Deftones

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Deftones
I Deftones in concerto nel 2007. Sono visibili da sinistra Stephen Carpenter, Chi Cheng (davanti), Frank Delgado, Chino Moreno e Abe Cunningham.
I Deftones in concerto nel 2007. Sono visibili da sinistra Stephen Carpenter, Chi Cheng (davanti), Frank Delgado, Chino Moreno e Abe Cunningham.
Paese d'origine Stati Uniti Stati Uniti
Genere Alternative metal[1][2][3]
Rap metal[1][4]
Nu metal[4][5][6][7]
Post-grunge[1][6]
Alternative rock[1]
Hard rock[8]
Periodo di attività 1988 – in attività
Etichetta Maverick Records
Reprise Records
Album pubblicati 8
Studio 6
Live 1
Raccolte 1
Sito web
Deftones (Logo).png

I Deftones sono un gruppo musicale alternative metal statunitense, formatosi a Sacramento nel 1988.[9] Sono considerati gli iniziatori del genere nu metal,[5][10][11][12] insieme ai Korn, e sono inoltre ritenuti uno dei gruppi più innovativi ed influenti del genere.[1][7][12][13]

Il gruppo cominciò la carriera esibendosi in concerto senza ancora pubblicare alcun lavoro ufficiale in studio.[1] Le canzoni che suonavano in quel periodo presentavano uno stile per lo più vicino all'heavy metal.[1] Dopo la firma per la Maverick, i Deftones cominciarono a registrare in studio creando un proprio stile musicale, senza però riscuotere molto successo, inizialmente.[1][7] Con la pubblicazione degli album Around the Fur e White Pony, ritenuti tra i migliori dischi della scena alternative metal,[3][14][15][16] i Deftones iniziarono a riscuotere ottimi consensi sia dalla critica che dal pubblico, grazie anche agli elementi post-punk e new wave che incorporarono nel proprio stile e all'uso maggiore della melodia.[7] La band riuscì a ripetere questo successo anche con gli album successivi, Deftones e Saturday Night Wrist.

Il 5 novembre 2008 il bassista Chi Cheng rimase coinvolto in un incidente stradale che lo ridusse in stato di coma semi-cosciente per oltre quattro anni, fino alla morte, sopraggiunta il 13 aprile 2013.[17][18] Sergio Vega lo ha sostituito, divenendo membro del gruppo, inizialmente per un periodo di tempo indeterminato, in seguito stabile a causa della scomparsa dell'ex-bassista.

Storia del gruppo[modifica | modifica wikitesto]

Gli inizi (1988-1994)[modifica | modifica wikitesto]

I fondatori del gruppo furono Chino Moreno, Stephen Carpenter, Abe Cunningham e Chi Cheng, mentre gli altri si aggregarono più tardi.[19] Musicalmente Carpenter fu influenzato dall'heavy metal[20] e dall'hard rock in generale, (Metallica, Black Sabbath,[21] Meshuggah,[22] Pantera)[1] ma senza disdegnare altri generi, ascoltando anche artisti rap come Public Enemy e LL Cool J.[23][24] Moreno, invece, passò la sua giovinezza ascoltando gruppi degli anni ottanta come The Cure, The Smiths, Depeche Mode e Duran Duran.[20] Cheng ha una passione per generi quali blues, jazz, gothic rock e reggae, infatti è anche un noto estimatore di Bob Marley.[20] Fu proprio da questa miscela di influenze che nacque l'iniziale suono dei Deftones, ben presente almeno nei primi due album, e che fu un'innovazione per quel periodo: chitarra graffiante e voce che dal melodico più intimo e sospirato sfociava in urla psicotiche.[7]

Stephen Carpenter, chitarrista del gruppo

All'età di 15 anni, mentre andava in skateboard, Carpenter fu investito da un'automobile.[25] L'incidente lo costrinse a qualche mese sulla sedia a rotelle e fu a quel punto che decise di cominciare a studiare la chitarra, suonando pezzi di Anthrax, Metallica e Stormtroopers of Death.[26] Carpenter, Moreno e Cunningham erano compagni di scuola e amici d'infanzia ed erano riusciti a mantenere tali i buoni rapporti tra loro, grazie alla comune passione per lo skateboard,[26] che finì per influenzare anche il loro stile.[9] In una giornata imprecisata del 1988, mentre i futuri membri dei Deftones frequentavano ancora il liceo,[1] Cunningham e Moreno scoprirono che Carpenter stava imparando a suonare la chitarra e decisero di unirsi a lui per una sessione ritmica.[27] Poco tempo dopo si unì a loro come bassista un vecchio amico di Chino Moreno, che però fu presto rimpiazzato da Chi Cheng.[27][28] L'autista che aveva investito Carpenter fu costretto a rimborsarlo a causa dei danni fisici riportati e questo permise alla band di acquistare l'equipaggiamento necessario per cominciare ad esibirsi.[25] Il nome Deftones fu coniato da Stephen Carpenter, e deriva dalla fusione tra la parola "def", termine appartenente al linguaggio gergale dell'hip hop,[23] traducibile in lingua italiana con aggettivi quali "bello", "eccellente" o "fantastico",[29] che Carpenter sentiva spesso nelle canzoni di alcuni gruppi rap, con il suffisso "tones", presente nei nomi di molte band doo-wop e rock and roll degli anni cinquanta, come Dick Dale & the Deltones o i Cleftones.[28] Anche il batterista Abe Cunningham apprezzò l'introduzione del termine "def" nel nome del gruppo, perché lo vedeva come un omaggio all'etichetta discografica Def Jam Recordings.[28] Carpenter ha dichiarato anche che il nome del gruppo allude alla tendenza che ha la band nel fondere tra loro diversi generi musicali.[23][24]

