WrestleMania III

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
WrestleMania III
Promosso da World Wrestling Federation
Data 29 marzo 1987
Sede Pontiac Silverdome
Città Pontiac, Michigan
Spettatori 93173[1][2]
Cronologia pay-per-view
WrestleMania 2 WrestleMania III Survivor Series 1987
Progetto Wrestling

WrestleMania III fu la terza edizione del pay-per-view annuale di wrestling WrestleMania prodotto dalla World Wrestling Federation (WWF). L'evento si tenne il 29 marzo 1987 presso il Pontiac Silverdome di Pontiac, Michigan. L'evento aveva come slogan "Bigger, Better, Badder.". La colonna sonora ufficiale dell'evento fu il brano Who's Zooming Who? di Aretha Franklin, utilizzato nel montaggio del video finale.

L'evento è altresì noto per il numero di spettatori presenti, 93173, il maggior numero di presenze per un evento al coperto nel Nord America e il più grande numero di spettatori paganti nella storia del wrestling.[3] Benché il numero in questione sia oggetto di dispute, è comunque considerato il picco di quello che negli Stati Uniti è definito come "boom del wrestling degli anni ottanta.[4] Circa un milione di fan hanno assisitito all'evento in 160 location collegate a circuito chiuso nel Nord America.[5] Diversi milioni di persone hanno visto l'evento tramite pay-per-view[5] e le vendite sotto questa forma hanno portato circa dieci milioni di dollari nelle casse della federazione.[6]

Report[modifica | modifica sorgente]

Scenario[modifica | modifica sorgente]

Come accade per ogni WrestleMania, anche questa edizione fu ampiamente pubblicizzata a partire da molti mesi prima. Il feud principale fu quello che mise l'uno contro l'altro André the Giant e l'allora WWF Champion Hulk Hogan, cominciato quando Hogan ricevette un trofeo dalla WWF per il suo regno da campione che perdurava da oltre tre anni ed André, allora suo buon amico, lo raggiunse per congratularsi. Poco dopo, ad André fu consegnato un trofeo molto più piccolo per essere "imbattuto nella WWF per 15 anni" ed Hogan si felicitò con André, diventando tuttavia la star della premiazione. Arrabbiato da questo comportamento, André si allontanò durante il discorso di Hogan in suo onore; in seguito, durante un'intervista al Piper's Pit, Bobby Heenan, un avversario di Hogan di lunga data, annunciò di essere il nuovo manager del francese. André sfidò Hogan ad un match con il titolo in palio a WrestleMania III ed attaccò il lottatore statunitense, strappandogli la catenina e la maglietta.

Un'altra rivalità portata avanti fino a WrestleMania II fu quella tra Ricky Steamboat e l'Intercontinental Champion Randy Savage. Il feud iniziò durante un match tra i due con il titolo in palio, quando Savage attaccò Steamboat mentre salutava i fan a bordo ring. Savage spinse quindi Steamboat oltre le transenne e colpì con una gomitata la gola dell'avversario, infortunandolo alla laringe. Il feud durò oltre sei mesi e si concluse a WrestleMania. George Steele, innamoratosi della manager di Savage Miss Elizabeth, presenziò all'angolo di Steambot.

La rivalità tra Billy Jack Haynes e Hercules Hernandez' iniziò con le esternazioni verso Haynes da parte di Bobby Heenan, il quale disse che Hercules era il vero maestro nell'esecuzione del full nelson; il feud accelerò quando Hercules attaccò Haynes durante una puntata di Superstars of Wrestling, con la conseguente stipulazione di un match speciale per WrestleMania, noto come il "Full Nelson Challenge".

