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WrestleMania XIX

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WrestleMania XIX
WrestleMania XIX.jpg
Promosso da World Wrestling Entertainment
Brand Raw e SmackDown
Data 30 marzo 2003
Sede Safeco Field
Città Seattle, Washington
Spettatori 54.097
Cronologia pay-per-view
WWE No Way Out 2003 WrestleMania XIX WWE Backlash 2003
Progetto Wrestling

Wrestlemania XIX è stata la 19ª edizione dell'annuale evento in pay-per-view WrestleMania di wrestling professionistico, promosso dalla World Wrestling Entertainment (WWE). L'evento si è svolto il 30 marzo 2003 al Safeco Field di Seattle, Washington.[1] Si è trattata della prima volta che un'edizione di WrestleMania si svolgeva nello stato di Washington. In occasione dell'evento, si stabilì il record di presenze al Safeco Field, grazie ai 54.097 biglietti venduti, per un ricavato pari a quasi 3 milioni di dollari.[2]

WrestleMania XIX è stata la prima edizione dell'evento ad essere promossa sotto il marchio WWE, dopo il cambio legale di nome della federazione da World Wrestling Federation (WWF), e la prima ad aver avuto luogo dopo il cosiddetto Brand Extension. Lo show, infatti, ha visto coinvolti atleti sia del roster di Raw che di SmackDown. La tagline di WrestleMania XIX è stata "Dare to Dream" ("Osa sognare"), mentre la colonna sonora è stata Crack Addict dei Limp Bizkit. Il gruppo si esibì dal vivo durante l'evento, suonando la stessa Crack Addict, insieme a Rollin' (Air Raid Vehicle) durante l'entrata di The Undertaker.[3]

Il match principale dell'evento, per quanto riguarda il roster di SmackDown, fu quello valevole per il WWE Championship tra il campione Kurt Angle e lo sfidante Brock Lesnar, vinto da quest'ultimo per schienamento dopo l'esecuzione di un F-5.[4] L'incontro, tra l'altro, fu anche il main event dello show.[5] Per quanto riguarda il roster di Raw, invece, il match principale fu quello valevole per il World Heavyweight Championship tra lo sfidante Booker T e il campione Triple H, vinto da quest'ultimo per schienamento dopo l'esecuzione di un Pedigree.[6][7] Altri match dello show furono quelli presenti nell'undercard, tra i quali Shawn Michaels contro Chris Jericho,[8] Hulk Hogan contro Vince McMahon in uno Street Fight match,[8] e The Rock contro "Stone Cold" Steve Austin.[8][9]

L'evento ricevette critiche estremamente positive da parte dei vari siti e riviste specializzate, venendo definito come una delle migliori edizioni di WrestleMania mai realizzate.[10] Vennero lodati in particolar modo il match tra Shawn Michaels e Chris Jericho, l'incontro tra The Rock e Steve Austin, e il main event tra Kurt Angle e Brock Lesnar.[11]

Storyline[modifica | modifica wikitesto]

Kurt Angle, che affrontò Brock Lesnar con in palio il WWE Championship nel main event dello show.

Il feud principale di WrestleMania XIX, per quanto riguarda il roster di SmackDown, fu quello tra il WWE Champion Kurt Angle e lo sfidante Brock Lesnar. Angle vinse il titolo tre mesi prima, ad Armageddon, sconfiggendo l'allora campione The Big Show con l'aiuto di Lesnar.[12][13] Alla Royal Rumble, nel mese di gennaio, Angle difese il WWE Championship dall'assalto di Chris Benoit e, la stessa sera, Lesnar vinse il Royal Rumble match dopo aver eliminato per ultimo The Undertaker, ottenendo così il diritto di sfidare il campione WWE in un match valido per il titolo nel main event di WrestleMania.[14] Il mese successivo, a No Way Out, Lesnar e Benoit sconfissero il Team Angle (Kurt Angle, Shelton Benjamin e Charlie Haas) in un 2 on 3 Handicap match. Inizialmente, nell'incontro era prevista anche la partecipazione di Edge al fianco di Lesnar e Benoit, ma questi non poté prendervi parte a causa di un infortunio al collo.[15][16] Nella puntata di SmackDown del 6 marzo, Lesnar sconfisse Paul Heyman in uno Steel Cage match, dopo il quale ottenne il diritto di poter anticipare la sfida con Angle per il WWE Championship già la settimana successiva, invece che disputarla a WrestleMania.[17][18] La settimana successiva, dunque, Lesnar affrontò Angle a SmackDown per il titolo WWE, ma venne sconfitto da quest'ultimo in modo scorretto.[19][20] Prima dell'inizio del match, Kurt, che stava "pregando" in un angolo del ring, infatti, si scambiò con suo fratello Eric.[19][20] Poco dopo, entrò Lesnar e l'incontro ebbe inizio. Durante il match, intervennero Benjamin e Haas a bordo ring e distrassero Lesnar, dando il tempo a Kurt di riscambiarsi con Eric.[19][20] Quando Lesnar riacquistò l'attenzione sul ring, per Kurt fu un gioco da ragazzi sorprendere l'avversario con un semplice schienamento a culla.[19][20] La settimana successiva, nella puntata di SmackDown del 20 marzo, la General Manager dello show, Stephanie McMahon, stabilì che Lesnar avrebbe comunque avuto il suo match contro Angle per il WWE Championship a WrestleMania e aggiunse che, in caso il campione avesse cercato di farsi squalificare o avesse fatto intervenire qualche alleato, avrebbe perso il titolo per cederlo allo sfidante.[21][22]

