Ted Bundy

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Theodore Robert Bundy
TedBundyprisonFlorida.jpg
Ted Bundy in una conferenza a Tallahassee, nel luglio 1978
Altri nomi Theodore Robert Bundy
“Ted” Bundy
Kenneth Misner
Chris Hagen
Richard Burton
Ufficiale Roseland
Rolf Miller
Soprannomi Lady Killer, Killer delle Studentesse
Nascita Burlington, 24 novembre 1946
Morte Florida, 24 gennaio 1989
Vittime accertate 30-35
Vittime sospettate 35-50+
Periodo omicidi Presumibilmente dal 13 agosto 1961 o dal 1969; 1º febbraio 1974-9 febbraio 1978
Luoghi colpiti Colorado, Florida, Idaho, Oregon, Utah, Washington, California
Metodi uccisione Assalto con arma bianca, strangolamento; solitamente attirava a sé la vittima con degli stratagemmi
Altri crimini Stupro, rapina aggravata, evasione, tentato omicidio, atti di necrofilia e mutilazione
Arresto 15 febbraio 1978; in precedenza evase due volte
Provvedimenti Sedia elettrica
Periodo detenzione 15 febbraio 1978-24 gennaio 1989

Theodore Robert Bundy (Burlington, 24 novembre 1946Starke, 24 gennaio 1989) è stato un serial killer statunitense, autore di almeno 30 o 35 omicidi ai danni di giovani donne negli Stati Uniti tra il 1974 e l'inizio del 1978; potrebbe avere colpito anche prima, a partire dagli anni '60.

Indice

La vita [modifica]

Nato a Burlington il 24 novembre 1946, Theodore Bundy non mostrò mai segni di instabilità o di squilibrio talmente gravi da indurlo agli omicidi efferati di ventotto persone (numero probabilmente inferiore alla realtà). Le persone che lo conobbero lo descrissero come un uomo dolce, tuttofare, generoso. "Salutava sempre" è stato il primo commento dei vicini dopo l'arresto. Nacque all’Elizabeth Lund Home, una clinica del Vermont che ospitava giovani donne incinte. L'identità del padre biologico di Theodore Bundy è ignota, ma si pensa che si tratti di un militare dell'aeronautica, poi fuggito.

Il neonato venne lasciato nella clinica dalla madre, ma tre mesi dopo fu portato via dalla madre stessa che si spacciò per sua sorella maggiore. I due si trasferirono a Filadelfia, città in cui l'uomo passò i primi 4 anni di vita, dopodiché si trasferirono dai loro parenti a Tacoma.

Theodore assunse ufficialmente il cognome Bundy poiché la madre conobbe un cuoco che prestava servizio militare, Johnny Culpepper Bundy. I due si sposarono nel 1951 e ebbero quattro figli. Theodore non legherà mai col patrigno e con gli anni della pubertà diventerà introverso finendo vittima di bullismo. L'adolescenza lo cambiò, iniziò a divenire un bullo egli stesso commettendo vari furti. Successivamente venne attratto dallo studio, dalla politica e dallo sci isolandosi dalla comunità.

Bundy rimase disoccupato poiché non si impegnava a sufficienza nei suoi saltuari lavori. Nel 1964 l'uomo trovò una donna di buona famiglia, Stephanie Brooks, con cui provò invano a legarsi. La donna, dopo essersi laureata, troncò ogni rapporto con l'uomo, causandogli uno stato di shock dal quale non si riprenderà.

In quel periodo egli scoprì le sue origini, e questo aggravò molto la situazione già precaria: infatti quella che riteneva sua sorella in realtà era sua madre, e questo provocò in Bundy uno shock che secondo molti fu la molla finale che lo spinse ad uccidere. Il periodo di depressione si sciolse quando nel 1969 l'uomo si iscrisse nuovamente all'Università, dove seguì corsi di psicologia e legge. Poco tempo dopo si iscrisse al partito repubblicano, diventando una giovane promessa. Cominciò una relazione con una giovane donna, Elizabeth Kendall.

È in questo periodo che Ted incontra Ann Rule, una donna che segnerà la sua vita, diventando sua amica e confidente, totalmente all'oscuro della doppia vita dell'uomo. Un'esperienza che Ann racconterà nel libro Un estraneo al mio fianco. Incontra anche Meg Anders, una donna divorziata con la quale inizia una relazione e viene indicato come "eroe" per aver salvato una bambina che stava annegando in un parco.

