New Japan Pro Wrestling (1980–1985)[modifica | modifica sorgente]

Hogan andò poi a lottare in Giappone, e ottenne grandi successi soprattutto nella New Japan Pro Wrestling (NJPW). Venne chiamato dai fan giapponesi Ichiban, ossia "Numero Uno". In Giappone Hogan cambiò il suo parco mosse, preferendo mosse tecniche alle mosse di potenza diffuse nel Nord America. Cambiò anche temporaneamente la sua finisher, adottando l'Axe Bomber a discapito del suo famoso Leg Drop.

Il 2 giugno 1983, Hogan vinse la prima edizione del torneo International Wrestling Grand Prix, sconfiggendo l'icona del wrestling giapponese Antonio Inoki per KO[11] Hogan e Inoki combatterono anche in coppia, vincendo la prestigiosa MGS Tag League per due anni di seguito, nel 1982 e nel 1983.

American Wrestling Association (1981–1983)[modifica | modifica sorgente]

Dopo aver recitato in Rocky III, Hogan tornò al wrestling nel 1981 entrando nella federazione del Minnesota, l'American Wrestling Association (AWA). Qui il pubblico iniziò ad amare il muscoloso e carismatico Hogan, e presto i bookers dell'AWA furono costretti a farlo passare tra i face.

Il proprietario della federazione, Verne Gagne, non gli diede mai tuttavia l'occasione di diventare campione dell'AWA. Addirittura due match vinti da Hogan per la cintura furono invalidati, facendo letteralmente infuriare il pubblico.

Solo oltre venti anni dopo, nel 2005, poco prima dell'introduzione di Hulk Hogan nella WWE Hall of Fame, le due vittorie gli furono riconosciute.[12]

Ritorno alla World Wrestling Federation (1983–1993)[modifica | modifica sorgente]

L'inconorazione dell'Hulkamania (1983–1984)[modifica | modifica sorgente]

Dopo aver comprato la World Wrestling Federation da suo padre nel 1982, Vincent K. McMahon rimise sotto contratto Hulk Hogan, con l'intenzione di renderlo l'attrazione principale della compagnia per il suo carisma e per la sua fama. Hogan ritornò in WWF durante uno show il 3 gennaio 1984.[13]

Meno di tre settimane dopo, il 23 gennaio, Hogan vinse il WWF Championship sconfiggendo The Iron Sheik al Madison Square Garden di New York per pura casualità, poiché Bob Backlund era infortunato e non poté partecipare al match.[13] Con questa vittoria, Hogan divenne il primo uomo ad uscire dalla Camel Clutch, la mossa finale di Iron Sheik, e il primo WWF Champion nato nel Sud degli Stati Uniti. Immediatamente dopo aver vinto il titolo, il commentatore Gorilla Monsoon dichiarò "Hulkamania is here!" ("l'Hulkamania è qui!"). Fu allora che iniziò l'"Hulkamania", ossia il periodo in cui Hogan diventerà uno dei più famosi wrestler di tutti i tempi nel ruolo del face. Durante questo periodo il wrestling divenne sempre più popolare in tutto il Nord America ed Hogan ne divenne il simbolo. Immediatamente dopo la vittoria del titolo, Hogan iniziò a chiamare i propri fan "Hulkamaniacs" nel corso delle interviste ed introdusse i suoi tre "comandamenti": allenarsi, dire le preghiere, e prendere le vitamine. La tenuta da combattimento sul ring di Hogan acquisì i caratteristici colori giallo e rosso; la sua entrata prevedeva il rituale nel quale egli si strappava la maglia, si metteva in posa mostrando i muscoli, ed accostava platealmente la mano all'orecchio per ascoltare il boato del pubblico festante. La maggior parte dei match di Hogan dell'epoca lo vedevano contrapposto a wrestler malvagi definiti "monster heel", spesso di grossa taglia, e seguivano un preciso copione che presto divenne una sorta di routine: Hogan attaccava l'avversario, ma quasi subito iniziava pesantemente a subirne i colpi, arrivando vicino alla sconfitta. Successivamente, facendosi forza grazie all'incitamento del pubblico, metteva in atto un processo di riscossa chiamato "Hulking up". Egli puntava l'indice verso l'avversario (gesto che in seguito venne accompagnato da un forte "YOU!" da parte della folla), scuoteva le dita come per dire no, dava tre pugni al rivale, eseguiva un Irish Whip, il Big Boot e concludeva il tutto con un Running Leg Drop schienando poi l'avversario. Questa sequenza finale poteva occasionalmente subire modifiche a seconda dell'avversario o della storyline in corso; per esempio, contro lottatori "pesi massimi" come King Kong Bundy o André the Giant, la sequenza poteva includere anche una Body Slam.

WWF Champion (1984–1988)[modifica | modifica sorgente]

L'anno successivo, Hulk Hogan divenne il simbolo della WWF quando McMahon rivoluzionò il pro wrestling rendendolo ciò che definiva "Rock N' Wrestling Connection". La vera e propria rivoluzione iniziò con una delle più grandi idee di McMahon, ovvero WrestleMania, il 31 marzo 1985, dove Hogan sconfisse in coppia con il suo amico Mr. T i suoi arcirivali "Rowdy" Roddy Piper e Paul Orndorff.[14]

Hogan acquisì l'immagine di un vero e proprio supereroe della vita reale, diventando amatissimo fra i più giovani. Hulk Hogan trasformò così un business violento in uno spettacolo adatto a persone di tutte le età. Il fenomeno dell'Hulkamania fu qualcosa di unico nel mondo del wrestling, e i gadget di Hogan venivano venduti in tutta la nazione. Hulk apparve nel The Tonight Show e co-presentò l'edizione di Saturday Night Live del 30 marzo 1985.

A WrestleMania III nel 1987, Hogan affrontò nel main event André The Giant, che era stata la star principale del pro wrestling ed era rimasto imbattuto per due decenni. La faida iniziò ad inizio 1987: Hogan fu premiato con un trofeo speciale per i suoi tre anni consecutivi da WWF Champions, mentre poco dopo anche ad André fu dato un premio poiché era rimasto imbattuto in WWF per 15 anni. Il premio di André era però più piccolo di quello di Hogan e perciò il francese rifiutò di congratularsi con Hogan. Successivamente Bobby Heenan dichiarò di esser diventato il nuovo manager di André, che sfidava Hogan ad un title match a WrestleMania III. Nello Showcase of Immortals, Hogan difese con successo il WWF World Heavyweight Championship contro André the Giant. Durante il match Hogan eseguì un Bodyslam sul gigante di 520 libbre e vinse il match dopo aver eseguito uno scoop slam ed un leg drop.[15]

Hogan rimase campione per quattro anni e 13 giorni, e dopo di lui difficilmente ci sarà mai più un regno così lungo. Comunque Hogan perse la cintura di fronte a 33 milioni di spettatori in un match controverso contro André the Giant a The Main Event grazie alla combutta fra "The Million Dollar Man" Ted DiBiase e l'arbitro dell'incontro Earl Hebner. Dopo che André aveva eseguito un belly-to-belly suplex su Hogan, Hebner contò la vittoria di André benché la spalla sinistra di Hogan fosse chiaramente alzata. Dopo il match, André diede subito il titolo a Ted DiBiase, ma i dirigenti della WWF decisero che ciò non era valido e dichiararono il titolo vacante per la prima volta nella storia.[16]

I Mega Powers (1988–1989)[modifica | modifica sorgente]

Questo evento porterà ad un torneo disputatosi a WrestleMania IV valido per la cintura, che sarà vinta da Randy Savage.[17]

Hogan, Savage e la sua manager Miss Elizabeth si alleeranno formando i Mega Powers. Savage ebbe un ruolo importante nello sviluppo del carattere di Hogan. Comunque i Mega Powers presto implosero, a causa della gelosia di Savage e la sua paranoia sul fatto che Hulk ed Elizabeth fossero "più che amici". Iniziò quindi una faida fra Hogan e Savage, che culminò ad un match fra i due valido per il titolo del mondo a WrestleMania V il 2 aprile 1989: Hogan vinse il match diventando campione del mondo per la seconda volta.[18]

Altri regni titolati (1989–1992)[modifica | modifica sorgente]

Hogan sul ring.
Hulk Hogan.

