Cliff Burton

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Cliff Burton
Fotografia di Cliff Burton
Nazionalità Stati Uniti Stati Uniti
Genere Speed metal
Thrash metal
Periodo di attività 1980-1986
Strumento Basso
Etichetta Megaforce Records
Elektra Records
Music for Nations
Mercury Records
Gruppi Metallica
Trauma
Album pubblicati 3
Studio 3

Clifford Lee Burton (Castro Valley, 10 febbraio 1962Ljungby, 27 settembre 1986) è stato un bassista statunitense, noto per essere stato il bassista del gruppo musicale Metallica dal 1982 fino al 1986, anno in cui scomparve in un incidente occorso al bus del gruppo durante un tour in Svezia per la promozione del terzo album in studio Master of Puppets.

Burton fu in grado di caratterizzare il sound dei Metallica grazie al suo approccio da "basso solista", nel quale il suo basso svolgeva un ruolo sia melodico che solista, oltre che mantenere la sezione armonico-ritmica dei componimenti. Inoltre fu indotto postumo alla Rock and Roll Hall of Fame con i Metallica il 4 aprile 2009.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Gli esordi (1962–1980)[modifica | modifica wikitesto]

All'età di sei anni si avvicinò, spinto dal padre, al mondo della musica classica e iniziò a prendere lezioni di pianoforte. Clifford affiancò lo studio della musica, in cui si applicò con abnegazione, allo sport, giocando nel campionato amatoriale di baseball, il Little League baseball, con la società sportiva della sua città, la Castro Valley Auto House.[1]

Nel 1976, all'età di 14 anni, Cliff abbandonò, grazie alla spinta di alcuni suoi amici, lo studio della musica classica per avvicinarsi al jazz e al primo heavy metal.[2] Affascinato da queste sonorità, così diverse dalla musica a cui era abituato, decise di abbandonare definitivamente gli studi di pianoforte per iniziare a suonare il basso. Imparò a suonare lo strumento in breve tempo, grazie anche alle lezioni private tenute dal maestro Steve Hamady, e, migliorando di giorno in giorno, Cliff decise di unirsi ad alcuni gruppi locali (gli Agents of Misfortune, nati da una storpiatura del celebre album dei Blue Öyster Cult, e gli EZ Street), venendo a contatto con nuove influenze e stili.[1] Secondo quanto affermato dai suoi genitori in un'intervista, il giovane Cliff aveva una cura maniacale in ogni dettaglio e passava circa sei ore al giorno, tra lezioni e prove con i suoi gruppi, perfezionando la sua abilità e il suo stile.[3][4]

In questo periodo, vedendo le sue capacità e le sue opportunità nel mondo musicale, Cliff firmò un contratto con i suoi genitori: decise che per guadagnarsi da vivere avrebbe fatto il musicista a tempo pieno. I genitori gli diedero l'alloggio, il cibo e lo mantennero ma la condizione era che Cliff in quattro anni sarebbe stato in grado di mantenersi con la musica, altrimenti avrebbe dovuto ottenere un posto di lavoro e dimenticare per sempre la professione di musicista. Cliff mantenne la sua promessa in soli due anni.[5]

Burton aveva intanto iniziato da alcuni anni a lavorare in un'azienda di noleggio di Castro Valley, chiamata Castro Valley Rentals, situata nel Maxwell Ranch, per mantenere le spese legate al suo strumento, e nel frattempo si era diplomato alla Castro Valley High School.[6] Nel 1980 abbandonò le lezioni private per iscriversi ai corsi di musica del Napa Valley Junior College della California del Nord.

I Trauma (1980–1982)[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1980 inoltre, Burton si unì al gruppo blues rock Trauma, un giovane gruppo già affermato nella Bay Area sia per le qualità musicali che per le esibizioni dal vivo, capaci di intrattenere il pubblico attraverso movimenti sul palco e giochi pirotecnici all'insegna della massima spettacolarità.[7]

Il gruppo era composto da Gillian McTrevor alla voce, Jeff Crisby alla chitarra, Cliff Burton al basso e da Michael Corston alla batteria.

Grazie allo stile glamour ed altamente scenico dei suoi compagni di band, Cliff riuscì a carpire nuove influenze musicali e ad assimilare diverse tecniche da sfruttare nelle sue linee di basso. Nei Trauma Cliff fu certamente uno dei membri che si distinsero maggiormente per talento e presenza on stage, caratterizzata da prolungati e scatenati headbanging, valorizzati dai suoi lunghi capelli rossi.