Gli omicidi [modifica]

Il primo tentato omicidio avviene il 4 gennaio 1974: la vittima si chiamava Joni Lenz, 18 anni, picchiata nel suo letto con una spranga di legno e con quest'ultima violentata. Riuscirà a salvarsi riportando gravi lesioni. Ma sarà solo una delle poche ragazze che si salveranno dalla furia violenta di Ted. Il 5 gennaio del 1974 i coinquilini della diciottenne Joni Lenz entrano nel suo appartamento, insospettiti dal fatto che la ragazza non si era fatta sentire per più di 24 ore. La trovano nella camera da letto, sanguinante e con profondi segni di violenza. La giovane ragazza era stata malmenata da Ted Bundy e violentata con una doga del suo letto che l'assassino le aveva infilato nella vagina. La vittima, portata in ospedale, uscirà dal coma.

Un mese dopo scompare Lynda Ann Healy, rapita dalla sua casa, seguita da almeno altre 5 ragazze. Il 17 giugno 1974 viene ritrovato il corpo di Brenda Carol Ball e due mesi dopo sono stati trovati i resti di due ragazze scomparse il 14 luglio dal lago Shammanish, Janice Ott e Denise Naslund.

Spunta fuori un testimone, una ragazza di nome Janice Graham, che raccontò alla polizia di come fosse stata adescata da un giovane ragazzo di nome Ted, che andava in giro con un braccio ingessato e che le aveva chiesto aiuto per caricare una barca a vela sul tetto della sua auto. Arrivata all'auto la ragazza era stata invitata a salire a bordo del veicolo perché la barca non si trovava lì, ma in un luogo più appartato, ma Janice rifiutò l'offerta, e senza saperlo evitò una morte orribile.

L'identikit di "Ted" appare su tutti i giornali e diverse persone fanno il nome di Bundy, tra queste vi sono Ann Rule e Meg Anders, ma prima che la polizia si possa muovere Bundy lascia Seattle e si trasferisce nello Utah. Il 18 ottobre 1974 scompare la diciottenne Melissa Smith, ritrovata il 27 vicino a Salt Lake City, mutilata e sodomizzata. Il 31 ottobre scompare Laura Aime, ritrovata il giorno del Ringraziamento, picchiata, sodomizzata e strangolata. L'8 novembre Bundy compie il primo passo falso, tentando di rapire Carol Da Ronch spacciandosi per un poliziotto e riuscendo a farla salire sulla sua Volkswagen Maggiolino, ma all'interno la ragazza riesce a scappare dopo una violenta colluttazione. Poche ore dopo scompare Debbie Kent, che non viene più ritrovata. Spunta un altro testimone, un'insegnante di nome Raelynn Shepard, che racconta di come fosse stata avvicinata da un uomo che si era finto un poliziotto, ma che lei non aveva seguito.

Bundy si sposta in Colorado, dove scompaiono almeno 4 donne tra gennaio e aprile 1975. La buona sorte aiuta gli investigatori il 16 agosto 1975, quando il poliziotto Bob Haywood ferma una Volkswagen Maggiolino che correva troppo; è l'auto di Bundy, dove vengono trovati una spranga, un passamontagna, un rompighiaccio e delle manette. Bundy viene arrestato e riconosciuto da Raelynn Shepard e viene messo sotto stretta sorveglianza in attesa di una prova definitiva. Sulla base di un quadro indiziario viene condannato per l'aggressione a Carol De Ronch, ma Bundy riesce a scappare saltando da una finestra proprio mentre l'FBI sta per incolparlo dei delitti in Colorado.

Ted viene ripreso 6 giorni più tardi, ma riesce a evadere di nuovo il 30 dicembre 1977 e riesce a raggiungere la Florida. Il 14 gennaio 1978 entra nella sede del gruppo studentesco Chi-Omega, uccidendo due ragazze mentre dormivano, Lisa Levy e Margaret Bowman di 20 e 21 anni, e ne ferisce gravemente altre due, Kathy Kleiner DeShields e Karen Chandler che se la caveranno con qualche frattura al capo e con qualche dente rotto. Il 9 febbraio 1978 i genitori della dodicenne Kimberly Leach di Lake City ne denunciarono la scomparsa. Il suo corpo fu trovato, in uno stato pietoso, otto giorni dopo in un parco. Due testimoni erano però riusciti a prendere il numero di targa della macchina guidata dall’uomo, che si rivelò rubata. I ragazzi, successivamente, poterono identificare Ted Bundy dalle foto segnaletiche.