Per quanto riguarda il roster di Raw, invece, il feud principale dell'evento fu quello tra il World Heavyweight Champion Triple H e lo sfidante Booker T. Triple H vinse il titolo tre mesi prima, ad Armageddon, sconfiggendo l'allora campione Shawn Michaels in un 3 Stages of Hell match.[23][24] Dopo aver vinto il titolo, Triple H lo dovette difendere dagli attacchi di Scott Steiner, durante i due successivi pay-per-view (Royal Rumble e No Way Out). Alla Royal Rumble, Triple H si fece squalificare volontariamente dopo aver colpito in modo violento Steiner con uno Sledgehammer, mantendo comunque per regolamento il titolo. A No Way Out, invece, Triple H sconfisse Steiner per schienamento, mantenendo nuovamente il titolo. Nella puntata di RAW del 24 febbraio, Booker T vinse una 20-man Battle Royal dopo aver eliminato per ultimo The Rock, diventando il primo contendente per il World Heavyweight Championship a WrestleMania.[25][26] La settimana successiva, nella puntata di Raw del 3 marzo, Triple H si rese protagonista di un controverso promo nei confronti di Booker T. Il World Heavyweight Champion iniziò a minimizzare sul fatto che nella World Championship Wrestling (WCW) Booker T avesse conquistato il WCW Championship per ben cinque volte, sottolineando come tale cintura fosse stata detenuta anche da non-lottatori come Vince Russo e l'attore David Arquette. Triple H, inoltre, arrivò a definire Booker T come un criminale condannato, che non sarebbe mai riuscito a vincere un titolo nella WWE. Nello specifico, il campione pronunciò la frase "people like you" ("gente come te"), che fu erroneamente intesa come offesa a sfondo razzista, essendo Booker T di origine afroamericana. La WWE giustificò l'accaduto specificando come con quella frase, in realtà, Triple H si stesse riferendo al fatto che riteneva il suo sfidante di WrestleMania non all'altezza di poter conquistare il World Heavyweight Championship, così come gli altri lottatori che avevano in passato cercato di strappargli il titolo senza successo. Tuttavia, secondo molti, Triple H avrebbe volontariamente creato questo malinteso, sapendo l'heat che avrebbe potuto provocare.[27] Per vendicarsi dell'accaduto, Booker T attaccò Triple H due settimane dopo a Raw, aggredendolo prima nei bagni degli spogliatoi, per poi finirlo sopra al ring.[28] La settimana successiva, nella puntata di Raw del 24 marzo, Booker T si ripeté, sconfiggendo lo stesso Triple H e Ric Flair in un Tag team match in coppia con Goldust.

Hulk Hogan, che combatté contro Vince McMahon in uno Street Fight match.