Il gruppo non pubblicò mai nessun album e gli unici prodotti giunti fino ai nostri giorni sono solo alcuni demo. Una delle loro canzoni più famose rimase Such a Shame, traccia ascoltabile nella rara raccolta della Metal Blade Records, Metal Massacre II.[8]

I Trauma si sciolsero nel 1982 quando Cliff, divenuto ormai icona del gruppo, abbandonò il gruppo dopo aver accettato la proposta di diventare bassista dei Metallica.[9] Dopo lo scioglimento dei Trauma, Jeff Crisby fondò nello stesso anno i Blues Bound, gruppo che però non si sarebbe mai esibito dal vivo in quanto che i compagni di gruppo moriranno tutti in un incidente stradale il 2 maggio dello stesso anno. Crisby fu l'unico a salvarsi dalla caduta del pullman giù da un dirupo, ed ora canta nei Blues Sounds of Street.

Gillian McTrevor, dopo una collaborazione ad un concerto degli AC/DC (era amica di Bon Scott), intraprese la carriera di attrice partecipando a film come Il padrino. Jeff Crisby invece suonò le basi ritmiche per il chitarrista svedese Yngwie Malmsteen, mentre Michael Corston è tuttora alla guida dei CorsTown.

I Metallica (1982–1986)[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Metallica.

I Metallica stavano cercando un bassista da sostituire a Ron McGovney, che aveva lasciato il gruppo nel 1982 in seguito a litigi con Dave Mustaine.[10] Sentendo parlare bene di un certo Burton, decisero di assistere a un suo concerto con i Trauma al Whisky a Go Go;[2][11] colpiti dalla sua abilità, i tre musicisti decisero di reclutarlo immediatamente. Il primo tecnico dei Metallica, Dave Marrs, (il quale era presente allo show) ricordò la scena:

« Li vidi [i Metallica] dire soltanto "O mio Dio! Guardate quel ragazzo!" La cosa che li scioccò di più fu che mentre di solito è la chitarra ad essere solista, qui c'era un ragazzo che suonava il basso da solista! Pensarono subito che fosse fantastico. »

Il musicista accettò subito la proposta del gruppo alla sola condizione che i Metallica trasferissero la loro sede a San Francisco, in quanto Burton non aveva molta stima della caotica Los Angeles.[2] Accettata la proposta, un mese dopo l'esibizione Cliff era già membro stabile del gruppo.[2]

Cliff diede immediatamente il suo apporto, contribuendo con la sua tecnica musicale e con nuove idee a livello compositivo; per molti il contributo di Burton fu essenziale per il futuro successo internazionale dei Metallica. Il bassista suonava il suo strumento come nessuno aveva fatto prima; i suoi assoli toccavano molti stili, variando dal jazz a melodie psichedeliche, ed erano dominati da grande sentimento e grande attenzione per i particolari.[2]

Classici esempi delle sue capacità e del suo stile emergono nell'album Kill 'Em All, il primo lavoro (fu Cliff a decidere il titolo dell'album)[12] che il musicista pubblicò con la band californiana nel 1983 e, soprattutto, nella strumentale (Anesthesia) - Pulling Teeth.[13] Cliff contribuì largamente anche alla realizzazione del disco successivo, Ride the Lightning (1984), per il quale scrisse e compose 6 delle 8 tracce dell'album.[14] In questo disco Burton diede il meglio di sé nella famosa traccia The Call of Ktulu che, per una buona parte, compose lui stesso.[2][15]

Un altro brano in cui mise molto in risalto le sue doti musicali è stato For Whom the Bell Tolls, la cui introduzione è divenuta un esempio dell'attento uso della distorsione da parte del musicista.[2] Nel 1986 Cliff Burton partecipò a pieno ritmo alla produzione dell'album Master of Puppets: qui le linee di basso di Cliff divennero maggiormente complesse e prominenti.[16] In Orion, settima traccia dell'album, è ascoltabile un assolo del bassista.