Dopo cinque anni di concerti, tra cui alcuni a fianco dei Korn, nel 1993 i Deftones registrarono il demo (Like) Linus, mentre l'anno successivo riuscirono a firmare un contratto con la Maverick, piccola divisione della Warner Bros., diretta dalla cantante Madonna, la quale rimase stupita dall'ascolto di un loro demo contenente quattro brani.[4][20] A partire da quel momento cominciarono ad incidere i loro album tutti prodotti, fino al 2006, da Terry Date,[30][31] noto per aver lavorato con Pantera e Soundgarden.[32]

Adrenaline e Around the Fur (1995-1999)[modifica | modifica wikitesto]

Chi Cheng in concerto nel 2006

Nel 1995 pubblicarono l'album di debutto Adrenaline, registrato al Bad Animal Studio di Seattle, promosso soprattutto con i singoli Bored e 7 Words.[32] Tre delle tracce del disco, Root, 7 Words e Engine No. 9, erano in realtà rifacimenti di brani presenti nel già citato demo (Like) Linus del 1993. Lo stile musicale dell'album mescola una sezione ritmica ispirata ai Faith No More e affine a quella dei Korn[33] con la versatile tecnica vocale di Moreno.[7] Sono presenti anche le influenze dei Metallica,[21] dei Fugazi, dei Nirvana e degli Helmet.[32] Adrenaline è considerato uno dei primi lavori nu metal.[33] Durante quel periodo i Deftones aprirono concerti per gruppi e artisti musicali del calibro di Ozzy Osbourne, Korn e L7.[28]

All'inizio l'album, nonostante avesse ricevuto molte recensioni positive, non riuscì a riscuotere molto successo commerciale anche a causa della non pubblicizzazione dei singoli, perché le radio e MTV si rifiutarono di trasmettere il brano 7 Words e il suo video musicale, a causa delle parole offensive pronunciate nel ritornello.[7]

Nel 1996 i Deftones apparvero in una scena del film Il corvo 2, mentre suonavano l'inedita Teething, successivamente inserita nella colonna sonora del film.[34] Sempre nel 1996, un'altra canzone inedita del gruppo intitolata Can't Even Breathe apparve nella colonna sonora del film Fuga da Los Angeles.[35] Ancora nel 1996, Chino Moreno collaborò con i Korn nel brano Wicked, cover di Ice Cube contenuta nel loro album Life Is Peachy.[28][36] La seconda traccia dell'album, Chi, prendeva il titolo da Chi Cheng ed era dedicata a lui, come confermato in un'intervista dallo stesso cantante e co-autore del brano, Jonathan Davis.[37][38]

Questi eventi, insieme anche agli estenuanti tour tenuti dai Deftones,[4][39] contribuirono ad aumentarne la popolarità e in questo modo le vendite di Adrenaline cominciarono ad aumentare progressivamente.[7] Il gruppo riuscì infatti ad ottenere il disco d'oro per Adrenaline il 7 luglio 1999] dopo che l'album aveva venduto 500.000 copie.[4] Nel 2008 l'album fu premiato dalla RIAA con il disco di platino, con un milione di copie vendute.[7]

Around the Fur, più melodico del precedente e ritenuto insieme a White Pony il loro disco più riuscito,[40][41] uscì nel 1997 e raggiunse la posizione numero 29 nella Billboard 200.[42] Il suono del disco è stato descritto da alcuni come un'evoluzione in forma più aggressiva del grunge e in particolare dello stile degli Smashing Pumpkins, dei Nirvana e dei Soundgarden, ed è inoltre ritenuto uno degli album più importanti ed influenti della scena alternative e nu metal.[33][39][40] Contemporaneamente si ritiene, però, che esso proponga un suono più evoluto e ricercato rispetto a quello degli altri gruppi del genere e si nota anche un certo distacco dallo stile dei Korn rispetto a quanto sentito nell'album di debutto.[33][40][43] È presente anche l'influenza dei Pantera e l'hardcore punk è un'altra fonte di ispirazione per molti riff di chitarra.[33][40] Around the Fur è stato anche inserito al 17º posto nella lista dei 50 album più influenti di tutti i tempi stilata nel 2003 dalla rivista Kerrang!.[44] Tra i suoi brani, quelli che ricevettero maggiore considerazione furono: Headup, composto ed eseguito insieme a Max Cavalera (ex-Sepultura), dedicato al suo figliastro nonché amico personale dei Deftones, Dana Wells, deceduto in seguito ad un incidente stradale[45] nel 1996[40] (a Wells fu dedicato l'intero album);[45] i singoli My Own Summer (Shove It) e Be Quiet and Drive (Far Away), i quali riscossero molto successo anche grazie al supporto delle radio e delle TV musicali.[1][28] Molto apprezzate dai critici furono anche le canzoni Dai the Flu, Lhabia e soprattutto Mascara, nella quale si possono già notare le prime influenze new wave e darkwave,[39] che il gruppo evidenzierà maggiormente nelle successive pubblicazioni.[4][7][41][45] Pochi mesi dopo l'uscita dell'album, Max Cavalera fondò un gruppo chiamato Soulfly, ispirandosi, per ideare il loro nome, ad uno spezzone tratto proprio dal ritornello di Headup che recita "Soul fly, fly high, Soul fly, fly free".[7]

