Bret Hart

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Bandiera del Canada   Bret Hart

Nome Bret Sergeant Hart
Ring name Bret "Hitman" Hart
Brett Hart
Buddy "The Heartthrob" Hart
"Cowboy" Brett Hart
Nato Calgary
2 luglio 1957
Residenza Calgary
Peso 106 kg
Altezza dichiarata 185 cm
Allenato da Stu Hart
Katsuji Adachi
Kazuo Sakurada
Harley Race
Debutto 1976
Ritiro 26 ottobre 2000
Progetto Wrestling

Bret Sergeant Hart (Calgary, 2 luglio 1957) è un ex wrestler canadese.

« I'm the best there is, the best there was, and the best there ever will be »

Conosciuto come "The Hitman" (lett. "Il Sicario") e "The Excellence of Execution" ("L'eccellenza dell'esecuzione"): soprannome, quest'ultimo, attribuitogli per la pulizia e la perfezione stilistica con la quale, sul ring, era in grado di eseguire ogni genere di manovra. E' passato però alla storia per una sua frase, ripetuta più e più volte nel corso degli anni: "I'm the best there is, the best there was, and the best there ever will be" ("Sono il migliore, sono stato il migliore e sarò sempre il migliore"). Hart ha spiegato che questa frase è riferita al fatto che nel corso della sua lunga carriera nessuna sua manovra o mossa ha mai provocato infortuni gravi a nessun avversario; non solo, egli sostiene anche di essere il migliore dal punto di vista della professionalità sul posto di lavoro, avendo saltato solo due show nel corso degli anni e comunque per colpe a lui non direttamente imputabili. Tuttavia nelle menti dei fans ed in quelle degli addetti ai lavori, tale frase ha un significato molto più grande: c'è concordanza totale nel considerarlo come effettivamente uno dei migliori wrestler della storia, sia dal punto di vista della tecnica sia da quello delle abilità al microfono. L'Hitman ha conseguito un successo popolare raramente riscontrabile in altri suoi colleghi. Se in Canada è considerato una leggenda vivente, in Germania fu eletto per due anni consecutivi (1995 e 1996) sportivo dell'anno. Con il suo carisma, negli anni d'oro della carriera, ha contribuito in maniera determinante nel promuovere l'immagine della World Wrestling Entertainment in tutto il mondo.

Hart fa parte di una delle famiglie più famose della storia del wrestling: è infatti figlio di Stu Hart e fratello di Owen, nonché cognato di Davey Boy Smith e zio di Teddy Hart e Harry Smith.

Indice

[modifica] Carriera

[modifica] Gli esordi: dal Dungeon alla Stampede (1976-1984)

Leggendario trainer e promoter, è Stu Hart ad introdurre il figlio Bret nel mondo del wrestling. Il primo approccio avvenne nel seminterrato dell’abitazione di Calgary: qui, nell’agosto del 1969, la leggenda canadese ha edificato una piccola palestra, ribattezzata Dungeon (Lett: Prigione sotterranea). Bret, assieme agli otto fratelli, vi apprese i primi rudimenti del mestiere e le tante mosse di sottomissione di cui, alcuni anni dopo, diverrà maestro. Il Dungeon passerà alla storia per aver tenuto a battesimo molte future stelle del wrestling canadese, e non soltanto. Tra i numerosi discepoli della famiglia Hart, si contano infatti stelle del calibro di Roddy Piper, Jake "The Snake" Roberts, "Superstar" Billy Graham e, in tempi più recenti, Chris Benoit, Chris Jericho, Edge. Nonostante l’aspirazione del giovane Bret fosse quella di sfondare nel mondo del cinema, in qualità di regista, l’ambiente familiare ed il fatto di vivere immerso a stretto contatto con questa disciplina, spinsero il promettente rampollo della famiglia Hart a tentare l’avventura nel mondo del pro-wrestling. L’esordio avvenne nel 1976 alla Stampede Wrestling, federazione gestita sempre dal padre Stu. Bret disputò il primo match all’età di 16 anni, dopo un intenso periodo di training, durante il quale era stato affidato alle cure di Mr. Hito e Mr. Sakurada. Dai due wrestler di origine giapponese, Bret apprese la tecnica di base e il modo di porsi dentro e fuori dal ring. Negli anni successivi, Hart continuò a lottare in Canada, facendo esperienze anche in Giappone (al seguito dell’amico Dynamite Kid) ed ai Caraibi, presso la federazione del celebre Carlos Colon. Qui conquistò anche il primo titolo, arrivato nel 1978: il WWC Carribbean Tag Team Title. Rientrato alla Stampede, Bret divenne in pochi anni l’elemento di punta. Si laureò infatti due volte British Commonwealth Mid-Heavyveight Champion e cinque volte International Tag Team Champion (quattro col fratello Keith, una con Leo Burke). Nel periodo che Bret trascorse alla Stampede, dal 1978 al 1984, riuscì a diventare anche sei volte North American Heavyveight Champion. Memorabili ed emozionanti furono i feud che lo videro coinvolto con avversari come Leo Burke e Bad News Allen. Le difficoltà finanziarie costrinsero tuttavia la federazione di Calgary a chiudere i battenti nei primi anni ’80. Bret, che in Canada era già una celebrità, non era sfuggito però all’interesse di un importante estimatore: Vince McMahon jr. che decise di offrirgli un ingaggio nella World Wrestling Federation.