In tutti questi anni trascorsi con i Metallica, Burton non perse mai la sua incredibile personalità on stage e riuscì a farsi più volte apprezzare come grande uomo al di fuori del palco, divenendo di fatto uno dei membri più amati della lunga storia dei Metallica. Il fotografo dei Metallica Ross Halfin disse addirittura che era fermamente convinto che, fin dai primi giorni, Cliff Burton è stato il trascinatore della band, e che è stato proprio lui il responsabile della direzione musicale del quartetto, non tanto Hetfield.[4]

La morte (1986)[modifica | modifica wikitesto]

Il 1986 fu un anno pieno di eventi per i Metallica: venne pubblicato il terzo album del gruppo, iniziò il lungo tour negli Stati Uniti al fianco di Ozzy Osbourne e James Hetfield si ruppe il braccio sinistro in un incidente. Dopo il tour negli USA, la band venne contattata per una tournée in Europa. Il 26 settembre i Metallica si esibirono a Stoccolma, Svezia: lo show fu un successo, grazie anche al ritorno di Hetfield alla chitarra dopo diversi mesi di assenza e a Cliff Burton che si esibì prima in un inedito assolo di basso melodico e poi in Star Spangled Banner (l'inno nazionale statunitense).[17] Quella notte sembrò che nulla potesse fermare la potente macchina dei Metallica. Damage Inc. e Blitzkrieg, le canzoni di chiusura dello show, si sarebbero invece rivelate le ultime due suonate da Burton in un concerto.[18]

Stele in ricordo di Cliff posta sul luogo del tragico incidente.[19] Il monumento recita:
« In devota memoria di CLIFFORD LEE BURTON
"Il regno della salvezza non può portarmi a casa"
10 febbraio 1962 - 27 settembre 1986 »

Il 27 settembre 1986, durante un viaggio sul bus ufficiale del tour europeo, nei pressi della cittadina di Ljungby, in Svezia, Burton e Kirk Hammett, giunta ormai la sera, decisero di giocarsi a carte il posto nel letto a castello del loro bus. Il vincente avrebbe dormito vicino al finestrino, il perdente dal lato opposto; Burton vinse e dormì nel posto più prestigioso.[20]

Durante la notte l'autista del bus perse il controllo del mezzo, forse a causa di una lastra di ghiaccio sull'asfalto (o a causa dell'abuso di alcol, come molti sostennero).[17][21] Ormai fuori controllo, il grosso veicolo continuò la sua corsa in un tratto d'erba per poi ribaltarsi. Dalle lamiere contorte uscì per primo lo stesso autista, seguito da James Hetfield e Kirk Hammett, che avevano qualche piccola abrasione sul corpo, e, infine, Lars Ulrich che aveva un alluce fratturato. Accortisi della mancanza di Cliff, i Metallica si spostarono sul retro del mezzo e lì videro uno spettacolo raccapricciante.[21] Hetfield disse di quell'evento:

« Vidi l'autobus sopra di lui. Vidi le sue gambe spuntare fuori. Crollai. L'autista, ricordo, stava tentando di dare uno strattone alla coperta posta sotto il suo corpo per usarla per le altre persone. Dissi soltanto "Non farlo, cazzo!". Volevo uccidere quell'uomo. Non so se fosse ubriaco o se passò sul ghiaccio. Tutto quello che sapevo fu che stava guidando e che Cliff non era più con noi. »

Durante la drammatica carambola del bus, Cliff era scivolato fuori dal mezzo, sfondando con il suo corpo l'ampia vetrata posta vicino al suo letto, proprio nel momento in cui l'autobus si stava rovesciando.[21] Il bassista era rimasto completamente schiacciato dal veicolo, fatta eccezione per le gambe che in parte spuntavano dalle lamiere. Immediatamente la situazione di Burton apparve notevolmente preoccupante per gli altri membri della band, che chiamarono in fretta e furia i soccorsi, sperando che Cliff non fosse morto ma solamente svenuto.[21] Dopo circa un quarto d'ora una gru giunse sulla scena per sollevare il bus. Sotto gli occhi dei compagni di band e dei soccorritori, l'argano iniziò a sollevare l'autobus. Quando il mezzo fu rimosso, per il bassista non c'era più nulla da fare.[21]

L'autopsia del dottore Anders Ottoson rivelò come causa del decesso una «compressio thoracis cum contusio pulm» («compressione toracica con contusione polmonare»).[22] L'autista del bus motivò l'incidente come dovuto da un urto su un "pezzo di ghiaccio nero" e fu rilasciato dalla polizia, nonostante questo frammento di ghiaccio non fosse mai stato trovato sul luogo dell'incidente.[21] La polizia aveva inoltre constatato che la temperatura dell'aria sulla scena era sì fredda, ma non tale da creare simili lastre ghiacciate sulla carreggiata.[21] Dal giorno della sua morte, il vetro del bus per i tour dei Metallica ha una tavola di compensato posta vicino ai letti per evitare nuovi incidenti. Questa è stata chiamata Burton Board (Tavola Burton) in suo onore.