Poco tempo dopo Chino Moreno fondò il progetto parallelo Team Sleep.[28]

Nel 1999 i Deftones parteciparono alla quarta edizione dell'Ozzfest, festival ideato e diretto da Ozzy Osbourne e volto principalmente alla promozione di gruppi metal.[7] Il 22 giugno dello stesso anno pubblicarono un EP intitolato Live contenente le registrazioni dei brani suonati dal vivo il 13 ottobre del 1997.[46] Due giorni dopo, Around the Fur ricevette la certificazione di disco d'oro dalla RIAA per le 500.000 copie vendute tra il 1997 e il 1999.[47]

Il singolo My Own Summer (Shove It) apparve anche nella colonna sonora del film Matrix, pubblicata il 30 marzo 1999.[48]

Il 7 giugno 2011 anche Around the Fur fu certificato disco di platino per aver superato il milione di copie vendute.[47]

Il successo con White Pony (2000-2002)[modifica | modifica wikitesto]

Frank Delgado (a sinistra) e Chino Moreno (a destra) durante un concerto nel 2009

Il terzo album, White Pony, uscì nel 2000 ed evidenziò una forte maturazione del loro stile,[3][49] con un uso più moderato delle chitarre e una tendenza ad esplorare altri generi[1] come il trip hop (Teenager),[50] oltre alla presenza nei suoi brani di notevoli influenze new wave,[4][16][51] post-punk[52] e psichedeliche,[16][43][50] che si ritengono ispirate alla musica di gruppi quali Depeche Mode, The Cure, The Smiths[50][53] e Duran Duran.[54] La canzone Passenger fu eseguita insieme a Maynard James Keenan dei Tool, il quale contribuì anche alla composizione del brano,[53] mentre Knife Party vantò la collaborazione di Rodleen Getsic.[55] RX Queen fu invece composta a quattro mani da Scott Weiland, ex frontman degli Stone Temple Pilots, e da Chino Moreno.[7] White Pony fu anche il primo registrato con Frank Delgado, dopo la sua entrata nel gruppo al DJ set.[32] In realtà il nuovo membro era già stato collaboratore esterno dei Deftones,[1][32] infatti in passato aveva già preso parte ad alcuni loro concerti[28] e aveva già suonato per loro in alcune tracce dei primi due album: Minus Blindfold e Fireal, dall'album Adrenaline; My Own Summer (Shove It), Around the Fur, Dai the Flu, Headup e MX, da Around the Fur, nelle quali aveva arricchito le sonorità dei brani utilizzando giradischi e campionatori. Inoltre con questo disco Chino Moreno, oltre a cantare, iniziò anche a suonare la chitarra elettrica.[53] La critica apprezzò molto la volontà del gruppo di sperimentare nuovi generi musicali per espandere ulteriormente il proprio sound.[1][41][50]

L'album fu poi ri-pubblicato in diverse versioni: oltre all'originale con la copertina grigia che contiene 11 tracce, comincia con Feiticeira e finisce con Pink Maggit;[53] una ri-edizione, con la copertina bianca, contiene le stesse tracce dell'album originale con l'aggiunta di Back to School (Mini Maggit), posta in apertura;[53] altre due edizioni, una con la copertina rossa e l'altra nera, hanno la stessa track list della versione originale, dalla quale si differenziano perché contengono la traccia bonus The Boy's Republic come brano di chiusura.[53] La pubblicazione di una di queste differenti edizioni, quella con la copertina bianca, fu causa di alcune controversie tra la band e l'etichetta discografica, perché Chino Moreno avrebbero voluto mantenere inalterata la lista tracce del disco, tuttavia la casa discografica non tenne conto della sua volontà e lo costrinse a riscrivere Pink Maggit anche in una nuova versione intitolata Back to School (Mini Maggit), che fu pubblicata come singolo ed EP ed inserita anche in questa riedizione.[55][56][57] La title-track del singolo non è altro che una versione più corta e differente di Pink Maggit, in cui il ritornello rimane identico, mentre le strofe melodiche della versione originale vengono sostituite da versi rappati e la sezione ritmica risulta più aggressiva e veloce.[50]

