Chris Pallies

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Chris Pallies
Fotografia di {{{nome}}}
Nome Chris Pallies
Ring name King Kong Bundy
Big Daddy Bundy
Boom Boom Bundy
Man Mountain Cannon, Jr.
Chris Canyon
Nazionalità Stati Uniti Stati Uniti
Nascita Atlantic City, New Jersey
7 novembre 1957
Altezza dichiarata 193 cm
Peso dichiarato 204 kg
Allenatore Fritz Von Erich
Larry Sharpe
Debutto 1981
Progetto Wrestling

Chris Pallies (Atlantic City, 7 novembre 1957) è un ex wrestler statunitense, meglio conosciuto con il ring name di King Kong Bundy. Durante la sua carriera di lottatore è stato per due volte Campione Mondiale WCWA e una volta AWA Southern Heavyweight Champion. Bundy ha vinto anche altri numerosi titoli minori.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Pesando oltre 202 kg, King Kong Bundy si presentò nel mondo del wrestling come una presenza imponente, quasi grottesca. Di colorito perennemente pallido e con un corpo completamente glabro, veniva spesso paragonato all’omino della Michelin, in aperto contrasto con il suo costume da lotta nero. L’annunciatore Gorilla Monsoon descriveva Bundy come «un condominio che cammina». Alla cerimonia d’inaugurazione della prima edizione di WrestleMania nel 1985, il commentatore Jesse Ventura sottolineò il fatto che «la schiena di Bundy era talmente grossa che poteva essere usata come schermo per proiettarci i film nei drive-in».

Pallies prese il nome d’arte di King Kong Bundy durante lo svolgimento di una storyline mentre lavorava nella World Class Championship Wrestling. Fu scoperto, allenato e lanciato sulle scene con il nome di Big Daddy Bundy dalla famiglia Von Erich. Portava blue-jeans legati con una corda ed era un face. Dopo una disputa con i Von Erich, Chris Pallies venne reclutato dal manager Gary Hart e il suo personaggio fu totalmente rimodellato diventando il terribile King Kong Bundy, mostro senza cuore e pietà per gli avversari sul ring. Durante il feud con i Von Erich, perse i capelli diventando completamente calvo, tratto che lo contraddistinguerà per tutto il prosieguo della carriera..

Il periodo nella WWF degli anni '80[modifica | modifica wikitesto]

Sebbene abbia combattuto in svariate federazioni come la American Wrestling Association e la National Wrestling Alliance, Bundy è principalmente conosciuto per il periodo passato nella World Wrestling Federation tra il 1985 e il 1988, quando ebbe celebri rivalità con André the Giant e con il Campione WWF Hulk Hogan.

Bundy è celebre anche per la sua abitudine di chiedere all’arbitro di contare fino a cinque durante lo schienamento del suo avversario al posto del solito conteggio di tre, per sottolineare il suo completo dominio sul malcapitato di turno. Viene anche ricordato per la seconda vittoria più veloce nella storia di WrestleMania, quando schienò S.D. "Special Delivery" Jones in soli nove secondi a WrestleMania I nel 1985. Il match durò in tutto 23 secondi.

Nel 1985 Bundy si scontrò diverse volte con André the Giant, un feud che iniziò quando Bundy interferì in un match di André e lo attaccò brutalmente provocandogli (nella storyline) un serio infortunio allo sterno. Si scontrarono per diversi mesi, i match più interessanti furono un paio di incontri di coppia al Saturday Night's Main Event di fine 1985, dove Bundy e l’altra nemesi di André, Big John Studd, combatterono prima contro André e Tony Atlas e dopo con André e Hulk Hogan.

La rivalità con Hulk Hogan[modifica | modifica wikitesto]

In un match al Saturday Night's Main Event, Hogan stava combattendo contro Don Muraco quando fu assalito da Bundy e dal suo manager di allora, Bobby “The Brain” Heenan, ciò diede origine ad un feud tra Hogan e Bundy. Secondo l’autobiografia di Hulk Hogan, Hollywood Hulk Hogan, sebbene l’infortunio riportato a causa dell’assalto di Bundy non fosse della gravità di quello presentato sulla scena, e servisse a pubblicizzare la carriera da monster-heel di Bundy, Hogan si fece male realmente, perché Bundy lo aveva dovuto colpire con tutta la forza per far sembrare vero il tutto, e perché Muraco, tenendogli immobilizzate le braccia, non gli permise di proteggersi adeguatamente e quindi lui poté solo trattenere il fiato e contrarre tutti i muscoli cercando di assorbire l’impatto. Come risultato, Hogan disse che sentì scricchiolare tutte le sue costole, e che il dolore lo fece svenire realmente. (Hogan racconta anche che in ospedale gli vennero diagnosticate solo fratture superficiali ad alcune costole). Il feud culminò in uno Steel Cage Match con in palio il titolo di campione del mondo a WrestleMania 2 a Los Angeles, che fu vinto da Hogan. Nel DVD, Hollywood Hulk Hogan: Hulk Still Rules, Hogan definisce Bundy: «Un bravo ragazzo, ma forte come un diavolo!» Durante il loro feud, Bundy frequentemente si riferì ad un fantomatica "Bundymania" per prendere in giro la famosa "Hulkamania" di Hogan.