Tra Harley Race e Junkyard Dog la situazione iniziò a precipitare quando il primo si laureò King of the Ring, assumendo il nome di "King" Harley Race ed arrivando sul ring con una corona accompagnato dalla piece "Great Gates of Kiev" di Modest Mussorgsky.[7] Dopo ognuna delle sue vittorie, Race era solito forzare lo sconfitto a inginocchiarsi davanti a lui, spesso aiutato dal manager di Race, Bobby Heenan, il quale faceva inginocchiare l'avversario prendendolo per i capelli. Junkyard Dog non accettò il regno autoproclamato di Race nella WWF e disse che non vi sarebbe mai stato un completo dominatore nella federazione; la situazione precipitò il 14 marzo 1987 durante Saturday Night's Main Event, quando King ed il suo manager provarono a far inginocchiare Junkyard Dog ai loro piedi. Ciò portò al loro match a WrestleMania: il perdente avrebbe dovuto inginocchiarsi al cospetto del vincitore.

Il 26 gennaio 1987 i British Bulldogs persero il WWF Tag Team Championship in favore della Hart Foundation; prima dell'inizio dell'incontro, a causa di reali problemi di salute di cui soffriva, Dynamite Kid dovette essere letteralmente trasportato sul ring da Davey Boy Smith e non prese parte fisicamente a gran parte del match. L'arbitro della contesa fu Danny Davis e questi permise alla Hart Foundation di fare ricorso illegalmente a mosse in coppia. Dopo aver passato diverso tempo lontano dal ring, in modo da permettere a Dynamite Kid di tornare in salute, i Bulldogs continuarono la loro rivalità con la Hart Foundation, prendendo parte a WrestleMania III in un match contro la Foundation e Danny Davis, con Tito Santana assieme ai Bulldogs.

Alice Cooper partecipò all'evento prendendo posto all'angolo di Jake Roberts durante il match di questi contro The Honky Tonk Man. The Honky Tonk Man attaccò Roberts con una chitarra durante lo Snake Pit (segmento nel corso degli show settimanali durante i quali Roberts intervistava i lottatori), infortunandolo realmente al collo.[8] Questo portò al turn face di Roberts ed all'inizio di una faida tra i due, culminata nel match a WrestleMania.

Il feud tra Adrian Adonis e Roddy Piper ebbe inizio quando, dopo un'assenza dagli show della WWF, Piper tornò nella federazione trovando The Flower Shop, segmento di interviste di Adonis, al posto del suo Piper's Pit. Piper, che al suo ritorno interpretava il ruolo di face, passò settimane denigrando lo show di Adonis ed insultando il wrestler, che portò ad una resa dei conti tra i due show terminata con l'assalto di Adonis ai danni di Piper, col primo aiutato dall'ex guardia del corpo di Piper "Cowboy" Bob Orton e da Don Muraco. Il trio lasciò Piper con il viso macchiato di rossetto (Adonis interpretava la gimmick di un travestito), steso a terra tra quello che restava della scenografia del suo Piper's Pit. Per contro, Piper distrusse lo show di Adonis usando una mazza da baseball. Conseguentemente, i due lottarono in un Hair vs. Hair match a WrestleMania III, annunciato come ultimo match di Piper prima di dedicarsi a tempo pieno alla carriera di attore.[2]

Evento[modifica | modifica sorgente]

Altre personalità presenti

Ruolo Nome:
Commentatori Bobby "The Brain" Heenan
(Match Rougeaus contro Dream Team)
Gorilla Monsoon
Jesse Ventura
Arbitri John Benella
Dave Hebner
Jack Kruger
Jack Lutz
Joey Marella
Intervistatori Mary Hart
Vince McMahon
"Mean" Gene Okerlund
Bob Uecker
Annunciatori Ray Combs
Howard Finkel
Bob Uecker
Addetto al tempo Mary Hart
Supporters Alice Cooper
(all'angolo di Jake Roberts)
Cantante Aretha Franklin

Vince McMahon sostiene che, quando stava per annunciare al microfono "Benvenuti a WrestleMania III" sentì lo spirito di suo padre, Vincent J. McMahon, morto tre anni prima. Lo show iniziò con Aretha Franklin che cantò America the Beautiful.