[modifica] Nascita e successo della Hart Foundation (1985-1991)

Gli inizi di Bret presso la federazione di Stamford non furono incoraggianti. Timido ed introverso, in perenne disagio davanti a microfoni e telecamere, il giovane Hart faticò non poco a far emergere il proprio talento. Dopo aver tentato senza successo di interpretare la gimmick del cowboy, come ultima chance gli fu proposto di mettersi in coppia con Jim Neidhart, futuro cognato di Bret, soprannominato "The Anvil" (Lett: L'incudine). Quella che pareva una scelta di ripiego, finì per rivelarsi una strepitosa opportunità di carriera. Sotto la guida dell’eccentrico manager Jimmy Hart, prese forma infatti la Hart Foundation. Bret e Jim passeranno alla storia come uno dei migliori tag-team di sempre, grazie ad uno stile di lotta che univa l’agilità e la tecnica di Hart, con la potenza esplosiva e la brutalità di Neidhart. La coppia heel si distinse anche per la tenuta da combattimento: l’originario costume azzurro-nero, verrà infatti sostituito da un completo nero-rosa, che caratterizzò l’intera carriera di entrambi i wrestler. La Hart Foundation si aggiudicò il primo titolo di coppia nel 1987, sconfiggendo a Tampa Bay i “British Bulldoggs” (team composto da Davey Boy Smith e Dynamite Kid). La vittoria arrivò per merito di Jimmy Hart: il vulcanico manager arrivò infatti a corrompere l’arbitro del match, Danny Davis. La rivincita ebbe luogo nel corso della terza edizione di WrestleMania, in un six men tag team match. Da una parte i British Bulldoggs e Tito Santana, dall’altra la Hart Foundation e “Dangerous” Danny Davis, squalificato per due anni da arbitro e pronto ad intraprendere la carriera di wrestler. La vittoria andò al team heel: Bret e Jim conservarono le cinture per nove mesi. Una sconfitta maturata in estate contro i Rougeau Brothers fu revocata a tavolino, poiché ottenuta con una scorrettezza commessa ai danni di Bret, colpito col megafono di Jimmy Hart da Raymond Rougeau. La perdita dei titoli si materializzò invece ad opera degli Stike Force (Tito Santana e Rick Martel). Nel frattempo, arrivarono le alleanze con “Honky Tonk Man” Wayne Ferris e "The Hammer" Greg Valentine, che porteranno alla costituzione della “Hart Family”: prototipo di quella che in futuro verrà chiamata stable. La rottura con Jimmy Hart avvenne quando il manager vendette la title shot spettante alla Hart Foundation, destinandola ai rivali storici dei Rougeau Brothers. Lo scontro con l’ex mentore ed alleato culminò a Summerslam ’90, quando Bret e Jim affrontarono i Demolition (Ax, Smash e Crush) in un 2 out of 3 falls match. Grazie alla collaborazione dei Legion of Doom, la Hart Foundation riuscì a conquistare nuovamente le cinture di coppia, che deterrà per i successivi otto mesi. Il loro regno si interromperà a Wrestlemania VII, il 24 marzo del 1991, ad opera dei Nasty Boys in seguito ad un finale controverso, che vide Jerry Saggs colpire Neidhart col megafono di Jimmy Hart, che aveva assunto nel frattempo la procura del nuovo team heel. La sconfitta pose, di fatto, termine all’esperienza della Hart Foundation. Mentre Bret era ormai pronto per intraprendere la carriera di solista, avendo visto crescere il suo personaggio in termini di carisma ed abilità tecniche, Jim si limiterà al ruolo di commentatore televisivo, non riuscendo ad imporsi senza il suo celebre compagno di coppia nelle vesti di lottatore.