Il feud secondario del roster di SmackDown fu quello tra Hulk Hogan e il Chairman della WWE, Vince McMahon. Tutto iniziò a No Way Out, quando McMahon intervenne nel corso di un match tra Hogan e The Rock, passando una sedia d'acciaio a quest'ultimo, mentre l'arbitro era distratto, con la quale The Rock colpì Hogan ed effettuò lo schienamento vincente ai suoi danni.[29][30] Nella puntata di SmackDown del 6 marzo, McMahon spiegò il suo gesto affermando come odiasse Hogan, principalmente per due precisi motivi: per aver lasciato tempo fa la WWE (ai tempi nota come WWF) per accasarsi alla rivale WCW di Ted Turner e per aver testimoniato contro di lui nel processo per steroidi in cui la federazione fu coinvolta nei primi anni novanta. McMahon concluse sfidando Hogan a un match contro di lui a WrestleMania con la clausola che, se Hulk avesse perso, si sarebbe dovuto ritirare per sempre dal wrestling professionistico. Hogan decise di accettare la sfida la notte stessa.[17][18] Due settimane dopo, nella puntata di SmackDown del 20 marzo, Hogan e McMahon dovettero firmare il contratto per il loro match a WrestleMania. Nel momento in cui Hogan si apprestò a firmare, McMahon lo attaccò da dietro con una sedia d'acciaio. McMahon continuò a colpire Hogan con la sedia più volte, fino a farlo sanguinare. Il Chairman firmò poi il contratto, costringendo Hogan a firmare con il suo stesso sangue.[21][22]

The Rock, che affrontò per la terza volta Steve Austin a WrestleMania.

Per quanto riguarda il roster di Raw, invece, il feud secondario dell'evento fu quello tra The Rock e "Stone Cold" Steve Austin. Nella puntata di SmackDown! del 20 febbraio, The Rock tornò alla WWE, dopo un'assenza dal mondo del wrestling di circa sei mesi (da SummerSlam). Qualche giorno dopo, The Rock dovette combattere un match contro Hulk Hogan a No Way Out, in quello che fu un rematch di WrestleMania X8. A No Way Out, The Rock sconfisse Hogan con l'aiuto di Vince McMahon. La notte seguente, nella puntata di Raw del 24 febbraio, The Rock prese parte a una 20-man Battle Royal, che avrebbe determinato lo sfidante per il World Heavyweight Championship di Triple H a WrestleMania.[25][26] Tuttavia, The Rock non riuscì a vincere l'incontro, venendo eliminato per ultimo da Booker T. Dopo il match, The Rock iniziò a criticare la scelta dei fans della WWE di aver votato Steve Austin come "superstar del decennio" nel mese di gennaio; Austin la prese male e, dunque, ricominciò la rivalità tra i due.[25][26] Come The Rock, anche lo stesso Austin aveva avuto una lunga pausa dal mondo del wrestling prima di tornare a combattere a No Way Out, dove riuscì a sconfiggere senza tanti problemi il General Manager di Raw, Eric Bischoff.[15][16] La settimana successiva, nella puntata di Raw del 3 marzo, Austin tenne un promo di ringraziamento ai fans della WWE per averlo votato come "superstar del decennio" e infierì anche contro The Rock, dicendo che la sua era solamente gelosia per non aver ricevuto questo stesso riconoscimento dal pubblico. Austin fu, però, poi interrotto da The Rock, che lo sfidò ad un match a WrestleMania. The Rock stesso, infatti, era ossessionato dal fatto di non esser mai riuscito a battere Austin in tale evento, avendo già perso contro di lui a WrestleMania XV e a WrestleMania X-Seven.[31][32] La settimana successiva, nella puntata di Raw del 10 marzo, The Rock, che inizialmente avrebbe dovuto affrontare Booker T, scelse invece di combattere contro The Hurricane, essendo sicuro di ottenere una vittoria decisamente molto più facile.[33][34] Mentre i due combattevano, Austin si presentò nell'arena iniziando a farsi strada per la rampa d'ingresso al ring. Vedendo arrivare il rivale, The Rock si distrasse e The Hurricane ne approfittò per sorprendere l'avversario con un improvviso schienamento a culla.[33][34] La settimana successiva, nella puntata di Raw del 24 marzo, la WWE vietò ad Austin l'ingresso nell'arena per quella notte, temendo una nuova rissa con The Rock a pochi giorni dal loro match di WrestleMania.[35][36] Nonostante ciò, Austin riuscì ad eludere la sorveglianza e a entrare comunque nell'arena per attaccare sul ring The Rock, che però riuscì a scappare prima che Austin raggiungesse il ring, rimandando la sfida a WrestleMania.[35][36]

Chris Jericho, che affrontò Shawn Michaels.