Il secondo regno di Hogan durò un anno, durante il quale girò anche il suo primo film, No Holds Barred, ambientato proprio nel mondo del wrestling.[19] Il film fu l'ispirazione della faida di Hogan con il suo antagonista del film, ossia Tiny Lister, Jr., che cominciò a lottare nei ring della WWF col nome di "Zeus". Hogan e Zeus si affrontarono quindi in un match a SummerSlam 1989. Successivamente Hogan sconfisse con facilità Zeus in una serie di match combattuti in tutti gli States.

Anche durante il suo secondo regno, Hogan vinse il Royal Rumble match. Perse il suo titolo del mondo contro l'Intercontinental Champion Ultimate Warrior il 1º aprile 1990 a WrestleMania VI. Fu la prima volta in oltre sette anni che Hogan aveva subito uno schienamento pulito. Questo match per il titolo era unico, poiché entrambi i wrestler erano face e alla conclusione del match Hogan si congratulò con Warrior e lo abbracciò.[20]

Hogan presto fu coinvolto in una faida violenta contro il gigante Earthquake, che gli ruppe le costole nel maggio 1990. In televisione i telecronisti spiegarono che gli infortuni di Hogan e la sua sconfitta a WrestleMania VI contro The Ultimate Warrior avevano leso così tanto il suo spirito combattivo da spingerlo a ritirarsi. Fu richiesto agli spettatori di scrivere lettere ad Hogan per chiedere il suo ritorno (in cambio ricevevano una foto di Hogan autografata come ringraziamento). Hogan ritornò a SummerSlam 1990 e per diversi mesi dominò Earthquake in una serie di match per tutto il paese. In questo periodo il nome di Hogan cambiò da "The Incredible Hulk Hogan" a "The Immortal Hulk Hogan".

Il 24 marzo 1991, Hogan sconfisse il simpatizzante dell'Iraq Sgt. Slaughter, conquistando il suo terzo WWF Championship a WrestleMania VII.[21] Il regno, però, durò soltanto pochi mesi: venne difatti sconfitto in maniera controversa da The Undertaker a Survivor Series 1991, in un match dove l'interferenza di Ric Flair ai danni di Hulk risultò decisiva. Solo sei giorni dopo Hogan rivinse la cintura, ma a causa del finale controverso del match il titolo fu dichiarato vacante.

Il titolo venne rimesso in palio nell'edizione della Royal Rumble del 1992. Hogan partecipò al match, sbarazzandosi di numerosi avversari, ma fu eliminato ad un passo dalla vittoria dal suo amico Sid Justice e quindi non riuscì a riconquistare il titolo. Hulk Hogan fece quindi un annuncio shock: si sarebbe ritirato dal wrestling, non prima però di aver affrontato Sid a WrestleMania VIII il 5 aprile. Hogan vinse poi il match per squalifica per poi mantenere la parola: Hulk si ritirò dopo oltre dieci anni di attività.[22]

Breve ritorno (1993–1994)[modifica | modifica sorgente]

La decisione fu riconsiderata alcuni mesi dopo, ed Hogan tornò in WWF il 4 aprile 1993 vincendo il suo quinto WWF Title contro Yokozuna, intervenendo sorprendentemente subito dopo il main event di Wrestlemania IX dove il samoano aveva sconfitto Bret Hart.[23] Al primo pay-per-view annuale, King of the Ring, il 13 giugno 1993 Hogan perse il titolo contro l'ex campione, Yokozuna, nella sua prima difesa del titolo dopo WrestleMania IX. Nel corso del match, Yokozuna uscì fuori dal Leg Drop di Hogan. La violenta battaglia si concluse quando un "fotografo giapponese" salì sull'apron ring e distrasse Hogan, prima di colpirlo con una sorta di palla di fuoco dalla macchina fotografica alla sua faccia. A questo intervento seguì un Leg Drop di Yokozuna che portò allo schienamento vincente. Dopo la vittoria, Yokozuna continuò ad attaccare Hogan mentre il pubblico nell'arena era disperato. Mentre Yokozuna festeggiava la vittoria, Hogan fu aiutato dai dirigenti della WWF a tornare nel backstage. L'Hulkamania aveva esalato il suo ultimo respiro: questa fu l'ultima apparizione di Hogan in WWF per dieci anni, e sia Hulk sia Jimmy Hart lasciarono la federazione.

Nel 1994, Hogan testimoniò nel corso del processo per doping contro l'allora World Wrestling Federation. Hogan ammise di aver utilizzato regolarmente steroidi per 12 anni e che nella WWF se ne faceva largo uso. Dichiarò che aveva anche introdotto il padrone della WWF Vince McMahon all'uso di steroidi durante le riprese di No Holds Barred. Entrambi avevano inviato steroidi del dottore della Pennsylvania George Zahorian alla sede della WWF via FedEx. Il wrestler tuttavia sostenne che Vince McMahon era assolutamente contrario a questa pratica e che egli ricevette più volte da parte di McMahon il consiglio di smettere di far ricorso a sostanze dopanti. La sua testimonianza ha tenuto McMahon lontano dalla prigione, ma colpì l'immagine pubblica sia di Hogan sia della WWF.

Hogan ha ribadito questi concetti in un'intervista concessa al giornale inglese The Sun[24], sull'onda del rinnovato interesse dei media verso l'abuso di sostanze dopanti nel mondo del wrestling alla luce del caso Benoit.

World Championship Wrestling (1994–2000)[modifica | modifica sorgente]

Debutto (1994–1996)[modifica | modifica sorgente]

Hulk Hogan firma un autografo.

Dopo che Hogan abbandonò la WWF nel giugno 1993, decise di prendere un periodo di pausa di un anno circa dal wrestling professionistico per concentrarsi su film, televisione e la sua famiglia. Nel giugno 1994, Hogan firmò un contratto con la rivale della WWF, la World Championship Wrestling (WCW) di Ted Turner e iniziò ad apparire in televisione il mese successivo.

Hogan vinse il suo primo WCW World Heavyweight Championship al suo match di debutto, sconfiggendo il campione Ric Flair in un 'dream' match il 17 luglio al pay-per-view Bash at the Beach. Dopo aver feudato con Flair, Hogan perse la cintura dopo ben diciotto mesi e iniziò ad apparire solo occasionalmente negli show WCW. Infatti la sua popolarità non era la stessa che aveva in WWF, perché i fan si erano ormai stancati di Hogan e della sua gimmick da “bravo ragazzo”, preferendo lottatori più giovani e spettacolari come Chris Benoit ed Eddie Guerrero. Questo portò ad uno dei momenti più scioccanti della storia del wrestling nell'estate del 1996.

New World Order (1996–1998)[modifica | modifica sorgente]

Durante un six man tag team match a Bash at the Beach, Hulk Hogan intervenne a favore degli Outsiders (Kevin Nash e Scott Hall), attaccando il face Randy Savage. Quest'azione fece turnare Hogan heel per la prima volta in oltre dieci anni. Dopo il match Hogan si rese protagonista di un promo infamante, accusando i fan e la WCW di non apprezzare il suo talento.