[modifica] Il debutto da singolo e l'Intercontinental Championship

Bret venne subito promosso come primo sfidante per la corona Intercontinentale, detenuta da “Mr. Perfect” Curt Hennig. Lo scontro avvenne a Summerslam 1991, pay-per-view estivo che in quell’edizione fece tappa a New York. Davanti ai suoi genitori, Stu ed Helen, l’Hitman ottenne uno strepitoso successo per merito della Sharpshooter, presa di sottomissione che Bret trasformerà in un marchio di fabbrica. Il primo regno da campione Intercontinentale si interruppe tuttavia due giorni prima della Royal Rumble ’92, quando venne sconfitto da “The Mountie” Jacques Rougeau nel corso di un house show. A causa di un infortunio, Bret fu sostituito da “Rowdy” Roddy Piper nel re-match sancito in ambito del ppv, che vide prevalere proprio l’atleta di origini scozzesi. Hart, rimessosi dai problemi di salute che lo avevano tenuto lontano dalle scene per alcune settimane, sfidò subito Piper a Wrestlemania VIII. Il match, caratterizzato da una grande psicologia, fu giocato tutto sul rispetto reciproco che univa i due contendenti, conosciutisi ai tempi della Stampede, dove Piper era stato allievo anni prima. La vittoria andò a Bret Hart, sanguinante, per merito di un repentino roll-up. L’abbraccio finale tra l’Hitman ed il suo avversario, apparve come un ideale passaggio di consegne dal vecchio leone scozzese al giovane e talentuoso amico. Bret difese in seguito la cintura dagli assalti di Shawn Michaels, in un Ladder Match disputato in WWF, nel corso di un house show: fu proprio Hart, che si era specializzato in questa stipulazione nel periodo canadese, ad introdurre il nuovo format. Il secondo regno da campione Intercontinentale ebbe tuttavia un epilogo tanto ricco di suspence quanto spettacolare. Bret fu infatti costretto a mettere in palio la sua cintura contro il cognato Davey Boy Smith , in arte “British Bulldogg”, nell’edizione 1992 di Summerslam. Il match si disputò a Londra, nella straordinaria cornice del Wembley Stadium, che fece registrare la presenza record di 80mila spettatori. Al termine di un combattimento eccellente, uno dei migliori nella carriera di entrambi i wrestler e di tutti i tempi, fu l’idolo di casa Smith ad aggiudicarsi la contesa. La stretta di mano conclusiva, e l'abbraccio tra Bret, suo cognato e la moglie Diana, consacrarono ugualmente l'Hitman a nuovo beniamino indiscusso di tutte le platee.