Un anno più tardi, a WrestleMania III, Bundy schiacciò al tappeto il lottatore nano Little Beaver (Lionel Giroux), ed infierì su di lui venendo squalificato. In una intervista del 1998, King Kong Bundy disse che sperava di non essere stato responsabile della prematura morte di Giroux, dicendo che non voleva averlo sulla coscienza.[1][2] Nel novembre 1987, Bundy sconfisse Hulk Hogan per count-out in una puntata del Saturday Night's Main Event. Bundy lasciò la WWF nel 1988 dopo una sconfitta contro Hogan nel rematch dello stesso incontro.

Secondo periodo in WWF e feud con The Undertaker[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1994, King Kong Bundy fece il suo ritorno nella WWF come membro della Million Dollar Corporation capeggiata da Ted DiBiase. Durante le annuali Survivor Series, fu uno dei due sopravvissuti (insieme a Bam Bam Bigelow, altro membro della Corporation) del match che vedeva il suo team contrapposto alla squadra "Guts and Glory" di Lex Luger. Bundy venne quindi accreditato come favorito nella Royal Rumble 1995, ma in essa resistette solo tre minuti prima di venire eliminato da Mabel, altro peso massimo. Nonostante un feud con The Undertaker che culminò in un match a WrestleMania XI (stravinto dal becchino), Bundy non riscosse lo stesso successo di un tempo.

Ultimi anni[modifica | modifica wikitesto]

King Kong Bundy ha continuato negli anni, a combattere in svariate federazioni indipendenti degli Stati Uniti. Le rivalità più importanti di questo periodo sono state quelle con "Superfly" Jimmy Snuka, Doink the Clown, e Tom Brandi. Nel 1999, ha vinto il titolo AWA Superstars of Wrestling Heavyweight Championship battendo Jon A. Stewart alias Jonnie Stewart, in un match che Stewart definì «la punizione più brutale che abbia mai subito».[3]

Recentemente, Bundy ha intrapreso con successo la carriera di attore comico. Il 24 aprile 2008, King Kong Bundy ha partecipato ad un programma della televisione norvegese intitolato Golden GOAL!.[4]

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Il nome sul ring di Pallies ha ispirato il cognome della famiglia della sitcom della FOX Married... with Children (it: Sposati...con figli), e Bundy ha fatto anche due apparizioni nello show. Quando fu chiesto loro se il nome della famiglia fosse stato tratto dal cognome del serial killer Ted Bundy, i produttori risposero che il nome l’avevano preso da un altro Bundy, "quello buono".

Nel wrestling[modifica | modifica wikitesto]

Mosse finali[modifica | modifica wikitesto]

  • Atlantic City Avalanche (Running corner body splash)
  • Big splash (Bundy istruiva sempre l'arbitro di contare fino a "5" invece del consueto "3" quando schienava il suo avversario, così da rendere palese la sua totale superiorità)
  • Giant elbow drop

Manager[modifica | modifica wikitesto]

Soprannomi[modifica | modifica wikitesto]

  • "The Walking Condominium"

Titoli e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Top Rope Wrestling
  • TRW Heavyweight Championship (1 volta)

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Married... with Children (1988) nell’episodio All in the Family come "Zio Irwin"
  • Moving (1988) come "Gorgo"
  • Married... with Children (1995) nell’episodio Flight of the Bumblebee come se stesso
  • Weird Science (1996) nell’episodio Men in Tights come sé stesso
  • Bill's Seat (2002) come "Big Swede"
  • Fight the Panda Syndicate (2008) come "Otto Belmar"

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Bundy-mania runs wild
  2. ^ Per la cronaca, Giroux morì a causa di un enfisema polmonare.
  3. ^ awastars.com interview.
  4. ^ http://www.delawareonline.com/apps/pbcs.dll/article?AID=2007701190320 [collegamento interrotto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]