Hogan formò quindi un gruppo chiamato New World Order (nWo), composto da Nash, Hall e lo stesso Hogan. Hulk decise di cambiare totalmente personaggio: si fece crescere una barba scura insieme ai suoi baffi biondi, abbandonò il suo costume giallo e rosso per un vestito nero, si rinominò Hollywood Hogan e tornò agli show WCW otto giorni dopo il suo turn heel. Hogan rivitalizzò la sua carriera ridefinendo il carattere dell'heel: invece del cattivo tradizionale, manesco e impaziente, Hollywood Hogan diede alla luce ad un personaggio avido e manipolativo, più realistico e ben distante da ogni gimmick tradizionale degli anni ottanta.

Come capo dell'nWo ebbe un grande spazio negli show WCW, ed anzi ne fu la stella principale come già accadeva in WWF. La WCW surclassava giorno dopo giorno la WWF e diventò la prima federazione di wrestling negli States.

Hogan vinse il WCW World Heavyweight Championship nell'agosto del 1996. Scrisse con uno spray nero "nWo" sulla cintura e cominciò a chiamare il titolo appena conquistato "nWo title" e così farà negli altri regni da campione mentre militava nell'nWo. Il suo regno continuò ininterrottamente fino al 4 agosto 1997, quando il titolo fu conquistato da Lex Luger. Ma dopo soli cinque giorni, il 9 agosto, Hogan riconquistò la cintura e la perse solo il 28 dicembre 1997 contro Sting in un dream match a Starrcade 1997. Nel match il nuovo arrivato Bret Hart accusò l'arbitro di aver contato la vittoria di Hogan troppo velocemente e l'incontro ricominciò con Hart come arbitro. Sting avrebbe quindi vinto per sottomissione. Dopo il rematch della notte successiva, dove Hogan rivinse il titolo in maniera controversa, il WCW Championship fu dichiarato vacante. Sting vinse poi il titolo contro lo stesso Hogan a SuperBrawl VIII.

Hogan sviluppò poi una rivalità con l'ex amico (e nuovo membro dell'nWo) Randy Savage, che era appena costato ad Hogan la vittoria del titolo a SuperBrawl colpendolo con una bomboletta spray. Tutto questo culminò in uno Steel Cage match fra i due che finì in no contest. In aprile Savage vinse il World Championship da Sting e fu successivamente sfidato da Hogan in un no disqualification match. In questo incontro però Kevin Nash eseguì una powerbomb su Hogan dopo che quest'ultimo l'aveva attaccato precedentemente. Se questo sancì la rottura dell'nWo originale, non permise però a Savage di conservare il titolo: Bret Hart infatti turnò heel e attaccò Savage permettendo ad Hogan di rivincere il WCW Championship. Hogan difese il titolo fino al luglio di quell'anno, quando la WCW lo mise contro il neoarrivato Bill Goldberg, imbattuto fino ad allora in WCW. Dopo un'interferenza di Curt Hennig che fu poi ostacolato da Karl Malone a bordo ring, Goldberg riuscì ad eseguire una Spear e poi un Jackhammer su un Hogan distratto, schienandolo per conquistare il suo primo ed unico WCW World Heavyweight Championship.

Hogan passò il resto del 1998 combattendo incontri contro celebrità, come Dennis Rodman e Jay Leno. Hogan ebbe anche un rematch da sogno contro Ultimate Warrior, vinto grazie ad aiuti esterni.

Ritorno alla WCW (1998–1999)[modifica | modifica sorgente]

Nella puntata del Giorno del Ringraziamento del The Tonight Show with Jay Leno, Hogan annunciò ufficialmente il suo ritiro dal pro wrestling e la sua candidatura a Presidente degli Stati Uniti[25] Fu messa in onda durante un'edizione di Nitro anche una press conference fra Hogan e Bischoff. Col passare del tempo, però, entrambi gli annunci si rivelarono falsi ed erano stati fatti meramente per fini pubblicitari cercando di ripetere la stessa impresa di Jesse Ventura che era riuscito a farsi eleggere governatore del Minnesota.[25]

Dopo un periodo di pausa dalla WCW, un Hogan ancora "ritirato" tornò a Nitro per sfidare Kevin Nash per il WCW title. Riguadagnò in modo controverso il titolo (Nash si fece schienare di proposito) e questa vittoria riunì le due fazioni dell'nWo - nWo Hollywood e nWo Wolfpac - in una sola che iniziò a feudare con Bill Goldberg e i Four Horsemen.

Dopo un certo periodo di successo, la WCW andò in crisi alle soglie del terzo millennio, anche perché il pubblico cominciava a stufarsi dell'nWo, idea originale all'inizio ma ormai sfruttata al massimo.

Conflitti con Vince Russo (1999–2000)[modifica | modifica sorgente]

Hulk Hogan nel 2000.

Presto perse il WCW Championship contro Ric Flair in uno Steel Cage First Blood match. Un Ric Flair molto insanguinato vinse per schienamento grazie ad un arbitraggio nettamente a suo favore. Durante quel match, comunque, Hogan incominciò a mostrare segni di un imminente turn face, mostrando alcune vecchie tattiche come il suo "Hulking up". Il 12 luglio Hogan fece il suo grande ritorno come face ed accettò un match contro Savage, che aveva conquistato il titolo del mondo la notte prima a Bash at the Beach. Grazie ad un'interferenza di Nash, che aveva perso il titolo contro Savage, Hogan divenne di nuovo campione.

Il 9 agosto 1999, Hogan si presentò a Nitro col tipico vestito bianco e nero, ma dopo un segmento nel backstage con suo figlio, Hogan lottò nel main event in giallo e rosso. Alcuni infortuni ed altri problemi personali costringeranno Hogan ad una pausa dall'ottobre 1999 al febbraio 2000. Nel suo libro "Hollywood Hulk Hogan" Bollea disse che gli fu richiesto di prendersi una pausa dal nuovo dirigente della WCW Vince Russo e non gli fu detto quando sarebbe tornato. Sebbene qualche dubbio, accettò questa proposta. Il 24 ottobre Hogan doveva sfidare Sting per il WCW World Heavyweight Championship, ma si presentò sul ring in abiti civili, si stese per terra per lo schienamento e lasciò il ring.

Al suo ritorno in WCW, nel febbraio 2000, Hogan era ancora una delle star principali della WCW. A Bash at the Beach 2000 Hogan fu coinvolto in un controverso segmento con Russo. Hogan doveva affrontare Jeff Jarrett per il WCW World Heavyweight Championship.[26] Prima del match c'era stata una disputa fra Hogan e Russo. Il match che doveva contrapporre Hogan e Jeff Jarrett, si rivelò una farsa, poiché Jarrett, su ordine preciso di Russo, si stese a terra, permettendo ad Hogan di schienarlo facilmente. Russo poi offese apertamente Hogan, accusandolo di fronte a milioni di spettatori di usare in modo ricattatorio e intransigente il "potere" contrattuale e l'autorità di cui godeva nel backstage, ovvero dietro le telecamere, sia per proteggere gli "amici" che per avere ancor più peso nelle decisioni della federazione. La vittoria del titolo di Hulk viene invalidata da Russo quella stessa sera e fu creato un nuovo WCW World Heavyweight Championship, messo in palio nella stessa sera in un match fra Booker T e Jeff Jarrett. Quello fu l'ultimo match di Hulk Hogan nella WCW.

X Wrestling Federation (2000–2001)[modifica | modifica sorgente]

Dal luglio 2000 al novembre 2001 Hogan era lontano dalle luci dei riflettori. Attraversò infatti un periodo di depressione dopo l'incidente con Russo, chiedendosi se quello che aveva detto Russo su di lui potesse essere vero. Hogan attraversò anche la morte di suo padre Peter Bollea nel dicembre 2001, che per lui fu molto dura.