Il primo match della serata fu The Can-Am Connection (Rick Martel e Tom Zenk) contro "Cowboy" Bob Orton e The Magnificent Muraco. Il match terminò quando Rick Martel colpì Don Muraco con un high cross-body.

Nel successivo incontro, Hercules (con Bobby Heenan al suo angolo) ha lottato contro Billy Jack Haynes nel "Full Nelson Challenge". Il match finì quando Hercules riuscì a chiudere Haynes nella full nelson fuori dal ring; i due vennero entrambi contati fuori. Dopo il match, Bobby Heenan assalì Haynes e questi, per tutta risposta, lo inseguì nel ring, dove Hercules lo colpì con la sua catena prima di chiuderlo nuovamente nella full nelson.

Il terzo incontro vide sfidarsi King Kong Bundy, assieme ai midget Lord Littlebrook e Little Tokyo, contro Hillbilly Jim, affiancato dai midget The Haiti Kid e Little Beaver. Il team di King Kong Bundy fu squalificato quando Bundy attaccò Little Beaver (il match prevedeva che i midgets lottassero gli uni contro gli altri).

Il "Loser Must Bow" tra Junkyard Dog e King Harley Race fu il quarto match della serata. "Mean" Gene Okerlund si trovava nel ring con Bobby Heenan, Harley Race e The Fabulous Moolah, quando Moolah disse che Junkyard Dog si sarebbe dovuto inginocchiare al cospetto del re, come era logico che facesse. Bobby diede a Moolah la corona e le chiese di incoronare il Re dopo il match. Junkyard Dog arrivò sul ring accolto da una grande ovazione. Il match terminò quando Harley Race colpì Junkyard Dog con un belly to belly suplex. Per la stipulazione prevista, Dog fece un piccolo inchino, quindi colpì Harley Race con una sedia. Junkyard Dog prese quindi gli abiti reali di Race e si allontanò dal ring portandoli con sé.

Il quinto match vide di fronte The Dream Team (Greg Valentine e Brutus Beefcake, accompagnati da Johnny Valiant e Dino Bravo) e The Fabulous Rougeaus (Jacques e Raymond); la sfida fu vinta dai primi grazie all'interferenza di Dino Bravo, il quale colpì Raymond mentre stava schienando Valentine, permettendo a quest'ultimo di schienare a sua volta Raymond. Durante tutto il corso del match, Beefcake e Valentine hanno discusso animatamente, tant'è che al termine del match Greg Valentine si sono allontanati dal ring assieme, senza Brutus Beefcake.

Prima del seguente match, andarono in onda le immagini di un'intervista con Roddy Piper, mentre questi si dirigeva verso il ring in vista del suo ultimo match da wrestler contro Adrian Adonis, accompagnato da Jimmy Hart. Fu Piper ad aggiudicarsi la contesa: Hart salì sul ring pensando che Adonis avesse vinto il match, ma Brutus Beefcake arrivò sul quadrato ed aiutò Piper, il quale chiuse il match con una sleeper hold. Nell'immediato dopo match, come da stipulazione, Brutus tagliò i capelli di Adrian Adonis mentre Piper teneva a terra Jimmy Hart. Adonis scappò via dal ring in preda all'imbarazzo.

Hart Foundation (Bret Hart e Jim Neidhart) e Danny Davis (con Jimmy Hart) contro British Bulldogs (Davey Boy Smith e Dynamite Kid) e Tito Santana; il match fu condotto dai Bulldogs, i quali andarono più volte vicini alla vittoria; tuttavia a portare a casa fu il team avversario, quando Danny Davis colpì Davey Boy Smith con il megafono di Jimmy Hart e lo schienò.

Il debutto in un pay-per-view di Butch Reed fu contro "The Bird Man" Koko B. Ware e si concluse con una vittoria del primo. Al termine del match, il manager di Reed, Slick attaccò Koko B. Ware, il quale venne salvato dall'intervento di Tito Santana.