Poco dopo viene fermato alla guida di un'auto rubata, e dopo una colluttazione con un poliziotto viene arrestato di nuovo. Tra il 1979 e il 1980 in Florida si tenne il processo che finirà con la condanna a morte di Bundy. Il processo fu seguito dai media di tutto il mondo, la corte ritenne Ted Bundy colpevole di 36 omicidi, ma lui affermò sino al giorno dell'esecuzione di averne compiuti 26. Theodore Bundy usò la sua abile astuzia per rimandare per due volte consecutive la pena capitale.

La condanna a morte [modifica]

Alle 7:06 del 23 gennaio 1989 Ted Bundy fu giustiziato sulla sedia elettrica; alle 7:16 ne fu dichiarato il decesso. Il corpo fu cremato e, nonostante l'ultima volontà di Ted fosse che le sue ceneri potessero essere disperse sulle Cascade Mountains, i suoi legali non riuscirono a vincere le violente proteste della gente. Ancora oggi non si sa che cosa ne sia stato a seguito del processo.

Modus Operandi [modifica]

La Volkswagen-maggiolino bianca che Ted Bundy usava per intrappolare le sue vittime.

La maggior parte delle sue vittime vennero adescate nelle vicinanze di college o residenze universitarie, con la "tecnica" del braccio ingessato (chiedendo aiuto alla vittima per trasportare oggetti vari in macchina) resa poi famosa dall'attore che impersonò il maniaco scuoiatore Buffalo Bill nel film Il silenzio degli innocenti. Una volta salita a bordo dell'auto di Bundy (un Volkswagen Maggiolino) la malcapitata ragazza si accorgeva, troppo tardi, che lo sportello dal lato del passeggero mancava della maniglia. Portata in un luogo isolato, veniva picchiata e uccisa tramite strangolamento o armi da contatto; il cadavere veniva talvolta stuprato, anche dopo che erano passati diversi giorni (e quindi era decomposto). Almeno 4 vittime furono decapitate dopo la morte. In altri casi avvicinava la vittima spacciandosi per un poliziotto. In un'occasione si intrufolò nella camera di un dormitorio femminile e uccise a bastonate due studentesse e ne assalì una terza.

Quasi tutte le vittime erano studentesse universitarie, minute e dai lunghi capelli scuri con la scriminatura centrale. Alcuni (ma la teoria non è universalmente accettata) hanno sostenuto che Bundy cercasse ragazze simili alla sua ex fidanzata, in una sorta di "punizione simbolica" per la donna che l'aveva respinto.[1]

Riferimenti culturali [modifica]

A causa dell'efferatezza dei suoi delitti, la figura di Ted Bundy è stata più volte oggetto di riferimenti o citazioni in ambito musicale, cinematografico e letterario.

Musicali [modifica]

  • Jonathan Davis, cantante e leader della nu-metal band Korn è diventato il proprietario del Maggiolino Volkswagen di Ted Bundy.
  • Ted Bundy è il nome d'arte scelto da Marco Villa, rapper italiano e membro della Dogo Gang.
  • Debbie Harry, cantante dei Blondie, ha sostenuto di aver accettato un passaggio dal killer Ted Bundy negli anni '70. È riuscita fortunatamente a fuggire, dopo essersi resa conto che lo sportello della vettura mancava della maniglia.
  • I Jane's Addiction, gruppo alternative rock di Los Angeles, nel loro primo album Nothing's Shocking, inserirono un brano chiamato Ted, Just Admit It..., in cui sono presenti delle frasi tratte da una sua dichiarazione. Nello stesso testo viene citata la stessa frase che dà il titolo all album Nothing's
  • Tyler, The Creator scrive un testo su di lui, Blow. È la quinta traccia del primo album del cantante, "Bastard".

Letterari [modifica]

Cinematografici e televisivi [modifica]

Note [modifica]

  1. ^ Ann Rule, Un estraneo al mio fianco

Altri progetti [modifica]

Collegamenti esterni [modifica]

Voci correlate [modifica]

Controllo di autorità VIAF: 93302275 LCCN: n80058789

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