Il corpo del musicista fu riportato pochi giorni dopo negli Stati Uniti. Il funerale ebbe luogo il 7 ottobre 1986 nella Chapel of the Valley di Castro Valley. Cliff fu cremato e sepolto nel Maxwell Ranch di proprietà della famiglia Burton.[21][22] Uno degli invitati alla cerimonia, l'amico Dave DiDonato, descrisse la cerimonia ai giornalisti:[23]

« Ci mettemmo in un largo cerchio con le ceneri di Cliff al centro. Ognuno di noi camminò verso il centro e prese un pugno delle ceneri dicendo quello che aveva da dire... Poi venne sparso sulla Terra, in un posto che amava molto. »

Intanto i Metallica, scioccati dagli avvenimenti, decisero di fermarsi per alcuni mesi indecisi sul da farsi, prendendo in seria considerazione il ritiro dalle scene.[24] Invece, sostenuti anche dai familiari del defunto bassista, decisero di riprendere a suonare e a onorare la memoria di Burton con nuove tracce.[24] In un'intervista dell'8 febbraio 1987, il chitarrista Kirk Hammett, uno dei membri che avevano accusato maggiormente il colpo della scomparsa di Cliff, memore del fatto che il bassista gli aveva involontariamente fatto salva la vita vincendo a carte il posto nel letto vicino al finestrino,[24] rilasciò un'intervista dicendo:

« Poco dopo l'incidente, decidemmo che il modo migliore per dare sfogo alle nostre frustrazioni fosse di ritornare a suonare e di sfogare le nostre ansie sul palco, dove dovrebbero andare. Dovrebbero andare verso una cosa positiva come questa. Eravamo molto traumatizzati, e soffrimmo molto per la situazione.
La cosa peggiore che potevamo fare era sederci nelle nostre stanze e ripensare ai fatti e piangerci addosso. Ognuno di noi pensò che dovevamo continuare, dovevamo lavorare perché non sarebbe stato giusto verso Cliff fermarci. Anche se lui fosse stato vivo per una qualche ragione e non avesse potuto suonare il basso, non ci avrebbe detto di fermarci. Questo è il modo in cui ci siamo sentiti. Avrebbe voluto che noi continuassimo. »

...And Justice for All, Cliff 'Em All e altri tributi (1987–1988/2009)[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la morte di Burton, i Metallica pubblicarono l'album ...And Justice for All (1988). Il disco fu interamente dedicato al defunto bassista, in particolare, la traccia To Live Is To Die fu intitolata dai musicisti a Burton, essendo l'ultima a cui dette il suo contributo compositivo; infatti, oltre alla parte musicale, Cliff scrisse anche le poche parole che compongono il testo, ultime frasi scritte dal bassista prima del tragico incidente.[25]

In essa la frase "When a man lies, he murders some part of the world" (Quando un uomo mente, uccide una qualche parte del mondo) è una citazione tratta dal film Excalibur, mentre "These are the pale deaths which men miscall their lives" (Queste sono le pallide morti che gli uomini chiamano impropriamente loro vite) è stata presa dal libro La Conquista dello Scettro della saga Le cronache di Thomas Covenant l'incredulo scritta da Stephen R. Donaldson alla fine degli anni settanta,[26] testo che aveva particolarmente colpito Cliff.