Il match successivo fu valido per il WWF Intercontinental Championship; il campione Randy Savage sfidò Ricky Steamboat. Per circa quindici minuti i due wrestler misero a segno una serie continua di quasi-schienamenti. Quando Savage decise di utilizzare la campana a bordo ring come oggetto contundente, fu bloccato da George Steele, il quale lo colpì facendolo cadere dal paletto. Steambot portò quindi a casa il match evitando lo scoop slam di Savage e chiudendolo in una small package, laureandosi nuovo WWF Intercontinental Champion. Il match è considerato come uno dei più belli mai disputati nella storia della federazione.[2]

Il decimo incontro della serata fu quello tra The Honky Tonk Man e Jake Roberts, con quest'ultimo affiancato all'angolo da Alice Cooper. Il match si concluse con la vittoria del primo grazie all'intervento del proprio manager, Jimmy Hart. Al termine della contesa, Alice Cooper entrò sul ring e attaccò Hart con il pitone di Roberts, Damien.

Il duo composto da The Iron Sheik e Nikolai Volkoff sfidò i Killer Bees. Prima di cominciare il match, Slick chiese al pubblico di alzarsi in segno di rispetto poiché il suo assistito Volkoff avrebbe cantato l'Inno Nazionale dell'Unione Sovietica; quando Volkoff cominciò a cantare, Hacksaw Jim Duggan arrivò sul ring con il suo bastone di legno con una bandiera statunitense attaccata; prese il microfono ed impedì al lottatore sovietico di cantare l'Inno. La vittoria fu del team Sheik-Volkoff: Duggan, rimasto a bordo ring, colpì Sheik con il bastone, determinando la squalifica dei Killer Bees.

L'ultimo incontro della serata fu presentato come "the biggest main event in sports entertainment"; si sfidarono il WWF Champion Hulk Hogan e André the Giant, con in palio il titolo detenuto da Hogan. Howard Finkel presentò l'annunciatore speciale del match, Bob Uecker e l'addetta al cronometro, Mary Hart. I fan coprirono l'ingresso di André the Giant con cori di disapprovazione, mentre salutarono l'ingresso di Hogan con una grande ovazione. Dopo circa due minuti dall'inizio del match, Hogan tentò di applicare un bodyslam su André, me non riuscì a sollevare il gigante. Più avanti, Hogan riuscì a sollevare André con uno scoop slam seguito da un leg drop che gli valse la vittoria e il mantenimento del titolo.

Conseguenze[modifica | modifica sorgente]

Piper fu impegnato nella realizzazione di due pellicole, Hell Comes to Frogtown e They Live, facendo sporadiche apparizioni durante gli show WWF prima del suo definitivo ritorno con il suo Piper's Pit a WrestleMania V. Lottò ancora attivamente per oltre dieci anni.

Dopo WrestleMania III, il feud tra Hogan e André the Giant andò avanti, terminando definitivamente solo a WrestleMania IV. André fu lontano dalle scene per almeno un anno, tornando quindi a lottare più per i soldi che per la voglia di farlo.[9] Il primo match televisivo tra Hogan e André dopo WrestleMania III si svolse durante The Main Event, sulla NBC, il 5 febbraio 1988; l'evento fu seguito da oltre trentatré milioni di telespettatori, rendendolo il match più seguito nella storia del wrestling.[9] In questo incontro, André pose la parola fine sul regno durato oltre quattro anni di Hogan, aiutato irregolarmente dalla coppia di arbitri gemelli Earl e Dave Hebner.

In seguito al successo di WrestleMania III e per sfruttare il grande seguito ottenuto grazie al feud tra Hogan e André, la WWF creò Survivor Series. Venti anni dopo, a WrestleMania 23, venne celebrata WrestleMania III: l'evento si svolse nell'area metropolitana di Detroit, vennero mostrati filmati della terza WrestleMania, Aretha Franklin fu invitata a cantare America the Beautiful e Kane colpì con uno scoop slam The Great Khali.