Nei mesi dopo il fallimento della WCW nel marzo 2001, Hogan subì un intervento alle ginocchia per tornare a lottare. Come test, Hogan lottò in un match ad Orlando (Florida) per la X Wrestling Federation, federazione di wrestling del suo amico Jimmy Hart. Hogan sconfisse Curt Hennig in questo match e si sentì pronto ad accettare un'offerta della WWF per un suo ritorno nel febbraio 2002.

Ritorno alla World Wrestling Federation/Entertainment (2002–2003)[modifica | modifica sorgente]

Hollywood Hogan e Undisputed WWF/E Champion (2002–2003)[modifica | modifica sorgente]

"Hollywood" Hulk Hogan si strappa la maglietta a WrestleMania X8 nel 2002.

A No Way Out 2002 il 17 febbraio Hogan ritornò alla federazione che ne aveva fatto un'icona della cultura pop. Ritornato come leader dell'originale nWo con Scott Hall e Kevin Nash, ebbe quella sera stessa un diverbio con The Rock e costò a Stone Cold Steve Austin il suo match per il WWF Championship contro Chris Jericho nel main event. L'nWo ebbe una faida sia con Austin sia con The Rock, e Hogan accettò di sfidare quest'ultimo in un dream match a WrestleMania X8. All'evento Hogan chiese ad Hall e Nash di non interferire, volendo sconfiggere The Rock da solo. Il pubblico tifò per Hogan durante tutto il match, causando un turn face. The Rock vinse in modo pulito l'incontro ma a fine match si abbracciò con Hogan e lo difese dall'assalto di Hall e Nash, contrari all'atteggiamento conciliatorio di Hogan.

Dopo il match, Hogan era di nuovo un face definito, anche se continuò a vestire in bianco e nero per alcune settimane dopo WrestleMania X8 fino a quando ricominciò a vestirsi con il tradizionale vestito giallorosso. Si fece ancora chiamare "Hollywood" Hulk Hogan, mantenendo la barba nera e i baffi biondi insieme al giallorosso dell'Hulkamania. Ha avuto un regno di un mese come WWE Undisputed Champion nella primavera del 2002 dopo aver battuto Triple H a Backlash. Perse il titolo contro The Undertaker a Judgment Day 2002.

Durante il suo periodo da campione la federazione cambierà nome in WWE, dopo una causa con il World Wide Fund for Nature. Nell'edizione del 4 luglio 2002 di SmackDown, Hogan in coppia con Edge sconfisse Billy e Chuck conquistando i WWE Tag Team Titles per la prima volta. Questa fu l'unica volta in cui Hogan vinse una cintura che non fosse il titolo più importante della federazione. Hogan ed Edge festeggiarono sventolando la bandiera americana mentre il pubblico festante cantava la theme di Hogan Real American. Successivamente persero i titoli contro gli "The Un-Americans" (Christian & Lance Storm) a Vengeance 2002.

Durante un match con Brock Lesnar, che vide quest'ultimo sconfiggere Hogan nell'agosto 2002, Hulk riportò un nuovo infortunio alla schiena. Tornò all'inizio del 2003 per affrontare The Rock di nuovo a No Way Out e sconfisse il padrone della WWE Vince McMahon a WrestleMania XIX. Durante questo periodo abbandonò definitivamente il soprannome "Hollywood" e si fece tagliare la barba nera che aveva dalla WCW.

Mr. America (2003)[modifica | modifica sorgente]

Hulk Hogan in una delle sue entrate durante l'Hulkmania Tour.

Successivamente lottò come Mr. America, parodia del supereroe mascherato Capitan America, che in teoria avrebbe dovuto avere un'identità misteriosa. Usò come theme music "Real American" e usò tutti i gesti, mosse e frasi tipici di Hogan. Era il protagonista di una storyline secondo la quale Hollywood Hulk Hogan era stato costretto a non lottare per tutto il resto del contratto.

Infatti dopo che Hogan aveva vinto a WrestleMania XIX, McMahon era arrabbiato con lui e voleva che l'Hulkamania morisse. Dopo WrestleMania furono mandati dei promo riguardanti l'imminente debutto di Mr. America durante diverse edizioni di SmackDown. Quando debuttò il 1º maggio fu subito accusato da McMahon di essere Hulk Hogan, ma negò tutte le accuse. La faida continuò per tutto il mese di maggio, con un match singolo fra Mr. America e il vecchio rivale di Hogan Roddy Piper a Judgment Day. McMahon tentò disperatamente di provare che Mr. America era Hulk Hogan ma fallì tutti i tentativi. Mr. America passò persino il test della macchina della verità.

L'ultima apparizione di Mr. America in WWE fu nell'edizione di SmackDown del 26 giugno. The Big Show, Shelton Benjamin e Charlie Haas sconfissero il team formato da Brock Lesnar, Kurt Angle e Mr. America in un six-man tag team match quando Show schienò Mr. America. Dopo che le telecamere si spensero, Mr. America si smascherò mostrando ai fan che in realtà era Hulk Hogan, mettendo un dito sulle sue labbra facendo intendere ai fan di mantenere il segreto. La settimana successiva Hogan lasciò la WWE a causa di contrasti con i dirigenti della federazione.[27] Nell'edizione di SmackDown del 3 luglio Vince McMahon mostrò le immagini di Mr. America smascherato e lo "licenziò", sebbene Hogan aveva in realtà già lasciato la federazione.[27] L'intero segmento del licenziamento di Hogan/Mr. America era stato veramente breve, durando meno di un minuto in uno show di due ore.

Per diversi mesi la WWE pubblicizzò The Big Show come l'uomo che aveva costretto Hogan al ritiro, per dare più credibilità a Big Show. Ironicamente Big Show era stato scoperto da Hogan stesso, e divenne famoso proprio come sfidante di Hogan durante il suo regno da campione WCW nel 1995.

La gimmick di Mr. America fu messa sotto accusa dalla Marvel Comics, che l'accusò di essere una copia di Captain America, citando la somiglianza del costume. Anche la stella sul costume era tipica del vestito di Captain America. Questo aveva gettato ancora più benzina del fuoco sull'utilizzo del nome Hulk Hogan, a causa della proprietà della Marvel del personaggio dell'Incredibile Hulk. A causa di questi problemi la WWE dovette modificare tutti i riferimenti al nome "Hulk Hogan", incluse immagini di Hogan che indossavano vestiti con la scritta "Hulk" (la maggior parte di essi) e iniziò a riferirsi ad Hogan col nome usato in WCW, vale a dire "Hollywood Hogan".

Fu poi rivelato che Hogan non era felice per i guadagni dei suoi match dopo il ritorno come Mr. America.[27] Vince decise di terminare il contratto di Hogan e quest'ultimo lasciò perciò la WWE.[27]

Total Nonstop Action Wrestling (2003)[modifica | modifica sorgente]

Mesi dopo, Hulk Hogan lottò in un match per la New Japan Pro Wrestling, sconfiggendo Masahiro Chono ad Ultimate Crush II, un evento che combinava match di pro-wrestling con match di arti marziali miste.

Hulk Hogan fu poi corteggiato dalla Total Nonstop Action per partecipare ad un evento chiamato Bound for Glory, un evento in pay per view di tre ore ad ottobre che sarebbe divenuto l'evento più importante dell'anno. Hogan fu colpito da Jeff Jarrett con la sua chitarra durante uno show in Giappone per pubblicizzare la storyline, ma poi i piani andarono all'aria a causa dei problemi al ginocchio che avrebbero avuto bisogno di un intervento che gli avrebbe impedito di partecipare. L'angle della rottura della chitarra di Jarrett sulla testa di Hogan fu poi usato con frequenza in TNA.