Un altro feud del roster di Raw fu quello che vide coinvolti Chris Jericho e l'Heartbreak Kid Shawn Michaels. Dopo aver perso il World Heavyweight Championship contro Triple H ad Armageddon 2002, Michaels apparve in un segmento sul ring con Jericho, venendo preso in giro da quest'ultimo per essersi fatto sottrarre il titolo. Dopo offese e tentativi di attacchi vari, Jericho colpì Michaels con un superkick.[12][37] Il feud si sviluppò dopo che Jericho vinse una battle royal per decidere il numero con cui entrare nella Royal Rumble e scelse il 2 proprio per affrontare subito HBK, che entrava con il numero 1. Al momento dell'ingresso di Jericho, però, sulla rampa d'ingresso si presentò però Christian, mentre il wrestler apparve da dietro ring attaccando brutalmente Michaels con una sedia; ciò permise a Jericho di indebolire Michaels ed eliminarlo. Qualche minuto dopo, altro colpo di scena: Michaels risalì irregolarmente sul ring durante il match, distraendo Jericho, che si fece eliminare da Test. Michaels e Jericho iniziarono, dunque, a picchiarsi ferocemente anche fuori dal quadrato, fino a quando non vennero divisi dalla sicurezza e riportati separatamente negli spogliatoi forzatamente.[14] I due continuarono ad attaccarsi regolarmente l'uno con l'altro, sia verbalmente che fisicamente, nelle puntate di Raw successive. Jericho rivelò in un'intervista rilasciata a Jonathan Coachman che Shawn Michaels era stato il suo idolo da ragazzino, ma che ora sognava di mettere fine alla sua carriera.[38] Vedendo che la situazione era ormai diventata ingestibile, Eric Bischoff si vide costretto a sancire un match tra i due a WrestleMania.

Un feud minore del roster di Raw fu quello per il WWE Women's Championship. La campionessa Victoria rubò il titolo Trish Stratus a Survivor Series nel mese di novembre.[39] Un mese dopo, ad Armageddon, Victoria difese la cintura in un Triple Threat match contro la Stratus e Jacqueline.[12] La Stratus e la rientrante Jazz si sfidarono un un match a Raw per stabilire chi avrebbe affrontato Victoria per il titolo a Wrestlemania. Durante l'incontro, Victoria interferì nel ring e colpì entrambe le sfidanti con la cintura, decretando la fine del match per doppia squalifica.[40] Venne poi annunciato che Victoria avrebbe difeso il titolo sia contro la Stratus cha Jazz in un Triple Treat Match a Wrestlemania.

L'evento[modifica | modifica wikitesto]

Altri personaggi coinvolti[8]
Ruolo: Nome:
Commentatori Michael Cole (SmackDown)
Tazz (SmackDown)
Jerry Lawler (RAW)
Jim Ross (RAW)
Carlos Cabrera (lingua spagnola)
Hugo Savinovich (lingua spagnola)
Intervistatori Jonathan Coachman
Josh Mathews
Annunciatori Tony Chimel (SmackDown)
Howard Finkel (RAW)
Arbitri Jack Doan (RAW)
Earl Hebner (RAW)
Nick Patrick (RAW)
Chad Patton (RAW)
Charles Robinson (RAW)
Jim Korderas (SmackDown)
Brian Hebner (SmackDown)
Mike Chioda (SmackDown)
Mike Sparks (SmackDown)

Match preliminari[modifica | modifica wikitesto]

Nel pomeriggio, prima della messa in onda in diretta del pay-per-view, Lance Storm e Chief Morley sconfissero Kane e Rob Van Dam per schienamento a Sunday Night Heat, mantenendo i titoli di World Tag Team Championship.[8][41] L'evento fu introdotto dalla performance della cantante Ashanti, che si esibì in una riedizione dell'inno patriottico America the Beautiful.[42][43]

Durante il pay-per-view venne annunciato il record di affluenza al Safeco Field: 54.097 spettatori presenti.

