Soundgarden

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Soundgarden
Fotografia di Soundgarden
Paese d'origine Stati Uniti Stati Uniti
Genere Grunge[1]
Alternative metal[1]
Alternative rock[1]
Stoner metal[2]
Periodo di attività 1984- 1997
2010 -in attività
Etichetta Sub Pop Records
A&M Records
Album pubblicati 11
Studio 6
Live 1
Raccolte 4
Gruppi e artisti correlati Chris Cornell
Soundgarden logo.png

I Soundgarden sono un gruppo rock statunitense, formato a Seattle nel 1984 dal cantante Chris Cornell, dal chitarrista Kim Thayil e dal bassista Hiro Yamamoto. La band si è riunita nel 2010 dopo essersi sciolta nel 1997, dopo aver pubblicato cinque album e cinque EP, e dopo aver venduto oltre 20 milioni di copie in tutto il mondo.

Sono stati una delle band caposcuola nella creazione del grunge, un genere di alternative rock che si sviluppò a Seattle. Dopo essere stati una delle tante band grunge affiliate alla casa discografica Sub Pop Records, sono diventati la prima tra loro a firmare per una major, la A&M Records. Fra i gruppi del filone grunge sono, assieme agli Alice in Chains e ai Tad, quello che più si è avvicinato per sonorità all'heavy metal e all'hard rock di stampo classico, nonché tra i più evoluti quanto a preparazione tecnica.

Storia del gruppo[modifica | modifica sorgente]

1982-1988: Gli inizi e il periodo Sub Pop[modifica | modifica sorgente]

Chris Cornell

Il primo nucleo dei Soundgarden nasce nel 1982 con il nome di The Shemps, grazie a Chris Cornell (voce e batteria) e Hiro Yamamoto (basso). Yamamoto lascia presto la band, rimpiazzato al basso da Kim Thayil, ai tempi DJ del college che Cornell frequentava e che proveniva dall'Illinois esattamente come Yamamoto e come Bruce Pavitt (futuro fondatore dell'etichetta Sub Pop). Dopo lo scioglimento della prima band, nel 1984, Cornell e Yamamoto, che nel frattempo erano rimasti in contatto, tornano a suonare insieme, coinvolgendo anche Thayil come chitarrista e ingaggiando Scott Sundquist alla batteria, ingresso che dà modo a Cornell di concentrarsi solo sulla voce. Nascono i Soundgarden, nome preso da un'installazione artistica di Douglas Hollis a Seattle, chiamata appunto "A Sound Garden", in cui il soffiare del vento produceva strani suoni.

I Soundgarden, con la nuova formazione, registrano due canzoni per la compilation Deep Six (C/Z Records) solamente dopo aver partecipato a una rarissima compilation in cassetta, dalla tiratura di 250 copie, chiamata Phyrric Victory in cui compaiono pezzi di gruppi che rappresentano l'avanguardia grunge del periodo, come Melvins, Green River e Skin Yard. Sub Pop 200 della Sub Pop Records fece esplodere l'attenzione verso il gruppo.

Nel 1986 Scott Sundquist lascia i Soundgarden per trascorrere più tempo con la sua famiglia e viene sostituito da Matt Cameron, ex batterista degli Skin Yard. Il gruppo viene notato da Jonathan Poneman, DJ della KCMU, radio di Seattle specializzata in alternative rock e indie. Poneman, impressionato dal quartetto, si propone di finanziare un loro album. Thayil avvisa subito il loro amico Bruce Pavitt, che grazie al contributo di 20 000 dollari di Poneman, mette su la Sub Pop e ingaggia i Soundgarden per la loro prima pubblicazione, il singolo "Hunted Down"/"Nothing to Say" (registrato ai Reciprocal Studios di Seattle alla fine del 1986, e pubblicato nel giugno del 1987 in versione 7" vinile blu, tiratura iniziale 500 copie, esaurite dopo un mese). Si tratta del primo singolo anche per la neonata Sub Pop, dato che la precedente produzione ("Dry as a Bone" dei Green River) era stata pubblicata come EP. Il singolo viene inciso durante le sessioni di registrazione del loro primo EP "Screaming Life", con il mixaggio di "Nothing to Say" del singolo differente dalla versione presente sull'EP.