Anche grazie ai successi Change (In the House of Flies), Back to School (Mini Maggit) e Digital Bath, White Pony vendette 177.000 copie nella prima settimana ed entrò così al terzo posto della classifica di Billboard.[25] Nel 2001 White Pony ricevette un premio ai Grammy Awards come Best Metal Performance, per la canzone Elite.[58] Il 17 luglio 2002 l'album fu premiato dalla RIAA con il disco di platino,[59] dopo che ne erano state acquistate un milione di copie.[60]

White Pony è inoltre considerato da fan e critica, insieme ad Around the Fur, il capolavoro della band.[41][49][50]

Il periodo immediatamente successivo alla pubblicazione dell'album venne impiegato in progetti paralleli e concerti, tuttavia alcuni di questi furono cancellati a causa di problemi alle corde vocali di Chino Moreno.[32] Sempre nel 2000, i Deftones parteciparono all'Independent Days Festival di Bologna e nello stesso giorno si esibirono blink-182, Limp Bizkit, Muse, Punkreas e Verdena.[7] Pochi mesi dopo la pubblicazione di White Pony, Chi Cheng pubblicò una raccolta di poesie, The Bamboo Parachute.[32] Nello stesso anno Stephen Carpenter fondò il gruppo rap metal Kush, la cui formazione è composta da B-Real dei Cypress Hill alla voce, due membri dei Fear Factory, Raymond Herrera e Christian Olde Wolbers, rispettivamente alla chitarra e alla batteria e lo stesso Carpenter alla chitarra.[20][61] Nel 2001, Abe Cunningham pubblicò con il suo gruppo parallelo, i Phallucy, l'album Valium.[28] Anche Chino Moreno avrebbe dovuto pubblicare un disco fuori dalla sua esperienza nei Deftones, con il suo progetto parallelo Team Sleep, ma la sua pubblicazione fu annullata perché si scoprì che tutte le tracce del disco erano già state diffuse e rese scaricabili illegalmente su internet.[62]

Nel 2001, i Deftones parteciparono alla terza edizione del festival musicale Rock in Rio insieme a Beck, Guns N' Roses, Iron Maiden, Queens of the Stone Age, Papa Roach, Sepultura e molti altri. Nel 2002, il singolo Change (In the House of Flies) fu inserito nella colonna sonora del film La regina dei dannati.[63] Il 27 agosto dello stesso anno i Deftones pubblicarono il DVD Music in High Places: Live in Hawaii, registrato nella Grande Isola delle Hawaii.[64]

Deftones (2003-2004)[modifica | modifica wikitesto]

Abe Cunningham durante un concerto nel 2007

Il 20 maggio 2003 uscì l'omonimo Deftones, che nella prima settimana vendette 167.000 copie.[60] Il primo singolo estratto dall'album fu Minerva, che ebbe un buon successo sia in radio che nelle TV musicali,[60] grazie anche al relativo video che inquadra il gruppo eseguire il brano in un deserto; il singolo successivo fu Hexagram, il quale ottenne un discreto successo radiofonico. Anche per esso fu girato un videoclip, che mostra i Deftones e i loro fan in concerto. Inizialmente il titolo dell'album avrebbe dovuto essere Lovers,[32] infatti Chino Moreno lo affermò in diverse interviste, in seguito decise però di cambiarlo in Deftones, perché altrimenti si sarebbe svelato troppo sui contenuti dell'album.

Il disco, che si mantenne come il precedente su un alto livello di vendite, raggiunse la seconda posizione su Billboard 200[52] e fu ben accolto dalla critica, ricevendo soprattutto recensioni positive, ma non allo stesso livello dei precedenti.[52] Esso si distingueva dagli altri riguardo al lato strumentale: i riff di chitarra di Stephen Carpenter erano caratterizzati da un suono più pesante e Frank Delgado si avvalse maggiormente di tastiere e campionatori. Il 7 luglio 2003 l'album fu premiato dalla RIAA con un disco d'oro.[65]

Nello stesso anno, il gruppo partì per il Summer Sanitarium Tour 2003 insieme a Metallica, Limp Bizkit, Linkin Park e Mudvayne[1] e partecipò all'MTV Icon realizzato in onore dei Cure, suonando una cover del loro celebre brano If Only Tonight We Could Sleep, che fu molto apprezzata dal cantante Robert Smith, il quale si congratulò con loro.[7]

Il brano Lucky You fu inserito anche nella colonna sonora del film Matrix Reloaded.[66]

Nel 2004, la rivista Guitar World pubblicò una classifica intitolata 100 greatest metal guitarists of all time cioè "I 100 migliori chitarristi metal di tutti i tempi" nella quale Stephen Carpenter fu inserito alla posizione numero 60.[67]

B-Sides & Rarities e Saturday Night Wrist (2005-2006)[modifica | modifica wikitesto]

Chino Moreno durante un concerto nel 2006

Il 24 ottobre 2005 fu pubblicato B-Sides & Rarities, una raccolta di inediti, rarità, collaborazioni e cover, contenente anche un DVD con la videografia del gruppo.[1][68] Nello stesso anno uscì il disco d'esordio omonimo dei Team Sleep, la già citata band di Chino Moreno, che già da tempo avrebbe dovuto vedere la pubblicazione.[32][69]

Il 31 ottobre 2006 fu invece la volta del quinto album in studio Saturday Night Wrist, prodotto per la prima volta nella carriera del gruppo non da Terry Date, ma da Shaun Lopez (già cantante dei Far) e da Bob Ezrin (Pink Floyd, KISS, Thirty Seconds to Mars).[30] L'album contiene anche la prima ed unica traccia strumentale mai registrata dal gruppo, intitolata U, U, D, D, L, R, L, R, A, B, Select, Start. Al disco collaborarono anche Serj Tankian dei System of a Down in Mein e Annie Hardy dei Giant Drag in Pink Cellphone.[30] Dall'album furono estratti i singoli Hole in the Earth e Mein.