[modifica] La promozione a main eventer e la conquista del WWF Title

L’impressione suscitata nel managment di Stamford, e nello stesso Vince McMahon, per l’eccellente prova nel main event di Summerslam, convinsero la federazione a puntare forte su Bret. In una fase storica durante la quale Hulk Hogan sembrava intenzionato al ritiro, e la stella dell' Ultimate Warrior aveva smesso di brillare, Hart rappresenta il volto nuovo, il futuro idolo trainante dei fans. Ric Flair, campione WWF in carica, subì in quelle settimane un infortunio all’orecchio: costretto ad assentarsi dalle scene per qualche tempo, il leggendario Nature Boy aveva bisogno di un sostituto. Bret è l’uomo designato, ma la conquista del suo primo titolo assoluto conobbe un piccolo “giallo”. Nell’ottobre del ’92, infatti, un primo match fra i due a San Francisco portò alla vittoria di Hart. Il risultato non fu però omologato, ed il cambio di titolo non avvenne. Due le probabili motivazioni: o l’incontro non era piaciuto alla dirigenza, oppure la WWF pensò che fosse più giusto far vincere il titolo a Bret davanti al pubblico canadese, in patria. In effetti, l’appuntamento era rimandato soltanto di qualche ora. Il 12 ottobre, al Saskatchewan Place di Saskatoon, Hart si aggiudicò infatti il primo titolo di campione del mondo. La popolarità di Bret raggiunse subito vette inaspettate. Dopo una lunga gavetta, l’Hitman aveva imparato a perfezionare il suo personaggio, acquisendo una formidabile mic-skill. Anche il merchandising dei suoi prodotti procedeva a gonfie vele: Bret era ormai divenuto l’idolo delle nuove e vecchie generazioni di fans. Gli occhiali da sole rosa, che un tempo utilizzava per nascondere il suo volto troppo timido all'occhio indiscreto delle telecamere, divennero un simbolo di riconoscimento ed un premio ambito per i sostenitori più giovani, che Bret non mancava di omaggiare prima di ogni match. Amatissimo dal pubblico, rispettato dai colleghi, l’Hitman difese la cintura nei mesi successivi contro numerosi avversari. Alle Survivor Series ’92 sconfisse nuovamente Shawn Michaels in un Champion vs Champion Match: Hbk, infatti, aveva nel frattempo conquistato la cintura Intercontinentale. Quando sulla sua strada si parò tuttavia il gigantesco Yokozuna, la striscia vincente di Bret si interruppe bruscamente. Hart fu infatti sconfitto nel main event di Wrestlemania IX, disputato al Ceacer's Palace di Las Vegas, in seguito ad un’interferenza del manager giapponese Mr. Fuji. Il successivo ingresso in scena di Hulk Hogan, in difesa di Bret, portò ad un improptu match, che fu lo stesso Hulkster ad aggiudicarsi, assieme al titolo di campione assoluto. Nei mesi successivi, Hart si concentrò caparbiamente sull’obiettivo di riconquistare la cintura. Nel 1993 si aggiudicò dunque il primo King of the Ring tournament trasmesso in tv, sconfiggendo nella stessa serata Razor Ramon, Mr. Perfect e Bam Bam Bigelow. Durante la cerimonia d’incoronazione, l’Hitman fu attaccato da Jerry "The King" Lawler. Lo scontro ufficiale tra i due ebbe luogo a Summerslam, dove Lawler finse un infortunio, facendo combattere al suo posto "Doink" The Clown. Smascherato l’inganno da parte del presidente federale Jack Tunney, Bret imprigionò infine Lawler nella sua sharpshooter per diversi minuti, venendo squalificato.

[modifica] Il feud con Owen ed il secondo regno da campione (1993-1994)

Alle Survivor Series del 1993, Bret fu accompagnato dai fratelli Owen, Bruce e Keith nella sfida contro Shawn Michaels e The Knights. Nel corso del match, Hitman causò involontariamente l’eliminazione di Owen, che reagì in malo modo all’episodio, spintonando ed insultando Bret. Sembra l’inizio di una faida interfamiliare, che Bret stronca però sul nascere, convincendo Owen a mettere da parte i suoi dissapori. Lo strappo parve ricucito del tutto quando, appena qualche mese dopo, ancora Bret ed Owen decisero di unirsi in coppia contro i Quebecers, per conquistare le cinture di tag-team nel corso della Royal Rumble’94. Bret, tuttavia, si infortunò al ginocchio nel corso della contesa, e l’arbitro decretò la vittoria a favore dei campioni in carica. Owen divenne una furia nei confronti del fratello, reo di non avergli dato il cambio, e colpì violentemente Bret alla gamba infortunata. Fu l’inizio di una memorabile guerra tra fratelli, destinata a protrarsi nei mesi successivi, e a calamitare l’interesse del pubblico. Quella stessa sera, ad ogni modo, Bret partecipò e vinse ex-aequo con Lex Luger la rissa reale vera e propria, nonostante i guai al ginocchio. A WrestleMania X, pertanto, sarebbe stato Luger ad affrontare per primo il campione in carica Yokozuna. Colui che sarebbe uscito vincitore, avrebbe infine sfidato Bret nel main event. In attesa di conoscere il suo avversario per il titolo di campione WWF, Hitman dovette però affrontare il fratello Owen, nella resa dei conti da tempo programmata fra i due. A sorpresa, fu proprio il più giovane degli Hart ad aggiudicarsi il successo, al termine di un match estremamente tecnico. Qualche ora dopo, comunque, Bret affrontò e sconfisse Yokozuna: nel precedente match, il gigante polinesiano aveva prevalso su Lex Luger grazie alla squalifica decretata dallo special referee, Mr. Perfect. In questo modo, Bret si laureò per la seconda volta WWF Champion. Ma il feud con Owen, vincitore nel frattempo del King of the Ring ’94, era ancora in pieno svolgimento. I due fratelli si affrontarono nuovamente a Summerslam in uno steel cage match: stavolta, anche il titolo del mondo detenuto da Bret fu messo in palio. Owen scelse come guardaspalle Jim Neidhart, che aveva così tradito l’amicizia di Bret. Quest’ultimo si fece accompagnare invece dall’altro cognato Davey Boy Smith. Dopo un match di rara intensità, con frequenti capovolgimenti di fronte, Bret ottenne la vittoria, riuscendo a conservare la cintura. Titolo che Bret fu chiamato nuovamente a difendere alle Survivor Series, contro il rientrante Bob Backlund. La particolare stipulazione, un I Quit Match, prevedeva che l’accompagnatore dello sfidante (Owen per Backlund, Smith per Bret), gettasse la spugna sul ring per sancire la vittoria del rivale. Nel corso della contesa, Smith fu messo fuori gioco da Owen. Bret, distratto, venne così intrappolato nella chicken wing, la crossface modificata che Backlund utilizzò come presa di sottomissione. Owen, piangendo, convinse infine i genitori a gettare la spugna, decretando la perdita del titolo per Bret.

