Macchina della verità

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L'inventore Leonarde Keeler sottopone un uomo alla macchina della verità

Il poligrafo, comunemente chiamato macchina della verità, è uno strumento che misura e registra diverse caratteristiche fisiologiche di un individuo (quali la pressione del sangue, il polso arterioso e la respirazione) mentre il soggetto è chiamato a rispondere a una serie di domande, misurando i cambiamenti in tali misurazioni verificatisi durante l'interrogatorio. Con la comparazione dei dati si cerca quindi di evidenziare le diverse reazioni durante le risposte e individuare, quindi, eventuali risposte false o veritiere. Non esistono prove scientifiche delle sue certe capacità di svolgere tali compiti, sia per la possibilità di alterare consapevolmente i risultati anche nelle versioni più moderne,[1] sia perché il poligrafo analizza la reazione alle emozioni e cerca di creare una relazione (non provata) con la "verità", sia per l'impossibilità di definire in maniera univoca il concetto di verità, sia per i numerosi elementi che possono concorrere a falsare i risultati, tra i quali la consapevolezza o meno del soggetto di stare mentendo.

Per queste ragioni il test del poligrafo non è accettato come prova dagli ordinamenti giuridici moderni,[2][3] sebbene in alcune giurisdizioni - in particolare statunitensi - sia ancora largamente accettato specie come elemento facoltativo rimesso alla valutazione della giuria su accordo tra le parti.

Storia[modifica | modifica sorgente]

L'idea che mentire provocasse effetti secondari fisiologici è stata a lungo frutto di suggestione e ricerca. I primi metodi erano basati su tradizioni popolari e altre forme di suggestioni. Il poligrafo moderno ha origine nel 1913, quando William Moulton Marston, studente di psicologia dell'università di Harvard, utilizzò un test sulla pressione sanguigna per individuare la correttezza di una affermazione.

Una macchina più complessa, che teneva conto di altri fattori, fu costruita da John A. Larson dell'università della California. Questa fu utilizzata principalmente dalle forze di polizia di Berkeley.

Marston, il primo a realizzare un poligrafo, difese lungamente la sua macchina e ne propose il suo utilizzo nei tribunali. Nel 1938 pubblicò The Lie Detector Test, un libro in cui descriveva l'utilizzo del dispositivo e la sua spiegazione teorica.

Funzionamento[modifica | modifica sorgente]

Nei moderni poligrafi i parametri registrati dalla macchina sono:

  • il ritmo cardiaco che aumenta quando si mente
  • il ritmo respiratorio
  • la conduttività elettrica della pelle che aumenta quando si mente poiché il corpo secerne sudore che riduce la resistenza elettrica della pelle
  • la pressione sanguigna

Il dispositivo prevede inoltre il fatto che il soggetto sia consapevole di mentire, altrimenti un'affermazione, sebbene oggettivamente falsa, se ritenuta erroneamente vera dal soggetto non può dare origine a cambiamenti fisiologici.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ [1]
  2. ^ Luisella de Cataldo Neuburger, La prova scientifica nel processo penale, CEDAM
  3. ^ N Germanà Tascona, Sub art. 188, in Commento al codice di procedura penale, a cura di P. Corso, 2005; v Grevi, Porve, in G. Conso - V. Grevi, Compendio di procedura penale, Padova, 2003; P. Tonini, Manuale di procedura Penale, Milano 2005

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