Durante la prima settimana di uscita, il disco vendette 76.000 copie[70] e riuscì a piazzarsi alla posizione numero 10 della classifica Billboard 200.[30]

Nello stesso anno parteciparono alla quarta edizione del Family Values Tour, festival lanciato dai Korn nel 1998 e volto alla promozione di gruppi metal emergenti,[71] insieme a 10 Years, Deadsy, Dir en grey, Flyleaf, Stone Sour, ai Korn stessi e a tanti altri.[72] Dell'evento fu anche pubblicato il CD/DVD Family Values Tour 2006.[72]

La registrazione di Eros e l'incidente stradale di Chi Cheng (2007-2009)[modifica | modifica wikitesto]

Sergio Vega, il sostituto di Chi Cheng, mentre suona il basso con i Deftones

Nel 2007 i Deftones annunciarono di essere al lavoro su un nuovo album: il disco avrebbe dovuto intitolarsi Eros e uscire prima della fine del 2008, ma la pubblicazione venne posticipata a data da definire a causa dell'incidente stradale che coinvolse il bassista del gruppo, Chi Cheng, investito da un automobilista in stato di ebbrezza[1] e rimasto in coma dal 4 novembre 2008. Nei mesi immediatamente successivi all'incidente le sue condizioni furono definite "serie ma stabili" e i progetti della band, volti all'uscita e alla promozione di Eros, videro la temporanea sostituzione di Cheng con Sergio Vega, ex-membro dei Quicksand, che nel 1999 lo aveva già sostituito per un breve periodo durante un tour con i Deftones,[73] e che collaborò alle registrazioni delle ultime tracce di Eros.[74] Vega parteciperà anche ai concerti della band finché Cheng non sarà uscito dal coma.[75]

Il 23 giugno 2009, con un comunicato sul sito ufficiale della band, fu annunciato l'abbandono definitivo del tanto atteso Eros: il gruppo decise di tornare in studio con un nuovo approccio per registrare nuovi brani al fine di produrre un nuovo lavoro.[76]

A partire dal 26 ottobre 2009 iniziarono a circolare voci insistenti secondo le quali il nuovo album dei Deftones sarebbe potuto uscire nel febbraio 2010;[77] in quel periodo fu comunque possibile vedere alcuni video dal vivo di una nuova canzone inedita intitolata Rocket Skates, sulla quale già circolavano voci riguardo al fatto che sarebbe entrata a far parte del nuovo album.[78]

Il 19 e il 20 novembre, i Deftones si esibirono per due sere consecutive in concerti di beneficenza per raccogliere fondi da destinare al supporto delle cure mediche di Chi Cheng. Alle serate parteciparono con i Deftones diversi musicisti amici della band,[79] come Tommy Lee (Mötley Crüe), Greg Puciato (The Dillinger Escape Plan), Mike Shinoda (Linkin Park), Xzibit, Cypress Hill, Robert Trujillo (Metallica), Dave Lombardo (Slayer), Shavo Odadjian e Daron Malakian (System of a Down), Mike Muir (Suicidal Tendencies), Mark McGrath (Sugar Ray), Ben Kenney (Incubus).[79] In seguito una fan del gruppo, Gina Blackmore, fondò il sito OneLoveForChi.com, tramite il quale è possibile donare fondi che verranno utilizzati per il pagamento delle spese mediche di Chi Cheng.[80] A Reginald "Fieldy" Arvizu, bassista dei Korn, venne inoltre l'idea di registrare un brano strumentale dedicato a Cheng, che poi fu eseguito e composto insieme a musicisti di altre band, tra cui Sevendust e Slipknot. Il brano, intitolato appunto A Song for Chi, è scaricabile gratuitamente dall'apposito sito ufficiale.[81] Lo scopo di Fieldy fu quello di invogliare la gente a donare fondi per le cure di Cheng tramite l'ascolto della sua canzone.[81]

Diamond Eyes (2009-2011)[modifica | modifica wikitesto]

Il 17 dicembre 2009 Chino Moreno annunciò che il nuovo album sarebbe stato pubblicato il 27 aprile 2010[82] e di essere estremamente orgoglioso di questo nuovo lavoro, arrivando perfino a definirlo "uno dei migliori album mai realizzati dai Deftones".[82] Moreno, intervistato da alcuni giornalisti, descrisse il nuovo album come un incrocio tra Around the Fur e White Pony.[82] In un'altra intervista dichiarò anche che il titolo dell'album sarebbe stato Diamond Eyes.[82]