Il primo match ad andare in onda fu quello valevole per il WWE Cruiserweight Championship tra il campione Matt Hardy e lo sfidante Rey Mysterio.[8][44] L'incontro partì molto rapido e veloce, vivendo soprattutto delle interferenze di Shannon Moore (a bordo ring in favore di Hardy) contro lo sfidante, ovviamente alle spalle dell'arbitro. Proprio una scorrettezza di Moore permise a Matt di eseguire la sua mossa finale, la Twist of Fate.[42][43] Il campione, però, ottenne solamente un conto di due, mentre Mysterio reagì e lo colpì con una 619. Successivamente, lo sfidante tentò di chiudere il match con un West Coast Pop, ma Hardy rovesciò la manovra in un Roll-up, con il quale vinse il match e mantenne la cintura facendo scorrettamente leva sulle corde del ring.[43][45][46]

The Undertaker festeggia la sua undicesima vittoria consecutiva a WrestleMania.

Il match successivo doveva essere inizialmente un Tag Team match tra la coppia formata da The Undertaker e Nathan Jones contro quella composta da The Big Show ed A-Train.[8] Dopo che Jones venne attaccato nel backstage da Show e Train durante Sunday Night Heat, il match si trasformò in un Handicap match.[41][44][45] I due si ritrovarono quindi in vantaggio numerico contro Undertaker per buona parte del match, fino a quando non intervenne Jones per vendicarsi dell'attacco subito poche ore prima ed attaccare Big Show, permettendo al suo compagno di team di eseguire una Tombstone Piledriver su A-Train ed ottenere lo schienamento decisivo. Undertaker mantenne la sua striscia d'imbattibilità a WrestleMania (portandosi sul momentaneo 11-0 11-0).[43][45][46]

Il terzo match della serata fu il Triple Threat match per il WWE Women's Championship, tra Jazz, Trish Stratus, e la campionessa in carica Victoria.[8][44] Durante il match, Jazz e Victoria decisero di allearsi contro la Stratus, e Steven Richards (a bordo ring in favore di Victoria) intervenne più volte durante la contesa.[46] Mentre l'arbitro era distratto, Richards entrò nel quadrato nel tentativo di colpire scorrettamente la Stratus con una sedia, tuttavia, mancò il bersaglio e colpì le corde del ring, permettendo a Trish di eseguire una Stratusfaction su di lui. Subito dopo, Victoria tentò di applicare la Widow's Peak sulla Stratus, ma quest'ultima riuscì a liberarsi dalla presa e a colpire l'avversaria con il Chick Kick, che le permise di ottenere lo schienamento vincente. La Stratus vinse dunque match e titolo femminile, eguagliando il numero di regni ufficiali conquistati da Fabulous Moolah.[46]

Il match seguente fu il Triple Threat Tag Team match valevole per i WWE Tag Team Championship, che vedeva contrapposti la coppia formata da Chris Benoit e Rhyno, contro il team dei Los Guerreros (Eddie e Chavo), e i campioni in carica del Team Angle (Charlie Haas e Shelton Benjamin).[8][44] Si trattò di un match senza sosta, in cui tutti i contendenti presero parte sul quadrato d'incontro.[46] Rhyno eseguì una Gore su Chavo Guerrero, mentre nel frattempo, a sua insaputa, Shelton Benjamin entrò nel ring e schierò Chavo, regalando la vittoria al Team Angle e mantenendo il titolo di campioni di coppia.[42]

L'abbraccio tra Chris Jericho e Shawn Michaels alla fine del loro match. Dopo questo gesto, Jericho attaccò Michaels alle spalle.

Il quinto incontro fu la sfida tra Chris Jericho e Shawn Michaels.[8][44] Jericho si portò in vantaggio su Michaels all'inizio del match, applicando subito la Walls of Jericho sul suo avversario.[42] Più tardi durante l'incontro, Michaels provò a colpire Jericho con la Sweet chin music, tuttavia, quest'ultimo contrastò la mossa in una nuova Walls of Jericho. Dopo che Michaels si liberò dalla presa di sottomissione, Jericho tentò di applicare un suplex che il suo avversario rovesciò in un rapido roll-up, regalando a Michaels lo schienamento vincente. Dopo la vittoria di Shawn, Jericho si avvicinò a Michaels per stringergli la mano e i due si abbracciarono, prima che Chris decise di colpire codardamente il suo avversario alle spalle.[42][46]

Prima dello svolgimento del match seguente, ebbe luogo un breve Pillow Fight match (presentato da Jonathan Coachman) tra Stacy Keibler, Torrie Wilson, Tanya Ballinger, e Kitana Baker. L'incontro terminò con un no-contest quando tutte le donne si allearono per denudare Coachman e schienarlo al tappeto.[42]