Nel 1987 i Metallica pubblicarono anche un documentario-tributo intitolato Cliff 'Em All, contenente un'ampia retrospettiva dei 3 anni e mezzo che Cliff trascorse nei Metallica. Il video propose foto scattate dai fan, filmati professionali, apparizioni televisive e assoli del bassista; attraverso questo lavoro la band californiana poté mostrare al mondo la personalità unica e l'incredibile stile di vita di Cliff, fornendo anche l'unico prodotto visivo disponibile riguardante i primi anni della carriera del musicista.[27]

L'ex chitarrista dei Metallica Dave Mustaine scrisse invece, con i Megadeth, il brano In My Darkest Hour, contenuto nell'album So Far, So Good... So What!, in sua memoria, essendo Burton l'unica persona con cui aveva un rapporto di vera amicizia quando militava nei Metallica.[28] Tra gli altri artisti che pubblicarono tributi alla memoria di Cliff spiccano sicuramente gli Anthrax, che dedicarono al musicista il loro album Among the Living,[29] datato 1987, i Primus e il chitarrista dei Pantera Dimebag Darrell, che in molte esibizioni live accennò parti della canzone To Live Is to Die in sua memoria.

Il 3 ottobre 2006 è stato inaugurato, nei pressi del luogo della morte di Cliff in Svezia, un monumento in memoria del bassista. Dopo la cerimonia, è stato organizzato un concerto in suo tributo che ha visto esibirsi gli Age of Fury, i The Haze, i Killersqueze e i Morbid Insultor.[30]

Nell'aprile 2009 è stato inserito insieme ai Metallica nella Rock and Roll Hall of Fame, alla quale suo padre, Ray Burton, ha espresso i più sentiti ringraziamenti da parte sua verso i fans del figlio che ancora oggi lo acclamano e gli rendono omaggio (tra il grande pubblico era presente anche la sorella, Connie).[31]

Musica[modifica | modifica wikitesto]

« (Anesthesia) Pulling Teeth di Cliff Burton è uno dei più grandi momenti per il basso elettrico nella storia del rock »
(Flea dei Red Hot Chili Peppers)

Abilità[modifica | modifica wikitesto]

Cliff Burton possedeva uno stile impeccabile ed era capace di produrre giri di basso potenti ma allo stesso tempo raffinati. Il suo stile era molto vario per i canoni di un bassista Heavy metal. Burton non suonò mai il basso "come un chitarrista" e mai utilizzò plettri, era, invece, solito avere un contatto diretto con le corde, che pizzicava a mani nude. Specialmente durante gli assoli era solito pizzicare due o tre corde nello stesso momento e lanciarsi in un complesso uso di distorsioni, tapping, bending e applicazioni del pedale wah wah.[32] Anche per questo, diversamente da altri bassisti heavy metal che utilizzavano bassi a cinque o sei corde, Burton suonava solo bassi a quattro corde, che considerava più adatti al suo stile.

I migliori esempi della tecnica musicale di Cliff Burton sono ascoltabili nel celebre assolo di basso del brano strumentale (Anesthesia) Pulling Teeth,[32] inserito nell'album Kill 'Em All, in The Call of Ktulu,[15] nell'introduzione di For Whom the Bell Tolls, dove il basso di Cliff viene spesso confuso con il suono della chitarra di Kirk Hammett, in Damage Inc., nel quale Burton si cimenta in un complesso uso del pedale del volume e dell'armonia,[9] in Disposable Heroes, dove ancora una volta il suono del basso va a confondersi con quello della chitarra, e nella strumentale e ricca di assoli Orion. Guardando vari live in cui compare Cliff, sembra che lui riesca a suonare il basso anche con il mignolo, attribuendo così alla mano la gestualità tipica dell'Heavy metal: le corna. In realtà lui il mignolo non lo utilizzava, poiché in giovane età, dopo un incidente di pesca, gli si lesionò il tendine della mano destra e questo gli costò l'immobilità del mignolo. Quindi il gesto delle corna è solo un'illusione.[33]

Influenze[modifica | modifica wikitesto]

James Hetfield ha ammesso in numerose interviste che le influenze musicali portate da Burton nei Metallica furono le principali responsabili di gran parte della musica prodotta dalla band nella sua lunga carriera e dell'immagine che il gruppo esibiva in pubblico. Infatti Burton, che esordì musicalmente come pianista, portò nei Metallica la sua grande conoscenza teorica che fu immediatamente integrata nel sound del gruppo e nello stile di ogni singolo componente.[34][35] Burton inserì giri di basso che solo poche band dell'epoca erano capaci di presentare e insegnò ad Hetfield un nuovo modo di suonare la chitarra e di armonizzare.[2]

È anche nota la sua ossessione per lo scrittore horror H.P. Lovecraft, che fornì ai Metallica quegli spunti che portarono verso la creazione delle copertine tenebrose e surreali che caratterizzarono la carriera dei Metallica[36]. Inoltre il "culto" di Lovecraft portò nuove tematiche alla band, che si dilettò così nella composizione di brani surreali come The Call of Ktulu e The Thing That Should Not Be. Anche l'apprezzamento del gruppo per i The Misfits, i Samhain e Glenn Danzig è diretta conseguenza dell'entrata nella band di Burton, che li propose in continuazione al gruppo.