[modifica] Le rivalità storiche: Shawn Michaels e Stone Cold Steve Austin

L’occasione del riscatto giunse un anno più tardi, quando Bret riuscì a sconfiggere Diesel in un No Disqualification Match. La conquista del terzo WWF Championship, introdusse ad un periodo cruciale per la carriera di Hart, che coincise con alcune delle più importanti rivalità della sua carriera. Il prologo fu rappresentato dalla vittoriosa difesa del titolo contro The Undertaker, in occasione della Royal Rumble ’96: un match che vide Bret uscire vittorioso per squalifica, in seguito ad un’interferenza di Diesel. Quella stessa notte, a Fresno, Shawn Michaels si aggiudicò la rissa reale. Hbk divenne pertanto number one contender alla corona detenuta da Hart, e per l’occasione fu deciso che il main event di Wrestlemania XII sarebbe stato un match a stipulazione speciale: per l’esattezza, un Iron Man Match. Le regole prevedevano un combattimento della durata complessiva di un’ora, al termine della quale il wrestler che aveva ottenuto più schienamenti o sottomissioni, si sarebbe aggiudicato la cintura. Al termine di uno degli incontri più spettacolari nella storia del wrestling, che si concluse con una Sharpshooter di Bret ai danni di Hbk, l’arbitro Earl Hebner decretò il pareggio. Hart, convinto di conservare il titolo, era pronto ad abbandonare il ring. Il presidente della federazione Gorilla Monsoon ordinò tuttavia la prosecuzione del match, con le regole previste dal cosiddetto “sudden death”: in altre parole, il primo atleta che riusciva ad aggiudicarsi un punto, portava a casa la vittoria. All’over-time, fu una sweet chin music di Michaels a stendere definitivamente Bret, sconfitto e beffato. Hart decise pertanto di prendersi una pausa di riflessione, allontanandosi dalle scene per alcuni mesi. Dietro la sua decisione si celava il malcontento per i piani della WWF, decisa a lanciare Hbk come nuovo top face proprio a scapito dell’Hitman. Ben note erano le frequenti incomprensioni, spesso sfociate in lite, fra Bret e Shawn nel backstage. Durante il periodo di assenza, Hart cominciò anche a meditare su un eventuale passaggio alla corte della WCW. Nonostante una proposta economica molto vantaggiosa della concorrenza, Bret decise di legarsi ancora alla federazione di Stamford con un contratto ventennale, mostrando la sua profonda riconoscenza verso la compagnia che lo aveva reso celebre. Intanto, il pubblico nelle arene tornò ad invocare il suo nome. Bret fece dunque il suo rientro a Survivor Series ’96, accettando la sfida lanciatagli da “Stone Cold” Steve Austin: il talento emergente della nuova generazione. Hart si aggiudicò la vittoria, indirizzando subito le proprie mire alla conquista del titolo strappatogli qualche mese prima, ed ora detenuto da Sycho Sid. I due collidono a In Your House, ma le interferenze di Hbk, Stone Cold e British Bulldogg impediscono a Bret di portare a casa la vittoria. L’appuntamento successivo fu la Royal Rumble, che Hart perse per un clamoroso imbroglio di Stone Cold: eliminato senza essere visto dagli arbitri, e rientrato sul ring per eliminare a sua volta Hart, ultimo rimasto. Il presidente Monsoon annullò tuttavia il giorno successivo la vittoria di Austin, nominando number one contender Bret, che avrebbe sfidato Hbk (tornato in possesso del titolo assoluto) nel main event di Wrestlemania XIII. Hart già si preparava alla rivincita col rivale storico Michaels, ma quest’ultimo finse un infortunio e rese il titolo vacante, pur di non restituire il job dell’anno precedente. Bret, seppur amareggiato dal comportamento di Michaels, riuscì a portare a casa il quarto alloro sconfiggendo in un “Four Corners Match” Steve Austin, Vader ed Undertaker: in pratica, gli ultimi tre wrestler rimasti sul ring assieme a lui nella Royal Rumble. Soltanto la sera dopo, però, Bret perse nuovamente la cintura a vantaggio di Sycho Sid: decisiva fu l’interferenza di Stone Cold, che colpì alla testa Hart con una sedia, favorendo il successo del rivale. Bret, assetato di vendetta, sfidò Austin ad un Submission Match da disputarsi nella tredicesima edizione di Wrestlemania. Ken Shamrock, ex atleta UFC, fu decretato come arbitro speciale della contesa. Lo straordinario incontro, uno dei più cruenti e tecnici che siano mai andati in scena, vide Bret prevalere grazie alla Sharpshooter. Stone Cold non pronunciò mai la parola “I Quit” (Lett: "Cedo, Mi arrendo"), ma svenne per il dolore causatogli dalla presa di sottomissione, immerso in un lago del suo stesso sangue.