A seguito della pubblicazione del singolo, anche la A&M Records, oltre a Geffen e Warner Bros., si fa avanti, dopo che i critici musicali iniziano a interessarsi al gruppo, anche se principalmente per accostare il cantato di Chris Cornell a quello di Robert Plant dei Led Zeppelin. L'A&M si mostra più interessata delle altre case discografiche: manda infatti un rappresentante ad ascoltare e vedere il gruppo dal vivo, e dopo il riscontro positivo da parte di quest'ultimo, decide di tenerli d'occhio. Ad ogni modo il gruppo è ancora sotto contratto con la Sub Pop per la pubblicazione del primo EP, e non ha ancora nessuna intenzione di cedere alle offerte fatte loro dalle major. L'intenzione del gruppo è quella di farsi prima di tutto una credibilità negli ambiti alternativi e nei college.

A supporto di questa idea, il gruppo si procura un furgone e inizia un giro di concerti nel nord America, principalmente puntando a suonare in locali punk e non metal. Il culmine di questo tour si ebbe nella serata al CBGB's di New York. Dopo quell'esibizione, i Soundgarden passeranno i successivi tre anni in tournée, fermandosi solo per le registrazioni degli album.

Nell'ottobre 1987 viene pubblicato "Screaming Life", l'EP di esordio; il gruppo voleva intitolarlo "Total Fucking Godhead", ma l'idea venne rifiutata. Anche per "Screaming Life", come per "Hunted Down", la tiratura iniziale fu bassa, di sole 600 copie di vinile arancione, seguita da una tiratura regolare su vinile nero. Oltre a "Hunted Down" e "Nothing to Say", l'EP comprende "Entering", "Tears to Forget" (già presente nella compilation "Deep Six" in versione alternativa), "Little Joe" e "Hand of God". Il gruppo inizia quindi a ottenere recensioni, anche se limitate ancora a riviste prettamente "underground" o comunque di settore. Grazie al seppur limitato successo dovuto al singolo e all'EP, il gruppo sottoscrive un contratto per un album con la SST, nonostante l'impegno a realizzare ancora un EP per la Sub Pop. Anche la A&M si fa nuovamente avanti e cerca di finanziare con 3.000 dollari la produzione di una serie di demo.

Prima di pensare alla realizzazione dell'album per la SST, i Soundgarden realizzano il secondo EP "Fopp" per la Sub Pop, registrato al noto Moore Theatre di Seattle e pubblicato nell'agosto del 1988. Contiene un solo brano originale ("Kingdom of Come"), due cover e un remix. La title track è una reinterpretazione proposta da Thayil: "È una canzone degli Ohio Prayers presa da "Honey". Ho quel disco da quando andavo alle scuole superiori. Pensavamo di prendere quella canzone e rifarla alla AC/DC o simile". Entrambi gli EP sono stati ripubblicati insieme nel 1990 in un unico disco.

1988: Il primo album "Ultramega OK"[modifica | modifica sorgente]

Nonostante siano già corteggiati, tramite l'aiuto del batterista degli Screaming Trees Mark Pickerel il gruppo stabilisce un contatto con la casa discografica indipendente SST Records per la pubblicazione di un album. Esce nell'ottobre 1988 "Ultramega OK", mettendo meglio in luce l'essenza dei Soundgarden: un mix di influenze degli Stooges e dei Black Sabbath che mescola un suono cupo a quello tipico dell'heavy metal[3].

Parte del materiale venne registrato a Seattle, e parte a Newberg in Oregon. Il disco, nonostante la produzione indipendente, ebbe un buon riscontro di vendite, anche se ancora non riuscì a rendere su disco l'energia sprigionata dal gruppo durante i concerti. Tuttavia, anche la rivista Rolling Stone dedica loro un articolo nel numero del marzo 1989 dal titolo Rolling Stone on Campus. L'articolo trattava di nove gruppi che sembravano promettere bene, scelti da una serie di disc jockey delle radio dei college. Anche Axl Rose dei Guns N' Roses citava Ultramega OK come uno dei suoi dischi preferiti dell'epoca. Il gruppo ottenne anche una nomination ai Grammy Awards nella categoria gruppi hard rock/heavy metal agli inizi del 1990.