WWE Hall of Famer (2005–2007)[modifica | modifica sorgente]

Hulk Hogan nella sua classica entrata, mentre si strappa la maglietta.

Nel 2005, alcune settimane prima di WrestleMania 21, fu annunciato in tutti gli show della WWE che Hogan sarebbe stato introdotto nella Hall of Fame. Questo segnò il ritorno di Hogan in WWE. Il 2 aprile 2005, Hogan venne introdotto dall'attore e amico Sylvester Stallone.[28] Hogan fu applaudito per diversi minuti prima di poter dire il suo discorso. Durante una pausa del suo discorso il pubblicò incitò "One More Match! One More Match!" (un altro match ancora!), e "Austin, Hogan" (sperando in un match Steve Austin contro Hulk Hogan). Hogan rispose che quello un giorno sarebbe stato un buon match.

Tornò per un certo periodo a lottare in match in coppia con Shawn Michaels, fino a quando HBK lo tradì durante l'edizione di RAW del 4 luglio. In questo show Hogan fu ospite di Carlito nel suo "Carlito's Cabana." Dopo alcune domande di Carlito riguardo a sua figlia Brooke, Hulk iniziò ad attaccare Carlito. Ciò fu seguito da un'apparizione di Kurt Angle ed anch'egli fece dei commenti su Brooke che fecero arrabbiare Hogan. Hulk fu poi attaccato dai due fino a quando fu salvato da Shawn Michaels. Quella stessa notte Michaels e Hogan sconfissero Carlito e Kurt Angle in un match di coppia. Durante la celebrazione dopo l'incontro, però, Michaels colpì Hogan con una Sweet Chin Music e lo lasciò esamine al tappeto.[29] La settimana seguente a RAW Michaels sfidò Hogan in una sfida uno contro uno per la prima volta.[30] Hogan apparì a RAW una settimana dopo e accettò la sfida.[31]

L'incontro avvenne domenica 21 agosto a SummerSlam 2005. Il match fra i due fu il Main Event della sera e fu pieno di colpi di scena. Ben due arbitri furono messi fuori gioco e Michaels tentò di prendersi un vantaggio con una sedia d'acciaio. Anche dopo la Sweet Chin Music di Michaels, Hogan non perse l'incontro e sferrò una controffensiva vincente contro Michaels, colpendolo alla fine con il suo Leg Drop vincendo l'incontro. Michaels e Hogan a fine match si diedero la mano e poi HBK lasciò il ring per permettere ad Hulk di festeggiare col pubblico.[32] Dopo questo incontro non ci fu nessuna rivincita fra i due.

Nel mese di ottobre prende parte a WWE Homecoming, puntata speciale che segnava il ritorno di Monday Night Raw sulle frequenze di USA Network. Hulk intervistato da Gene Okerlund pubblicò un promo memorabile nel quale lanciò una sfida a nientemeno che Stone Cold Steve Austin.

Prima di WrestleMania 22 Hogan introdusse l'amico ed ex commentatore "Mean" Gene Okerlund nella WWE Hall of Fame. Durante il discorso Hogan non riuscì ad ignorare il pressante coro del pubblico che a gran voce chiede all'Hulkster di salire sul ring proprio contro Steve Austin ed Hulk si limitò a dire che sarebbe senz'altro un grande incontro. Durante la serata una frecciata di Austin rivolta ad Hogan alimentò all'inverosimile le speranze dei fans presenti di poter presto assistere a quello che sarebbe stato senza ombra di dubbio l'ennesimo dream match della lunga carriera di Hogan.

Nell'estate 2006 Hulk Hogan torna sul ring, ma non per affrontare Stone Cold come molti si sarebbero aspettati. Hulk accolse la sfida del giovane Randy Orton (che nella "story line" insidiava la figlia di Hogan, Brooke). La sfida tra la leggenda del wrestling per eccellenza ed il Legend Killer avvenne a SummerSlam 2006 e fu Hogan a vincere la contesa con la classica combinazione Big Boot / Leg Drop.[33]

Comparve poi nel 15º anniversario di RAW, aiutando Hornswoggle a battere The Great Khali. Dopo aver steso Khali, ringraziò gli Hulkamaniacs, concludendo il promo dicendo "Never say never" e usando la catchphrase di Randy Savage "Oh yeah!", lasciando intendere un possibile ritorno sulle scene.

Memphis Wrestling e PMG Clash of Legends (2007–2009)[modifica | modifica sorgente]

Hogan con Ric Flair sul ring prima del loro incontro all'Hulkamania Tour.

Nel mese di maggio 2007 ha lottato un match nella Memphis Wrestling Federation affrontando Paul "The Giant" Wight (Big Show). L'incontro è stato vinto da Hogan grazie al Running Leg Drop, effettuato dopo esser riuscito nell'impresa di effettuare una bodyslam sul gigante.

Ritorno in TNA (2009–2013)[modifica | modifica sorgente]

Socio d'affari con Dixie Carter (2009–2010)[modifica | modifica sorgente]

Hogan durante un incontro contro Ric Flair nel 2009.

Il 27 ottobre 2009 Hulk Hogan annunciò in una conferenza stampa che lui ed Eric Bischoff avevano firmato un contratto con la Total Nonstop Action Wrestling; l'annuncio fu dato al Madison Square Garden, arena il cui nome è tradizionalmente legato alla WWE.[34] Il video della conferenza stampa fu trasmesso durante l'episodio di TNA Impact! del 29 ottobre. Il suo ruolo al momento rimaneva incerto.[35]

Il 21, 24, 26 e 28 novembre Hogan organizzò un tour in Australia chiamato "Hulkamania: Let the Battle Begin". Il main event in tutte e quattro le date era un rematch fra Hogan e Ric Flair, dove il primo vinse in tutti e quattro i match.[36] Si trattava della prima volta in cui Hogan combatteva in Australia.[37]

Hogan annunciò durante UFC The Ultimate Fighter che avrebbe fatto il suo debutto ufficiale in TNA Il 4 gennaio 2010, in un'edizione speciale live di tre ore il lunedì sera di TNA Impact!.[38][39][40]

Debutta quindi il 4 gennaio 2010 assieme a Eric Bischoff, dichiarandosi come principale consulente di Dixie Carter, facendo alcuni cambiamenti al roster e alla iMPACT! Zone. Il 17 gennaio a Genesis, Hogan e Bischoff rivelano la nuova Impact Zone introducendo il ritorno del ring a quattro lati opposti ai sei lati storici della TNA. Il 18 febbraio Hogan consegna ad Abyss l'anello della Hall Of Fame è affermando che lo avrebbe fatto diventare il nuovo "Dio del Wrestling". La settimana successiva Hogan annuncia che L'8 marzo avrebbe fatto il suo ritorno LIVE di lunedì sul ring della TNA in coppia con Abyss contro AJ Styles e Ric Flair. L'8 marzo Hogan e Abyss sconfiggono Flair e Styles, al termine del match fa il suo ritorno Jeff hardy che aiuta Hogan e Abyss dall'attacco di Desmon Wolfe. In seguito inizia la rivalità tra due fazioni quella tra Hogan e Flair che ha culminato nel PPV Lockdown dove il Team di Hogan (Abyss, Jeff Jarrett, Jeff Hardy e Rob Van Dam) ha sconfitto il Team di Flair (Sting, Desmond Wolfe, Robert Roode e James Storm) in un Lethal Lockdown match.

Gli Immortal (2010–2011)[modifica | modifica sorgente]

Hulk Hogan con la maglietta degli Immortal.