[modifica] Il turn heel e la New Hart Foundation

La notte successiva al ppv, nell'episodio di “Raw is War”, si verificò una svolta clamorosa nel personaggio di Bret Hart. Questi, indispettito per il tifo contrario del pubblico nel suo match con Austin, pronunciò un’autentica dichiarazione di guerra contro i fans americani di wrestling. Bret voltò le spalle al suo pubblico, dando luogo ad un clamoroso turn heel, nella consapevolezza che i gusti della gente erano cambiati. Non più gli eroi positivi, ma i duri che non rispettano le regole, cominciavano a riscuotere le simpatie popolari. Bret intervenne quindi nella contesa tra il fratello Owen ed il cognato British Bulldogg, divisi in quel periodo da un’aspra rivalità. Hitman riuscì a ricomporre le loro divergenze, nell'episodio seguente di Raw, e convinse Owen e Smith ad affiancarlo nella battaglia contro Stone Cold ed i fans americani, a lui ormai ostili. Dopo alcune settimane, si unirono al terzetto anche Jim Neidhart e Brian Pillman: si assiste così ad una clamorosa reunion della “Hart Foundation”. La nuova stable heel proseguì il feud con Steve Austin ed i suoi alleati, ma Bret non perse di vista l’obiettivo di laurearsi per la quinta volta in carriera campione del mondo. L’opportunità giunse a Summerslam ’97 nel match contro Undertaker. A dirigere la contesa fu incaricato un arbitro speciale: l’acerrimo rivale di Bret, Shawn Michaels. Nelle fasi finali, Hart era pronto a colpire Undertaker con una sedia. Hbk impedì il gesto, ma ricevette in cambio uno sputo in faccia dall’Hitman. Michaels reagì, ma nel tentativo di colpire Bret con la sedia, stese per errore il deadman al suolo. Michaels, suo malgrado, decretò lo schienamento in favore di Hart.

[modifica] Lo Screwjob di Montreal

Per approfondire, vedi la voce Screwjob di Montreal.

Un episodio cambiò profondamente la storia del wrestling ed Hart ne fu l'assoluto protagonista, seppur inconsapevole.