Match principali[modifica | modifica wikitesto]

Il match che seguì fu quello valevole per il World Heavyweight Championship tra lo sfidante Booker T e il campione Triple H.[8][44] Il match cominciò con lo sfidante in controllo della contesa sul campione, tuttavia, Ric Flair (a bordo ring in favore di Triple H) intervenne per gettare il ginocchio di Booker T contro gli scaloni d'acciaio a bordo ring. L'attacco permise a Triple H di poter lavorare sulle gambe dell'avversario, applicandovi varie mosse di sottomissione, tra cui una per lui inedita Indian deathlock. Booker T riuscì però a sfuggire e riprendere il controllo del match; dopo aver colpito Triple H con un Harlem legdrop, Booker T cominciò a toccarsi il ginocchio dolorante, permettendo a Triple H di recuperare e colpire l'avversario con un Pedigree, che gli permise di vincere il match e mantenere il titolo di World Heavyweight Championship.[46]

Il settimo match della serata fu lo Street Fight match tra Hulk Hogan e il Chairman della WWE, Vince McMahon.[8][44] Sia Hogan che McMahon misero alla prova la loro forza ad inizio match, fino a quando McMahon non scaraventò Hogan fuori dal ring. Hulk cominciò allora a colpire più volte McMahon con una sedia d'acciaio, causando al suo avversario una vistosa perdita di sangue dalla fronte.[42] Nel corso del match, intervenne brevemente sul quadrato Roddy Piper che colpì Hogan alla testa con un tubo. Hulk, tuttavia, riuscì a riprendersi e ad evitare il Big Boot di McMahon, rovesciandolo in un Leg drop e ottenendo lo schienamento decisivo, che consegnò ad Hulk la vittoria del match.[46]

L'imprecisa Shooting Star Press eseguita da Brock Lesnar nel main event dello show.

Il successivo, ed ultimo match dell'undercard, fu l'incontro tra The Rock e "Stone Cold" Steve Austin.[8][44] Il match ebbe inizio con una rissa sul ring tra Austin e The Rock, che finì per concludersi fuori dal quadrato. Per tutto il match, The Rock lavorò sulla gamba di Austin, applicando una Sharpshooter ai danni dell'avversario. The Rock cominciò poi a farsi beffe di Austin, indossando il suo giubbino ed imitandone le mosse. Stone Cold riuscì a reagire, arrivando a "rubare" la mossa finale all'avversario, ovvero colpì The Rock con una Rock Bottom. Di tutta risposta, The Rock fece poco dopo la stessa cosa su Austin, travolgendolo con una Stone Cold Stunner.[46] I due si colpirono nuovamente, stavolta usando ognuno la propria rispettiva mossa finale, e non viceversa come prima. Dopo non esser riuscito a schienare Austin in seguito ad un People's elbow, The Rock colpì l'avversario con un serie di tre Rock Bottom consecutive, che lo portarono allo schienamento finale e alla vittoria del match.[46] The Rock riuscì finalmente a battere Steve Austin nello show più importante dell'anno, dopo aver perso contro di lui nei due incontri precedenti disputati a WrestleMania XV e WrestleMania X-Seven.

Il main event fu l'incontro con il palio il WWE Championship tra Brock Lesnar e il campione in carica Kurt Angle, con la stipulazione che non prevedeva alcun vantaggio per il campione (in altre parole, il titolo poteva cambiare di mano anche per countout e squalifica).[8][44] Il match cominciò con duri scambi da entrambe le parti, fin quando Angle rovesciò un shoulder block di Lesnar in un German Suplex. Lesnar provò a reagire tentando di eseguire una F-5 sull'avversario. Tuttavia, Angle annullò anche questa manovra e la trasformò in una Ankle Lock a suo favore, da cui Lesnar riuscì però a sottrarsi.[46] Come Lesnar si liberò dalla presa di sottomissione, Angle tentò di colpirlo con una Angle Slam, tuttavia, Lesnar riuscì a rovesciare la mossa in una F-5. Invece di schienare l'avversario, Lesnar salì sul paletto della terza corda del ring e tentò di eseguire una Shooting Star Press su Angle, manovra aerea che aveva già provato diverse volte in allenamento. Sfortunatamente, Lesnar eseguì la mossa in una maniera scorretta, scivolando sulla corda poco prima di lanciarsi in tuffo e non capovolgendosi completamente prima dell'impatto.[47] Di conseguenza, Angle venne centrato solo parzialmente, mentre Lesnar sbattette la testa sul ring.[48] L'improvviso botch costrinse i due lottatori a chiudere il match in modo anticipato, con Lesnar che eseguì una veloce F-5 su Angle, ottenendo la vittoria e la conquista della cintura di campione WWE.[47] Finito il match, Angle e Lesnar si strinsero la mano e si abbracciarono, concludendo così la messa in onda del pay-per-view.[49][50][51]

Dopo WrestleMania[modifica | modifica wikitesto]

Vince McMahon, il Chairman della WWE.