Durante la puntata del 17 giugno il rapporto di alleanza con Abyss finisce bruscamente con quest'ultimo che dice che veniva controllato da qualcuno. Nei mesi successivi in TNA Hogan si alleò con Eric Bischoff, Jeff Jarrett e Samoa Joe contro Sting e Kevin Nash che sostenevano che Hogan e Bischoff stavano per rovinare la TNA, Durante quel periodo Abyss impazzì infortunando il campione TNA di quel momento Rob Van Dam. Durante il pay-per-view Bound For Glory al termine del Main Event Titolato tra Jeff Hardy, Kurt Angle e Mr. Anderson Hogan e Bischoff aiutarono Jeff Hardy a vincere il titolo TNA attaccando Angle e Anderson, successivamente furono seguiti da Jeff Jarrett (che tradì Samoa Joe nella stessa sera) e Abyss (che rivelò di essere controllato da loro) che si allearono con Hogan e Bischoff formando il gruppo chiamato "Immortal".

Nelle edizioni successive, a Impact, Bischoff rivelò di aver incastrato la Presidentessa della TNA Dixie Carter facendogli firmare un contratto di passaggio di proprietà. Successivamente gli Immortal si allearono con la Fortune (Stable comandata da Ric Flair), durante la puntata del 25 novembre Dixie Carter ritornò informando che aveva messo in causa giudiziaria (Keyfabe) Hogan, durante la sospensione Hogan venne ricoverato per ricostruirsi la spina dorsale. Hogan tornò il 3 marzo 2011 annunciando di aver vinto la causa contro Dixie Carter e quindi di essere in possesso della federazione. Nel mese di aprile Hogan accennò a una probabile sfida con Sting (che in quel periodo era campione TNA), durante il pay-per-view Hardcore Justice Hogan fece perdere il titolo TNA a Sting reclutando Kurt Angle negli Immortal. Durante la puntata del 15 settembre Sting sconfigge Ric Flair aggiudicandosi la possibilità di sfidare Hulk Hogan per il pay-per-view Bound For Glory, nella puntata del 29 settembre Hogan annuncia che nella puntata seguente annuncerà il ritiro dal mondo del wrestling, il 4 ottobre tramite alcune notizie viene fatto sapere che Hulk Hogan ha rinnovato il contratto che lo lega con la TNA.

General Manager (2011–2013)[modifica | modifica sorgente]

Hogan nel 2013

A Bound For Glory 2011, Hogan perde contro Sting e per stipulazione ridà il posto di Chairman TNA a Dixie Carter e, dopo il match effettua un turn face salvando Sting dagli Immortal, e attacca Eric Bischoff.

Nella puntata di Impact Wrestling del 29 marzo 2012, Dixie Carter, Sting e altri lottatori hanno convinto Hogan a tornare General Manager di Impact, anche se lui era contrariato.

A luglio, Hogan, insieme a Sting, iniziò un feud contro un misterioso gruppo di uomini mascherati, autoproclamatisi "Aces & Eights". Il gruppo attaccò Hogan il 12 luglio durante una puntata di Impact Wrestling, e ciò venne usato come pretesto per giustificare l'assenza di Hogan dalle trasmissioni TNA, dato che nella vita reale, egli doveva sottoporsi ad un ennesimo intervento chirurgico. Hogan ritornò come Hollywood Hogan durante la puntata del 23 agosto, attacando Aces & Eights. Nel novembre successivo, Hogan partecipò ad una storyline con Bully Ray dopo che Austin Aries svelò la relazione segreta intrattenuta da Ray con la figlia di Hogan, Brooke. Dopo aver visto baciarsi i due nel parcheggio durante l'episodio del 20 dicembre di Impact, il 3 gennaio Hogan sospese a tempo indefinito Ray da tutte le competizioni TNA. La settimana seguente, dopo che Ray salvò Brooke da un rapimento da parte di Aces & Eights, Brooke accettò la sua proposta di matrimonio anche contro il volere del padre. Nonostante la sua contrarietà alle nozze, Hogan accompagnò Brooke all'altare. Durante la cerimonia, Taz interruppe lo sposalizio rivelando di essere un membro degli Aces & Eights, e guidando il gruppo ad assalire Hogan, Ray, e il resto degli invitati. Nella puntata del 31 gennaio di Impact Wrestling, Hogan reinserì Ray nel roster TNA in modo da dargli la possibilità di vendicarsi degli Aces & Eights. Il 21 febbraio, Hogan nominò Ray primo sfidante ufficiale al titolo TNA World Heavyweight Championship. Tuttavia, il 10 marzo a Lockdown, Ray tradì Hogan, dopo che gli Aces & Eights lo avevano aiutato a vincere il titolo e svelò di essere lui stesso il vero capo dell'organizzazione. Dopo Lockdown, Hogan criticò aspramente Sting per aver ceduto la cintura a Ray, e la lite causò un allontanamento tra i due. Alla fine della puntata del 25 aprile di Impact Wrestling, Sting fece ritorno salvando Hogan da un'aggressione ai suoi danni perpetrata dagli Aces & Eights. La settimana successiva, Hogan e Sting appianarono le loro divergenze. Il 3 ottobre 2013, Hogan disse a Dixie Carter che non sarebbe stato dalla sua parte e che aveva deciso di lasciare la carica di General Manager. Hogan venne ufficialmente dismesso dal ruolo, come risultato del termine del suo contratto con la TNA.

Ritorno alla WWE (2014–presente)[modifica | modifica sorgente]

Hulk Hogan a Raw nel 2014.

Hulk Hogan è ritornato nella WWE nella puntata di Raw del 24 febbraio 2014, a 7 anni dall'ultima apparizione, annunciando al pubblico che sarà l'ospite speciale nella trentesima edizione di WrestleMania. Nella puntata di Raw del 10 marzo, ha annunciato che a WrestleMania XXX ci sarà una 30-man battle royal (in onore dei 30 anni di WrestleMania e in memoria di André the Giant), con il vincitore che riceverà l'André the Giant Memorial Trophy. Il 24 marzo a Raw, Hogan ha introdotto l'ingresso di Arnold Schwarzenegger e Joe Manganiello, per promuovere il loro film Sabotage.

A WrestleMania XXX, Hogan è stato l'ospite speciale e durante il suo promo ha erroneamente chiamato l'arena Silverdome (Superdome); questo suo errore divenne oggetto di scherzi per tutta la serata. Hogan fu poi raggiunto da The Rock e "Stone Cold" Steve Austin e hanno terminato il loro promo bevendo birra insieme sul ring. Più tardi, Hogan è apparso in un segmento nel backstage con Mr. T, "Mr. Wonderful" Paul Orndorff, e "Rowdy" Roddy Piper, ovvero i quattro partecipanti al main event della prima WrestleMania.

Hogan è apparso a Raw l'11 agosto 2014, per il suo sessantunesimo compleanno, come parte della costruzione del match di Brock Lesnar contro John Cena per il WWE World Heavyweight Championship a SummerSlam. Ciò ha visto una celebrazione sul ring del compleanno di Hogan, con ospiti Okerlund, Hart, Piper, Orndorff, Flair e i compagni dell'nWo Nash e Hall, e Lesnar e Paul Heyman hanno interrotto la festa e tentato di intimidire Hogan. Cena è poi arrivato correndo verso il ring, dopodiché Lesnar e Heyman se ne sono andati.

Vita privata[modifica | modifica sorgente]

Linda Claridge, moglie di Hogan, tra il 1983 ed il 2008.

Il 18 dicembre 1983, Bollea sposò Linda Claridge. La coppia ha avuto due figli, Brooke (5 maggio 1988) e Nick (27 luglio 1990). Bollea ha fatto della sua vita familiare il soggetto principale dello show televisivo Hogan Knows Best (trasmesso in Italia su MTV).