Il disco presenta già alcuni spunti della potenza del gruppo, come Incessant Mace e Beyond the Wheel, dove i riff di chitarra e la voce di Chris Cornell si mischiano per formare pezzi dall'incedere fortemente "heavy", mentre Head Injury e Nazi Driver spiccano per i testi impegnati. Non mancano spunti umoristici, come i due pezzi 665-667, parodia del numero del male, 666, utilizzato fortemente all'interno delle tematiche dei gruppi metal: secondo la logica della band, anche i numeri immediatamente prima e dopo 666 dovrebbero avere lo stesso "potere". In Ultramega OK trova posto anche la cover del bluesman Howlin' Wolf Smokestack Lightning.

1989: l'approdo alla major, "Louder Than Love" e l'arrivo di Ben Shepherd[modifica | modifica sorgente]

Ben Shepherd

Nel 1989 realizzano il primo album per una major (la A&M Records), "Louder Than Love", un album in pieno stile hard rock, pesantemente influenzato dai Black Sabbath nelle musiche, specialmente in brani come "Gun", e dai Led Zeppelin nello stile vocale di Cornell, come si intuisce da pezzi come "Loud Love" (primo singolo estratto) e "Get On the Snake". Sarà il primo album che li farà conoscere al grande pubblico: riceve infatti recensioni positive dalle maggiori riviste musicali, non solo quelle di settore, e arriva a piazzarsi alla posizione 108 nelle classifiche statunitensi. Iniziano anche i primi problemi con la censura, per via di brani spinti o semplicemente maliziosi come "Big Dumb Sex" e "Full On Kevin's Mom". Immediatamente dopo la pubblicazione di Louder Than Love, il bassista Hiro Yamamoto (che ha contribuito notevolmente nella composizione dei brani) lascia amichevolmente il gruppo per dedicarsi agli studi. Viene rimpiazzato da Jason Everman, ex chitarrista dei Nirvana, che viene cacciato appena si conclude il tour, probabilmente per la sua abitudine di spaccare i suoi strumenti in quasi ogni concerto, facendo comunque in tempo ad apparire nei video di "Loud Love" e "Hands All Over". Nei primi mesi del 1990, dopo una certa indecisione di Cornell e Thayil, l'ennesima scelta sul nuovo bassista ricade su Ben Shepherd, fantasioso musicista che già aveva tentato di entrare nei Nirvana e negli stessi Soundgarden appena dopo l'abbandono di Yamamoto. Dopo il tour la band pubblica il loro primo live, Louder Than Live, un home video girato in bianco e nero e in modo molto underground, e con lo stesso titolo verrà stampato un disco in mille copie ritenuto rarissimo.

1991: "Badmotorfinger" e la parentesi dei Temple of the Dog[modifica | modifica sorgente]

La nuova formazione, nel 1991, realizza l'album "Badmotorfinger", dai suoni ancora più potenti del precedente. Thayil ne descrive i testi come "la lettura di un romanzo di un uomo in conflitto con sé stesso, con la società, o con il governo, o con l'economia, o la famiglia o qualsiasi altra cosa". L'album ottiene un maggior successo di "Louder Than Love", arrivando a piazzarsi alla posizione 39 delle classifiche, trascinato dai singoli "Outshined", "Rusty Cage" e soprattutto dalla controversa "Jesus Christ Pose", granitica canzone di 6 minuti tra le più dure e metal della band, accompagnata da un video che ha rischiato un'iniziale censura da parte di MTV e che è stato apertamente criticato per i suoi presunti simboli anticristiani. Cornell spiegò che le parole del brano non parlano di religione, ma sono semplicemente un'accusa verso figure e personaggi pubblici che usano il paragone con Gesù quando si sentono perseguitate. Nonostante le critiche e l'ombra dovuta a un altro disco uscito nello stesso periodo, il celebratissimo "Nevermind" dei Nirvana, Badmotorfinger ha un ottimo successo e appare tra i 100 dischi più venduti nel 1992 negli Stati Uniti.