Nella puntata di SmackDown seguente a WrestleMania, la General Manager dello show, Stephanie McMahon, dichiarò che Kurt Angle aveva accusato una tendinite e un infortunio al collo, mentre Brock Lesnar aveva subito una commozione cerebrale in seguito alla Shooting Star Press mal eseguita.[47][48] Con Angle costretto a stare fuori dai giochi per qualche mese, la McMahon decise di indire un torneo che avrebbe determinato il primo sfidante al WWE Championship di Lesnar.[52] Nell'episodio di SmackDown del 17 aprile, John Cena divenne il contendente al titolo dopo aver sconfitto Chris Benoit nel match finale del torneo.[53] A Backlash, Lesnar respinse l'assalto di Cena e mantenne la cintura di WWE Championship.[54] Il campione intraprese poi un feud con The Big Show, sconfiggendolo a Judgment Day e mantenendo il titolo al termine del primo Stretcher match mai disputato.[55][56] Lesnar perse successivamente la cintura contro il rientrante Kurt Angle a Vengeance, durante un Triple Threat match in cui era coinvolto anche The Big Show.[57][58] Lesnar si riprenderà il titolo nella puntata di SmackDown del 18 settembre, dopo aver sconfitto Angle in un Iron Man match per 5-4.[59][60]

Nella puntata di SmackDown del 3 aprile, Vince McMahon, in qualità di Chairman della WWE, costrinse Hulk Hogan a lasciare per sempre la WWE, come parte della loro storyline, nonostante Hogan avesse vinto il match di WrestleMania.[52] Il 1º maggio a SmackDown, fece il suo debutto "Mr. America" (che era in realtà Hogan coperto da una maschera) durante lo show Piper's Pit di Roddy Piper, in cui McMahon promise che avrebbe dimostrato che l'identità di questo nuovo personaggio misterioso altro non era che quella di Hogan.[61] Nel feud rimanse coinvolto anche Zach Gowen, un lottatore con una gamba amputata che venne messo contro Mr. America in un match.[62] Dopo più tentativi falliti di dimostrare che Mr. America fosse Hogan, tuttavia, McMahon riuscì nel suo intento nella puntata di SmackDown del 3 luglio, dopo aver mostrato in diretta alcuni filmati in cui Mr. America si toglieva la maschera e rivelava il volto di Hogan. Il Chairman annunciò quindi che Hogan era stato definitivamente licenziato dalla WWE.[63]

Nella puntata di Raw seguente a WrestleMania, Steve Austin venne licenziato dalla WWE, nell'ambito della storyline, dall'allora General Manager dello show, Eric Bischoff, a causa di motivi di salute.[64] Austin venne successivamente ri-licenziato, stavolta in qualità di co-General Manager di Raw, dalla CEO della federazione, Linda McMahon, il 2 aprile.[65] Più tardi quella stessa notte, The Rock prese in giro Austin per il suo licenziamento. Nel frattempo, quest'ultimo aveva lanciato una sfida il 31 marzo, a qualsiasi superstar avesse avuto il coraggio di affrontarlo in un match.[64] Goldberg fece il suo debutto in WWE quella sera, e rispose alla domanda di The Rock, colpendolo con una spear.[64] Nella puntata di Raw del 14 aprile, The Rock decise di accettare l'appello lanciato da Goldberg, dopo averlo rifiutato la settimana precedente, e venne stabilito che i due wrestler si sarebbero affrontati a Backlash.[66] Arrivati al giorno dell'evento, Goldberg ottenne lo schienamento vincente e riuscì a sconfiggere il suo avversario.[67] Dopo il match, The Rock tenne un discorso d'addio in cui annunciava che si sarebbe preso un anno sabbatico dal wrestling professionistico.[68]

Risultati[modifica | modifica wikitesto]