Secondo un'intervista pubblicata al The National Enquirer, Christiane Plante ha rivelato di avere avuto una relazione sentimentale con Hogan nel 2007 mentre la famiglia Hogan stava girando un episodio di Hogan Knows Best.[41] La Plante aveva 33 anni all'epoca dei fatti e aveva lavorato insieme alla figlia Brooke al suo disco del 2006.[42]

Il 20 novembre 2007, Linda ha chiesto il divorzio.[43] Hulk ha riferito al St. Petersburg Times che era all'oscuro della notizia quando la stampa lo chiamò per avere un suo commento sulle pratiche di divorzio. Nel novembre del 2008, Linda rivelò pubblicamente che la sua decisione di porre fine al suo matrimonio derivava dalla scoperta della scappatella extraconiugale di Hulk.[44][45]

Attualmente, vive con la figlia Brooke, la quale recita nel serial televisivo trasmesso dalla VH1, Brooke Knows Best.[46]

Hogan ha sofferto di numerosi problemi di salute, in particolare alla schiena e alle ginocchia, dovuti alla sua lunga carriera come wrestler e ai prolungati allenamenti a cui sottoponeva il suo fisico. In una intervista al The Sun, ha dichiarato di aver pensato seriamente al suicidio. Lo avrebbe fatto desistere la figlia di Muhammad Alì, Laila.[47]

Nel settembre 2010 viene ricoverato in ospedale per dei seri problemi alla schiena che gli impedivano anche di camminare. Il 9 settembre viene dimesso, ma pochi giorni, si è dovuto nuovamente ricoverare per il riacutizzarsi dei dolori. Proprio per quest'ultimo ricovero i medici hanno deciso di operarlo alla schiena in modo da installargli uno stimolatore elettrico nella colonna vertebrale, che dovrebbe alleviare i dolori di Hogan. Questi infortuni, oltre al naturale abbassamento per il passare dell'età, hanno contribuito alla notevole riduzione di altezza di Hogan portandolo dai circa 2 metri agli attuali 1.93 m (ben visibile confrontando le foto degli anni ottanta con le attuali).

Nel mese di aprile 2012 è stato diffuso un sex tape che vede Hogan con la ex moglie di "Bubba the Love Sponge" Todd Alan Clem. La coppia era scambista e lei, col consenso di lui, propose a Hogan un rapporto sessuale. Dopo lo scandalo Hogan ha concesso un'intervista in cui afferma che non sapeva di essere stato ripreso: «Ero con degli amici e ho fatto una scelta sbagliata», «Sono devastato da questo fatto», «Questo è il punto più basso che potessi toccare». Hogan ha anche detto che il video risaliva a 6 anni prima. Il 15 ottobre 2012 Hogan ha sporto denuncia ai danni di Todd Alan Clem e della sua ex-moglie Heather Clem per violazione della privacy.

Hobby[modifica | modifica sorgente]

Hogan Suona il basso. Egli affermò che, nelle prime formazioni dei Metallica avrebbe dovuto esserci lui al posto di Cliff Burton in quanto grande amico del batterista Lars Ulrich. Queste le sue parole in un'intervista del 2011 a The Sun: «Ero un turnista prima di diventare un wrestler. Suonavo il basso ed ero un grandissimo amico di Lars Ulrich, che mi chiese se volessi suonare il basso nei Metallica quando il gruppo si era appena formato. Ma la cosa non funzionò».[48]

Altri business[modifica | modifica sorgente]

Nel 1995, poco tempo dopo aver lasciato la WWF per approdare in WCW, aprì un ristorante chiamato Hulk Hogan's Pastamania. Nonostante la massiccia promozione che venne fatta al locale da parte di Hogan stesso e della World Championship Wrestling nel programma Monday Night Nitro, il ristorante fallì e chiuse dopo meno di un anno dall'inaugurazione.[49][50]

Nel wrestling[modifica | modifica sorgente]

Hogan esegue il suo running leg drop su Mr. McMahon a WrestleMania XIX.
Mosse finali[modifica | modifica sorgente]
Mosse caratteristiche[modifica | modifica sorgente]
Manager[modifica | modifica sorgente]
Musiche d'ingresso[modifica | modifica sorgente]

American Wrestling Association

World Wrestling Federation/Entertainment/WWE

New Japan Pro Wrestling

  • "Battlestar Galactica Theme" di Maynard Ferguson
  • "Voodoo Child (Slight Return)" della The Jimi Hendrix Experience

World Championship Wrestling

  • "American Made" della The Wrestling Boot Band (1994–1996, 1999–2000)
  • "Rockhouse" di Frank Shelley (usata come membro del nWo; 1996–1999)
  • "Voodoo Child (Slight Return)" della The Jimi Hendrix Experience (1997–1999)
  • "Kevin Nash/Wolfpac Theme" (usata come parte del nWo Wolfpac Elite; 1999)

Xcitement Wrestling Federation

  • "American Made" della The Wrestling Boot Band (2001)

Total Nonstop Action Wrestling

  • "nWo Original Theme (Rockhouse Remix)" di Frank Shelly (2010–2013)
  • "Immortal Theme" di Dale Oliver (usata come parte dell'Immortal; 2010–2011)[51]
  • "Eye of the Tiger" dei Survivor (usata negli house show)
Soprannomi[modifica | modifica sorgente]
  • "The Hulkster"
  • "The Hulk"
  • "The Immortal"
  • "The Incredible"
  • "The Unstoppable Force"
Fazioni[modifica | modifica sorgente]
  • 7 gennaio 1984 - 7 luglio 1996: Face
  • 7 luglio 1996 - 12 luglio 1999: Heel
  • 12 luglio 1999 - 17 febbraio 2002: Face
  • 17 febbraio 2002 - 17 marzo 2002: Heel
  • 17 marzo 2002 - 10 ottobre 2010: Face
  • 10 ottobre 2010 - 16 ottobre 2011: Heel
  • 16 ottobre 2011 - presente: Face
Condotta in pay-per-view[modifica | modifica sorgente]

1985

1986

1987

1988

1989

1990

1991

1992

1993

2002

2003

2005

2006

Condotta a WrestleMania[modifica | modifica sorgente]
Condotta a Starrcade[modifica | modifica sorgente]

Titoli e riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

New Japan Pro Wrestling

  • IWGP League Tournament (1983)
  • MSG Tag League Tournament (1982, 1983) – con Antonio Inoki

Professional Wrestling Hall of Fame and Museum

  • Classe del 2003

Pro Wrestling Illustrated

Southeastern Championship Wrestling

  • NWA Southeastern Heavyweight Championship (Northern Division) (1)
  • NWA Southeastern Heavyweight Championship (Southern Division) (2)

Tokyo Sports Grand Prix

  • Match of the Year (1991) vs. Genichiro Tenryu il 12 dicembre 1991
  • Most Outstanding Foreigner (1983)