Chino Moreno durante un concerto nel 2009

Dal 23 febbraio al 9 marzo 2010 fu anche possibile scaricare gratuitamente dal loro sito ufficiale il nuovo singolo Rocket Skates in versione MP3[83] e dal 9 marzo stesso il singolo e il video musicale per esso realizzati furono resi scaricabili dall'iTunes Store. Acquistando il singolo su iTunes Store inoltre è possibile scaricare un remix di Rocket Skates realizzato dal gruppo musicale francese di musica elettronica M83.[84] Il 23 marzo vide invece la pubblicazione della title track e la rivelazione sul sito ufficiale del gruppo della copertina del nuovo album.[85]

Il 4 maggio 2010 fu pubblicato il sesto album in studio Diamond Eyes, ben accolto sia dai fan che dai critici,[86] che lo definirono come "un disco quasi allo stesso livello qualitativo dei loro vecchi capolavori, quali Around the Fur e White Pony".[87] Il disco fu il secondo del gruppo a non venire prodotto da Terry Date dopo Saturday Night Wrist, infatti questa volta i Deftones decisero di ingaggiare come nuovo produttore Nick Raskulinecz (Alice in Chains, Foo Fighters, Shadows Fall, Stone Sour, Trivium).[82] Come era accaduto per la registrazione delle ultime tracce di Eros, in tutti i brani di Diamond Eyes Sergio Vega suonò il basso come sostituto di Cheng.[82] Nella prima settimana dalla pubblicazione, il disco vendette 62.000 copie negli Stati Uniti[70] e raggiunse la sesta posizione nella Billboard 200.[88]

Il 26 maggio 2010, durante un'intervista, Moreno ha parlato delle condizioni del bassista Chi Cheng, dichiarando:[89]

« Sta facendo progressi. Si tratta sempre di progressi piccoli e lenti, ma lentamente ce la sta facendo. Attorno a sé ha un team di dottori veramente bravi che stanno lavorando per lui. Stanno tentando di farlo svegliare completamente. È ancora in stato semi-cosciente, significa che è in grado di svegliarsi, dormire, aprire gli occhi, ma ancora non è in grado di comunicare. Attualmente è a casa, in California del nord. Il Dr. DeFina dice di avere una percentuale di successo dell'85% in questi casi. Il problema è che il dottore vive nella East Coast per cui stiamo lavorando per trasferire Chi per permettere un controllo a tempo pieno al dottore. Stiamo ancora cercando di tirare su qualche soldo, perché tutto questo non è coperto dall'assicurazione e Chi ha bisogno di aiuto. Cerchiamo di incoraggiare tutti a donare qualcosa sul sito www.oneloveforchi.com, dove è anche possibile trovare le informazioni più recenti sulle sue condizioni. »

Il cantante ha anche dichiarato che se Cheng si fosse ripreso, molto probabilmente avrebbero pubblicato il tanto annunciato Eros, a condizione che però il bassista sia ancora in grado di suonare e girare in tour.[89]

Tra settembre e ottobre 2010 i Deftones hanno intrapreso negli Stati Uniti e in Canada il tour BlackDiamondSkye, a fianco di Alice in Chains e Mastodon.[90] Il 3 settembre 2010 è stato pubblicato il video musicale realizzato per il brano Sextape, uscito come singolo il 4 ottobre.[91][92] Il 19 settembre 2010 è stato realizzato un video anche per la canzone You've Seen the Butcher, poi pubblicata come singolo il 28 ottobre.[93]

Il gruppo ha inoltre dichiarato che, per ogni biglietto venduto durante un loro concerto, un dollaro viene donato in beneficenza per contribuire al pagamento delle cure di Chi Cheng.[94]

Nel 2011 Chino Moreno, in collaborazione con Shaun Lopez dei Far, ha fondato il progetto di musica elettronica Crosses (più spesso indicato con il logo †††), che per il momento ha pubblicato due EP.[95] Il 16 aprile 2011, in occasione del Record Store Day, viene pubblicato nel solo formato vinile Covers, disco che raccoglie tutte le cover di brani di altre band registrate in studio dai Deftones nel corso degli anni, e precedentemente pubblicate come lati B dei singoli.[96]

Koi No Yokan, la morte di Chi Cheng e la pubblicazione di Eros (2012-presente)[modifica | modifica wikitesto]

Il 29 marzo 2012 è stata pubblicata un'intervista a Stephen Carpenter sul canale YouTube della ESP Guitars. Nell'intervista, Carpenter ha parlato del suo passaggio dalle chitarre a 7 corde con quelle ad otto corde. Verso la fine dell'intervista, ha rivelato anche che i Deftones stavano lavorando al nuovo album:[97]

« Io e il mio gruppo, i Deftones, stiamo lavorando a un nuovo album e speriamo di concludere le registrazione per l'estate del 2012, e quando il nuovo album sarà completato inizieremo un nuovo tour e suoneremo alcune nostre canzoni per coloro che sono interessati. »