Il 27 ottobre del 1997 a Montreal, Canada, vi fu l'annuale edizione di Survivor Series, classico pay-per-view della WWE (allora WWF); nel corso del ppv si consumò il cosiddetto Screwjob di Montreal. Nel fatto furono coinvolti, oltre ad Hart, il wrestler "The Heartbreak Kid" Shawn Michaels, l'ex arbitro WWE Earl Hebner ed il padrone della federazione Vince McMahon. Stando a quanto è trapelato dopo la conclusione dell'evento, l'incontro sarebbe dovuto terminare con una vittoria di Bret Hart (che avrebbe così conservato la cintura di campione ma che avrebbe poi dovuto perdere la sera successiva sempre in favore di Michaels) oppure con un doppio K.O. che avrebbe permesso a "The Hitman" di rimanere comunque campione. Tuttavia durante l'incontro avvenne un episiodo incredibile: Bret era chiuso nella sua stessa mossa finale, la "Sharpshooter", e benché non avesse mai dato alcun segno di cedimento, l'arbitro decretò comunque la sua sconfitta per sottomissione e la vittoria del match e conseguentemente del titolo di campione da parte di Shawn Michaels. Tutto ciò accadde perché Bret aveva già firmato un contratto con un'altra federazione, l'ormai defunta WCW, ai tempi l'unica ed agguerrita competitor della WWE. McMahon, che pure aveva invano tentato di trattenere Bret per poi lasciarlo libero di firmare per la federazione avversaria, aveva intenzione di punire Bret per questo "tradimento" e si accordò con Michaels ed Hebner per far finire l'incontro in questo modo. Bret venne così "derubato" del titolo, per giunta "in casa", essendo lui nato in British Columbia, uno stato canadese.

[modifica] World Championship Wrestling

Dopo questo episidio, Hart si trasferì in WCW dove tuttavia non raggiunse il successo sperato; inoltre una lunga serie di infortuni conclusa con un duro colpo alla testa provocatogli con un forte calcio frontale da Bill Goldberg mise definitivamente la parola fine alla sua carriera. Da allora Hart soffre di gravi problemi alla testa, aggravati dal coinvolgimento in un incidente stradale avvenuto nel 2002, mentre si trovava su una bicicletta. Battendo a terra il capo, Bret fu colpito da un ictus che gli costò anche una paralisi di parte del corpo. Dopo una lunga riabilitazione, Bret ha recuperato quasi totalmente la mobilità, ma soffre tutt'oggi di vuoti di memoria ed emicranie.

[modifica] WWE Hall of Fame

Nella prima metà del 2006 venne rilasciato dalla WWE un DVD sulla carriera del talento canadese. Il documentario è risultato essere il più venduto di tutti i tempi nella storia del Canada, per quel che riguarda i dvd prodotti dalla WWE. L'1 Aprile del 2006, Bret Hart venne inoltre introdotto nella Hall of Fame della WWE dal suo ex rivale sul ring, ora grande amico, "Stone Cold" Steve Austin. Conformemente a quanto promesso anni fa, cioè che non avrebbe più lavorato per McMahon, non ha percepito alcun compenso per la partecipazione alla celebrazione delle vecchie glorie, ricevendo solo un rimborso per le spese di viaggio. Hart ha lasciato Chicago, sede dell'evento, la mattina presto dopo la cerimonia, per fugare le voci che lo volevano protagonista (la notte stessa) del ppv targato WWE "Wrestlemania 22", come arbitro speciale del match fra Vince McMahon e Shawn Michaels.

[modifica] Vita privata

Ha avuto quattro figli dal primo matrimonio con Julie: Jade, Dallas, Beans e Blade. I quattro cuori sulla parte destra della sua divisa da lottatore stavano proprio ad indicare i suoi quattro bambini. Il 15 settembre 2004 ha sposato una donna italiana, Cinzia Rota, con la quale ha vissuto in Italia per alcuni anni e dalla quale ha divorziato ad ottobre del 2007.

[modifica] L'Autobiografia

Il 16 ottobre del 2007, Bret Hart ha dato alle stampe un libro autobiografico, dal titolo: "Hitman - My real life in the cartoon world of wrestling". L'opera costituisce un vero e proprio diario, essendo stata scritta sulla base di alcune registrazioni audio effettuate dallo stesso atleta canadese, per mezzo di un registratore acquistato nel lontano 1984, poi fedelmente trascritte. La stesura era cominciata nel luglio del 1999, con la collaborazione di Marcy Engelstein, ed è terminata nel 2003. I numerosi infortuni subiti negli ultimi anni da Bret, sono all'origine del ritardo nella pubblicazione della sua biografia. Hart ha voluto raccontare attraverso quest'opera i retroscena ed i lati oscuri del business di cui ha fatto parte in oltre vent'anni di carriera. Nelle pagine più controverse del libro, il leggendario "Hitman" non fa mistero di aver consumato, alla pari di molti suoi colleghi in WWF, pillole per potenziare la propria struttura muscolare. Inoltre, sono annoverate le numerose avventure extra-coniugali avute dal campione canadese, nel corso delle sue trasferte con la compagnia di Stamford. Il libro è stato uno dei più venduti di tutti i tempi nel circuito canadese, rimanendo nella "top ten" per oltre quattro mesi.