I Guns N' Roses scelgono personalmente i Soundgarden come band di supporto per il loro tour di Use Your Illusion, affiancati in seguito dai Faith No More. Cornell dichiarò che, nonostante l'onore di aprire i concerti dei Guns n' Roses, "non fu proprio così divertente, esibirsi davanti a 40.000 persone per 35 minuti ogni giorno. La maggior parte di loro non ascoltava le nostre canzoni, né ci degnava di attenzione. Fu un'esperienza strana". Affiancano per un brevissimo periodo anche il tour degli Skid Row e nel '92 partecipano al Loolapalooza tour, insieme a Red Hot Chili Peppers, Pearl Jam, Ministry e altri, distribuendo per l'occasione un'edizione limitata di Badmotorfinger con l'aggiunta di un secondo disco, l'EP "Satanoscillatemymetallicsonatas". La loro esperienza live viene documentata nel video Motorvision, il secondo della band, girato durante i concerti.

Il successo della band viene aiutato in questo periodo dall'esplosione del fenomeno grunge, e in parte anche dal suggestivo progetto parallelo Temple of the Dog, un supergruppo che Cornell stesso aveva varato in memoria dell'amico Andrew Wood, cantante dei Mother Love Bone, morto per overdose di eroina, e che univa due membri dei Soundgarden (Cornell e Cameron) più i neonati Pearl Jam, loro eterni amici.

Ancora nel 1992, assieme ad altre band grunge come gli Alice in Chains e di nuovo i Pearl Jam, i Soundgarden appaiono in un cameo nel film Singles - L'amore è un gioco suonando la canzone Birth Ritual, vero e proprio manifesto del movimento grunge. Nella colonna sonora del film, oltre a "Birth Ritual", appare anche una canzone che vede Cornell solista, "Seasons". Sembra addirittura che ai tempi il cantante tentò l'audizione per il ruolo che successivamente venne assegnato a Matt Dillon dato che, come dichiarò Cornell stesso, il personaggio da interpretare era molto affine alla sua vita reale. L'unica canzone riportata nella colonna sonora fa parte di un demo di quattro tracce che Cornell presentò alla produzione. Di quel demo faceva parte "Spoonman", che si può sentire in una bizzarra versione acustica in un momento del film, due anni prima dell'incisione con il resto della band. Il brano nasce in modo quasi casuale da un'idea di Jeff Ament, bassista dei Pearl Jam: per la loro apparizione nel film, Ament inventò una scaletta musicale con titoli di fantasia, tra cui Spoonman. Cornell usò questo titolo per realizzarne un brano, ispirandosi ad Artis The Spoonman, artista di strada di Seattle. Nei crediti dell'album "Superunknown", appare il nome di Ament come "autore del titolo del brano".

1994: La consacrazione con "Superunknown"[modifica | modifica sorgente]

Come detto, "Spoonman" diventa il singolo che nel 1994 anticipa l'album più venduto e acclamato della band: "Superunknown", che debutta direttamente al numero 1 della classifica di Billboard Top 200. Il disco vede un contributo equilibrato di tutti e quattro i componenti, ed evidenzia un forte cambiamento della band, sia nella musica che nel look (Cornell appare per la prima volta con i capelli corti e in abiti casual). È un lavoro complessivamente più lontano dall'hard rock classico e perfettamente in linea con il grunge più completo e maturo di quell'anno, i suoni sono molto più limpidi grazie alla co-produzione di Michael Beinhorn, con l'aggiunta di strumenti particolari in alcuni spezzoni come armoniche, clavicembali e persino cucchiai, suonati dal già citato Artis The Spoonman nel brano a lui dedicato; i testi di Cornell sono meno feroci e più indiretti, personali (spesso si parla di depressione e suicidio), criptici, creando così un'atmosfera misteriosa (da qui il titolo "Supersconosciuto", sicuramente più vario e meno monotono dei precedenti). Si passa da brani leggeri e orecchiabili come My Wave, la fulminea "Kickstand" e la stessa "Spoonman", alla psichedelia di "Head Down" e "Like Suicide", fino a brani estremamente cupi come "Mailman" e "4th of July", oltre a brani in puro stile Soundgarden come "Let Me Drown" che apre la tracklist.