Risultati[modifica | modifica sorgente]

# Risultati Tipo di incontro Durata
1 The Can-Am Connection (Rick Martel e Tom Zenk) sconfissero Bob Orton e The Magnificent Muraco (con Mr. Fuji) (Martel schienò Muraco dopo una crossbody) Tag team 5:37
2 Billy Jack Haynes pareggiò con Hercules (con Bobby Heenan) per doppio countout Incontro singolo 07:44
3 Hillbilly Jim, The Haiti Kid e Little Beaver sconfissero King Kong Bundy, Little Tokyo e Lord Littlebrook Incontro tre contro tre 03:23
4 Harley Race (con Bobby Heenan e The Fabulous Moolah) sconfisse The Junkyard Dog in un "Loser Must Bow" match (Race schienò JYD dopo un belly-to-belly suplex) Incontro singolo 04:22
5 The Dream Team (Greg Valentine e Brutus Beefcake) (con Johnny Valiant e Dino Bravo) sconfissero The Fabulous Rougeaus (Jacques e Raymond) (Valentine schienò Raymond grazie all'interferenza di Dino Bravo) Tag team 04:03
6 Roddy Piper sconfisse Adrian Adonis (con Jimmy Hart) in un Hair vs. Hair match Hair vs. Hair match 06:54
7 The Hart Foundation (Bret Hart e Jim Neidhart) e Danny Davis (con Jimmy Hart) sconfissero The British Bulldogs (Davey Boy Smith e Dynamite Kid) e Tito Santana (Davis schienò Smith dopo averlo colpito con il megafono di Jimmy Hart) Incontro tre contro tre 8:52
8 Butch Reed (con Slick) sconfisse Koko B. Ware Incontro singolo 03:39
9 Ricky Steamboat (con George Steele) sconfisse Randy Savage (con Miss Elizabeth) e vinse il WWF Intercontinental Championship Incontro valido per il WWF Intercontinental Championship 14:35
10 The Honky Tonk Man (con Jimmy Hart) sconfisse Jake Roberts (con Alice Cooper) Incontro singolo 07:04
11 The Iron Sheik e Nikolai Volkoff (con Slick) sconfissero The Killer Bees (Brian Blair e Jim Brunzell) Tag team 05:44
12 Hulk Hogan sconfisse André the Giant (con Bobby Heenan) e mantenne il WWF Championship Incontro valido per il WWF World Heavyweight Title 12:01

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ WrestleMania III Facts and Stats, World Wrestling Entertainment. URL consultato il 14 ottobre 2007.
  2. ^ a b c Main Event: WWE in the Raging 80s, Simon and Schuster, 2006, pp. 26, ISBN 1416532579.
  3. ^ Loria Keith, Mania madness: The top 10 matches from the fabled history of WWE's showcase event, Wrestling Digest, aprile 2003. URL consultato il 14 ottobre 2007.
  4. ^ Eric Cohen, WrestleMania III, About. URL consultato il 19 ottobre 2007.
  5. ^ a b John Powell, Steamboat - Savage rule WrestleMania 3, SLAM! Wrestling. URL consultato il 14 ottobre 2007.
  6. ^ Scott M. Beekman, Ringside: A History of Professional Wrestling in America, Greenwood Press, 2006, p. 128, ISBN 027598401X.
  7. ^ Hall of Fame Bio: Harley Race, World Wrestling Entertainment. URL consultato il 17 ottobre 2007.
  8. ^ Mick Foley, Have A Nice Day: A Tale of Blood and Sweatsocks, HarperCollins, 2000, p. 288, ISBN 0061031011.
  9. ^ a b Kevin Eck, The main events: ladies and gentlemen, may we present the 25 most memorable matches in the last 25 years, Wrestling Digest, 2002. URL consultato il 14 ottobre 2007.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

wrestling Portale Wrestling: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di wrestling