Burton venne influenzato soprattutto dal bassista e frontman dei Motörhead Lemmy Kilmister,[2] dal musicista dei Rush Geddy Lee e dal bassista jazz Stanley Clarke, tutti suoi idoli dell'infanzia.[5] Altra importante fonte di ispirazione fu il bassista dei Black Sabbath Geezer Butler. Tra le band e gli artisti preferiti di Burton vi furono, oltre a quelli sopracitati, il pianista Glenn Gould, i Thin Lizzy,[37] i Black Sabbath, gli ZZ Top, i Pink Floyd, i R.E.M., gli Aerosmith[38] e i Blue Öyster Cult[5][39][40]

Tra i numerosi e più importanti artisti che furono influenzati dallo stile di Burton si possono ricordare Bruno Mateus, Rex Brown dei Pantera, Ben Shepherd dei Soundgarden, Jason Newsted (suo successore nei Metallica), John Myung dei Dream Theater, Pete Steele, Greg Christian dei Testament, Gene Simmons dei Kiss[39] e Billy Sheehan che suonò principalmente con i Mr. Big.

Equipaggiamento[modifica | modifica wikitesto]

Un basso Rickenbacker modello 4001

Bassi[modifica | modifica wikitesto]

Cliff ha cominciato la sua carriera usando un Rickenbacker 4001[2][41] colorato in burgundy con battipenna bianco ed Hardware cromato, a 4 corde e con un intarsio a triangoli, ma presto cambiò ed usò un Alembic Spoiler[41] nero a 4 corde con intarsio a punti.

Durante le registrazioni di Kill 'Em All, usò, però, un basso a 4 corde di marca Aria Pro II SB-1000,[41] nero con intarsio a punti e, da quel momento in poi non cambiò più.

Amplificatori[modifica | modifica wikitesto]

  • Mesa Boogie 4"x12" e 1"x15" cabinets[41]
  • Ampeg SVT-1540HE Classis Series Enclosure[41]
  • Sunn Coliseum 1"x18" amplificatore basso
  • Amplificatore per basso Randall 2"x15" cabinets (utilizzato quando militava nei Trauma)[9]
  • Mesa Boogie D-180 Amplificatore

Effetti sonori[modifica | modifica wikitesto]

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Con i Metallica[modifica | modifica wikitesto]