Dopo il secondo singolo "The Day I Tried to Live", l'apice della band viene raggiunto con il terzo singolo, "Black Hole Sun", il pezzo più famoso della band e pietra miliare del rock anni '90, con un celeberrimo video che immagina la fine del mondo se il sole diventasse un buco nero, vincitore dell'MTV Video Music Award come Miglior video metal/hard rock del 1994. Il successo completato da un quarto singolo, la chicca "Fell on Black Days", canzone tra le più intense e tristi mai scritte da Cornell. L'album finisce per vendere oltre 3 milioni di copie, viene nominato per tre Grammy Awards nel 1995 vincendone due (Miglior Performance Hard Rock per "Black Hole Sun" e Miglior Performance Metal per "Spoonman") e diviene 5 volte disco di platino.

Il tour apre portando i Soundgarden per la prima volta in Australia e Giappone, nel gennaio 1994, per poi approdare in Europa per due mesi fino al ritorno negli Stati Uniti a fine maggio. Tuttavia, a fine anno, la band è costretta a cancellare molte date conclusive per problemi alle corde vocali di Cornell, pesantemente affaticate. "Credo di aver esagerato! Suonavamo 5-6 sere a settimana." dichiarò Cornell, "Verso la fine del tour americano, sentivo di poter ancora cantare, ma senza dare alla band la scossa giusta. Non si compra una biglietto per sentire uno che gracchia per due ore!". Nel 1995, a tour concluso, la band pubblica la rarità Alive in The Superunknown.

1996-97: "Down on the Upside", i dissidi interni e lo scioglimento[modifica | modifica sorgente]

Già dalla fine del tour, la band lavora ai brani del loro quinto disco, "Down on the Upside", pubblicato nel 1996. La stesura è però difficoltosa per i contrasti tra Cornell e Thayil: il cantante insiste per una svolta più morbida e innovativa del loro sound, ma Thayil non gradisce questo allontanamento dall'heavy che li ha contraddistinti da sempre. Difatti, "Down on the Upside" è scritto per buona parte dal solo Cornell (con un notevole contributo di Shepherd in numerose canzoni), mentre Thayil compone un solo brano, "Never the Machine Forever", dai toni incalzanti e in stile progressive, tipico "marchio di fabbrica" del chitarrista. Si rivela un disco particolarmente diverso dai precedenti, pur continuando in qualche modo la linea innovativa di Superunknown e rientrando abbondantemente nella sfera grunge. Il suono è lievemente più grezzo (l'album è autoprodotto) e nettamente meno violento che in passato, con notevoli presenze di chitarre acustiche e persino di un piano elettrico in "Overfloater" e "Switch Opens". Come detto, Shepherd collabora alla realizzazione di molti brani, specie nelle musiche, mentre Cameron mette la sua firma sulle musiche di "Rhinosaur" e la stranissima "Applebite" (in cui lo stesso batterista suona un sintetizzatore). Tuttavia, nonostante questo parziale abbandono delle chitarre pesanti, "Down on the Upside" riceve parecchi elogi dalla critica musicale, che esalta proprio l'ottimo mix di acustico ed elettrico.

La strada viene spianata dall'accattivante singolo "Pretty Noose" e dalla suggestiva "Burden in My Hand", in rotazione fissa sia su radio che in tv, che pur diventando i due migliori singoli della band dopo "Black Hole Sun", non portano l'intero album ai successi di vendita sperati, inferiori a quelli di "Superunknown", facendo così di "Down on the Upside" una sorta di lavoro incompreso. Raggiunge comunque la posizione numero 2 della Billboard Top 200 e la 7 nella UK Album Chart. Il terzo singolo è "Blow Up the Outside World", l'ultimo estratto dal disco. Cornell e Ben Shepherd, intanto, partecipano all'ultimo concerto dei Ramones.

Matt Cameron durante un'esibizione.