Il frontman Chino Moreno ha affermato che il nuovo album avrebbe presentato una certa somiglianza con l'album White Pony e ha spiegato che "le canzoni sono molto differenti l'una dall'altra, non pesanti o lente, ma più dinamiche, andando verso direzioni varie. [L'album] è pesante ma meraviglioso." In aggiunta è stato rivelato il ritorno alla produzione di Nick Raskulinecz.[98]

Il 23 aprile è stato annunciato che i Deftones avrebbero intrapreso un tour insieme ai System of a Down, iniziato il 2 agosto a Filadelfia e conclusosi il 15 agosto a Chicago.[99] Secondo Moreno, l'album potrebbe essere previsto per il 9 ottobre e ha affermato che il gruppo sarebbe intenzionato a registrare alcune b-side per l'album, tra cui una cover di un brano di Elvis Presley e possibilmente una cover di una canzone degli Earth, Wind & Fire.[100] Tuttavia più tardi è stato annunciato che l'album non avrebbe presentato alcuna bonus track.[101] Il 29 luglio i Deftones hanno eseguito dal vivo i brani Rosemary e Roller Derby (successivamente re-intitolata in Poltergeist).[102]

Il 30 agosto 2012 il gruppo ha annunciato tramite Facebook il titolo del loro settimo album, Koi No Yokan, la data di pubblicazione, fissata per il 13 novembre, e le prime date del tour promozionale a cui avrebbero partecipato come gruppo di supporto gli Scars on Broadway. Il 19 settembre 2012, i Deftones hanno pubblicato tramite il loro sito ufficiale il primo singolo Leathers, reso disponibile per il download gratuito dal sito per un periodo limitato di tempo,[103] per poi essere distribuito nei concerti nel formato musicassetta insieme al brano Rosemary.[104] Nello stesso giorno è stata rivelata anche la lista tracce.[103] Il 4 ottobre, il gruppo ha pubblicato il primo singolo ufficiale Tempest.[105] Nel mese di marzo è stata annunciata la pubblicazione di un nuovo EP nel solo formato in 33 giri ed intitolato Live: Volume I - Selections from Adrenaline.[106] Il disco, pubblicato il 20 aprile in occasione del Record Store Day, contiene quattro tracce eseguite nel 1996 a Buffalo ed è il primo di una serie di sette dischi che si soffermerà su alcuni momenti particolari della carriera del gruppo.[106]

Il 13 aprile 2013, il bassista Chi Cheng, dopo oltre quattro anni di coma, è morto in ospedale dopo essere stato trasportato d'urgenza alla sala di emergenza ospedaliera.[18]

L'11 maggio fu rivelato da Chino Moreno che l'album Eros, abbandonato nel 2008 a causa dell'incidente stradale di Cheng, verrà pubblicato, senza rivelare alcuna data.[107]

Stile ed influenze[modifica | modifica wikitesto]

Chino Moreno nel 1998, sul set del videoclip di Be Quiet and Drive

Inizialmente i Deftones espressero uno stile molto aggressivo e vicino al nu metal. Si distinguevano, però, dagli altri gruppi del genere, a causa dell'insolita alternanza tra potenti scream vocali, sostenuti da chitarre molto distorte, e momenti melodici più eterei e riflessivi[1][7] e un suono con forti influenze grunge[33][31] e hardcore punk.[32][43] Con Around the Fur il suono del gruppo si evolse e in esso cominciarono a farsi più evidenti le influenze degli Smashing Pumpkins, dei Pantera, dei Soundgarden e dei Nirvana.[32][33] Raggiunsero la maturità artistica e compositiva con il successivo White Pony, che proponeva un suono più ricercato, leggero e melodico rispetto ai precedenti album e nel quale vennero incorporati anche elementi post-punk, new wave e darkwave.[32] In realtà piccole influenze post-punk e darkwave erano già presenti nei primi due album, rintracciabili in particolare nello stile vocale di Chino Moreno.[16][32][45]

Se nell'album Deftones la band aveva riproposto lo stile musicale degli album precedenti, ad esclusione del brano più sperimentale Anniversary of an Uninteresting Event,[7] con Saturday Night Wrist cominciò a discostarsi abbastanza dal vecchio stile, proseguendo con la sperimentazione ed incorporando alcuni elementi tipici dell'indie rock e della psichedelia nel proprio sound, oltre ad alcune influenze provenienti dalla musica dei Team Sleep di Chino Moreno.[30] Lo stile proposto nell'album Diamond Eyes si può invece definire come un'ulteriore evoluzione e incontro tra le sonorità degli album Around the Fur e White Pony:[87] se alcuni brani sono melodici e sognanti, altri alternano tratti tranquilli e riflessivi ad altri più esplosivi e violenti.[108] Analizzando più attentamente il loro stile sono inoltre riconoscibili le influenze di gruppi quali Alice in Chains, Bad Brains, Black Sabbath, The Cure, Depeche Mode, Faith No More, Helmet, Hum,[109] Jane's Addiction, Metallica, Mr. Bungle, My Bloody Valentine, Quicksand, Smiths e Tool;[1][25][32][52] ma anche elementi provenienti da una grande varietà di generi musicali, tra cui, oltre quelli citati in precedenza, si aggiungono dream pop, post-hardcore, art rock, noise, D.C. hardcore, gothic rock, post metal e rap .[6][7][16][41][52][68]