World Championship Wrestling

World Wrestling Federation/Entertainment

Wrestling Observer Newsletter

  • Feud of the Year (1986) vs. Paul Orndorff
  • Most Charismatic (1985–1987, 1989–1991)
  • Most Overrated (1985–1987, 1994–1998)
  • Worst Worked Match of the Year (1987) vs. André the Giant a WrestleMania III
  • Worst Worked Match of the Year (1996) con Randy Savage vs. Arn Anderson, Meng, The Barbarian, Ric Flair, Kevin Sullivan, Z-Gangsta, and The Ultimate Solution in un Towers of Doom match a Uncensored
  • Worst Worked Match of the Year (1997) vs. Roddy Piper a SuperBrawl VII
  • Worst Worked Match of the Year (1998) vs. The Warrior a Halloween Havoc
  • Worst Feud of the Year (1991) vs. Sgt. Slaughter
  • Worst Feud of the Year (1995) vs. The Dungeon of Doom
  • Worst Feud of the Year (1998) vs. The Warrior
  • Worst Feud of the Year (2000) vs. Billy Kidman
  • Best Babyface (1982–1991)
  • Least Favorite Wrestler (1985, 1986, 1991, 1994–1999)
  • Worst Wrestler (1997)
  • Most Embarrassing Wrestler (1995, 1996, 1998–2000)
  • Wrestling Observer Newsletter Hall of Fame (Classe del 1996)

1 L'ultimo regno di Hogan è stato come Undisputed WWF Champion.

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Televisione[modifica | modifica sorgente]

Doppiatori italiani[modifica | modifica sorgente]

Nelle versioni in italiano dei suoi film, Hulk Hogan è stato doppiato da:

Da doppiatore è sostituito da:

Altri media[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ $40,000 a month not enough for Hogan wife, UPI.com, 23 novembre 2008. URL consultato il 26 giugno 2009.
  2. ^ a b c d e f g h i j k l m Hulk Hogan's Profile, Online World of Wrestling. URL consultato il 10 dicembre 2007.
  3. ^ a b c d Patrick Jones, Hulk Hogan, St. James Encyclopedia of Pop Culture, 2002. URL consultato il 26 marzo 2008.
  4. ^ Hulk Hogan's first WWE Championship reign, World Wrestling Entertainment. URL consultato il 12 aprile 2008.
  5. ^ Pro Wrestling Illustrated's Top 500 Wrestlers of the PWI Years, Wrestling Information Archive. URL consultato il 14 marzo 2009.
  6. ^ Libro Hollywood Hulk Hogan, autobiografia scritta da Terry Bollea/Hulk Hogan nel 2002 che, in Italia è stata tradotta con la prefazioni di Luca Franchini e Michele Posa nel 2012. Alla pagina 66, Hogan afferma di avere sangue italiano, in quanto sua madre è italiana-francese-panamese e suo padre italiano.
  7. ^ Hulk Hogan Biography (1953-)
  8. ^ Hollywood Hulk Hogan, Simon and Schuster, 2002, p.25, ISBN 0-7434-7556-9.
  9. ^ Old School Wrestling — Florida.
  10. ^ Risultati degli show WWF nel 1980, Angelfire. URL consultato il 26 marzo 2008.
  11. ^ The 1st International Wrestling Grand Prix Championship Tournament, Wrestling-Titles.com. URL consultato il 26 marzo 2008.
  12. ^ awastars.com - AWA World Champion: HOLLYWOOD HULK HOGAN!!
  13. ^ a b Risultati degli show WWF nel 1984, Angelfire. URL consultato il 16 marzo 2008.
  14. ^ "Mr. Wonderful" Paul Orndorff & "Rowdy" Roddy Piper w/ Cowboy Bob Orton vs. Hulk Hogan & Mr. T w/ "Superfly" Jimmy Snuka, WWE. URL consultato il 16 marzo 2008.
  15. ^ WrestleMania III > Main Event, WWE. URL consultato il 16 marzo 2008.
  16. ^ Albo d'oro WWE Title, Tuttowrestling.com. URL consultato il 28 gennaio 2011.
  17. ^ WrestleMania IV > Main Event, WWE. URL consultato il 16 marzo 2008.
  18. ^ WrestleMania V > Main Event, WWE. URL consultato il 16 marzo 2008.
  19. ^ No Holds Barred, IMDB.com. URL consultato il 16 marzo 2008.
  20. ^ WrestleMania VI > Main Event, WWE. URL consultato il 17 marzo 2008.
  21. ^ WrestleMania VII > Main Event, WWE. URL consultato il 20 marzo 2008.
  22. ^ WrestleMania VIII > Main Event, WWE. URL consultato il 20 marzo 2008.
  23. ^ WrestleMania IX > Main Event, WWE. URL consultato il 20 marzo 2008.
  24. ^ Simon Rothstein, Hogan: I thank God I'm alive, The sun online, 4 agosto 2007. URL consultato il 4 agosto 2007.
  25. ^ a b John Powell, Hollywood Hogan retires, SLAM! Sports, 27 novembre 1998. URL consultato il 22 marzo 2008.
  26. ^ Blackjack Brown, No more Hulkamania? No way, Chicago Sun-Times, 16 luglio 2000. URL consultato il 25 marzo 2008.
  27. ^ a b c d Blackjack Brown, No Hulk means no chance of 20th anniversary rematch, Chicago Sun-Times, 6 luglio 2007. URL consultato il 2 aprile 2007.
  28. ^ Stallone set to induct Hulk Hogan into hall, Deseret News (Salt Lake City), 22 marzo 2005.
  29. ^ Heartbreaker, WWE, 4 luglio 2005. URL consultato il 2 aprile 2008.
  30. ^ HBK challenges Hogan for SummerSlam, WWE, 11 luglio 2005. URL consultato il 2 aprile 2008.
  31. ^ Cena overcomes the odds, WWE, 18 luglio 2005. URL consultato il 2 aprile 2008.
  32. ^ WWE.com - SummerSlam 2005, 20 agosto 2005.
  33. ^ WWE.com - SummerSlam 2006, August 20, 2006.
  34. ^ Hulk Hogan Signs With TNA, IGN. URL consultato il 25 febbraio 2011.
  35. ^ Wade Keller, Keller's TNA Impact Report 10/29: Examining the Hulk Hogan announcement, Sabin controversy, Wolfe vs. Angle, Joe-Styles-Daniels hype, PWTorch, 3 novembre 2009. URL consultato il 18 dicembre 2009.
  36. ^ Hulkamania: Let the Battle Begin, Tickettek. URL consultato il 5 novembre 2009.
  37. ^ Brad Elborough, Hulk Hogan downs Ric Flair in Burswood bout, Perth Now, 25 novembre 2009.
  38. ^ HULK HOGAN ANNOUNCES TNA VS. WWE IN JANUARY, PWInsider. URL consultato il 25 febbraio 2011.
  39. ^ Monday Night Wars to return, The Sun.
  40. ^ Simon Rothstein, Hulk's job is to get TNA over, The UK Sun, 3 gennaio 2010.
  41. ^ Ree Hines (28 febbraio 2008). Hulk Hogan cheated with Brooke's BFF. MSNBC. Accessed 2009-06-06.
  42. ^ Hulk Hogan Cheated On His Wife With Daughter's Pal! Anything Hollywood – Celebrity Gossip, Pictures and News
  43. ^ Hulk and Wife Headed for Divorce Court. 23 novembre 2007 TMZ.com. Accessed 2007-11-23.
  44. ^ Linda Hogan: Hulk's Affair Killed Our Marriage - E! Online
  45. ^ Chris De Leon, Linda Hogan Blames Christiane Plante for Failed Marriage with Hulk in E!News, BuddyTV, 7 novembre 2008. URL consultato il 23 febbraio 2009.
  46. ^ WWE: Inside WWE > Industry News > Brooke Hogan issues apology regarding her father Hulk
  47. ^ WWE wrestling legend Hulk Hogan contemplated committing suicide|The Sun|Sport|Wrestling
  48. ^ www.truemetal.it - Metallica, quella volta che Hulk Hogan stava per entrare nel gruppo
  49. ^ Time Specials
  50. ^ Hulk Hogan's Pastamania! - 14 lowbrow ideas that failed
  51. ^ Immortal Theme in Total Nonstop Action Wrestling. URL consultato il 12 maggio 2011.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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