La tensione interna cresce proprio durante il tour mondiale, che li vede tra le band principali del Loolapalooza, dove sono stati fortemente voluti dai Metallica. Quando in un'intervista venne chiesto alla band se odiassero o meno andare in tour, Cornell rispose "Ci divertiamo sul serio fino a un certo punto, poi diventa noioso, perché diventa ripetitivo. Senti che i fan hanno speso i loro soldi e si aspettano di sentirti suonare le tue canzoni come se gliele suonassi per la prima volta. È qui il punto in cui odiamo andare in tour". Il tour si concluse, in effetti, nel peggiore dei modi: nell'ultima tappa del febbraio '97 a Honolulu, nelle Hawaii, Shepherd si esaspera per il malfunzionamento dell'impianto e lancia il basso per aria, andandosene dal palco. Lo segue a ruota l'intera band, con Cornell che torna dopo diversi minuti per concludere il concerto da solo. Il 7 aprile 1997 la band annuncia ufficialmente lo scioglimento. Thayil dichiarò "Era evidente dal comportamento di tutti noi durante quest'ultimo mezzo di anno, che c'erano delle insoddisfazioni" e Cameron aggiunse che "i Soundgarden sono stati divorati dal successo". Nel novembre dello stesso anno, la band pubblica "A-Sides", raccolta dei loro singoli più l'inedito "Bleed Together", realizzato durante le registrazioni di "Down on the Upside" e rimasto escluso dall'album.

Chris Cornell in un concerto con gli Audioslave

Dopo lo scioglimento, la reunion e "King Animal"[modifica | modifica sorgente]

Da allora Chris Cornell ha pubblicato tre album da solista: Euphoria Morning del 1999, Carry On del 2007 e Scream del 2009. Nel 2001 si è unito ai componenti dei Rage Against the Machine, orfani del cantante Zack de la Rocha, dando vita agli Audioslave. Gli Audioslave si sciolgono nel 2007, quando De La Rocha torna con i suoi vecchi compagni per riformare i Rage Against The Machine, che terminano ogni collaborazione con Cornell. Il batterista Matt Cameron, nel 1998, ha partecipato con i Pearl Jam al loro Yield Tour, per poi entrare stabilmente a far parte del gruppo.

La notizia ufficiale arriva il 1º gennaio 2010, quando Chris Cornell annuncia tramite Twitter e sul sito ufficiale: "La pausa di 12 anni è finita ed è ora di ricominciare la scuola. I Cavalieri della tavola del suono sono tornati!"[4], certificando così la riunione del gruppo. Il 22 gennaio 2010 a tutti i fan iscritti al nuovo sito arriva la seguente email: "Thanks to all for signing up. Stay tuned for more details! Loudest of Love - Ben, Chris, Kim and Matt". Il 16 aprile 2010 la band torna ufficialmente sul palco per un live-set di quasi due ore e mezza allo Showbox di Seattle, utilizzando lo pseudonimo di Nudedragons (anagramma di Soundgarden). L'8 agosto successivo i Soungarden tengono a Chicago, all'interno del festival americano Lollapalooza, il primo concerto di riunione. Il 4 giugno 2012 hanno tenuto il loro primo concerto in Italia dopo la riunione presso l'Arena Fiera di Milano[5].

Il 26 marzo 2012 annunciano di aver realizzato una nuova canzone dal titolo Live to Rise che farà da colonna sonora al film The Avengers[6].

L'esibizione dal vivo al Late Show di David Letterman, il 12 novembre 2012[7], coincide con l'uscita del nuovo album, King Animal[8].

Formazione[modifica | modifica sorgente]

Attuale[modifica | modifica sorgente]

Ex componenti[modifica | modifica sorgente]

Discografia[modifica | modifica sorgente]

Album[modifica | modifica sorgente]

Live[modifica | modifica sorgente]

EP[modifica | modifica sorgente]

Home video[modifica | modifica sorgente]

Compilation[modifica | modifica sorgente]

Singoli[modifica | modifica sorgente]

Bootleg[modifica | modifica sorgente]

Apparizioni su compilation[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c Pagina sui Soundgarden di allmusic.com
  2. ^ Encyclopaedia Metallum: The Metal Archives - Soundgarden
  3. ^ Huey, Steve. "Ultramega OK". Allmusic.
  4. ^ SOUNDGARDEN - Ufficiale: si sono riuniti dopo 12 anni!, www.groovebox.it. URL consultato il 7 gennaio 2011.
  5. ^ SOUNDGARDEN - concerto in Italia dopo 16 anni presso l' Arena Fiera di Milano, www.virginradioitaly.it. URL consultato il 5 gennaio 2012.
  6. ^ Soundgarden: preview of Avengers' song
  7. ^ http://www.cbs.com/shows/liveonletterman/artist/194340/soundgarden/. URL consultato il 10 novembre 2012.
  8. ^ http://soundgardenkinganimal.com/splash.html. URL consultato il 10 novembre 2012.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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