Tutti i membri della band possiedono grandi doti tecniche: Chino Moreno è dotato di una tecnica vocale molto versatile che lo rende in grado di cambiare più volte registro vocale in modo rapido, passando con facilità da uno scream ad un cantato più melodico o ad un falsetto,[16][39][110] ed eseguire vocalizzi molto particolari,[41] Stephen Carpenter è considerato uno dei chitarristi migliori dell'intero movimento nu metal, Abe Cunningham è ritenuto un ottimo batterista e propone uno stile molto sofisticato ed innovativo.[45][111] Da notare sono anche la bravura di Chi Cheng al basso e il modo in cui lo stile di Frank Delgado si discosta notevolmente da quello tipico degli altri DJ rap metal e nu metal: egli infatti utilizza raramente lo scratching, preferendo il campionatore ai piatti e cercando di creare suoni più sperimentali ed atmosferici, derivati soprattutto dall'ambient, ma anche altri più vicini al trip hop e alla darkwave degli anni ottanta.[7][41]

I testi dei primi album dei Deftones parlavano principalmente di problemi personali e vita di strada, mentre i testi degli album White Pony e Diamond Eyes sono in gran parte metaforici e astratti; Chino Moreno, in un'intervista alla rivista musicale Spin, riguardo all'ultimo album, spiega:

(EN)
« Well, I've been wanting to record a fantasy album like White Pony[...]I don't like listening to people's problems -- I like music. Music has been smothered with that complaining since the early-'90s.[...]I do very little singing about myself on this record.[...]Those are the kind of lyrics I grew up with -- like the Cure. Really visual images and no storytelling. »
(IT)
« Per quanto riguarda i testi, volevo scrivere un album di fantasia come lo è stato White Pony. Non volevo parlare di problemi nei testi, non mi piace ascoltare i problemi delle persone. A me piace la musica. La musica è soffocata da tutti questi lamenti sin dai primi anni '90.[...] Canto veramente poco di me stesso su questo album.[...] Mi sono ispirato alla musica con cui sono cresciuto, come i Cure. Immagini visuali e nessun racconto. »
(Chino Moreno[112])

In un'intervista a TheQuietus, precisa:

(EN)
« I like to be ambiguous when writing to a certain extent, and throwing something so brash [as Chi's accident] against that and playing with it.[...]I'm not always talking about myself. »
(IT)
« Mi piace essere ambiguo quando scrivo un testo su qualcosa, mettendoci sopra qualcosa di molto arrogante e giocandoci sopra.[...]Non parlo sempre di me stesso. »
(Chino Moreno[113])

I Deftones hanno esercitato una forte influenza su molti gruppi alternative metal, nu metal e post-hardcore a loro successivi, tra i quali si possono citare: Thirty Seconds to Mars,[114] Avenged Sevenfold,[115] Breaking Benjamin,[116] Dead by Sunrise,[117] The Dillinger Escape Plan,[118] Disturbed,[119] Dir en grey,[120] Drowning Pool,[121] Finch,[1] Funeral for a Friend,[1] Glassjaw,[122][123] Godsmack,[124] Hoobastank,[125] Ill Niño,[126] Linea 77,[127] Linkin Park,[128] Lostprophets,[129] Mudvayne,[130] Seether,[131] Skindred,[132] Slipknot,[133] Spineshank,[134] Taproot[135][136] e Will Haven.[137]

Anche i Limp Bizkit hanno più volte citato i Deftones come influenza per la loro musica: infatti nei crediti riportati sul libretto del loro album di debutto Three Dollar Bill, Yall$, si può leggere la scritta "Thanks to Deftones (Abe, Chino, Chi, Stephen) for inspiration" e la canzone Indigo Flow li cita esplicitamente, così come la più recente Head for the Barricade, che fa parte dell'album Results May Vary. Matthew Bellamy e Chris Wolstenholme, rispettivamente frontman e bassista dei Muse, hanno dichiarato che i Deftones sono una delle loro band preferite[138] e hanno più volte suonato dal vivo il riff introduttivo di Headup (utilizzato come finale per la loro canzone New Born), oltre a quelli di altri celebri brani dei Deftones come My Own Summer (Shove It) e Bored.

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Attuale
Ex componenti

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Discografia dei Deftones.

Note[modifica | modifica wikitesto]

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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Enciclopedie[modifica | modifica wikitesto]

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  • (EN) The 20 Best Singles of 1998 in Spin, vol. 15, nº 1, SPIN Media LLC, gennaio 1999, pp. 92-93, ISSN 0886-3032.
  • (EN) Deftones - Diamond Eyes in Spin, vol. 26, nº 5, SPIN Media LLC, giugno 2010, pp. 86-87, ISSN 0886-3032.

Altri testi[modifica | modifica wikitesto]

  • Tommaso Iannini, Korn. Gli intoccabili, Taylor & Francis, 2002, ISBN 88-09-02629-2, ..
  • (EN) Garry Sharpe-Young, New Wave of American Heavy Metal, Zonda Books Limited, 2005, ISBN 0-9582684-0-1, ..

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