[modifica] Apparizioni recenti

L'11 giugno del 2007 Bret Hart ha fatto la sua prima apparizione in uno show targato WWE dal 27 ottobre 1997, data del celebre e controverso "Screwjob di Montreal". Il campione canadese ha rilasciato una breve intervista nell'ambito del "Mr. McMahon Appreciation Night", andato in onda nel corso dei tapings di Raw. Nel segmento, Hart ha espresso commenti ironici, ma al tempo stesso estremamente caustici, nei confronti del proprietario della compagnia di Stamford. Precedentemente, nel mese di ottobre dello stesso anno, Bret aveva rilasciato un'intervista in due parti al sito internet ufficiale della WWE. Le sue dichiarazioni vennero registrate in merito ad uno speciale dedicato al decennale dello Screwjob. Voci non confermate, infine, lasciarono trapelare una presenza di Hart allo speciale "Raw 15th Anniversary", andato in onda il 12 ottobre del 2007. L'Hitman era stato invitato a partecipare ad un angle, che si sarebbe concluso con una Sharpshooter eseguita al centro del ring ai danni di Vince McMahon. Sempre secondo indiscrezioni non confermate, Hart avrebbe tuttavia declinato l'invito, in coerenza con la decisione assunta anni prima di non calcare mai più un ring della WWE.

[modifica] Attualità

Nel novembre del 2005, Bret Hart ha vinto la causa contro i Lloyd's di Londra, la più importante compagnia assicurativa del mondo, ottenendo 800mila dollari americani come risarcimento per l'infortunio provocatogli sul ring da Bill Goldberg, che nel 1999 lo constrinse a porre fine alla sua carriera. Durante i primi mesi del 2008 , il campione canadese ha acquistato una casa alle Hawaii, dove attualmente trascorre gran parte del suo tempo. Nel dicembre delllo stesso anno, Bret si è inoltre sottoposto ad un intervento chirurgico per la completa sostituzione del ginocchio, che era ridotto in pessime condizioni già da 11 anni.

[modifica] Finisher e Trademark Moves

  • Sharpshooter
  • Piledriver
  • Hart Attack (eseguita con Jim "The Anvil" Neidhart, quando formavano insieme la Hart Foundation)
  • Victory Roll
  • Vertical Suplex
  • Russian Legsweep
  • Backbreaker
  • Diving Elbow Drop
  • Bulldog Clothesline
  • Jumping Piledriver
  • Suicide Dive
  • Superplex
  • Running Bulldog
  • Bridging German Suplex
  • Inverted Atomic Drop
  • Running Neckbreaker
  • Slingshot Crossbody
  • Standing Legdrop
  • Sunset Flip

[modifica] Titoli e riconoscimenti

Stampede Wrestling

  • NWA International Tag Team Championship (Calgary version) (5 - con Keith Hart (4), con Leo Burke (1))
  • Stampede British Commonwealth Mid-Heavyweight Championship (3)
  • Stampede North American Heavyweight Championship (6)

World Championship Wrestling

World Wrestling Council

  • WWC Caribbean Tag Team Championship (1 - con Smith Hart

World Wrestling Federation / Entertainment

Professional Wrestling Hall of Fame

  • Introdotto nel 2008

Pro Wrestling Illustrated

  • tra i 500 migliori wrestler singoli nella "PWI 500" (2 - 1993, 1994)
  • tra i 500 migliori wrestler singoli nella "PWI Years" (2003)
  • 37° tra i 100 migliori tag team nella "PWI Years" (2003 - con Jim Neidhart)
  • Most Inspirational Wrestler of the Year (1994)
  • Comeback of the Year (1997)
  • Most Hated Wrestler of the Year (1997)
  • Stanley Weston Editors Award (2003)

Wrestling Observer Newsletter

  • Match of the Year (1 - 23 Marzo 1997, contro Steve Austin (Submission Match - WrestleMania 13)

[modifica] Collegamenti esterni

  • sport Portale Sport: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di sport
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