N. Risultato[8] Stipulazione Durata[4]
Sunday Night Heat Lance Storm e Chief Morley (c) (con Bubba Ray e D-Von Dudley) sconfiggono Kane e Rob Van Dam Tag Team match per i World Tag Team Championship 07:02
1 Matt Hardy (c) (con Shannon Moore) sconfigge Rey Mysterio Single match per il WWE Cruiserweight Championship 05:37
2 The Undertaker sconfigge The Big Show e A-Train Handicap match 09:42
3 Trish Stratus sconfigge Victoria (c) (con Steven Richards) e Jazz Triple Threat match per il WWE Women's Championship 07:17
4 Team Angle (Charlie Haas e Shelton Benjamin) (c) sconfiggono i Los Guerreros (Eddie e Chavo) e Chris Benoit e Rhyno Triple Threat Tag Team match per i WWE Tag Team Championship 08:48
5 Shawn Michaels sconfigge Chris Jericho Single match 22:34
6 Triple H (con Ric Flair) (c) sconfigge Booker T Single match per il World Heavyweight Championship 18:45
7 Hulk Hogan sconfigge Vince McMahon Street Fight match; se Hogan perde sarà costretto al ritiro 20:47
8 The Rock sconfigge Steve Austin Single match 17:55
9 Brock Lesnar sconfigge Kurt Angle (c) Single match per il WWE Championship; se Angle perde per countout o per squalifica verrà comunque privato del titolo di campione 21:07

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) WrestleMania XIX Venue, World Wrestling Entertainment. URL consultato il 22 febbraio 2008.
  2. ^ (EN) WrestleMania XIX Breaks Attendance Record at SAFECO Field, World Wrestling Entertainment Corporate. URL consultato il 22 febbraio 2008.
  3. ^ (EN) Limp Bizkit Setlist at WWE WrestleMania XIX 2003, Setlist.fm. URL consultato il 25 febbraio 2008.
  4. ^ a b (EN) John Powell, WWE shines at WrestleMania XIX, Slam! Sports, 31 marzo 2003. URL consultato il 25 febbraio 2008.
  5. ^ (EN) John Powell, WWE shines at WrestleMania XIX, Slam! Sports, 31 marzo 2003. URL consultato il 25 febbraio 2008.
  6. ^ Rick Scaia, WWE WrestleMania XIX, Online Onslaught, 30 marzo 2003. URL consultato il 25 febbraio 2008.
  7. ^ (EN) WrestleMania XIX Results, Online World of Wrestling. URL consultato il 25 febbraio 2008.
  8. ^ a b c d e f g h i j k l m n o (EN) WrestleMania XIX review, hoffco-inc.com. URL consultato il 25 febbraio 2008.
  9. ^ (EN) Adam Martin, Full WWE WrestleMania XIX Results - 3/30/03 - Seattle, Washington, WrestleView.com, 1º aprile 2003. URL consultato il 25 febbraio 2008.
  10. ^ (EN) John Powell, WWE shines at WrestleMania XIX, Slam! Sports. URL consultato il 25 dicembre 2010.
  11. ^ Robert Leighty Jr, From the Bowery:WrestleMania XIX, 411mania.com. URL consultato il 20 dicembre 2010.
  12. ^ a b c (EN) WWE Armageddon (2002) Results, PWWEW.net. URL consultato il 22 febbraio 2008.
  13. ^ (EN) WWE Armageddon (2002) Results, Online World of Wrestling. URL consultato il 22 febbraio 2008.
  14. ^ a b (EN) WWE Royal Rumble (2003) Results, WWE. URL consultato il 22 febbraio 2008.
  15. ^ a b (EN) WWE No Way Out (2003) Results, Online World of Wrestling. URL consultato il 22 febbraio 2008.
  16. ^ a b (EN) WWE No Way Out (2003) Results, WWE. URL consultato il 22 febbraio 2008.
  17. ^ a b (EN) WWE SmackDown! (March 6, 2003) Results, Online World of Wrestling. URL consultato il 22 febbraio 2008.
  18. ^ a b (EN) WWE SmackDown! (March 6, 2003) Results, PWWEW.net. URL consultato il 22 febbraio 2008.
  19. ^ a b c d (EN) WWE SmackDown! (March 13, 2003) Results, Online World of Wrestling. URL consultato il 22 febbraio 2008.
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