Videografia[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Joel McIver, 2004, op. cit., p. 25.
  2. ^ a b c d e f g h i j (EN) The King of Metal Bass, Bassplayer.com, 1º febbraio 2005. URL consultato il 24 dicembre 2009.
  3. ^ (EN) O. Harald, Interview, Allmetallica.com. URL consultato il 24 dicembre 2009.
  4. ^ a b Joel McIver, 2004, op. cit., p. 116.
  5. ^ a b c Joel McIver, 2004, op. cit., p. 117.
  6. ^ Steffan Chirazi, op. cit., p. 6.
  7. ^ Ian Christe, op. cit., p. 90.
  8. ^ Joel McIver, 2004, op. cit., p. 108.
  9. ^ a b c (EN) Cliff Burton R.I.P. - 1986, Metallicaworld.co.uk. URL consultato il 24 dicembre 2009.
  10. ^ Joel McIver, 2004, op. cit., p. 110-111.
  11. ^ Joel McIver, 2004, op. cit., p. 69.
  12. ^ Joel McIver, 2004, op. cit., p. 150-153.
  13. ^ Joel McIver, 2004, op. cit., p. 153.
  14. ^ (EN) Metallica - Ride the Lightning, Allmusic.com. URL consultato il 24 dicembre 2009.
  15. ^ a b Joel McIver, 2004, op. cit., p. 172.
  16. ^ Jeremy Simmonds, op. cit., p. 215.
  17. ^ a b Jeremy Simmonds, op. cit., p. 216.
  18. ^ (EN) Cliff Burton, Capital.net. URL consultato il 10 aprile 2009.
  19. ^ (EN) Metallica: Cliff Burton Memorial Day Photos, Fantasymagazine.it, 1º ottobre 2006. URL consultato il 24 dicembre 2009.
  20. ^ Joel McIver, 2004, op. cit., p. 204.
  21. ^ a b c d e f g h (EN) Cliff Burton, Metallicaworld.co.uk. URL consultato il 24 dicembre 2009.
  22. ^ a b Joel McIver, 2009, op. cit., p. 209.
  23. ^ (EN) Le dichiarazioni dopo il funerale, Chapterinc.com. URL consultato il 24 dicembre 2009.
  24. ^ a b c Joel McIver, 2004, op. cit., p. 293.
  25. ^ (EN) To live is to Die, Allmusic.com, 17 maggio 2008. URL consultato il 24 dicembre 2009.
  26. ^ Silvia Colombo, La Conquista dello Scettro, Fantasymagazine.it, 7 maggio 2006. URL consultato il 24 dicembre 2009.
  27. ^ Ian Christe, op. cit., p. 231.
  28. ^ (EN) Megadeth - So Far, So Good... So What!, Megadeth.rockmetal.art.pl. URL consultato il 24 dicembre 2009.
  29. ^ Joel McIver, 2004, op. cit., p. 210.
  30. ^ (EN) Cliff in our minds. URL consultato il 24 dicembre 2009.
  31. ^ (EN) Metallica, Rockhall.com, 4 aprile 2009. URL consultato il 10 aprile 2009.
  32. ^ a b Ian Christe, op. cit., p. 117.
  33. ^ Biografia ufficiale di Cliff "To Live Is To Die" di Joel McIver
  34. ^ Joel McIver, 2004, op. cit., p. 212.
  35. ^ (EN) Metallica: James Hetfield Talks On Cliff Burton's Influence, Ultimate-guitar.com. URL consultato il 24 dicembre 2009.
  36. ^ Guglielmi & Rizzi, 2002, op. cit., p. 534.
  37. ^ Joel McIver, 2004, op. cit., p. 415.
  38. ^ (EN) To Live Is To Die: The Cliff Burton Tribute Site. URL consultato il 24 dicembre 2009 (archiviato dall'url originale il ). (seconda copia archiviata il ).
  39. ^ a b (EN) Cliff Burton, Answers.com. URL consultato il 24 dicembre 2009.
  40. ^ Steffan Chirazi, op. cit., p. 2.
  41. ^ a b c d e f g (EN) Cliff Burton's equipment list, Metallicaworld.co.uk. URL consultato il 24 dicembre 2009.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Enciclopedie[modifica | modifica wikitesto]

  • Ian Christe, Sound of the beast. La storia definitiva dell'heavy metal, Arcana, 2009, ISBN 88-6231-086-2.
  • (EN) Jeremy Simmonds, The Encyclopedia of Dead Rock Stars: Heroin, Handguns, and Ham Sandwiches, Chicago Review Press, 2008, p. 624, ISBN 978-1-55652-754-8.
  • Federico Guglielmi, Cesare Rizzi, Grande Enciclopedia Rock, Firenze, Giunti editore, 2002, ISBN 88-09-02852-X.

Testi monografici[modifica | modifica wikitesto]

  • Joel McIver, Cliff Burton - To Live Is To Die, Tsunami Edizioni, 2009, ISBN 978-88-96131-07-7.
  • Irwin William, Metallica e la filosofia. Libertà, autenticità, etica: dal rock un invito a pensare, Apogeo, 2008, ISBN 88-503-2723-4.
  • (EN) Glenn T. Pillsbury, Damage Incorporated: Metallica and the Production of Musical Identity, Routledge, 2006, p. 242, ISBN 0-415-97374-0.
  • Joel McIver, Justice for all. La verità sui Metallica, Arcana, 2004, ISBN 978-88-7966-368-7.
  • (EN) Joe Berlinger, Greg Milner, Metallica: this monster lives : the inside story of Some kind of monster, St. Martin's Press, 2004, p. 310, ISBN 978-0-312-33311-9.
  • (EN) Steffan Chirazi, So What! The Good, The Mad and The Ugly, Broadway Books, 2004, ISBN 0-340-83581-8.
  • (EN) Mark Putterford, Metallica: In Their Own Words, Omnibus Press, 2000, ISBN 0-7119-8440-9.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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